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Megaman ZX

Recensione
Piattaforma:
Nintendo DS
Genere:
Azione
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Megaman ZX

Punteggio

8/10

Megaman ZX

The Past...
Megaman non è certo un personaggio che necessita di presentazioni.
Specialmente in tempi recenti ha vissuto un periodo piuttosto florido, in cui ha letteralmente invaso il mercato portatile con spin off e remake di vecchi titoli.
Si pensi alla fortunata PSP che ha visto entrare nella propria scuderia i rifacimenti di Megaman X e del primissimo episodio.
Ma niente panico: dopo pochi mesi dall’uscita del quinto capitolo dello spin off Battle Network per DS (e del sesto in due versioni per GBA), il Blue Bomber torna a deliziare anche l’utenza del piccolo Nintendo a due schermi, con un nuovo episodio, seguito della serie regolare dedicata all’eroe Capcom.
Megaman ZX è infatti ambientato dopo la fine del quarto ed ultimo titolo dedicato a Zero, rilasciato un paio di anni fa per Game Boy Advance. Il gioco presenta alcune nuove, interessanti caratteristiche...
...and the Future
Dopo secoli di interminabili guerre, umani ed androidi raggiunsero un accordo che permise alle due razze di convivere: agli umani sarebbe stata concessa la tecnologia per raggiungere la forza e resistenza dei reploid, mentre questi ultimi avrebbero ottenuto la mortalità umana.
Ormai i conflitti tra le due razze sono un lontano ricordo, e la pace prospera anche se talvolta viene ostacolata da piccole schermaglie ad opera di reploid ribelli nelle cosiddette "Outer Zones", aree lontane dall'ordine e dalla civilizzazione delle città.
Questi scontri vengono prontamente neutralizzati dall’operato dei Guardians e dai soldati della Slither Inc., compagnia che si occupa anche dell’estrazione e studio di nuovi materiali energetici.
Vent ed Aile sono due fattorini della Giro Express, compagnia di trasporti di proprietà di Girouette. Durante la consegna di un pacco contenente un misterioso materiale, vengono coinvolti in un conflitto a fuoco ed esposti al contenuto del loro carico, il Biometal, guadagnando straordinari poteri.
Per scoprire in che modo questo cambierà la loro vita e li legherà ai Guardians e alla Slither Inc., non resta che immergersi nel mondo di Megaman ZX.
Malgrado i personaggi principali di questo ZX siano due, all’inizio del gioco dovrete sceglierne uno, che utilizzerete fino alla fine dell'avventura. Le caratteristiche di Aile e Vent sono praticamente identici in termini di gameplay. Le uniche differenze che incontrerete giocando con uno o con l’altro saranno alcune piccole animazioni degli sprite, gli effetti vocali e, cosa decisamente più interessante, alcune parti della trama.
L’introduzione di due personaggi giocabili è sicuramente la meno importante delle novità presentate in questo capitolo della saga di Megaman. I più esperti se ne accorgeranno immediatamente, e coloro i quali hanno già affrontato i quattro episodi dedicati a Zero se l’aspettavano: Megaman assume, in quest’incarnazione portatile, le caratteristiche di quei platform simili a Metroid, o più recentemente agli ultimi Castlevania.
Non più quindi Stage Select in cui decidevamo quali boss affrontare, ma un mondo continuo, completamente esplorabile, e anche decisamente grande (forse anche più di quello dei titoli a cui Megaman ZX si ispira).
Naturalmente il titolo conserva una certa linearità. Non tutte le aree saranno immediatamente accessibili, e anche nei primissimi livelli faranno bella mostra di sè piccole sezioni apparentemente irraggiungibili.
Questo vuol dire che l’area esplorabile sarà inizialmente limitata, e si amplierà lentamente mano a mano che il giocatore otterrà oggetti chiave di vario tipo.
Il procedere del gioco è scandito dalla risoluzione di missioni selezionabili da una lista. Ogni missione si svolgerà all’interno di una delle numerose aree di gioco. Ognuna prevede ovviamente la sconfitta di uno o più boss. A volte questo vi permetterà di guadagnare una semplice keycard per aprire alcune porte chiuse, altre invece otterrete nuove trasformazioni - di cui parleremo più avanti - o potenziare quelle che già possedete. In ogni caso la sconfitta di un guardiano di fine livello porterà ad un conseguente avanzamento della trama.
Insomma, malgrado il lifting, il gameplay una volta ridotto all’osso non si allontana poi tanto dall’originale, ma merita un plauso il tentativo (un successo!) di innovare, attraverso una sensata evoluzione del concept, il buon vecchio platforming che vede ormai da decenni protagonista il Blue Bomber.

Salvare il mondo sarà il compito principale di Aile e Vent, e per riuscirvi dovranno raccogliere i cosiddetti Biometal, degli artefatti contenenti le memorie e abilità di reploid esistiti nel passato.
Assorbendoli, i due possono trasformarsi in questi guerrieri leggendari.
Oltre a quella umana, dunque, i due protagonisti potranno assumere altre sette forme, ognuna con armi, mosse speciali ed abilità diverse.
L’ottenimento di alcuni Biometal sarà essenziale per l’esplorazione: La forma HX ad esempio vi permetterà di eseguire scatti in aria, quella LX vi donerà elevatissima mobilità sott’acqua, mentre con la FX potrete incendiare o frantumare elementi degli sfondi.
Oltre a questo, ogni Biometal farà uso in modo diverso dello schermo inferiore del DS. Potrete quindi avere una mappa dettagliata dell’area, uno scan degli avversari (che indicherà anche i punti deboli dei Boss) o ancora un rilevatore di oggetti nascosti.
Tra proprietà elementali, tipi di attacco e mobilità, il gioco presenta una buona varietà di personaggi giocabili, anche se in fondo qualunque giocatore dopo aver preso confidenza con i semplicissimi comandi (che prevedono un tasto per il salto, uno per la scivolata-scatto e due per gli attacchi a distanza e corpo a corpo) sceglierà di utilizzare maggiormente la forma che preferirà, cambiandola al volo solo in caso di bisogno, premendo l’apposito tasto che richiama un menu circolare simile a quelli visti nei giochi della serie Seiken Desetsu, grazie al quale potrete trasformarvi in tempo reale e senza interruzioni.
Megaman ZX eredita in toto la direzione artistica di Megaman Zero. L’aspetto grafico dunque non si discosta troppo da quanto visto su Game Boy Advance.
I fondali, rigorosamente 2D, presentano molteplici livelli di parallasse ed un livello di dettaglio invidiabile. Fortunatamente l'attenzione dedicata al motore grafico è supportata da un level design ottimo e variegato che terrà anche i giocatori più abili sulle spine lungo tutta la durata dell'avventura.
Le varie missioni non si limitano a farvi attraversare i livelli passivamente, ma vi coinvolgeranno di tanto in tanto in ricerca di oggetti, salvataggio di civili ed altre piccole attività che contribuiscono a rendere più piacevole ed interessante l’esperienza di gioco.
Va segnalata inoltre la presenza di alcune aree civilizzate, in cui è possibile parlare con i civili in cerca di compiti secondari o partecipare ad alcuni minigame.
Gli sprite dei personaggi e dei vari avversari, anch’essi di notevole fattura, sono sufficientemente grandi e molto bene animati. Risultano inoltre molto originali i Boss, merito del character design molto particolare e della cura riservata ai vari androidi presenti nel gioco.
Le trasformazioni di Aile e Vent ricordano molto da vicino quelle degli eroi visti in passato nella serie: Zero, X, Harpuia, Fefnir ed altri sono i modelli a cui si rifanno le armature indossate dai protagonisti nelle loro trasformazioni, così come le abilità che aquisiscono e gli effetti grafici che li accompagnano.
Inaspettatamente, alcuni dei passaggi più importanti della storia sono accompagnati da vere e proprie scene animate in stile anime, doppiate in giapponese e sottotitolate in inglese, realizzate e compresse sul DS in modo più che discreto, e che aggiungono spessore alla già ottima presentazione del titolo.
L’aspetto cosmetico è supportato da un comparto sonoro altrettanto soddisfacente, con effetti perfettamente calzanti, campionamenti vocali per gli attacchi ed una colonna sonora che strizza l’occhio al passato: una selezione di musiche ben composte dal ritmo incalzante ed estremamente orecchiabili.
Purtroppo, a differenza di quanto accade nella versione giapponese del gioco, sono completamente assenti dialoghi doppiati. Questo è ingiustificabile, dato che ai programmatori non sarebbe costato nulla a lasciare comunque le voci originali. Evidentemente i publisher non hanno voluto investire nel doppiaggio inglese di Megaman ZX.
Completare l'avventura principale necessita una decina d'ore, che potrebbero letteralmente moltiplicarsi a causa dell'elevato (stimolante ma mai frustrante) livello di difficoltà.
Com'è lecito aspettarsi da un platform in stile Metroid (sottogenere che risponde al simpatico appellativo di Metroidvania), in Megaman ZX abbondano inoltre piccole aree nascoste ed oggetti segreti che variano da capsule curative ad accessori equipaggiabili. Oltre a questo e alle già accennate quest aggiuntive, i programmatori hanno inserito anche altri contenuti extra, come un Biometal segreto ed una manciata di Boss addizionali sbloccabili inserendo al momento giusto le cartucce di Megaman Zero 3 e 4 nello slot inferiore del DS, ed un ultimo formidabile nemico segreto che farà la gioia dei giocatori nostalgici.
Moltiplicando il tutto per i due personaggi giocabili, il risultato non può che essere un'ottima longevità.

Sintesi

Megaman ZX porta nuova linfa alla serie Capcom, che già sembrava aver ritrovato una propria dimensione con gli episodi dedicati a Zero usciti su GBA. Un concentrato di azione frenetica che riprende elementi da gemme dell'epoca d'oro dei 16 bit, quali Demon's Crest, Super Metroid e ovviamente lo stesso Megaman X. Considerando l'elevatissima giocabilità, l'ottimo comparto tecnico e la longevità, questo titolo non può assolutamente mancare nella softeca di tutti gli amanti dei platform e degli action. E se siete tra quei fan del Blue Bomber ancora non in possesso di un Nintendo DS, questa volta avete un ottima ragione per comprarne uno.

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