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Need for Speed: SHIFT

Anteprima
Piattaforma:
PC
Editore:
Electronic Arts
Data di rilascio:
17/09/2009
Genere:
Racing
Need for Speed: SHIFT

Need for Speed: SHIFT

Dopo averlo visto in movimento su PC negli studi Electronic Arts di Milano, abbiamo avuto finalmente occasione di mettere le mani su una versione console next gen di Need for Speed: SHIFT durante il recente Europe Showcase tenutosi a Londra. Dopo esserci fatti largo tra la calca di giornalisti che affollava lo stand, ci siamo seduti per due chiacchere con uno dei producer del titolo e qualche giro di prova sui circuiti, pad Playstation 3 alla mano.

The Driver Experience
Il cuore dell’esperienza offerta da SHIFT risiede senza dubbio nell’estesa modalità Carriera: anche se i dettagli a riguardo non sono ancora molti, certo è che essa tenderà a portare lo spirito del brand Need for Speed in quello che è di fatto un titolo lontano dai fasti arcade dei predecessori, illustri e non; SHIFT si propone infatti come un simulatore di guida sportiva a tutto tondo, le cui possibilità di personalizzazione dell’esperienza corsaiola garantiranno pane per i denti tanto dei veterani della simulazione, quanto dei fanatici dell’arcade. Non si tratta certo di una “missione” semplice, ma il timone saldamente tra le mani dei ragazzi di Slightly Mad Studios dovrebbe essere in grado di rassicurare anche l’appassionato più esigente, mentre la “caratterizzazione” Need for Speed ad opera di EA Black Box non lascia dubbi quanto alla spettacolarità del prodotto finito.
Seduti al posto di guida di una sinuosa Porsche 911 GT3 ci siamo avventurati sul circuito cittadino di Tokyo, ambientato nell’area portuale della città, tra containers e gru da carico; la volontà di porre il giocatore al centro dell’attenzione, e di calarlo all’interno dell’abitacolo, è stata perseguita con l’innovativa idea di “agganciare” la telecamera virtuale alla testa del pilota piuttosto che alla macchina. In questo modo, il giocatore soffre di tutti quei disturbi causati dall’accelerazione e dai G (sfocamento e leggera desaturazione), ed in maniera più massiccia dai danni causati dagli incidenti (bruschi scossoni della visuale, sfocamento, perdita momentanea dei punti di riferimento). Questa immersiva impostazione convive con una riproduzione certosina degli interni dei circa 70 bolidi che occorrerà domare, garantendo un’esperienza di notevole impatto scenico.
A questa si affianca un’ottima riproduzione della fisica, che rende le macchine eccezionalmente “pesanti” e realistiche nelle reazioni a cordoli, imperfezioni dell’asfalto, sovra e sottosterzo e derapate.
La nostra corsa nel circuito cittadino ha rivelato inoltre un’ottima Intelligenza Artificiale, tanto aggressiva quanto “umana” negli errori: guadagnarsi una buona posizione richiederà scie, staccate al limite, sportellate ed una buona dose di cattiveria, ma talvolta capiterà di vedere un avversario andare in testacoda per aver “tirato” troppo una curva.
Il circuito testato è originato interamente dalla fantasia degli sviluppatori, e fa parte di quella categoria di tracciati cittadini che vedranno tra gli altri esponenti il suggestivo centro di Londra; la pista permetteva ampie accelerazioni per poi stringersi bruscamente in curve decisamente impegnative e spesso contornate da insidiose barriere, che per i primi minuti ci hanno permesso di constatare l’ottima resa dei danni alle auto, che vanno ad influire tanto sull’estetica quanto sulla guidabilità, aggiungendo quel’effetto disorientamento che rende ogni collisione determinante per i risultati della gara.

What’s Next?
Le informazioni che abbiamo raccolto lasciano intravvedere un titolo dall’ossatura decisamente solida; circa 70 veicoli licenziati, un numero di circuiti ancora imprecisato ma senza dubbio cospicuo, dato che ben 15 saranno solo le riproduzioni di tracciati realmente esistenti, tra cui Laguna Seca, Brands Hatch e Willow Springs, a cui andranno aggiunti i circuiti creati ad hoc dagli sviluppatori. Una modalità carriera longeva ed impegnativa, in pieno stile Need for Speed. Una completa personalizzazione del livello di difficoltà che oltre alle consuete regolazioni permetterà un fine tuning relativo a quali aiuti alla guida disattivare o lasciare attivi, con lo scopo di creare un’esperienza tanto fruibile per il newbie quanto appassionante per il veterano, senza limitare né l’uno né l’altro aspetto.
Completa customizzazione dei veicoli, sia dal punto di vista delle prestazioni che sotto il profilo dell’estetica, tanto della carrozzeria quanto degli interni. Da non dimenticare il comparto multiplayer, che promette un supporto fino a 16 giocatori.

Comparto tecnico
Dopo essere rimasti decisamente sorpresi dalla precedente demo su PC, l’hands on sulle controparti next gen rappresentava una vera e propria prova del fuoco per SHIFT.
Il dubbio se un tale livello di simulazione potesse convivere su console con un realizzazione grafica di grosso calibro era senza dubbio lecito; i trenta fotogrammi al secondo lisci e stabili, uniti ad una densità di poligoni ottima per i veicoli ed al gradevole livello di dettaglio presentato dagli sfondi, hanno definitivamente dissipato qualunque incertezza. Il lavoro svolto finora, per quanto ampiamente in progress fa di quanto ci è stato possibile toccare con mano il preambolo per un prodotto tecnicamente solidissimo.

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