Dreamfall: The Longest Journey
Un figlio degenere?
Lacclamato universo fantasy e fantascientifico di The Longest Journey (TLJ) creato dai geniali sviluppatori norvegesi di Funcom si prepara ad accogliere nuovamente gli amanti dellavventura, che hanno atteso speranzosi questo sequel per sei interminabili anni, ma questa volta ambisce a conquistare una fetta di pubblico ben più ampia: il suo ideatore Ragnar Tornquist, consapevole del fatto che lavventura grafica sia ormai relegata allo status di genere di nicchia ma senza dichiararla ufficialmente morta comè stato fatto ripetutamente nel corso degli ultimi anni, si è riproposto larduo compito di svecchiarne linterfaccia e portarne il gameplay al passo coi tempi. Inutile dire che, non appena il suo annuncio è stato reso pubblico, tra gli appassionati è dilagato il panico e tra i più intransigenti addirittura lo sdegno! Reduci dal tradimento di un altro grande nome legato allavventura, lo spavaldo Charles Cecil, molti hanno iniziato a temere il peggio aspettandosi un deludente action-adventure dalla meccanica superficiale o lennesimo ibrido con elementi platform incapace di soddisfare pienamente tanto i cultori dellavventura classica quanto quelli dei titoli dazione pura. Tuttavia, ci sentiamo di rassicurarvi fin dora: la componente action farà indubbiamente discutere, ma linnovativa esperienza di gioco offerta da Dreamfall è più sulla linea di Fahrenheit che su quella di Broken Sword 3. Funcom non ha tradito lo spirito dellavventura e ci ripropone esattamente ciò che volevamo, ovvero tutti gli ingredienti che hanno reso indimenticabile il primo TLJ: una storia ancora più epica e avvincente, un mondo ancora più unico e tutto da esplorare, personaggi ancora più intriganti e splendidamente caratterizzati. La novità è che ha anche aggiunto qualcosa che non ci aspettavamo e solo giocando potremo decidere se queste contaminazioni contribuiscano o meno ad arricchire e variare il gameplay, se la loro introduzione rappresenti effettivamente unevoluzione o uninvoluzione del genere.
Ma vediamo di passare in rassegna le sostanziali differenze tra TLJ e Dreamfall. Quella più appariscente riguarda senzaltro laspetto estetico: la grafica di Dreamfall è completamente tridimensionale e animata in tempo reale, con tutti i cambiamenti che ne conseguono in termini dinterfaccia e possibili interazioni con lambiente di gioco. Non sarà più un titolo riservato ai PC, ma sfiderà anche il mercato console (è già attesa la versione Xbox). Ritroveremo i mondi paralleli di Stark e Arcadia, che rappresentano rispettivamente la tecnologia e la magia, ai quali andrà a unirsi una terza dimensione metafisica e onirica chiamata Inverno. Sullo sfondo dei mutamenti, o più precisamente degli stravolgimenti, che hanno colpito luniverso già familiare ai giocatori di TLJ, scopriremo un nuovo appassionante intreccio e soprattutto una nuova protagonista, anzi tre: la giovane e spaesata Zoe Castillo, una sempre più cinica April Ryan e lo spietato assassino Kian. Ci ritroveremo a impersonarli tutti nei vari capitoli in cui è suddivisa lavventura di Dreamfall e, pur vivendo esperienze diverse con ognuno di essi, capiremo presto che i loro destini sono indissolubilmente legati. Questo abile espediente narrativo ci permetterà di osservare la storia da prospettive differenti. La trama e le atmosfere in generale saranno decisamente più cupe e mature: lo stesso Ragnar Tornquist, per intenderci, ha paragonato questa sua seconda avventura a Limpero colpisce ancora nella trilogia di Guerre Stellari - il che lascerebbe intravedere la possibilità di un terzo episodio conclusivo (magari Il ritorno della Viaggiatrice?!). La meccanica di Dreamfall è più articolata e abbraccia elementi propri ad altri generi, come le tanto temute sequenze stealth e di combattimento. I denominatori comuni di entrambi i titoli restano il gusto dellesplorazione, gli enigmi ben integrati, il rilievo dato ai dialoghi ed una colonna sonora da Oscar.
Casablanca, dieci anni dopo...
Come il suo illustre predecessore, Dreamfall si apre con un prologo molto suggestivo e dal taglio prepotentemente cinematografico, che lascia presagire profondi mutamenti nelluniverso del gioco ed una terribile minaccia incombente. Facciamo quindi la conoscenza della nuova protagonista femminile dellavventura, Zoe Castillo, giovane abitante del mondo di Stark che risiede a Casablanca: qui sopraggiunge la prima vera sorpresa, perché la medesima giace inerte su un letto dospedale, in coma! Per scoprire come ci sia finita, dovremo ripercorrere le sue ultime due settimane di vita e non vogliamo anticiparvi nientaltro sullintrigante storia di Dreamfall, perché snodarla passo dopo passo sarà un immenso piacere e regalerà un susseguirsi di emozioni rare a sperimentarsi in un videogioco. Per chi si stesse domandando cosa leghi Zoe alle vicende raccontate in TLJ, ci limiteremo a spiegare che la ragazza, prima di essere coinvolta in affari molto più grossi di lei, comincia ad avere strane visioni e si convince di dover trovare e aiutare una certa April Ryan. Non sarà fondamentale aver giocato a TLJ per apprezzare la trama e la profondità di Dreamfall, ma sicuramente contribuirà ad arricchire lesperienza: sarà interessante ritrovare una April Ryan più matura, cinica e misteriosa o rivisitare alcuni dei luoghi esplorati nelloriginale e scoprire cosè successo ai personaggi che li abitavano nel precedente capitolo.
Tanta avventura ed una buona dose dazione
Uno degli aspetti maggiormente curati nella prima produzione punta e clicca di Funcom era linterazione coi personaggi non giocanti e anche Dreamfall esibisce un memorabile cast di protagonisti, in aggiunta a qualche vecchia conoscenza, tutti caratterizzati e animati con grande naturalezza. Sarà inevitabile affezionarsi a molti di loro - uno su tutti Wonkers, il tecnologico peluche che tiene compagnia a Zoe fin dallinfanzia ed è un omaggio allorsetto robot di A.I. (persino la sua voce inglese sembra essere la stessa del film di Spielberg!). Una delle critiche mosse più frequentemente al primo TLJ riguardava la durata spesso estenuante dei dialoghi che, pur conferendo grande spessore alla storia ed ai personaggi, era tollerata a fatica dalla maggior parte dei giocatori: lo sviluppatore ha dimostrato di aver imparato la lezione questa volta, sforzandosi di renderli il più possibile dinamici e interattivi. Tutte le conversazioni (che restano comunque una componente preponderante) sono ad alto tasso di coinvolgimento, con sorprendenti animazioni facciali valorizzate da primi piani cinematografici, cambi dinquadratura e battute ora serie ora ironiche ma sempre appassionanti. Il giocatore potrà davvero approfondire i dialoghi tanto quanto desidera: per selezionare i vari argomenti a disposizione, che siano opzionali o meno, basterà cliccare sulle parole chiave ad essi correlate e visualizzate in apposite finestre sullo schermo. In certi casi, avremo anche la facoltà di scegliere come esprimerci: con aggressività, prudenza, sarcasmo, tono di supplica o di sfida... Si potranno saltare le battute superflue con la semplice pressione della barra spaziatrice.
Il problema della linearità del gameplay, aspetto molto controverso negli ultimi titoli del genere, qui è affrontato in maniera creativa e piuttosto soddisfacente, attraverso un sistema di sviluppo della trama che riesce ad accompagnare il giocatore per mano in tutto il suo svolgimento, pur mantenendosi sempre abbastanza flessibile: godiamo di una discreta libertà di movimento e spesso lesito di un dialogo o di una determinata situazione è prestabilito, ma è possibile arrivarci in diversi modi, avendo comunque la piacevole sensazione dinfluenzare lesperienza di gioco. In sostanza, per quanto il finale sia invariabile, ognuno di noi potrà scegliere se arrivarci di volta in volta con lastuzia, la violenza o il ragionamento il che dipenderà in larga misura anche dalle caratteristiche intrinseche del personaggio in uso. Continuando a parlare della meccanica di gioco, gli enigmi appaiono ben integrati nella storia, logici e stimolanti, ma con una buona dose di backtracking: spesso, per riuscire a forzare una serratura più o meno tecnologica o superare un qualunque altro ostacolo, si è obbligati a fare diversi viaggi avanti e indietro in modo da recuperare tutti gli oggetti necessari o consultare il personaggio in grado di aiutarci. È comunque apprezzabile il fatto che anche in questambito Funcom abbia rimediato ad un errore passato: un altro problema attribuito a TLJ era infatti la presenza di qualche puzzle incoerente. Non abbiamo ancora avuto la possibilità di sperimentare molti rompicapo ma quelli visti nella versione danteprima ci sono sembrati piuttosto semplici e prevedevano essenzialmente labbinamento di simboli ed un puzzle sonoro.
A questo punto, non ci resta che illustrare laspetto potenzialmente più controverso di Dreamfall: molti di voi si chiederanno con una certa apprensione quanta parte rivesta lazione nelleconomia del gameplay in definitiva. Ebbene, non vi nasconderemo che le sequenze di combattimento e infiltrazione furtiva sono parecchie e non certo esaltanti, per via dei limiti tecnici del gioco stesso, che non è né un Tekken né tanto meno uno Splinter Cell! Nei combattimenti, in cui avremo a disposizione una parata ed una limitata gamma di mosse e combo, il controllo dei personaggi lascia molto a desiderare. La buona notizia è che il più delle volte gli scontri si possono aggirare, usando lingegno o facendo le scelte giuste nei dialoghi. Le fasi stealth sono passabili ma alla lunga un po ripetitive, per quanto mai eccessivamente frustranti. Ovviamente i game over non sono rari come in altri titoli davventura, nei quali solitamente è impossibile morire o commettere errori irreparabili: in tal caso, si ha comunque la possibilità di ricaricare lultimo salvataggio, che fortunatamente è automatico prima delle fasi dazione più rischiose. A parer nostro, queste sequenze dazione non si rivelano poi così deleterie: nelle intenzioni degli sviluppatori erano volte a spezzare il ritmo di gioco ed è precisamente quello che fanno, tenendoci sempre sulle spine. Considerando anche il fatto che sono giustificate dalle situazioni in cui vengono a trovarsi i nostri personaggi e raramente appaiono gratuite, per lo meno dobbiamo riconoscere che sono state implementate meglio che in altre avventure grafiche sperimentali. Tuttavia, è meglio rimandare il bilancio conclusivo sulla meccanica del gioco nel suo complesso, finché non avremo messo mano alla versione definitiva.
Unavventura moderna dentro e fuori
Linterfaccia adottata rappresenta una soluzione discretamente funzionale per consentire il complesso livello dinterazione con lambiente tridimensionale previsto in Dreamfall, ma non è certo il massimo dellimmediatezza: ci vorrà un po per prenderci la mano e soprattutto per padroneggiare i controlli misti per il movimento dei personaggi e della telecamera (tastiera e mouse sono unaccoppiata insolita per gli appassionati delle tradizionali avventure punta e clicca), ma per fortuna è contemplato anche luso di un joypad ed ogni singolo comando è riconfigurabile nel menu delle opzioni, insolitamente folto per un titolo del genere. Davvero convincente invece si è rivelata la modalità dinterazione coi punti caldi sullo schermo denominata focus field: ci permette infatti di scandagliare ogni ambientazione tramite un raggio blu che ruota a 360° intorno al nostro personaggio, evidenziando automaticamente le aree dinteresse e gli oggetti con cui possiamo interagire o che possiamo esaminare, anche a distanza. Oltre a rappresentare una valida alternativa al classico punta e clicca, conciliabile coi sistemi di controllo delle console, questinnovativa interfaccia ci risparmia lonere di battere ogni schermata a tappeto col cursore alla ricerca degli hot spot, come accade nella stragrande maggioranza delle avventure grafiche. Linventario viene visualizzato alla pressione di un tasto e mostra tutti gli oggetti in nostro possesso a tre dimensioni: possono essere esaminati, combinati tra loro o utilizzati su altri oggetti e personaggi. Potremo avvalerci anche di un sofisticato cellulare/PDA, in grado di registrare tutte le conversazioni e le riflessioni di Zoe, oltre che far girare avanzati software illegali e aiutarci a risolvere molti enigmi.
La spettacolarità visiva di Dreamfall non si limita allaffascinante design delle sue ambientazioni, che fondono e alternano in maniera assolutamente inedita scenari fantasy e ultratecnologici: tante piccole chicche grafiche sono pronte a gratificare locchio più attento e, sebbene i modelli dei personaggi non contino sempre su un numero vertiginoso di poligoni, appaiono animati in maniera credibile e sorprendono per la naturalezza delle espressioni facciali, che trasmettono davvero emozioni durante i dialoghi ed i passaggi più importanti del gioco. Le inquadrature, gestite direttamente dallutente o in automatico attraverso un sistema di telecamere che segue lazione in maniera sorprendentemente fluida e dinamica, qualche piccolo problema lo danno, soprattutto durante le scene più movimentate o negli spazi più angusti: proprio quando dobbiamo prendere decisioni velocemente o agire in aree pericolose o ristrette, può capitare di perdere improvvisamente lorientamento o ritrovarsi con la faccia al muro. Questo però, è lunico appunto da fare ad un comparto grafico altrimenti ineccepibile. Oltre che allindiscusso talento dei doppiatori inglesi ed agli effetti ambientali più che convincenti, limpatto drammatico di Dreamfall è dovuto in larga misura allefficacia di una colonna sonora dai toni epici e suggestivi, cha potrà fare affidamento sulla tecnologia Sound Blaster X-fi e offrire pieno supporto per laudio surround.








