Diablo 3
Quando nel bel mezzo della cerimonia dapertura del WWI 2008 Mike Morhaine ha sornionamente introdotto lanteprima mondiale di un fantomatico nuovo gioco Blizzard, sulla Main Hall del padiglione dedicato è sceso un religioso silenzio. Le luci si abbassano, il menestrello entra in scena, pizzica le corde della chitarra; ed il pubblico va in totale delirio.
Era impossibile non riconoscere quel riff, che ha ufficializzato ciò che molti speravano: Blizzard è al lavoro su Diablo III.
Il ritorno del Barbaro
Se alcuni pensavano di doversi accontentare del teaser trailer e di qualche informazione, bè, Blizzard aveva in serbo molto di più. A ridosso del sensazionale annuncio, sul maxischermo è stato possibile ammirare le prime sequenze di gioco di Diablo III, giocate da Jay Wilson, lead designer di Blizzard. I primi attimi hanno mostrato uno scenario decisamente familiare: visuale isometrica, ed utilizzo del mouse come periferica principale, che hanno introdotto due delle cinque classi giocabili ed alcune interessanti novità.
Il primo personaggio mostrato in azione è stato il Barbarian, e non molto è cambiato da come ve lo ricordate: un furioso combattente da mischia, vestito leggermente, specializzato in dual wielding. E la massima espressione della forza bruta; ma cosè la forza, senza controllo? A facilitare questultimo ci pensa una delle prime novità di questo sequel: lintroduzione di una nuova hotbar, che rende laccesso alle abilità molto più immediato.
Le due armi a disposizione del Barbaro possono essere incantate, per attacchi ancor più efficaci: abbiamo potuto apprezzare incantesimi di Ghiaccio ed Elettricità, che ad ogni colpo aggiungevano effetti ghiaccianti e stordenti. Giocare con il Barbaro è, come un tempo, una questione di velocità: quasi tutti i nemici posseggono infatti particolari abilità, come la possibilità di chiamare a sè alleati ben più tenaci. Poichè lutilizzo di tali abilità richiede un certo lasso di tempo, il nostro compito sarà quello di eliminare gli avversari il più in fretta possibile, per non rischiare di rimanere sopraffatti. Al fine di rendere ancor più allettante il falciare i nemici in rapida sequenza, alcune modifiche sono state apportate al sistema di cura; i veterani di Diablo II ricorderanno fughe a rotta di collo, e compulsive pressioni del tasto delle pozioni. Ora, il miglior modo per curarsi sarà proprio combattere: i nemici sconfitti, oltre al normale bottino, lasceranno occasionalmente dei globi rossi sul campo di battaglia, in modo da favorire unazione frenetica ed incalzante.
Livin in a dungeon
La sessione di gioco alla guida del Barbaro si è tenuto nel più classico dei dungeon. Lambientazione è un elemento chiave del gameplay: completamente distruttibile, esso permette alcune interessanti soluzioni dattacco, come la possibilità di far crollare intere strutture addosso agli avversari (la cui dimostrazione è stata salutata con scroscianti applausi del pubblico).
Oltre alla distruttibilità dellambiente, durante le fasi di gameplay abbiamo avuto modo di notare lintroduzione di eventi scriptati, come il crollo improvviso di parti dello scenario al nostro passaggio. Se questo potrebbe far temere la fine dei random generated dungeons che da sempre caratterizzano la serie, non preoccupatevi: gli script servono semplicemente a rendere lavventura più incalzante, ma la maggior parte degli incontri e del loot sarà ancora una volta gestita da un sistema casuale.
I dungeon che attraverseremo nascondono anche un buon numero di insidie: non sapremo mai quali meccanismi si nascondono dietro ad ogni cassa, porta o leva, e non si tratterà sempre di belle sorprese.
Questo ci introduce ad una delle parti più interessanti di questo titolo: lequipaggiamento.
Alcune casse, soprattutto quelle meglio difese, potranno contenere interi set darmatura: essi sono personalizzati per ogni classe, e presentano look decisamente magnifici, in pieno stile Blizzard.
E stato successivamente introdotto il sistema di quest, che ci porteranno per mano nellevolversi della storia; oltre a personaggi completamente nuovi, essa presenterà anche qualche vecchia gloria. E il caso di Deckard Cain (che alcuni ricorderanno come Cain stay a while, and listen the Elder), personaggio molto caro ai fan della serie.
Avvicinandoci agli NPC si attiveranno scene di dialogo realizzate con la grafica del gioco, che presentano una buona fattura ed un doppiaggio in inglese deccezione.
Il passo successivo ci ha introdotto ad una delle caratteristiche più amate del brand Diablo: i cattivissimi boss.
Abbiamo avuto il piacere di assistere ad uno spettacolare incantesimo di summon di uno di questi abomini, ad opera di sacerdoti disposti a cerchio; al culmine della cerimonia, lessere infernale si è materializzato progressivamente davanti agli occhi di tutti: prima lo scheletro, poi i muscoli, ed infine la pelle. Lenorme lottatore, armato con due mazze, ricordava vagamente una vechhissima conoscenza, The Butcher. Il folle combattimento che è seguito ci ha dato un assaggio di cosè davvero Diablo III: frenesia, sete di sangue, e distruzione.
Its Doctors time
Messo a riposo il Barbaro, era tempo per mostrare una classe completamente nuova. Trattasi del Wich Doctor, che ad un veterano di Diablo potrebbe essere descritto come una sorta di Necromancer con qualche nuova interessante abilità, ed un pizzico di Sorcerer a condire il tutto.
Il suo stile di combattimento si basa su due elementi chiave: la possibilità di evocare pet, ed incantesimi DoT (Damage over Time, ovvero magie che infliggono un certo quantitativo di danni in un determinato lasso di tempo).
Il primo pet mostrato al pubblico è stato il Mongrel, che sopperisce alla totale mancanza di intelligenza attaccando qualunque cosa si muova, e fornendo dunque protezione al Doctor.
Decisamente più interessante è la possibilità di evocare un vero e proprio muro di Zombies, che per un certo periodo di tempo terranno i nemici fuori portata.
Altri interessanti pet sono i fantasmi, che spaventano i nemici o alloccasione li fanno letteralmente impazzire.
Tra gli incantesimi abbiamo potuto apprezzare lo Sciame di Locuste, che congiura nuvole di famelici insetti che non vedono lora di divorare i malcapitati che oseranno opporsi al Dottore.
The world is outside
Mentre i dungeon attraversati insieme al buon vecchio Barbaro hanno mostrato un look decisamente familiare, le sessioni di gioco insieme al Wich Doctor ci hanno dato la possibilità di sbirciare il mondo esterno, decisamente più dettagliato da come ce lo ricordavamo.
Le scelte cromatiche ed il design presentano un mix di elementi a metà strada tra i precedenti Diablo e World of Wacraft; nel complesso, il concept di partenza sembra lo stesso utlizzato per Starcraft 2: un rinnovamento nel look senza però perdere gli elementi caratterizzanti.
Lambiente esterno, a detta degli sviluppatori, sarà molto più granitico rispetto alla flessibilità dei dungeon, e presenterà molti meno eventi generati casualmente.
Lunione fa la forza
Uno degli aspetti più importanti di Diablo III è la componente multiplayer. In particolar modo laspetto cooperativo ci permetterà in qualunque momento della campagna single player di unirci ad un amico, e proseguire insieme il cammino. Ancora non si sa quale sarà il massimo di partecipanti ad una sessione cooperativa, ma è lecito ritenere che si attesti tra i 4 ed i 6.
Ovviamente il tutto sarà supportato dalla nuova Battle.net, che vedrà la luce contestualmente al rilascio di Starcraft 2.
Saranno presenti naturalmente anche modalità competitive, di cui per ora non ci è dato di sapere nulla.
Blizzard affronta la sfida di riportare sugli schermi PC di tutto il mondo uno dei titoli più amati di sempre, con leleganza che da sempre caratterizza le sue produzioni. Dal design curatissimo, a metà strada tra vecchio e nuovo, allefficace mix tra classi conosciute ed altre completamente nuove, Diablo III si presenta come la naturale evoluzione del brand, senza rivoluzioni, e soprattutto apparentemente senza rischi. Peraltro, che bisogno cè di rischiare o stravolgere quando la formula originale è talmente perfetta da non invecchiare mai? Meglio piuttosto raffinare, cesellare, impreziosire, ed alla Blizzard sanno come fare.
Da quella presentazione siamo usciti con una voglia di mettere le mani su Diablo 3 ben al di là del descrivibile, che conferma l'assoluta capacità di Blizzard di creare le giuste attese, sempre soddisfatte con titoli dall'indiscutibile qualità.
Altro da dire non c'è, se non che all'inutile domanda "Ma quando uscirà?", ci siamo sentiti rispondere un laconico, e previsto: "When it's done."
Mannaggia....






