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Hotel Dusk: Room 215

Recensione
Piattaforma:
Nintendo DS
Genere:
Avventura
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Hotel Dusk: Room 215

Punteggio

8/10

Hotel Dusk: Room 215

On your way to Hotel Dusk
Durante i primi mesi di vita del Nintendo DS, quando ancora si speculava sul potenziale della console, un titolo chiamato Another Code: Two Memories stuzzicò la fantasia degli utenti del portatile a due schermi.
Si trattava di un'avventura grafica, non completamente riuscita a dire il vero, ma con molto potenziale. Lasciarlo inespresso sarebbe stata una mossa stupida da parte di Cing, che si è messa di li a poco al lavoro su un altro titolo del medesimo genere, promettendo di risolvere i problemi che avevano compromesso la riuscita di Another Code.
Il titolo in questione risponde al nome di Hotel Dusk.
Già disponibile in America, è in dirittura d’arrivo anche in Europa.


Keep Wishing
28 Dicembre 1979. Kyle Hyde varca la soglia dell'Hotel Dusk in cerca di una stanza per la notte.
Il lavoro l'ha portato lì, a vendere oggettucoli porta a porta in un angolo sperduto dell'America per conto della Red Crown, compagnia gestita dall'amico Ed.
Ma dietro l'aspetto consumato e il fare cinico del protagonista si celano inquietanti segreti e un passato nella polizia di New York, una carriera mandata in pezzi da un terribile incidente.
Kyle non riesce a darsi pace, e a tre anni di distanza continua ad inseguire il fantasma del suo partner, Bradley. Un amico. Un traditore.
Ed è proprio durante il soggiorno nell'hotel che il passato busserà alla porta sua stanza, facendo riaffiorare ricordi e conducendolo lungo una pista che sembra forse poterlo portare vicino alla verità.
Che la cosa sia legata al soprannome dell'alloggio di Kyle, la Wish Room, in cui i desideri di ospiti passati paiono essersi avverati?
O sono solo coincidenze?
Eppure tutti gli inquilini dell'hotel sembrano in qualche modo legati a qualcosa di grosso, qualcosa di cui il passato del protagonista è solo una piccolissima parte...

Investigate
Come farsi strada tra menzogne e complotti dunque? Naturalmente grazie all'uso del pennino.
Una delle particolarità di Hotel Dusk è che dovremo impugnare il DS di lato proprio come fosse un libro, in modo simile a quanto accade in Brain Training, scelta che ben si sposa con lo stile narrativo del titolo.
Sullo schermo inferiore (quello alla nostra destra) avremo generalmente una planimetria dell'hotel, una specie di mappa su cui ci muoveremo semplicemente puntando la direzione desiderata. Lo schermo di sinistra invece mostrerà l'ambiente circostante in dettaglio. Una serie di icone ci permetteranno di interagire con vari elementi. Potremo ingrandire particolari e leggere descrizioni minuziose di ogni mobilia e suppellettile, parlare con i personaggi, utilizzare gli oggetti in nostro possesso e addirittura prendere annotazioni sul nostro block notes, tutto semplicemente premendo l'icona giusta quando ne avremo bisogno.
L'interfaccia è estremamente funzionale e decisamente migliorata rispetto a quella di Another Code. Certo il ritmo di gioco è a volte rallentato dalla necessità di passare dalla modalità esplorativa a quella di osservazione, ma si tratta di una scelta che si adatta allo stile romanzesco ed estremamente meditativo del titolo.
Aspetto facilmente deducibile anche dalla grande quantità di tempo che trascorreremo leggendo con attenzione dialoghi, fortunatamente ben scritti e tutt'altro che noiosi, in cui non mancheranno scelte e bivi assolutamente da non prendere alla leggera: specie nelle fasi avanzate della storia, porre una domanda sbagliata o esaurire gli argomenti durante un interrogatorio potrebbe irrimediabilmente condurci ad un prematuro game over.
Allo stesso modo bisogna gestire con attenzione l'uso degli oggetti. Per investigare con calma Kyle dovrà mantenere un basso profilo e non destare sospetti, ma interagendo in modo sbagliato con quello che ci circonda potremmo attirare troppo l'attenzione, finendo per essere cacciati fuori dall'hotel a pedate!

Don't lie to me.
Hotel Dusk è un noir. Rendere l'atmosfera di questo filone narrativo è un compito per nulla semplice, ed equilibrarne in maniera errata le caratteristiche ne comprometterebbe irrimediabilmente il risultato finale.
Quando il prodotto in questione è un videogioco, poi, ad una sceneggiatura di qualità occorre accostare uno stile grafico adeguato ed un accompagnamento sonoro altrettanto azzeccato.
Fortunatamente il titolo Cing riesce con successo ad evocare fin dai primi minuti di gioco un'ottima atmosfera. La trama tiene il giocatore incollato allo schermo, una rivelazione dopo l'altra, mentre il motore grafico esalta i dialoghi grazie a personaggi che occupano quasi interamente lo schermo, disegnati a matita, come fossero schizzi in bianco e nero (i più nostalgici non potranno che ricordare il video Take on Me, degli A-ha) ed animati in maniera fluida e naturale. Malgrado le inquadrature statiche e la mancanza di doppiaggio, l'ottimo character design e l'espressività dei movimenti di corpo e viso riescono a conferire una personalità impareggiabile alla narrazione.
La mappa mostrata sul touch screen durante l'esplorazione, anche se estremamente stilizzata, è facile da navigare e ricca di dettagli. Potremo distinguere con chiarezza anche piccoli oggetti come lattine di birra, telefoni e fogli di carta posti sui tavoli, che verranno comunque mostrati nel particolare sullo schermo superiore dove un motore grafico tridimensionale di buona fattura inquadrerà la visuale del protagonista in prima persona. In caso di bisogno potremo addirittura spostare l'angolo della telecamera per visualizzare gli oggetti di lato, in modo da essere sicuri di non lasciarci sfuggire nessun dettaglio dal quale possa dipendere il successo della nostra investigazione.
L'aspetto meno riuscito del titolo è sicuramente la colonna sonora. I brani che ci accompagneranno lungo i capitoli del gioco sono spesso fuori contesto e decisamente troppo allegri, ma passano in secondo piano lasciandosi assorbire dalle vicende. Gli effetti sonori invece sono perfettamente pertinenti. L'eco dei passi, il cigolio delle porte e lo squillo del telefono sono solo alcuni dei rumori che contribuiranno attivamente alla creazione di un'atmosfera tesa e misteriosa.

The old trick in the book
Tra i più gravi difetti di Another Code si possono annoverare sicuramente la longevità e l’immaturità della trama; due elementi da cui Hotel Dusk prende le distanze sin da subito. Il linguaggio usato dagli sceneggiatori è fresco, tagliente, stimolante. Personaggi cinici e decisamente adulti si alternano sulla scena lungo la decina di capitoli che compongono la storia che, per essere portata a termine necessita di oltre 15 ore. La possibilità di commettere errori fatali, poi, aumenta sia la longevità che il livello di sfida, comunque non troppo elevato a causa di una certa linearità e della difficoltà degli enigmi.
Questo però non vuol dire che il titolo Cing sia perfetto. Il suo più grande problema è proprio il modo in cui è strutturato. Come già accennato in precedenza, si tratta di un gioco dal ritmo lento. E’ ambientato unicamente all’interno di un albergo, quindi l’aria di azione è molto limitata.
Il suo punto di forza è nel modo in cui è scritto, nel fascino dei personaggi. Giocatori in cerca di azione o che aberrano la possiblità di dover leggere per decine di minuti finestre di testo farebbero bene a starne alla larga.
Va anche considerato il problema della localizzazione, un’arma a doppio taglio. L’inglese utilizzato per scrivere la sceneggiatura è di livello piuttosto complesso, ricco di modi di dire ed espressioni dialettali che, per quanto contribuiscano a rendere peculiari gli scambi di battute, rischiano di perdere tutto il loro charme in fase di traduzione. Dunque troppo difficile se non si comprende l’inglese, lascerebbe comunque a desiderare una volta tradotto.

Sintesi

Chi fosse in cerca di un’avventura grafica di ottima qualità, troverà sicuramente quello che cerca tra le mura di Hotel Dusk. Il titolo si regge su sceneggiatura matura e ricercata, situazioni interessanti e personaggi misteriosi e pieni di segreti da svelare; elementi che uniti al buon sistema di controllo e alla direzione artistica degna di massimo rispetto creano un mix eccellente. Tra i pochi difetti, l’unico degno di nota è la sobria lentezza della narrazione, che potrebbe allontanare i giocatori meno pazienti. Per tutti gli altri, un acquisto praticamente obbligatorio.

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