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Another Code: Two Memories

Recensione
Piattaforma:
Nintendo DS
Editore:
Nintendo
Sviluppatore:
Nintendo
Data di rilascio:
24 - 06 - 05
Genere:
Altri
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Another Code: Two Memories

Punteggio

7.5/10

Another Code: Two Memories

Accolto trionfalmente in patria e atteso in lingua comprensibile da noi occidentali, è finalmente giunto sul mercato europeo (per una volta addirittura prima di quello americano) Another Code: Two Memories, intrigante avventura capace di sfruttare appieno tutte le caratteristiche peculiari del Nintendo DS.
Con un inizio di estate inaspettatamente florido per il parco giochi della console a due schermi, varrà davvero la pena fare un passo indietro nel tempo per tornare ai punta e clicca? La risposta nelle prossime righe...


Due memorie is megl che uan


Il gioco realizzato da Cing fa sicuramente parte di quella categoria di titoli “per molti ma non per tutti”: si tratta infatti, come già detto, di una avventura punta e clicca per moltissimi aspetti simile a quelle che imperversavano su Pc qualche anno fa, soprattutto grazie a una Lucasarts in grande spolvero e incontrastata regina del genere. Questo sta a significare che Another Code non è un prodotto consigliabile a chi è alla ricerca di azione o di un’esperienza immediata e fracassona: al contrario, la produzione Nintendo è l’esatto opposto, richiedendo al giocatore di risolvere puzzle, leggere montagne di testo e vagare tra ambientazioni varie alla ricerca di oggetti o suggerimenti.
L’aspetto “punta e clicca” è su DS affidato all’utilizzo del pennino, che ovviamente si adatta alla perfezione a questo genere di scopo. La storia che fa da sfondo alle vicende mette nei panni di Ashley, una tredicenne molto matura rispetto alla sua età, cresciuta fin dall’età di 3 anni grazie alle cure della sorella del padre dopo che un tragico evento aveva distrutto la sua famiglia. La madre era stata infatti uccisa nella sua abitazione proprio davanti agli occhi della bimba e il padre, per il dolore e per sfuggire dalle accuse di omicidio, si era rifugiato in una enorme e deserta villa all’interno di un’altrettanto deserta e tetra isola. Il gioco ha inizio proprio con Ashley e sua zia Jessica a bordo di una piccola barca, con rotta verso l’isola di cui sopra alla ricerca del padre, rifattosi vivo con l’invio alla figlia di un pacco contenente un misterioso dispositivo, il DAS, acronimo di Dual Another System. Delle premesse intriganti, seppur non particolarmente originali, che rappresentano solo l’incipit di una storia destinata a dipanarsi passo dopo passo, e non solo per quanto riguarda la famiglia di Ashley... sì perchè dopo pochi istanti di gioco la protagonista è destinata infatti a fare la conoscenza di D, il fantasma di un bambino morto circa 50 anni prima e del tutto privo della memoria sui fatti che ne hanno decretato la prematura scomparsa.

Cliccando col pennino


La struttura di gioco di Another Code: Two Memories è quindi piuttosto classica, anche se non mancano affatto aspetti interessanti legati soprattutto alle caratteristiche della console Nintendo.
L’utilizzo dei due schermi anzitutto, dove l’inferiore permette di vedere a volo d’uccello l’ambientazione e i protagonisti e muoverli nella direzione in cui viene poggiato il pennino, mentre quello superiore lascia spazio a schermate statiche che in sintesi riproducono ciò che Ashley vede in prima persona. Nel caso in cui una zona o un settore presenti degli aspetti interagibili, la pressione di un’icona sposta l’immagine nella porzione inferiore, permettendo così di cliccare sugli oggetti presenti per recuperare informazioni o oggetti. Discorso simile per i dialoghi coi personaggi non giocanti. Malgrado Another Code appartenga ad un genere di nicchia e sicuramente non sulla cresta dell’onda, la fatica di Cing non è certamente un gioco destinato a mettere alle strette gli appassionati di vecchia data del genere. vDetto in altre parole, la produzione Nintendo è un titolo piuttosto facile, estremamente lineare e praticamente incapace di mettere seriamente in difficoltà qualsiasi giocatore con un minimo di esperienza nel “settore”. Discorso questo valido lungo tutta l’avventura, ad eccezione di 2 o 3 puzzle piuttosto impegnativi soprattutto per la necessità di risolverli tramite strategie per così dire “non convenzionali”, ovvero legate direttamente agli aspetti peculiari del Nintendo DS. Nonostante quindi Another Code non sia certo un punta e clicca destinato a rimanere nella storia del genere o capace di insediarne i mostri sacri, ha senza dubbio il merito di coinvolgere dall’inizio alla fine, grazie al discreto ritmo e alla storia interessante.
Benchè il gioco in questione rappresenti quindi un ottimo inizio nonchè un tipo di prodotto quasi unico su console portatili, non manca purtroppo di difetti capaci di comprometterne la valutazione complessiva.
Sicuramente il più grave va ricercato nella estrema brevità dell’avventura, risolvibile senza troppi patemi in 6 o 7 ore. Cifra destinata a crollare ulteriormente escludendo il tempo passato nei dialoghi, spesso estenuanti e fin troppo articolati, e nella lettura di appunti e note in parecchi casi poco incisivi all’interno della narrazione. Direttamente collegata alla ridotta longevità va segnalata anche la limitata varietà delle ambientazioni: dopo un breve preambolo all’esterno della villa, tutta la storia si svolge infatti al suo interno, mortificando le fasi esplorative tra corridoi tutti uguali e stanze più o meno grandi da esplorare.
Positivo invece il discorso riguardo all’aspetto tecnico, forte di uno stile grafico manga particolarmente riuscito affiancato da un ottimo livello di dettaglio delle locazioni da esplorare. Non sufficiente invece il sonoro, costituito da effetti ridotti all’osso e brani ben presto ripetitivi.

Altre informazioni su Another Code: Two Memories



 

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