Punteggio6 su 10/10 |
Arrivato a quota sei per quanto riguarda i suoi Party sulle piattaforme casalinghe Nintendo (tre sul vecchio N64 ed altrettanti su Gamecube), Mario ha finalmente deciso di organizzare una delle sue feste a base di minigiochi su GBA con questo Mario Party Advance: ma contrariamente a quanto sarebbe lecito pensare, in questa occasione gli invitati sono pochi e i divertimenti invero piuttosto scarsi
Fight for your right to party
Lelemento che sin dallinizio più stupisce, e che da solo contribuisce a decretare gran parte del parziale insuccesso di Mario Party Advance, è costituito dallimplementazione assolutamente sommaria e male organizzata della modalità multiplayer, che nellottica di questo genere di titoli dovrebbe rappresentare il punto focale dellesperienza. Degli oltre 120 minigiochi di cui è composto il prodotto Nintendo, ben una cinquantina sono fruibili esclusivamente da un singolo utente, e di questi parleremo in seguito. Altre sessanta unità della cifra totale sono invece le cosiddette Stramberie (traduzione italiana alquanto discutibile del termine Gadgets), concettualmente assimilabili agli extra sbloccabili in Wario Ware: Twisted!: trattasi dunque di semplicissime applicazioni ludiche, a volte interessanti ma altre terribilmente inutili, prive oltretutto di quella carica umoristica di cui invece sono pregne quelle di Wario. Alcuni di questi Gadget si prestano comunque al multiplayer per un massimo di quattro giocatori, ma con un meccanismo piuttosto strano e che non sempre funziona alla perfezione. In sostanza, ogni utente ha il controllo di una particolare porzione del GBA, sia questa la croce direzionale, i tasti A o B e i due dorsali: è così possibile partecipare a minigiochi dalla struttura estremamente semplice, che tuttavia mancano di una qualsivoglia collocazione competitiva e che soffrono di una assai altalenante qualità di fondo. Il vero e proprio multiplayer via link cable è limitato ad una dozzina di minigame, peraltro nemmeno eccezionali dal punto di vista del puro divertimento. Anche lopportunità concreta di sviluppare una modalità a turno per più giocatori è stata malamente sprecata in Mario Party Advance, con una sezione del genere che occupa una rilevanza fin troppo marginale allinterno delleconomia del titolo.
Ballo da solo e me ne vanto
A conti fatti, dunque, Mario Party Advance pone evidentemente unenfasi più decisa sullesperienza per un singolo giocatore, che però come vedremo fatica ad appassionare. La modalità principale del prodotto Nintendo è strutturata alla maniera di un gioco da tavolo, con lutente che è tenuto a lanciare un dado e a muoversi per il numero di caselle assegnatogli dalla fortuna. I vari punti della mappa sono contraddistinti dai classici bonus o malus stile Gioco dellOca che possono condizionare il percorso del nostro alter-ego digitale, il cui obiettivo è raggiungere delle particolari locazioni al fine di partecipare ai diversi minigiochi: superando queste sfide, lutente viene premiato con nuovi Gadget da provare nellapposita sezione, e con la possibilità di rigiocare singolarmente il minigame appena affrontato in unaltra modalità creata ad hoc. Vuoi per la qualità anche qui assai eterogenea dei minigiochi (alcuni sono simpatici, altri davvero terribili) o per il ritmo di gioco piuttosto blando, il single player di Mario Party Advance si rivela unesperienza non esaltante, che si riduce al mero conseguimento di elementi sbloccabili senza offrire grossi spunti di divertimento.
Insomma, il GBA ha molto di meglio da offrire (il già citato Wario Ware, ad esempio), sia in termini strettamente ludici sia per quanto riguarda lo sfruttamento delle potenzialità tecniche della console. Mario Party Advance presenta infatti una cosmesi mediocre, che enfatizza la sua scarsa qualità con animazioni povere e soprattutto con sfondi a tratti davvero primitivi. Il comparto sonoro non regala poi di meglio, con musiche ed effetti oltremodo piatti ed anonimi.