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Phoenix Wright: Ace Attorney Justice For All

Recensione
Piattaforma:
Nintendo DS
Sviluppatore:
Capcom
Genere:
Avventura
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Phoenix Wright: Ace Attorney Justice For All

Punteggio

8.2/10

Pro:

+ Coinvolgente ed ironico come sempre
+ Musiche accattivanti ed effetti sonori splendidi
+ Ottime animazioni

Contro:

- Nessuna esclusiva rispetto alla versione GBA
- Solo 4 casi possono essere pochi
- Rigiocabilità bassa

Phoenix Wright: Ace Attorney Justice For All

Dopo il grandioso successo del remake per Nintendo DS del primo episodio apparso su GBA della sempre più blasonata serie di casa Capcom, Gyakuten Saiban (in occidente conosciuta con il nome di Phoenix Wright), ecco sbarcare nella terra del sol levante l’attesissimo secondo episodio, Gyakuten Saiban 2 (Phoenix Wright: Ace Attorney Justice For All per l'Europa e gli States) nel quale ci ritroveremo -sempre impersonando l'impareggiabile avvocato difensore Phoenix Wright- alle prese con quattro nuovi appassionanti casi e naturalmente ritrovando vecchi personaggi, come: Maya e Mia Fey, Miles Edgeworth, il giudice ed il Detective Gumshoe; oltre a conoscerne di nuovi: Pearl Fey, cuginetta di Maya, e la figlia prodigio di Von Karma, la quale vuole vendicare la sconfitta subita dal padre.

Nick è tornato!
Come già ribadito, Phoenix (per gli amici Nick) è un avvocato difensore. Il primo caso non è altro che un tutorial per dare la possibilità a chi non ha giocato l’episodio precedente di acquisire familiarità con l’originale gameplay che ci propone il gioco. Ritroveremo il nostro Phoenix colpito da una terribile amnesia che gli farà perdere, temporaneamente, la memoria e le sue notevoli abilità di avvocato. Il gameplay di Phoenix Wright: Ace Attorney Justice for All è pressoché identico a quello del prequel e si divide in due parti principali. La prima consiste nell’investigare sul caso; ci occuperemo della ricerca degli indizi e della raccolta di testimonianze. Utilizzando il pennino o il d-pad e i tasti del DS in base alle proprie preferenze, sarà possibile muoversi in varie locazioni legate al caso sul quale stiamo lavorando. Questi luoghi saranno mostrati sullo schermo superiore, ma premendo l’apposito pulsante li vedremo scivolare su quello inferiore, in modo da poter puntare qualunque elemento per ottenerne una descrizione o, eventualmente, interagire con esso. Quest’interfaccia ricorda moltissimo i punta e clicca più classici, come ad esempio quelli made in LucasArts. Una volta che avremo trovato oggetti o altri elementi utili al caso, essi verranno archiviati nella sezione “Court Records” del nostro menu, a cui potremo accedere in qualunque momento del gioco per esaminarli o per mostrarli ad altri personaggi. Una piccola novità di questo nuovo episodio consiste nella possibilità di poter mostrare non solo le prove ma anche i volti delle persone che conosceremo nei vari casi. Ovviamente ottenere tutto quello di cui avremo bisogno per arrivare alla soluzione non sarà sempre facile. Entrare in possesso di un’informazione chiave o un oggetto sarà un lavoro che richiederà, alle volte, attenzione e risolutezza. Un’ulteriore novità consiste negli "Psyche-Locks". Grazie ad un particolare medaglione donatogli da Pearl Fey, Phoenix è in grado di vedere, solo ed esclusivamente nella fase investigativa, quando un testimone nasconderà una rivelazione importante; appariranno quindi una serie di lucchetti che noi dovremo rompere presentando la prova giusta.

Court is back in session!
Una volta esaurita la ricerca di prove, documenti e testimonianze, si passerà alla seconda fase (che è il cuore del titolo Capcom), nonché la sua vera peculiarità. Come molti sapranno, i processi di Phoenix Wright sono così intensi e coinvolgenti che a volte dubiteremo di star giocando ad un gioco che non ha nulla a che vedere con l’azione, quantomeno non nel senso stretto del termine. Durante un processo si dovrà prima ascoltare le deposizioni dei testimoni e le affermazioni dell’accusa, dopodiché potremo riesaminare le loro testimonianze in cerca di una qualche contraddizione, in modo da poterne invalidare le dichiarazioni e, alla fine, proclamare il nostro cliente innocente (dopo aver scovato il vero colpevole, che in un modo o nell’altro è sempre tra la schiera dei testimoni dell’accusa). Gestire questa parte del gioco è abbastanza semplice. Nello schermo superiore una telecamera inquadrerà in modo dinamico personaggi che stanno parlando, spostandosi repentinamente da un lato all’altro dell’aula. Nello schermo inferiore invece si trovano i due pulsanti principali, che permettono di avanzare attraverso le finestre di testo che riproducono i dialoghi dei vari personaggi. Altri due pulsanti molto importanti sono presenti sul Touch Screen: "Press” e “Present”. Premendo il primo è possibile fare domande al testimone, in modo da estenderne la testimonianza e aumentare la possibilità di trovare elementi in contraddizione con affermazioni precedenti o con prove registrate nella prima fase di gioco. Premendo il pulsante “Present” invece, Phoenix mostrerà una prova al giudice, in modo da contrastare ufficialmente l’accusa. Nick avrà molte frecce al proprio arco, ma lo stesso vale per l’accusa (Franziska Von Karma saprà darci parecchio filo da torcere), quindi sovente il processo sarà una sequenza di velocissimi e clamorosi colpi di scena, accompagnati da altrettante obiezioni. Per aumentare la carica esplosiva di questi momenti, la regia si prodigherà in primissimi piani mentre i personaggi si dimeneranno con foga (ma anche con ineguagliabile classe) additando gli avversari e assumendo pose esteticamente superlative. Lo schermo si riempirà inoltre di effetti speciali, creando un’insieme che assorbirà il giocatore, imprigionandolo nella fitta trama. Solo tenendo i nervi saldi e riflettendo attentamente sulle prove in proprio possesso sarà possibile, infine, esporre la verità alla giuria e salvare il cliente di turno. Troppe mosse false invece risulteranno nella perdita di credibilità da parte del nostro eroe (rappresentata da una barra verde), e dunque nella sconfitta nel processo. Fortunatamente è possibile salvare in qualunque momento del gioco, in modo da poter interrompere la partita nel momento che riteniamo più opportuno.

Lato Tecnico
Tecnicamente, questo sequel si presenta identico al suo predecessore. La grafica è composta da menu molto chiari e ben strutturati e sprites enormi e animati in modo straordinario. Il character design, tipicamente nipponico, risulta come sempre molto bello da vedere ed efficace nel rendere inclinazioni ed umori dei personaggi: un aspetto che si rivelerà fondamentale anche ai fini del gioco, visto che sarà di importanza vitale capire dalla loro gestualità le emozioni dei testimoni di fronte alle nostre domande e congetture. Anche gli scenari, nonostante siano (come tutto il resto della grafica del gioco) bidimensionali, sono resi alla perfezione e ci coinvolgeranno completamente, contribuendo a rendere questo titolo un'ottima esperienza sotto ogni punto di vista. Il gioco è anche accompagnato da cut-scenes realizzate con la grafica in game, mostrate all’inizio di ognuno dei quattro capitoli ereditati dalla versione GBA. Per quanto riguarda il sonoro troveremo nuovi brani, purtroppo alcuni non incalzanti come quelli del primo Gyakuten Saiban, ma che riescono comunque nell'intento di ricreare un'atmosfera adeguata a tutte le situazioni di gioco. Anche gli effetti sonori (comprese le grida che Phoenix urlerà con foga durante tutto il processo: “OBJECTION!”, “HOLD IT!” o “TAKE THAT!”) contribuiranno ad incrementare il pathos, con suoni di spade e sonorità tipiche di scontri, che a volte ci faranno quasi più sentire nel bel mezzo dell'azione di un picchiaduro piuttosto che in un Adventure game. Il tutto è ben amalgamato e nel complesso appagante e convincente.

OBJECTION!
Se per il primo episodio già si presentava questo problema, in Gyakuten Saiban 2 lo vedremo ancor più evidente. Infatti Capcom questa volta si è limitata a proporre su DS solo i quattro casi della vecchia versione per GBA senza aggiungere, come era successo nel prequel sul portatile a due schermi, un quinto caso del tutto inedito nel quale vi erano elementi 3D realizzati in cel shading. C’è da dire, comunque, che il secondo, terzo e quarto caso sapranno tenere impegnato il giocatore per parecchio tempo. Per chi ancora non lo sapesse, più che essere considerato un punta e clicca, la saga di Phoenix Wright potrebbe essere considerata un ibrido tra questo genere ormai quasi perduto ed un’avventura testuale. Anche questo episodio, al pari del primo, è infatti condito da chilometri di righe di testo ed è altamente sconsigliato a chi preferisce l’azione o non ha la pazienza di passare il tempo leggendo e rileggendo la stessa testimonianza a caccia di un piccolo dettaglio. Se la presenza massiccia di testo non vi spaventa, vi troverete ancora una volta di fronte ad un prodotto scritto con passione, con un livello di convolgimento senza eguali; senza contare che Capcom ha pensato di inserire anche in questo episodio la possibilità di utilizzare il microfono del DS per gridare “Objection!”, "Hold It!" e "Take That!" durante il processo.

Sintesi

In conclusione rimane ben poco da dire… Phoenix Wright: Ace Attorney Justice for All, (Also Know As Gyakuten Saiban 2), è senz’altro un must da prendere ad occhi chiusi per tutti quelli che hanno saputo apprezzare il primo capitolo. Capcom è riuscita nell’intento di riproporre ottimamente su Nintendo DS anche questo secondo episodio di Gyakuten Saiban, che uscì in Giappone per GBA nel 2002. Un vero peccato la decisione da parte degli sviluppatori di non aggiungere alcuna esclusiva al titolo. Tuttavia Capcom, attraverso la realizzazione certosina (sia per quanto riguarda la grafica che il sonoro), ci proprone ancora una volta un'esperienza di gioco unica anche sotto il punto di vista del coinvolgimento. Inoltre l'ottimo utilizzo del Touch Screen e del microfono lo rendono godibilissimo sotto ogni punto di vista. Se proprio si vuole trovare il pelo nell'uovo va detto che il gioco, per via della sua stessa natura, non offre un grandissimo livello di rigiocabilità, in quanto Adventure basato su una trama tanto intrigante quanto scontata una volta svelata. Si ricorda che la versione nipponica racchiude in se sia il giapponese che l’inglese ed è persino a prezzo budget. Si spera anche per quanto riguarda questo nuovo capitolo, in una versione interamente localizzata in Italiano, per dare alla possibilità anche a chi ha poca affinità con l’inglese (seppur i dialoghi non siano molto complessi), di godere appieno questa perla Capcom.

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