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Seiken Densetsu DS: Children of Mana

Recensione
Piattaforma:
Nintendo DS
Sviluppatore:
Square-Enix
Genere:
RPG
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Seiken Densetsu DS: Children of Mana

Punteggio

8.4/10

Pro:

+ È Seiken Densetsu
+ Ottimo character design
+ Colonna sonora da sogno
+ Splendida intro anime
+ Immediato e divertente come sempre
+ Longevità assicurata
+ Multiplayer

Contro:

- Per alcuni potrebbe risultare troppo facile
- Uso marginale del Touch Screen

Seiken Densetsu DS: Children of Mana

Era il 1991 quando sbarcò in terra nipponica Seiken Densetsu: Final Fantasy Gaiden, in seguito pubblicato in America con il nome di Final Fantasy Adventure, cambiato poi per l'Europa in Mystic Quest. Nacque così la serie World Of Mana, che proseguì con i due titoli per SNES, Secret of Mana e Seiken Densetsu 3: quest'ultimo non ha mai varcato i territori del Sol Levante. La serie Action RPG, riprese solamente su PlayStation nel 1999 con l'episodio Legend of Mana, e con Sword of Mana per Game Boy Advance, remake del primo episodio uscito su SNES. Ma ecco che fa il suo ingresso sulla nuova console portatile Nintendo un episodio completamente inedito, la cui produzione è affidata al geniale Koichi Ishii, che non fa certo rimpiangere i capitoli precedenti. Ma a quanto pare, stando alle copie vendute in Giappone fra il 2 e il 5 Marzo (circa 103.000), sembra proprio di no…

Una nuova avventura
Il titolo ci racconta un episodio inedito e con una trama a sé stante, la quale non ha nulla a che fare con gli episodi precedenti. Children of Mana è ambientato nella terra di Illusia, un'isola posizionata al centro del mondo. Il Mana è l'energia alla base di tutte le forme di vita. Per evitare che questa fonte di energia finisse in mani sbagliate, una discendente della tribù Mana trasformò se stessa in un albero per difendere questo grande potere. Molti anni or sono una grande catastrofe uccise molte persone e minacciando la distruzione di tutto il mondo, ma un un ragazzo e una ragazza riuscirono a scongiurare il pericolo con l'aiuto dell'albero e di una spada magica. Il tempo è passato e, grazie anche ad una pace ritrovata, il mondo ha cominciato il suo processo di ricostruzione e Illusia è tornata ad essere prospera come un tempo. La spada sacra e l'albero vengono venerati come divinità destinate a proteggere Illusia per sempre. Ma un pericolo incombe sull'isola: qualcuno vuole impadronirsi del potere dell'albero… e naturalmente, noi dovremo fermarlo!

Meccaniche di gioco
Il sistema di gioco è sempre lo stesso che abbiamo visto negli episodi precedenti, cioè quello di un Action RPG con scontri in tempo reale e con sistema di crescita dei personaggi, fatta eccezione per il fatto che controlleremo un unico eroe (invece di avere a nostra disposizione un party, come nei capitoli precedenti), a scelta fra tre ragazzini, di nome Flick, Tumble, Pop, accomunati dal fatto di avere perso i genitori durante la catastrofe che colpì Illusia molti anni fa, e il gattone mercante, incontrato anche negli episodi precedenti, qui denominato Wanderer Nikita. La seconda eccezione, invece, è che non disporremo di un’unica grande mappa liberamente esplorabile: o stiamo al Mana Village, o ci rechiamo nei dungeon a far fuori un po’ di bestie. Children of Mana è caratterizzato da quattro tipi principali di armi: la spada, il flail (una specie di lancia allungabile come una catena), l’arco ed il martello. Il nostro personaggio può essere equipaggiato con queste armi e ciascuna di esse dispone di attacchi standard, attacchi speciali e limit moves. Le armi si utilizzano con i tasti A e X. La spada è l'arma più facile e pratica da utilizzare, infatti si possono colpire più nemici con un singolo colpo e perfino distruggere i cespugli per trovare degli oggetti mentre l'attacco speciale della spada protegge il personaggio dagli attacchi ricevuti. L'arco è un'arma a lunga distanza che permette di colpire i nemici con estrema precisione con un sistema di puntamento molto efficace che ci avvertirà quando l'avversario è sulla esatta traiettoria. Il flail colpisce nello stesso modo della spada e può anche essere esteso come un gancio per tirare verso di se oggetti e nemici, mentre il martello colpisce i nemici, che a loro volta si scagliano contro altri nemici, creando così una vera e propria distruzione a catena. Le limit moves permettono di utilizzare i poteri speciali delle armi grazie alla barra FEVER che si riempirà grazie agli attacchi standard. La limit move della spada consiste in uno scatto in avanti che sbaraglierà tutti i nemici sul nostro sentiero, quella del flail è un attacco roteante, quella dell'arco spara una raffica di frecce che colpisce tutti i nemici, mentre quella del martello è caratterizzata da un attacco veramente devastante, nel quale il nostro eroe comincerà a roteare con il martello nelle mani colpendo tutti i nemici nelle vicinanze. Naturalmente combattendo nei dungeon saliremo di livello, e aumenteranno così i Punti Vita e i Punti Magia del protagonista. Per quanto riguarda il potenziamento degli altri parametri del nostro character, una volta saliti di livello saremo in grado di maneggiare un’arma dello stesso livello del personaggio, e che naturalmente arrecherà un danno maggiore di quella precedente, e potremo anche indossare un armatura più resistente e anelli che aumenteranno il danno magico afflitto; per upgradare, invece, le altre caratteristiche ci basterà raccogliere o acquistare le gemme (specifiche per ogni parametro) e posizionarle nell’apposito amuleto, del quale, col proseguire dell’avventura verrà aumentato lo spazio.

In Children of Mana, come già detto, avremo a disposizione due tipi di località: il Mana Village e i dungeon, raggiungibili a bordo del nostro amico Flammie, un’enorme bestia alata. L’obiettivo primario dei dungeon, suddivisi in vari piani, è quello di raccogliere l’Uovo Mana e di posizionarci sopra un fascio di luce, per essere così teletrasportati al piano successivo. Naturalmente, nei dungeon, per accumulare sempre più esperienza, la cosa migliore è affrontare ogni nemico sulla nostra strada e sconfiggerlo, anche se è sempre possibile evitarli, visto che sono sempre presenti su schermo; il respawn degli stessi rende piuttosto agevole accumulare punti esperienza, facilitati anche dalla generale facilità dei combattimenti, nei quali l’unico elemento strategico consiste per lo più nell’indovinare a quale attacco o magia l’avversario sia più esposto. Più impegnativi, per fortuna, gli scontri con i boss di fine livello, per i quali occorrerà spendere più tempo per elaborare una strategia vincente. Per quanto riguarda il Mana Village, potremo acquistare, con i soldi ottenuti nei dungeon, il nostro equipaggiamento (armi, armature e vivande curative), oppure potremo scegliere uno degli otto spiriti, i quali potranno essere evocati in qualunque momento del dungeon tramite il tasto B e che ci aiuteranno con le loro magie di attacco e difesa.

Lato Tecnico
Tecnicamente, il titolo Square-Enix è senza dubbio molto valido: gli ambienti sono vari e molto colorati e riescono a trasmettere un’atmosfera molto fiabesca che si adatta alla perfezione agli eventi narrati. I personaggi (protagonisti, comprimari e cattivi) sono ovviamente super deformed, ma sufficientemente grandi e particolareggiati; la resa degli ambienti, essenziali in un gioco del genere, è dettagliatissima, ed è caratterizzati da un eccellente grado di definizione e visibilità, ottenuto mediante un uso accorto di colori brillanti ed uniformi; le animazioni del nostro protagonista e dei boss sono fluidissime. Il character design, di Nao Ikeda, è semplicemente splendido e mette in risalto la particolarità caratteriale ed estetica di ogni personaggio, conferendo anche un aspetto quasi batuffoloso e coloratissimo alle varie creature che ci troveremo ad affrontare. Una nota di merito va alla splendida intro in stile anime del gioco, realizzata da Production IG (nota grazie alla serie Ghost in the Shell: Stand Alone Complex). Il sonoro si presenta più che buono: le musiche (di Kenji Ito, famoso per altri titoli della serie come Mystic Quest e Sword Of Mana), valorizzate dalle casse della console a doppio schermo, sono molto godibili e variano in base alla situazione o al luogo in cui ci troveremo: sono coinvolgenti, non fanno che manifestare il sentimento epico e fiabesco che accompagna l'intera avventura dalla prima schermata fino all'ultimo dungeon esplorabile. Sono nella norma gli effetti sonori: su di essi non c'è molto da dire, se non che fanno il loro dovere nel migliore dei modi. In termini di longevità, l’avventura principale, se siete esperti, si assesta sulle 25-30 ore di gioco o anche meno, senza contare tutte le subquest che non faranno altro che rendere ancora più longevo il titolo. È persino presente il gioco in multiplayer fino a quattro giocatori tramite rete locale, suddiviso in una modalità cooperativa ed una competitiva.

Sintesi

Square-Enix non poteva scegliere modo migliore per rilanciare una delle sue serie più famose. Seiken Densetsu DS: Children of Mana, uscito in Giappone in contemporanea col Nintendo DS Lite, è senza dubbio un ottimo Action RPG per Nintendo DS. L’unico difetto rilevante che presenta è il marginale impiego del Touch Screen (generalmente compie azioni che avrebbero potuto funzionare anche tramite i pulsanti), anche se lo schermo sottostante vero e proprio svolge un utile funzione di radar durante i dungeon, permettendoci di visualizzare i nemici presenti, e allo stesso tempo potremo tenere costantemente d’occhio lo status del nostro personaggio. Per il resto il comparto audiovisivo è a dir poco pregevole, e il cui stile non si distacca affatto da quello degli storici capitoli per SNES e PlayStation.

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