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E Non Ne Rimase Nessuno

Recensione
Piattaforma:
PC
Editore:
Atari
Sviluppatore:
DreamCatcher
Data di rilascio:
01-12-2005
Genere:
Altri
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E Non Ne Rimase Nessuno

Punteggio

7.5/10

E Non Ne Rimase Nessuno

Il più classico dei libri gialli


Pubblicato nel 1939, “E Non Ne Rimase Nessuno” ha soprattutto per quanto riguarda il titolo originale una storia sicuramente singolare: inizialmente chiamato “Ten Little Niggers” da Agatha Christie, fu poi intitolato “Ten Little Indians” cercando così di adottare un nome maggiormente politically correct, ma anche tale scelta si rivelò sbagliata e fu così che si passò a “And Then There Were None”, titolo che fu impiegato anche nella prima edizione italiana per poi essere cambiato in “Dieci piccoli indiani” fino ai giorni nostri, procedendo praticamente al contrario rispetto alla versione originale. Mettendo da parte le vicissitudini legate al nome del libro, stiamo sicuramente parlando di uno dei maggiori capolavori di Agatha Christie ed uno dei libri gialli più belli e coinvolgenti di sempre, se non il primo della suddetta lista, nella quale comunque compaiono numerosi titoli nati dal genio della scrittrice inglese.

E’ sicuramente strano che l’industria videoludica, così attenta nei confronti delle influenze provenienti dagli altri tipi d’intrattenimento, si sia per anni ed anni disinteressata proprio a tale genio, dato che molte opere di Agatha Christie potrebbero fare un figurone se adattate con sapienza all’interno di un videogioco. In un futuro prossimo però, le cose potrebbero cambiare grazie a The Adventure Company, publisher di avventure acclamate come Still Life e The Moment of Silence, che ha deciso, attraverso il team di sviluppo AWE Games, di lanciarsi nel progetto “E Non Ne Rimase Nessuno” per poi, si vocifera, produrre nei prossimi tempi nuove avventure tratte dalle opere di Agatha Christie se questo primo esperimento dovesse riscuotere successo. Le premesse ci sono tutte, andiamo a vedere se a rimanere soddisfatti da questo gioco saranno sia gli appassionati di avventure grafiche, sempre affamati di nuovi titoli a cui giocare, sia i lettori della madre del giallo.

Dieci piccoli marinai


Per impedire che chi ha già letto il libro sappia per filo e per segno cosa accadrà all’interno del gioco, il team di sviluppo ha adottato alcune licenze sulla trama e sull’ambientazione originale, ma comunque sotto l’occhio vigile dei familiari di Agatha Christie, attuali detentori dei diritti sulle opere della scrittrice. Per fare in modo che anche tali licenze avessero una firma d’autore, il team di sviluppo ha accolto al suo interno Lee Sheldon, per chi non lo sapesse già sceneggiatore di URU: The Ages Beyond Myst e delle serie TV Charlie’s Angels e Star Trek, il quale ha accettato con piacere essendo un appassionato di libri gialli.

La trama del gioco vede il protagonista, Patrick Narracott, incaricato di accompagnare dieci persone su un’isola del Devon (chiamata Isola dei Naufragi, un nome un programma) a casa del signor U.N. Owen, misterioso anfitrione del gruppo che ha dato istruzione ai due domestici, compresi tra i dieci, di accogliere e sistemare all’interno della propria villa l’intero gruppo. A causa di un sabotaggio alla sua imbarcazione però anche Narracott è costretto a rimanere contro la propria volontà sull’isola, dove presto quella che doveva essere una semi-vacanza si trasforma in un incubo: in un disco inciso dal signor Owen, vengono accusati tutti i presenti (tranne il protagonista) di essere responsabili dei casi di omicidio a loro collegati in passato ed attraverso una macabra filastrocca vengono tutti quanti minacciati di morte. Spetterà dunque al nostro alter-ego virtuale, inatteso ospite anche per l’assassino, indagare sulla faccenda in una corsa contro il tempo, cercando di fare in modo che vengano mietute quante meno vittime possibile. La scelta di inserire un undicesimo personaggio all’interno della storia è legata all’esigenza di avere qualcuno che sia “staccato” dalla vicenda e che quindi veda la situazione dall’esterno, un po’ come la videocamera di un regista o la penna di uno scrittore.

Una corsa contro il tempo


Nonostante il protagonista assuma quasi immediatamente il ruolo di indagatore all’interno del gruppo confinato sull’isola, ci si accorge dopo poco che invece non si ha alcuna possibilità di risolvere il mistero tramite indagini, ma semplicemente tutti gli elementi cui viene in possesso Narracott contribuiscono ad andare avanti nello svolgimento della trama: dimentichiamoci dunque qualsiasi ispezione minuziosa dei corpi o rilevamento di indizi particolarmente determinanti, dato che il lavoro di detective si ridurrà solo all’interno dei dialoghi, dove ad esempio chiederemo ai personaggi dove si trovavano al momento del delitto o chi pensano sia l’assassino, il tutto comunque legato più all’acquisizione da parte del videogiocatore di elementi di trama piuttosto che di indizi sull’identità del misterioso omicida. Sarebbe anche stato carino introdurre un sistema di dialoghi più profondo che andasse oltre il "fai tutte le domande possibili e dì arrivederci". Per quanto detto finora, nonostante i propri sforzi Narracott rimarrà sempre dietro rispetto allo svolgersi degli eventi, rimanendo impotente di fronte agli omicidi fino all’epilogo finale tentando nel frattempo di fare luce sulla vicenda e di trovare un modo per lasciare l’isola.



Per quanto riguarda l’interfaccia grafica ci troviamo al cospetto del classicissimo “punta e clicca”, con il cursore del mouse che cambia forma ogni qual volta passa su un punto dello schermo di particolare interesse per Narracott e dunque anche per il videogiocatore. L’inventario è semplice, funzionale e molto capiente ed è apribile tramite la pressione del tasto destro del mouse: al suo interno è anche possibile disassemblare o unire oggetti in nostro possesso in modo da ottenere nuove cose da utilizzare adeguatamente. L’unica critica che forse può essere fatta agli sviluppatori è che molto spesso le tasche del nostro personaggio si riempiranno di roba abbastanza inutile e non è impossibile che alcuni oggetti da noi raccolti rimangano a farci compagnia fino alla fine dell’avventura senza tornarci mai utili. Oltre all’inventario, come ogni investigatore che si rispetti, Narracott appunterà sul proprio taccuino tutti gli scritti che dovesse ritenere di particolare interesse, in modo da riesaminarli anche in seguito se dovesse presentarsene l’occasione.

In termini di longevità, nonostante la lodevole iniziativa dei finali alternativi e degli enigmi secondari siamo sicuramente di fronte ad un prodotto che ci terrà incollati molto poco davanti al PC, soprattutto se rapportato ad altri titoli del suo stesso genere: di fatto dopo aver completato la prima volta la storia in poco meno di dieci ore (arrotondando per eccesso) saranno a mio avviso poche le persone che avranno ancora voglia di esplorare l’isola e conoscere nuovi dettagli sulla trama.

Tecnicamente parlando


Dal punto di vista della grafica siamo di fronte a degli alti e bassi: i primi sono infatti rappresentati dall’intera ambientazione del gioco, molto curata in ogni dettaglio della casa e dell’isola, così come gli effetti metereologici sono riprodotti egregiamente dal motore del gioco che impressiona anche per gli effetti grafici legati all’acqua. Il protagonista principale è ben modellato e le sue animazioni sono molto piacevoli, ma è l’unico ad essere dotato di tale fortuna tra i vari personaggi: soprattutto quelli che escono di scena per primi sono infatti un po’ troppo trascurati sia nella realizzazione del modello sia in quello delle texture, per non parlare poi delle animazioni, decisamente insufficienti.

Il sonoro di questo gioco è uno dei migliori del genere: abbiamo tanto per cominciare una colonna sonora molto coinvolgente, che contribuisce alla creazione di quell’atmosfera di chiuso e di costrizione a trovarsi sull’isola per gli undici protagonisti. Il doppiaggio è poi di pregevole fattura, soprattutto come interpretazione vera e propria, anche se i dialoghi risultano talvolta un po’ scarni, ma date le critiche ricevute dalla versione anglosassone proprio per il livello dei doppiatori sicuramente è il caso di elogiare chi si è occupato della localizzazione in lingua italiana, presente anche in forma di sottotitoli oltre che di parlato. A volere trovare il pelo nell’uovo nel comparto audio, il tema principale potrebbe risultare per alcuni eccessivamente ricorrente, anche se a conti fatti potrebbe anche questa essere una scelta degli sviluppatori per creare l’atmosfera cupa del gioco.

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