Freedom Force vs The Third Reich
Il ritorno di Freedom Force
Quando nel 2002 Irrational Games pubblicò il primo Freedom Force, questi riuscì ad ottenere una buona fetta di consensi positivi abbastanza inaspettati potremmo dire, pur non finendo alle luci della ribalta.
Lidea innovativa alla base del gioco fu quella di creare un RPG basato sul mondo dei comics americani, cosa fino ad allora sognata dalla maggior parte dei videogiocatori ma mai messa in opera da nessun team di sviluppo: pur non godendo di nessuna particolare licenza (fisionomia e nomi dei protagonisti sono tutti inventati, sebbene qualcuno richiami personaggi più celebri) il gioco riuscì nel suo intento di portare una ventata di novità al panorama degli RPG, offrendo la possibilità di calarsi allinterno dei classici fumetti made in USA. La realizzazione tecnica non era da meno, visto che FF poteva vantare una buona grafica, una trama ben congegnata ma soprattutto un gameplay che riuscì a soddisfare tutti quanti. Come legge di mercato comanda, ma almeno per questa volta anche come videogiocatori desiderano, eccoci dunque di fronte al sequel di FF: scopriremo insieme come dopo tre anni il gioco sia cambiato quanto basta, mantenendo però intatto il livello di divertimento offerto dal suo predecessore.
Combattere il Terzo Reich
Come si evince dal titolo di questo gioco, il grande nemico del manipolo di supereroi in questo secondo capitolo è il Terzo Reich. Prima di iniziare il gioco vero e proprio, chi dovesse essersi perso il primo FF avrà la possibilità di apprendere quanto ivi narrato attraverso una presentazione realizzata nel classico stile dei vecchi comics americani: oltre ai disegni infatti, anche le classiche scritte onomatopeiche per i rumori (il leggendario SOCK! per i pugni e così via) sono state utilizzate per fare in modo che il giocatore si senta protagonista di un fumetto creato apposta per lui. Questa sensazione sarà mantenuta per tutto il corso del gioco grazie anche allo stile narrativo e ad alcuni dettagli grafici che andremo a vedere nellapposito paragrafo.
Tornando alla trama, i nazisti trovano il modo di tornare indietro nel tempo, tentando così di cambiare le sorti avverse della Seconda Guerra Mondiale in una vittoria del regime hitleriano: qui entrerà ovviamente in gioco la Freedom Force, una sorta di agenzia USA composta da soli supereroi.
Per tutta la durata della storia, il gioco non perde mai tono, risultando sempre piacevole ed accattivante grazie soprattutto al numero elevato di personaggi con cui formare il proprio gruppo, ma non solo: la scalabilità del sistema di difficoltà permette di selezionare il più congeniale al giocatore, non escludendo la possibilità di ripetere lintero gioco impegnandosi in una nuova sfida più complicata. Se il single-player dovesse annoiarvi, sappiate che FF gode anche di una modalità multiplayer a quattro giocatori, sia in rete locale sia via Internet. La modalità campagna resta ovviamente la principale del gioco, ma è bello sapere che ci si può svagare utilizzando magari la propria squadra in una semplice battaglia contro qualcuno buttandosi più immediatamente nel vivo dellazione. La modalità multigiocatore comprende comunque sette diverse tipologie molto classiche: si va infatti dal free-for-all al deatchmatch e compagnia bella.
Un cast di tutto rispetto
Se qualcuno mi avesse detto che FF è un videogioco tratto da un fumetto realmente esistente, gli avrei creduto senza battere ciglio: tale è la realizzazione e la varietà dei supereroi a nostra disposizione che sembra davvero di essere di fronte a personaggi ben più conosciuti come gli X-Men o I Fantastici Quattro, per dirne un paio.
Addirittura per ogni singolo supereroe è possibile visualizzare una sequenza animata che ne descrive i momenti in cui ha ottenuto i propri poteri, ottenendo così livello di caratterizzazione che rasenta la perfezione. Passando allazione vera e propria, pur essendo di fronte ad un RPG non è necessario applicarsi più di tanto grazie al sistema immediato realizzato da Irrational Games. Le prime missioni del gioco fungono da plot-tutorial in modo da permettere al giocatore di prendere confidenza con i vari poteri dei supereroi e coi controlli di gioco, in particolar modo imparando come interagire con lambiente, aspetto fondamentale del gioco: ad esempio il supereroe forzuto di turno potrà prendere unautomobile e scaraventarla addosso ai propri nemici, oppure utilizzare come arma un semaforo sradicato da terra.
Il controllo del proprio party (composto al massimo da quattro supereroi) non sfugge mai al giocatore, il quale ha anche la possibilità di scegliere in che maniera il gioco debba gestire le pause in combattimento, fermando cioè la lotta totalmente oppure rallentando lo svolgimento dellazione. Vi assicuro che una volta acquisita dimestichezza con il sistema di controllo e di combattimento, impresa molto facile tra laltro, sarà un piacere cercare sempre il modo di integrare alla perfezione i poteri del gruppo che si sta controllando, interagendo con i supereroi col necessario tempismo. Come abbiamo detto, FF non è un RPG classico e non ci porterà via tempo con ragionamenti eccessivi su come far crescere il proprio personaggio: allinterno delle missioni ogni supereroe guadagnerà un tot di punti esperienza, che poi sarà possibile spendere a fine livello. Le uniche cose a disposizione saranno nuovi poteri oppure potenziamenti per quelli che già si hanno a disposizione. Se per alcuni questo può essere un pregio, occorre anche pensare al rovescio della medaglia, rappresentato dal fatto che ai puristi dellRPG tutto ciò potrebbe non andare a genio
Il comparto tecnico
Se abbiamo avuto modo di elogiare già prima di questo paragrafo la grafica di FF un motivo ci sarà: sfruttando il motore GameBryo (lo stesso di Sid Meiers Pirates!, DAOC e Morrowind, e scusate se è poco
) gli Irrational sono riusciti nellarduo intento di riprodurre sui nostri monitor il classico disegno dei comics americani, presentando ogni missione proprio come un nuovo albo di una virtuale serie collezionabile dedicata alla Freedom Force. Sebbene alcuni personaggi richiamino molto evidentemente colleghi più celebri (Minuteman, uno dei principali personaggi, assomiglia abbastanza a Capitan America), la rappresentazione grafica di tutti quanti è senza dubbio impeccabile, così come le animazioni e lintero background. Nelle fasi più concitate il gioco non mostra sofferenze eccessive in termini di frame rate anche su macchine non proprio allavanguardia. Anche laudio si difende molto bene, con voci in lingua inglese molto adatte a tutti i personaggi. Le musiche e gli effetti sonori non sono da meno, rendendo lesperienza di gioco piacevole anche da questo punto di vista.