Agatha Christie: Murder on the Orient Express
L'anno scorso fu Dieci Piccoli Indiani: E Non Ne Rimase Nessuno. A dodici mesi di distanza, sarà Murder on the Orient Express. Due pietre miliari nella storia del giallo investigativo nate dalla penna di Agatha Christie. Dopo la prima esperienza non proprio lusinghiera, dunque, ancora una volta una celebre storia e un ancor più celebre personaggio, l'investigatore Hercule Poirot, diventeranno videogioco grazie al duo AWE Games - The Adventure Company.
Nuova storia, vecchio gioco?
La vicenda, ovviamente, è ripresa a piene mani dal libro, ma, come vedremo, le esigenze di gameplay hanno fatto sì che i programmatori optassero per scelte differenti per l'evolversi della trama. Il treno che da Istanbul è diretto verso Parigi, a causa di una valanga, è costretto a fermarsi; poco dopo Mr Ratchett, milionario americano, viene trovato morto nel suo scompartimento. Ad occuparsi del caso sarà Hercule Poirot... ehm, no! I programmatori, come nel caso di Dieci Piccoli Indiani (ricordate Patrick Narracott?), hanno deciso di inserire un personaggio non presente nel libro. Infatti - secondo quanto dichiarato da Mike Adams, producer del gioco - un Poirot personaggio principale avrebbe significato una trasposizione pedissequa del capolavoro di Agatha Christie, cosa che di certo non avrebbe giovato al prodotto. La figura dell'investigatore belga, comunque, sarà nevralgica nel corso dell'avventura: una ferita conseguente alla valanga lo constringerà a letto per tutta la durata del gioco, ma dal suo "giaciglio" Poirot dispenserà consigli alla protagonista (di cui parleremo tra qualche riga), fungendo praticamente da pigmalione. Questa scelta servirà a scongiurare la frustrazione dovuta al non so cosa fare provata troppe volte in Dieci Piccoli Indiani. Ma chi si occuperà di risolvere il caso? E' presto detto: Antoinette Marceau, impiegata all'Orient Express di professione, detective per hobby (o per necessità, fate voi). Come nel "predecessore", ci sarà un finale alternativo rispetto a quello del libro (che non sto qui a spoilerare per chi non l'avesse letto).
A cavallo tra il vecchio e il nuovo
Uno dei punti di forza di Dieci Piccoli Indiani era l'ambientazione piuttosto immersiva, con un'isola bagnata dalla pioggia e un'imponente magione; le cose non sembrano cambiate, in quanto il treno e le lande desolate - e innevate - sembrano fare lo stesso effetto. Le location difficilmente stancheranno il giocatore: oltre alla stazione all'inizio dell'avventura e all'area nella quale si è abbattuta la valanga, anche all'interno del treno stesso gli sviluppatori non hanno lesinato varietà, tra area di cargo, cucina, sala da pranzo e scompartimenti.
I personaggi che incontreremo nel corso delle nostre indagini saranno una ventina, dunque anche in questo senso le premesse sembrano ottime; l'intreccio, secondo i programmatori, dovrebbe garantire circa 25 ore di gioco. Non male.
Parlando di gameplay, la struttura è rimasta la stessa, così come l'interfaccia. Per fortuna, questa volta, non ci saranno da risolvere enigmi a vuoto: ancora mi chiedo a cosa servisse raccogliere le impronte in Dieci Piccoli Indiani... Da notare le scene prerenderizzate, che conservano lo charm tipico degli anni '30.
Meritano una nota i NPC: adesso, ed era ora, non se ne staranno immobili davanti a noi, ma continueranno a svolgere le normali attività di una persona qualunque: mangiare in sala da pranzo, cambiarsi gli abiti col passare dei giorni (la stessa Antoinette indosserà un cappotto all'aperto) e così via. Dimentichiamoci, dunque, dell'effetto decisamente stucchevole riscontrato più e più volte in Dieci Piccoli Indiani. Infine, una possibile sorpresa: The Adventure Company sta cercando di assoldare David Suchet - l'attore che ha impersonato il celebre investigatore belga in diverse produzioni televisive - come doppiatore di Poirot: se riuscisse in questa mossa, il publisher darebbe un tocco di autenticità decisamente appealing al gioco.
L'uscita di Murder on the Orient Express è prevista per la fine di Novembre. Speriamo che questa volta sia resa giustizia al capolavoro di Agatha Christie, dopo il non certo esaltante (ma che garantiva comunque degli sprazzi di divertimento) Dieci Piccoli Indiani.


