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Tamagotchi Connection: Corner Shop 2

Recensione
Piattaforma:
Nintendo DS
Editore:
Atari
Genere:
Strategia
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Tamagotchi Connection: Corner Shop 2

Punteggio

5/10

Tamagotchi Connection: Corner Shop 2

Mode morte e brand inutili
Nel 1996 probabilmente neanche Bandai stessa avrebbe potuto prevedere il buon successo del suo nuovo prodotto: il Tamagotchi, il cucciolo virtuale portatile che conquistò il giappone lanciando una nuova moda. Ben presto il fenomeno si estese anche all’occidente, dove l'animaletto elettronico divenne un gadget molto diffuso tra i più giovani, vantando una spropositata quantità di tentativi di imitazione di cui il mercato fu invaso. Figlio di questo inatteso successo, circa un anno dopo fu sviluppato un titolo per Game Boy grazie al quale era possibile prendersi ancora una volta cura del proprio strambo animaletto. Più di recente un altro videogioco di quella che ormai è una serie è stato destinato al Nintendo DS: Tamagotchi Connexion Corner Shop, che impegnava il giocatore in una serie di semplici minigiochi, circondato dagli abitanti di Tamatown. Che se ne sentisse il bisogno o meno, Bandai ha appena lanciato un altro titolo: Corner Shop 2.
Piccoli tamagotchi crescono
Mametchi, Memetchi e Kuchipatchi hanno vinto alla tamalotteria ed hanno pensato di investire saggiamente il denaro del premio aprendo delle attività commerciali a Tamatown, patria dei Tamagotchi. Dopo aver scelto uno tra i tre protagonisti, di cui diventeremo soci, entreremo nel colorato mondo dei Tamagotchi, in cui ci guadagneremo la meritata fama lasciando a bocca aperta i clienti con la nostra professionalità e fantasia.
Fin dal primo approccio è subito evidente il target al quale il prodotto è diretto: con livelli di interazione minimi, meccaniche di gioco semplici e battute di dialogo tra i protagonisti pervase da un infantilismo che rasenta spesso la demenza vera e propria, Tamagotchi Connexion 2 è chiaramente rivolto a un pubblico giovanissimo.
Esteticamente il gioco fa della semplicità la sua prerogativa, escludendo a priori qualsivoglia effetto visivo accessorio tipico dei giochi 2D moderni. I fondali dai colori sgargianti, siano essi più o meno carichi di dettagli, sono sempre definiti da forme semplici, e lo stesso vale per gli sprite degli abitanti di Tamatown, differenziati e fantasiosi nell’aspetto, per i quali non sono state create delle vere e proprie animazioni, che gli offrono un’espressività minima tramite l’utilizzo di un esiguo numero di frame statici. In generale l’aspetto grafico è comunque piacevole, anche se poco elaborato, definendo uno stile tutto suo, con forme e colori netti, privi di sfumature.
Meglio riuscito è invece il lavoro sul comparto audio, che conta oltre ad una sufficiente varietà di effetti sonori, uno pseudoppiaggio simile a quello già visto in Animal Crossing, che consiste in una serie di versi riprodotti durante la comparsa a schermo di una battuta di dialogo, simulando un linguaggio inesistente ma buffo. Ad accompagnare il tutto una serie di tracce musicali dal ritmo rilassato, ma gradevoli e orecchiabili, composte con l’impiego di pianoforte, batteria e strumenti a corde pizzicate.

Largo ai nuovi professionisti!
Appena avviato il gioco, viene richiesto di scegliere uno dei tre tamagotchi protagonisti, che sarà il nostro socio. Giocare con l’uno o con l’altro non fa alcuna differenza, quindi si sceglie secndo la propria simpatia. Ciò fatto, si viene portati al menu principale, dal quale è possibile accedere alle opzioni ed alla lista dei clienti finora serviti, o accedere alle due modalità principali del gioco: “Negozi” e “Cura”. Selezionando “Negozi” viene presentata la lista delle attività commerciali disponibili; da qui è possibile – spendendo dei “gotchi”, la moneta locale – aprire nuovi negozi (all’inizio ne saranno disponibili solo quattro) oppure entrare in quelli che abbiamo già aperto per metterci concretamente al lavoro. Una volta entrati in una nostra bottega, cominceranno ad affluire clienti, disponendosi ordinatamente in fila; nostro compito è servirli uno alla volta, prima ascoltando la descrizione del lavoro che ci commissionano e poi mettendoci subito all’opera affrontando un minigioco specifico; ma bisogna far presto, o il cliente potrebbe spazientirsi ed andarsene! Il gioco si gestisce interamente tramite pennino, sia per navigare tra le opzioni dell’interfaccia– che pur essendo semplice ed immediata non è sempre abbastanza funzionale, in particolar modo nel fornire le istruzioni per ciascun minigioco – sia per svolgere le varie mansioni nei negozi. Mentre, presi dalle nostre faccende, ci daremo da fare operando sul touchscreen, sullo schermo superiore la visuale rimane fissa sull’ingresso della bottega, con i prossimi clienti in attesa del proprio turno e l’attuale avventore che confabula col nostro socio riguardo futilità che non sono minimamente degne di alcuna attenzione da parte del giocatore. Ogni attività corrisponde ad un minigioco diverso, che a sua volta può dividersi in una serie di operazioni distinte. In alcuni minigiochi, come quello dell’autofficina e quello del dottore, è necessario usare ogni volta tutti gli strumenti a nostra disposizione (selezionabili tramite i menu che compaiono premendo le linguette sul lato destro dello schermo), fase dopo fase: nel primo caso bisogna riempire il serbatoio di carburante, poi cambiare le ruote e lucidare l’esterno della carrozzerie; nel secondo invece si deve innanzi tutto usare il termometro e lo stetoscopio sul paziente, poi usare una borsa dell’acqua calda, lo sciroppo contro la tosse o un’iniezione in base all’evenienza. In altri, come per la pasticceria ed il fioraio, bisogna confezionare dei dolci o delle composizioni floreali attenendosi scrupolosamente alle richieste dell’acquirente, potendo però di tanto in tanto disporre alcune decorazioni a nostro piacimento. In altri ancora, come per il sushi bar o per la compagnia aerea, bisogna servire un determinato numero di clienti contemporaneamente, consegnando ciò che loro stessi ordinano di volta in volta nel corso del pranzo o del volo. Alla fine di ogni minigioco ci viene assegnato un punteggio che può variare da 1 a 3 punti in base alla qualità del servizio appena offerto, dispensando un utile consiglio nel caso non si sia raggiunto il punteggio massimo. Dopodichè verrà timbrata la tessera cliente relativa all’avventore appena servito, che una volta pagato il conto andrà via, cedendo il posto al cliente successivo. Accumulando sempre più punti, che fanno salire la buona reputazione del negozio, e infoltendo la lista clienti, può capitare di veder arrivare da noi anche la principessa Tamako, la quale, se servita adeguatamente (come già nel frattempo avremo imparato a fare), ci proporrà di ampliare l’attività a sue spese, portando il negozio ad un livello superiore. Ogni volta che un’attività viene ampliata si sbloccano dei nuovi oggetti da poter comprare nella modalità “Cura”. In questa modalità di gioco si ha a disposizione la stanza del proprio tamagotchi, da arredare ed addobbare a nostro piacimento con i mobili e gli accessori finora sbloccati e acquistati. Ma a parte la mera personalizzazione di questa apposita schermata, la modalità Cura non offre nient’altro; l’unico elemento interattivo disponibile in questa stanza è il nostro socio: ogni volta che viene toccato elargisce una delle sue inutili (e ben presto ripetitive) perla di saggezza. Sarebbe stata gradita piuttosto la possibilità di accudire il proprio socio in maniera anche solo in parte analoga ai Tamagotchi veri e propri da cui questo titolo prende ispirazione.
Le attività nella modalità Negozi sono 12 in tutto, 2 delle quali però sono solo inconsistenti varianti di altre che si sbloccano in precedenza. Un quantitativo sufficiente per avere almeno un po’ di varietà. I minigiochi inizialmente sanno divertire, nonostante la loro semplicità e facilità, ma anche quando i negozi vengono ampliati, i nuovi elementi aggiunti ai giochi (ammesso che ce ne siano) non bastano a garantire un minimo livello di sfida per renderli ancora interessanti. Le uniche cose che restano da fare per finire il gioco sono il completamento della lista clienti e l’ampliamento di tutti i negozi fino al quarto ed ultimo stadio, sbloccando nel frattempo altri oggetti da poter comprare al proprio tamagotchi. Data la ripetitività delle attivitàe la totale inutilità della modalità Cura, la noia giungerà inesorabilmente presto.

Sintesi

Non esiste alcun buon motivo per consigliare l’acquisto di Tamagotchi Connexion Corner Shop 2. Nonostante possa apparentemente sembrare adatto ai più piccoli, soprattutto per lo stile pacatamente semplice e privo di fronzoli con cui si presenta (è da segnalare anche la presenza dell’italiano tra le lingue selezionabili), il gioco finirebbe per annoiare ben presto anche un bambino. La semplicità dei minigiochi che lo compongono colloca il prodotto alla portata di tutti, ma anche quando le minuterie ludiche si arricchiscono di qualche nuovo particolare il livello di difficoltà resta invariato: ciò rende il livello di sfida nullo per chiunque. La totale mancanza di elementi di gioco accessori non fa altro che ridurre ulteriormente la scarsa longevità, già minata dalla ripetitività dei minigiochi stessi. Se si è in cerca di un titolo adatto a tutti, anche ai più piccoli, è meglio dare un’altra occhiata al parco titoli DS, che si sta dimostrando sempre più ricco di prodotti immediati ed accessibili, ma allo stesso tempo divertenti, e ben più originali di questa raccolta senza mordente.

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