Punteggio7.5/10 |
Puzzle amore e fantasia
Complice soprattutto la mancanza di casi di successo di mercato veri e propri, i puzzle game costituiscono probabilmente il genere meno inflazionato dalla produzione continua di cloni e imitazioni spudorate dei giochi di maggior successo, cosa ormai comune nel panorama videoludico moderno. Pur quando sembrino condividere elementi di gameplay (come la caduta di pezzi dallalto o lo spostamento di tasselli allinterno di una griglia), linsieme complessivo delle meccaniche su cui si basano rendono ciascun gioco unico, divertente ma al tempo stesso semplice. Ed è proprio questa caratteristica che permette ai designer più fantasiosi di realizzare titoli originali, spesso frutto della fusione di concept distanti tra loro, basti pensare a Lumines, che ipnotizza il giocatore calandolo in contesti i cui stimoli audiovisivi influenzano il ritmo di gioco stesso, o a Twinkle Star Sprites, che si presenta come uno sparatutto travestito da puzzle game.
I Vicious Cycle, dal canto loro, dimostrano la validà del connubio puzzle game-rpg con Puzzle Quest.
Anche gli orchi giocano ai puzzle games
Per quanto possa essere auspicabile, in nessun regno un periodo di pace può durare in eterno, e le terre di Etheria non fanno eccezione: i recenti attacchi di non morti nelle zone abitate e le incursioni di Ogre, che invece di razziare e distruggere indiscriminatamente sembrano interessati a catturare prigionieri per farne schiavi, sono stati eventi inusuali oltre che imprevedibili, tanto da costringere i regnanti a rinforzare frettolosamente le postazioni di guardia nei loro territori, in attesa di escogitare un piano migliore. La regina Gwendholyn, sovrana di Bartonia, decide di mandare il proprio ambasciatore (il protagonista che guideremo nel gioco) in missione per investigare sui recenti avvenimenti, per venire a capo della questione e scoprire chi si cela dietro questi disordini.
Inedita quanto ben congegnata lidea di inserire la serie di stage di un puzzle game in un contesto fantasy. Il giocatore conduce il proprio alter ego (che può appartenere ad una classe a scelta tra guerriero, cavaliere, druido e mago) in un mondo abitato da elfi, orchi, nani e tutte le altre razze più o meno umanoidi tipiche dei giochi di ruolo classici, seguendo il dipanarsi di una trama semplice, abbastanza prevedibile, ma comunque piacevole e coerente, mentre i numerosi personaggi secondari che il protagonista incontrerà renderanno lo sviluppo della trama meno piatto, facendo spiccare di tanto in tanto qualche carattere più definito, o dando vita a qualche simpatica gag.
Combattimenti a turni
Ciò che più sorprende di Puzzle Quest, non è tanto il mondo fantasy in cui è ambientato, quanto il fatto che, prendendo inizialmente spunto da Bejeweled (famoso browser game al quale è ispirato anche Zoo Keeper, altro titolo per DS), si trasformi in un gioco ben più appassionante arricchito di nuove regole. In Puzzle Quest ogni stage rappresenta un combattimento tra il protagonista ed una creatura in cui si è imbattuto nel corso della sua avventura; lobiettivo quindi è ridurre i punti ferita del nemico a zero prima che lavversario riesca a fare altrettanto al nostro eroe. I due sfidanti si avvicendano alternativamente al turno di gioco e, allinterno di una griglia quadrata di 8 caselle per lato, devono scambiare di posto verticalmente o orizzontalmente 2 tasselli contigui in modo da formare almeno una fila (orizzontale o verticale) di 3 o più simboli uguali. Ogni volta che si forma in tal modo una fila, questa viene eliminata e i tasselli sovrastanti cadono per colmare il vuoto appena creato, mentre dal margine superiore della griglia vengono generati nuovi pezzi in modo da tenere il quadro sempre completamente pieno. Sulla griglia ci sono tasselli assortiti, appartenenti a 7 tipi diversi: i teschi, che se allineati permettono di infliggere danni allavversario secondo le proprie armi ed abilità, le monete e le stelline viola, che fanno guadagnare rispettivamente denaro ed esperienza extra, e le sfere colorate, che riforniscono le proprie scorte di mana (divise in quattro elementi: rosse per il fuoco, gialle per la terra, blu per l'acqua e verdi per l'aria).
Mentre lo schermo superiore mostra i dettagli sui due combattenti (punti ferita e punti di mana rimasti, equipaggiamento, ecc.), lo schermo inferiore è quasi interamente occupato dalla griglia di gioco, interagibile comodamente tramite pennino, e sulla sinistra di questa cè la lista delle abilità che avremo appreso e settato nel corso del gioco: queste possono essere utilizzate durante il proprio turno, ammesso che si abbia accumulato abbastanza mana da poter spendere per attivarle e permettono di acquisire un vantaggio sul nemico, colpendo in maniera diretta i suoi punti vita o infliggendogli status negativi, oppure agendo con altri effetti di supporto sulle riserve di mana nemiche o sulle proprie caratteristiche.
E facile intuire limportanza di ponderare bene le proprie azioni: già il condividere lo stesso piano di gioco induce il giocatore ad evitare mosse che portino la disposizione dei tasselli in una configurazione vantaggiosa per lavversario, soprattutto se si considera che allineando 4 o 5 pezzi uguali si ottengono turni extra. In più le abilità dei personaggi aggiungono ulteriore prodondità e strategia alle partite, spesso spingendo i giocatori a mosse mirate ad ostacolare la raccolta di mana dellavversario, per impedire lattivazione delle abilità.
Il titolo offre un ottimo livello di sfida, con nemici che non si fanno prendere alla leggera neanche al'inizio del gioco; ciononostante, a volte anche la fortuna fa la sua parte (anche se generalmente in maniera poco decisiva), dato che non è possibile prevedere quali tasselli verranno generati di volta in volta, causando a volte serie di combo del tutto impreviste. Pur se fastidiosa, si tratta comunque di unimperfezione che non intacca di molto il valido sistema di gioco, specialmente nelle fasi più avanzate dell'avventura, in cui si tenderà ad utilizzare gli incantesimi appresi per proteggersi preventivamente oppure per ribaltare una situazione di vantaggio di cui il nemico si è appropriato con la fortuna.
Conquistare città e potere spostando delle icone colorate
Gli elementi da gioco di ruolo di questo titolo non si fermano certo allambientazione fantasy! Innanzitutto va considerato che il quest mode (la modalità di gioco principale) è articolata come una serie di missioni. Allinizio del gioco siamo portati sulla mappa del mondo di Etheria, su cui sono segnate con delle icone Bartonia, il castello di partenza, e poche altre tappe e locazioni di rilievo; visitando questi posti è possibile intraprendere delle missioni (le cosiddette quest) per conto dei personaggi che incontreremo. Portandole a termine soddisfando obiettivi che consistono quasi sempre nel raggiungere un determinato luogo ed affrontare uno specifico avversario, si accumuleranno denaro e punti esperienza, e nel frattempo si renderanno disponibili nuove missioni, città e villaggi raggiungibili. Inoltre avanzando nella trama nuovi alleati si uniranno alla nostra compagnia. che interverranno in combattimento quando si verificheranno condizioni particolari conferendoci bonus speciali. Ogni volta che i punti esperienza accumulati raggiungono il numero richiesto, il personaggio passerà al livello successivo, acquisendo nuove abilità e guadagnando dei punti che possono essere spesi per aumentare i valori di varie caratteristiche, incrementando l'efficacia di attacchi diretti e magia e permettendo di ottenere con facilità turni aggiuntivi e mana bonus allineando tasselli. Le 4 classi selezionabili sono molto differenti tra loro: ognuna di esse può ottenere un gran numero di abilità peculiari che potremo settare a piacimento (equipaggiandone fino a sei per volta) costruendo un eroe che si adatti al meglio al nostro stile di gioco.
Le monete invece possono essere utilizzate per comprare armi e protezioni di vario genere nei negozi oppure per costruire degli edifici speciali allinterno della propria cittadella, che sbloccano una serie di opzioni come la possibilità di catturare le creature che abbiamo già sconfitto più volte, creare nuovi oggetti magici, conquistare le città (che forniscono periodicamente fondi extra) ed usare alcuni mostri come cavalcature (guadagnando ulteriori bonus alle caratteristiche) o studiarli per imparare le loro abilità.
Per rendere il gameplay meno monotono, il successo in una di queste azioni dipende dallesito di specifiche prove, diverse dai soliti duelli. Per esempio, per creare oggetti bisogna giocare sulla classica griglia, questa volta senza avversario, cercando di eliminare dei tasselli speciali a forma di incudini e martello; per imparare le abilità dei nemici o catturare le cavalcature invece bisogna riuscire a svuotare una griglia con dei pezzi prestabiliti, senza possibilità di sbagliare anche solo una mossa.
Il quest mode dunque costituisce il cuore di Puzzle Quest, ed è senza dubbio molto appassionante. La sua monotonia di fondo viene camuffata e spezzata dalle varianti offerte ai normali duelli e dalla possibilità di poter conquistare svariati oggetti e potenziamenti per il nostro alter ego. La gran quantità di quest (principali ed opzionali) disponibili, poi, estende ulteriormente la longevità dellavventura. Per il single player sono comunque disponibili anche due modalità aggiuntive che permettono di affrontare un duello singolo contro una creatura a scelta o di cimentarsi in un match veloce contro un nemico scelto a caso.
Il titolo supporta inoltre il multiplayer in rete locale, per accese sfide tra due eroi che necessiteranno però di una cartuccia del gioco ciascuno.
Basta lo stretto necessario
Dal modo in cui si pone, Puzzle Quest non ha la minima pretesa di esibire alcun fronzolo tecnico. I menu e l'interfaccia sono semplicissimi da navigare. Pedantemente squadrati ma funzionali e permettono di avere a portata di pennino tutte le informazioni sul nostro eroe, il suo equipaggiamento, gli alleati e le sue avventure.
La mappa di Etheria sulla quale stabiliremo le rotte dei nostri viaggi è ben illustrata e piuttosto dettagliata. I personaggi sono rappresentati, sia nelle scene di dialogo che durante i duelli, da disegni statici di ottima qualità, mentre gli effetti a schermo in concomitanza con lattivazione delle abilità sono spartani e rifiniti giusto il minimo indispensabile. Nel complesso, più che una grafica poco curata il gioco sembra avere una connotazione old-style.
Laccompagnamento sonoro è costituito da effetti appena sufficienti ed un ridotto numero di brani non troppo ispirato o epici.
Puzzle Quest trasforma Bejeweled in un puzzle game profondo donandogli più spessore strategico. La commistione con gli elementi tipici dei giochi di ruolo (crescita di livello e delle caratteristiche del protagonista, artefatti magici e tesori da conquistare, svariate abilità da apprendere) rendono questo bizzarro titolo inaspettatamente appassionante e longevo. Chiunque apprezzi i puzzle game non può che rimanerne pienamente soddisfatto da Puzzle Quest, la cui accessibilità e livello di sfida può attrarre anche giocatori meno avvezzi al genere.