Punteggio8 su 10/10 |
A domanda, risposta.
E' Commandos 2 il gioco che tutti si aspettavano?
Sono riusciti i programmatori della Pyro a migliorare il concept di Commandos (il primo), e a perfezionare i pochi difetti che lo affligevano?
Questo secondo capitolo è diventato maggiormente tattico a svantaggio della componente puzzle-game che tanto era stato criticata nel titolo originale?
E, soprattutto, questa volta potranno i videogiocatori divertirsi veramente senza dovere sbattere la testa contro il muro per la difficoltà del gioco?
A queste domande, vale la pena sottolinearlo,si può fortunamente rispondere di si: tuttavia vedremo insieme come il gioco, nonostante possa essere inserito tranquillamente tra i migliori giochi di sempre, sia afflitto ancora da qualche piccola incertezza.
In poche parole, per chi non ha voglia di leggere il testo ma preferisce andare a scoprire direttamente il giudizio finale, Commandos 2 è ad un passo dal capolavoro: nonostante qualche difetto minore, sicuramente merita tutta, e dico tutta, la vostra attenzione.
Ora procediamo con ordine.
Finalmente più facile?
Durante la programmazione di Commandos 2, cercando di creare un titolo alla portata di tutti, i programmatori della Pyro si devono essere trovati di fronte ad un dubbio amletico: stravolgere il concept di gioco per rendere il titolo più accessibile, creare diversi livelli di difficoltà mantenendo invariata la struttura del gioco o rendere il tutto meno legato alla risoluzione di "puzzle-time"?
Se avessero optato per la prima ipotesi o per la terza, è probabile che gli appassionati del primo gioco si sarebbero sentiti traditi da un tale atteggiamento, poichè il seguito non sarebbe più stato così come loro lo volevano. Dopo lunghe decisioni, i Pyro hanno invece implementato tre diversi livelli di difficoltà, realizzati non tramite una differenziazione degli enigmi o degli obiettivi, ma grazie alla programmazione di una diversa I.A. nemica. Cerco di spiegarmi meglio.
Normale, difficile e molto difficile: ecco la scelta del livello di difficoltà che ci troveremo a fare una volta partito il gioco. Se la modalità difficile corrisponde alla modalità standard del primo episodio (praticamente le truppe nemiche avranno un comportamento identico a quello del predecessore - e questa è la notizia che i fedelissimi del primo Commandos aspettavano -), in quella facile il tempo di risposta alle nostre sollecitazioni visive e sonore è un pò più lungo ed il danno che infliggono i tedeschi è decisamente meno importante. Per quanto riguarda la modalità molto difficile, il discorso è esattamente l'opposto, lasciando al giocatore nessuna possibilità di sbaglio o di incertezza.
Problemi iniziali di apprendimento...
Seppure dotato di uno dei migliori manuali che abbiamo potuto vedere in questi anni , Commandos 2 pecca laddove il suo predecessore brillava: il tutorial di gioco, infatti, invece di insegnarci passo passo le diverse azioni che i commando possono svolgere, ci propone semplicemente l'esecuzione di due missioni training nelle quali potremo controllare pochi personaggi. Stranamente questa scelta sembra quasi pensata più per chi già conosce Commados che per quelli che non si sono mai avvicinati ad esso.
Tra l'altro l'interfaccia di gioco è semplice e ben realizzata in alcune parti, ma meno immediata in altre. Specificato che ogni interazione con l'ambiente o con le persone in generale si realizza tramite la pressione di shift+tasto sinistro del mouse (disabilitare mine, mettere in moto oggetti, aprire porte, entrare nei veicoli, legare i nemici svenuti...), purtroppo la mancanza di una tabellina riassuntiva dove vengono spiegati i i diversi shortcut da tastiera (magari richiamabile con un semplice clic del mouse) si fa sentire soprattutto durante le prime ore di gioco. Tuttavia in aiuto del giocatore viene uno splendido aiuto in linea che spiega "quasi" tutti gli oggetti e le abilità del gioco, la loro funzione ed il tasto da esso assegnato: non ho detto "quasi" per caso, poichè per alcune cose sarà necessario provare e scoprire quale è la loro azione. Una mancanza piuttosto importante del manuale è invece quella di avere tralasciato la spiegazione del salvataggio e del caricamento veloce: si attua premendo ctrl+s e ctrl+l.
Lodi (ex provincia di Milano) senza confini.
Dopo avere visto qualcuno dei pochi aspetti negativi del gioco, se dovessi cominciare a parlare dei lati positivi di Commandos 2, probabilmente impiegherei almeno cinque sei paragrafi... Tuttavia, vale la pena di vederne qualcuno insieme.
Innanzitutto una precisazione riguardo al motore del gioco: ho affermato che non è poligonale, ma in realtà alla Pyro hanno realizzato uno scheletro totalmente tridimensionale e bloccato la visuale ai quattro angoli, in modo tale da mantenere la visuale 2D. Però, strutturalmente, le mappe sono poligonali, e ciò permette di calcolare il cono di visuale delle guardie in maniera molto più corretta di quanto avveniva nel primo episodio.
Per quanto riguarda l'aspetto grafico, si può dire senza paura di eccessiva smentita che le texture utilizzata non hanno rivali in nessun altri gioco: lo stesso Age of Kings, splendido sotto ogni punto di vista, è stato surclassato. Anche le animazioni dei personaggi sono migliorate tantissimo: quando corrono, i personaggi spostano persino il baricentro del proprio corpo; l'effetto di quando si rialzano da terra, quando si muovono sulle scale, sui piloni della luce, sui fili della corrente, è splendidamente realizzato; quando la spia avvelena una guardia, questa barcolla un pò prima di cadere per terra.
Anche la mappa di gioco questa volta sembra molto più "viva", poiché ogni personaggio sta facendo qualcosa: la ronda, magari ginnastica, sta fumando, si è addormentato, sta guardando dei documenti e parla al telefono... tutte queste azioni, tra l'altro non ripetute ma alternate, contribuiscono ad aumentare il realismo del gioco, quasi come se si stesse prendendo parte ad un film interattivo con il quale è possibile interagire.
A differenza di quanto succedeva nel primo episodio, questa volta le missioni sono dinamiche, con gli obiettivi che cambiano durante lo svolgimento dell'azione: sono presenti anche molte cutscenes, realizzate con lo stesso motore del gioco, che introducono elementi nuovi della missione o cambiamenti nella storia.
Conclusioni parte prima: che tipo di videogiocatore sei?
Commandos 2 è un gioco eccezionale.
Nonostante qualche difficoltà iniziale di apprendimento, nessun videogiocatore appassionato di strategia deve rinunciare a giocare questo titolo. Ma, attenzione.
Riflettere, pianificare, provare, ricaricare, riflettere, pianificare, provare un'alternativa: questa è l'essenza del gioco. Se non vi ritenete giocatori calmi e pazienti, volgete la vostra attenzione altrove, questo non è certo il gioco che, per la sua complessità e per la sua difficoltà, vi farà cambiare idea. Al contrario vi porterà in odio probabilmente l'intero genere.
Tuttavia se vi sentite pronti per accedere ad un passo successivo della vostra maturità videoludica (lo status per cui si apprezzano non uno, ma mille aspetti di un hobby così particolare), uscite e comprate il gioco senza pensarci troppo. Rispetto al primo, che avrete scartato per le stesse motivazioni riportate prima, il titolo è stato notevolmente migliorato e reso più realistico, più complesso ma allo stesso tempo più duttile: già, è stato pensato per voi, per attirare anche voi.
E allora, perchè resistere?
Conclusioni parte seconda: dedicato ai fan di Commandos
Durante la stesura dell'articolo guardavo il foglio degli appunti che avevo preso mentre giocavo, ed i punti positivi del titolo sembravano non finire mai: grafica, animazioni, missioni complesse ed allo stesso tempo più "personalizzabili" dalle moltissime scelte dell'utente, obiettivi complessi (la missione ambientata a Parigi con la torre Eiffeil sullo sfondo è una della più belle in assoluto) e dinamici, cutscene dal taglio cinematografico capaci di immergere nella storia in maniera molto più profonda di quanto accadeva con il primo episodio (laddove le missioni sembrano essere distaccate e senza particolari collegamenti - esclusa quella del ponte, prima da sminare e poi da fare saltare -), legando ogni missione alla successiva, una cura dei dettagli senza precedenti in un titolo del genere (bisogna persino stare attenti a non fare stancare troppo i personaggi mentre sono aggrappati ai fili della luce o mentre sono sott'acqua...
Tutto questo, e molto, molto di più.
So che comunque, come ho fatto io durante questi giorni passati in compagnia del gioco, la maggior parte di voi si chiede principalmente due cose: è stata mantenuta la sfida offerta da Commandos, e soprattutto, il gioco è effettivamente meno "puzzle-oriented" rispetto al primo?
Alla prima domanda bisogna, fortunatamente, rispondere di si: nonostante la presenza di poche missioni (una volta terminatele non avrete certo voglia di rigiocarle... credetemi), la sfida all'interno di ognuna di esse è quantificabile in una decina di ore di media (anche di più, in certe occasioni) di gioco intenso (a differenza del primo episodio, qui è inimmaginabile cercare di uccidere la maggior parte dei nemici, che sono coperti in maniera molto più efficace l'uno con l'altro). Ogni azione, per l'ampio spettro di possibilità lasciate al giocatore, dovrà essere pianificata e sperimentata diverse volte, prima di poter accedere alla soluzione del passaggio.
Alla seconda domanda devo invece rispondere con un... no. Ho riflettuto molto, avendo avuto modo di provare il gioco piuttosto in anticipo, se fosse stata mantenuta l'impostazione "puzzle", e la soluzione non può che essere una sola: si, anche se non sembra.