Punteggio5.5/10 |
Pro:+ Buona Grafica+ Scenari e musiche fedeli al lungometraggio + Minigiochi |
Contro:- Level design scialbo- Personaggi non personalizzabili - Troppo facile e corto |
Mentre negli Stati Uniti e in Europa il film ha battuto ogni record dincasso, gli adattamenti in chiave videoludica di Pirati dei Caraibi: La Maledizione del Forziere Fantasma stanno invadendo gli scaffali dei negozi, andando ad ampliare il parco titoli di quasi tutte le piattaforme da gioco commercialmente attive; non poteva mancare, ovviamente, la versione per Nintendo DS.
I pirati sono tornati
Il gioco, sviluppato da Amaze, è fondamentalmente un HacknSlash vecchia maniera. Si prenderà il controllo di uno dei tre personaggi principali del film, cioè Jack Sparrow, Will Turner o Elizabeth Swann, e si affronteranno dei livelli durante i quali bisognerà combattere nemici, andare avanti e ancora picchiare, ripetendo il procedimento innumerevoli volte. Questo genere, apparentemente di una semplicità disarmante, ha subito col passare degli anni notevoli cambiamenti, fino a fondersi, al fine di migliorarsi, con altre tipologie di giochi. Tra gli ultimi esponenti di maggior rilievo troviamo sicuramente Phantasy Star Online. Esso è stato capace di portare il genere ai massimi livelli, ampliandone sia i pregi che i difetti, facendo innamorare ancora di più gli appassionati e allontanando definitivamente i detrattori: tanti diversi personaggi altamente personalizzabili, molte statistiche, tantissime armi, altrettanti nemici e oggetti, gioco in rete. La Maledizione del Forziere Fantasma risulta concettualmente associabile ai primi esponenti del genere, ormai vecchi di venti anni.
La storia vede Jack Sparrow di fronte allennesimo problema, la dannazione eterna. Per evitarla il celebre pirata, impersonato nel film da Johnny Depp, dovrà trovare il modo di aggirare o annullare il debito di sangue che lo lega al leggendario Davy Jones, il capitano del vascello Olandese Volante. Le sei aree di gioco che compongono lavventura sono spesso interrotte da delle cut scenes, purtroppo poco curate, che dovrebbero mostrare levolversi della trama: il rischio di vedersi rovinare lintreccio è comunque minimo, se non nei punti cardine, tanto è difficile capire cosa stia succedendo ai protagonisti della vicenda.
Gameplay
Il primo livello rappresenta, come spesso accade in molti tie-in, uno scialbo ed inutile tutorial che aiuterà i meno esperti a prendere confidenza con il semplicissimo sistema di controllo. Il design dei livelli quindi, come spesso accade in un gioco su licenza, è poco ispirato e poco vario, volto ad una linearità che tende a rendere il gioco uninsipida versione interattiva del film, priva di qualsiasi aggiunta importante a livello di trama. Ma la sfilata delle banalità non finisce qui e le imperfezioni del titolo continuano. Alcuni difetti si concretizzano in occasionali problemi di compenetrazione dei poligoni: inutile dire che sia alquanto seccante vedere la propria spada attraversare di netto lavversario senza che questi ne riceva danno. Fortunatamente queste imperfezioni non rendono il gioco frustrante anche se senza dubbio ne aumentano la difficoltà. Se poi consideriamo anche la mancanza di bivi nei livelli ed i pessimi dialoghi, privi di spessore e di difficile interpretazione per chi non ha visionato la pellicola, si crea un quadro generale decisamente deprimente. Fortunatamente però ci sono alcune eccezioni, come il livello della prigione (il primo) ed il livello nella giungla, dove, pur annoiati dal pessimo gameplay del titolo, ci ritroveremo ad ammirare le strutture di background, realizzate con una buona cura. Inoltre, i personaggi non sono personalizzabili e questo è un problema soprattutto considerando che, a parte le differenze estetiche e qualche singola mossa speciale, sono praticamente identici tra loro. Tutti hanno sostanzialmente la stessa arma, una spada, alternabile per un periodo di tempo limitato a quelle che si trovano lungo il tragitto, come pistole, fucili o sassi. Le mosse a disposizione dei protagonisti non sono poche, aumentano costantemente col progredire dellavventura e sicuramente rappresentano una delle migliori caratteristiche del gioco. Affrontando lavventura al minor livello di difficoltà la maggior parte sono inutili, dato che quasi tutti i nemici sono eliminabili con lattacco di base, mentre le combo complesse diventano indispensabili cimentandosi nella modalità più difficile. Gli avversari più deboli non si differenziano molto tra loro, mentre i boss di fine livello sono stati creati con particolare cura.
Lato Tecnico
Se siete dei fan della serie capaci di passare sopra ai difetti elencati fin qui pur di rivivere le avventure dei vostri beniamini, allora sappiate che il gioco saprà quantomeno garantirvi alcune ore di divertimento. Nonostante il superamento di uno degli stage non coincida con laumento della difficoltà degli stessi, il giocatore appassionato saprà comunque trovare pane per i suoi denti nella ricerca dei rubini, quattro per ambientazione, almeno uno dei quali ben nascosto. I vari livelli di difficoltà, inoltre, sono ben bilanciati. Ogni volta che uccideremo un nemico questo lascerà a terra delle monete, denaro utile per comprare degli extra che vanno dai semplici artwork a delle particolari armi alternabili alla spada standard. Il Touch Screen, sostanzialmente inutile nellavventura, è adibito solamente a mostrare una specie di menù in tempo reale. Lo schermo inferiore del DS è invece indispensabile nei tre minigiochi, tutti abbastanza scontati e poco divertenti, incapaci di catturare lattenzione per più di mezzora. Gli sviluppatori si sono evidentemente concentrati più sullaspetto estetico del gioco che su quello ludico, cercando di attirare i tanti appassionati di Jack Sparrow e compagni con una fedele ricostruzione dellatmosfera del lungometraggio. La grafica è discreta, salvo qualche animazione, e sicuramente le locazioni che fanno da scenario alle avventure dei pirati nel film sono ben riconoscibili nel videogioco. Piuttosto buona anche la colonna sonora, che al di là di effetti sonori piuttosto retrò e mal realizzati, riesce ad utilizzare in maniera sopraffina le poche musiche mutuate dal film, sottolineando le fasi dazione in maniera sopraffina, ma non riuscendo comunque a salvare i noiosi filmati o gli ancor più banali dialoghi (per altro non doppiati).
In definitiva ci ritroviamo di fronte ad un titolo che vale la pena di giocare solo dopo aver visto il film e solo dopo essersi innamorati delle avventure di Capitan Sparrow e soci. Pirati dei Caraibi: La Maledizione del forziere fantasma è infatti un videogioco che non riesce ad eccellere davvero in nessun campo, ma che grazie ad una realizzazione tecnica discreta, può essere apprezzato da tutti coloro che abbiano davvero amato la saga piratesca della Disney. Insomma se non una squallida operazione commerciale, potremmo definire questo titolo come un classico gioco su licenza. Nonostante questi enormi difetti, non bisogna credere però di trovarsi di fronte ad un titolo completamente ingiocabile, infatti Pirati dei Caraibi è un gioco che può regalare ore di divertimento se lo si prende per quello che veramente è: un titolo senza pretese, un Hack ‘n' Slash su licenza che tenta di riprodurre le esperienze di un bellissimo film su DS, senza purtroppo riuscirci appieno.