Punteggio6.5/10 |
La storia si ripete sempre
E trascorso ormai oltre un anno dall uscita di Blitzkrieg 2 (sulle pagine di Everyeye potete trovare un'accurata recensione). Ora, per la felicità di coloro che l hanno divorato e che sono caduti in crisi di astinenza, CDV rilascia una nuova iniezione di missioni che consentiranno di sfogare le proprie doti strategiche affrontando due nuove campagne. Lespansione, come dice il titolo stesso, permette di cimentarsi nel periodo che costituisce la definitiva inversione di tendenza dellespansione militare nazista, con il fallimento dell operazione Barbarossa e le truppe tedesche in ritirata verso i confini patrii. Le due nuove campagne vedranno il giocatore alla guida dell Armata Rossa, impegnata ormai nella sua travolgente avanzata, o dalla parte dei Tedeschi, ormai costretti a combattere disperatamente per la sopravvivenza, focalizzandosi sulle operazioni più incisive degli anni 1944 e 1945 quali ad esempio la presa della città di Budapest, lassalto delle fortezze nel Kurland e l Operazione Bagration.
Cosa cè di nuovo?
Cè da dire, prima di tutto, che pur trattandosi di un espansione, Fall of the Reich è di fatto un gioco standalone, in quanto non richiede al giocatore di possedere Blitzkrieg 2. Ciò, tuttavia, non significa che non sia opportuno (se non necessario) aver già giocato al gioco originale. Questo per il fatto che il livello di difficoltà è decisamente superiore (anche al livello facile) rispetto alle campagne che costituivano Blitzkrieg 2 ed è quanto meno preferibile avere già un minimo di confidenza con le meccaniche di gioco che caratterizzano il titolo, se non si vuole cadere vittime della frustrazione.
Al di là dell incrementata difficoltà e dei 10 scenari offerti dalle 16 nuove missioni, in effetti, non è che ci sia molto di nuovo rispetto al gioco originale: linterfaccia di comando e il controllo (a volte caotico) delle unità sono sempre gli stessi; lintelligenza artificiale non sembra aver subito i necessari ritocchi e la grafica, ovviamente, non è assolutamente cambiata. Fortunatamente sembra che almeno sia stata messa mano al motore grafico, in quanto si presenta molto più stabile e meno propenso a rallentamenti.
Ci sono anche un paio di unità nuove, ma questo non è certo sufficiente a fugare la sensazione di trovarsi di fronte alla solita proverbiale minestra riscaldata.
Ciò non significa affatto che non sia un buon gioco: come il primo Blitzkrieg, il divertimento non manca e gli strateghi troveranno pane per i loro denti in questa espansione che, in termini di longevità, è tuttaltro che insufficiente, offrendo in generale missioni molto più coinvolgenti e tatticamente stimolanti (si tratta in genere di scontri su scala molto grande) rispetto alla media di quelle offerte nel gioco base. Il fatto che non sia cambiato quasi nulla significa, inoltre, che ciò che cera di buono è stato mantenuto. Ritroviamo quindi la suddivisione delle campagne in operazioni, laccurata gestione dei rinforzi, il sistema RPGistico delle promozioni (che permettono di far guadagnare esperienza e nuove abilità alle unità) nonché lottimo audio che valorizza e riproduce drammaticamente la fragorosa cacofonia delle battaglie.
Sia chiaro, Blitzkrieg 2 è un buon gioco e in sé quest’espansione non è da meno. Tuttavia il fatto che si tratti, in definitiva, di un semplice “mission pack” porta a consigliare questo titolo solo a chi ha adorato il gioco originale e non può fare a meno di un'altra dose di missioni. Non ci sentiamo, per il motivo già spiegato, di suggerirlo ai neofiti, che resterebbero in gran parte spiazzati dalla difficoltà. Come se non bastasse, il valore aggiunto di quest’espansione è ancora inferiore se si pensa che il gioco supporta, per scelta dei programmatori stessi, “mods” e “addons” creati degli appassionati, che da soli bastano a rendere Blitzkrieg 2 ben più longevo di quanto non faccia lo stesso Fall of the Reich.