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GTA Vice City

Recensione
Piattaforma:
PC
Sviluppatore:
Cidiverte
Data di rilascio:
Disponibile
Genere:
Racing
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GTA Vice City (PC)

Punteggio

9 su 10/10

GTA Vice City (PC)

Un’anno dopo, vent’anni fa. A un anno esatto dall’uscita di GTAIII per PC eccoci nuovamente sulle strade poligonali della saga criminale più famosa della storia videoludica recente. Vent’anni fa: perché GTA: Vice City non è solo un viaggio nella città del vizio (ri)creata dai ragazzi della Rockstar North (fu DMA Design) ma è anche un viaggio indietro nel tempo, una rilettura ironica, spassosa e un po’ nostalgica degli anni ottanta. O meglio: della rappresentazione degli anni ottanta, del loro ricordo. A partire da quel Miami Vice a cui Vice City fa apertamente il verso, con le sue Ferrari, le belle donne, le tinte pastello, gli yacht dei trafficanti colombiani e tutto il resto. Ma il cuore resta il solido gameplay del precedente episodio: quella ricetta unica e inimitabile che è riuscita ad accumulare un numero spropositato di copie vendute nelle precedenti versioni.

Il ritorno di Mr. Vercetti... vent'anni fa.
Ci siamo, Tommy Vercetti è tornato a far danni, ancora una volta potremo vestire i panni del sedicente gangster tutto pistole e motori! Siamo negli anni '80 e il luogo nel quale ci troviamo, Vice City, è la quinta essenza del vizio e della corruzione. Belle donne prendono il sole in riva alla spiagga mentre agli angoli delle strade spacciatori vendono droga come fosse zucchero filato; attricette da quattro soldi sfoggiano le proprie doti mostrando attillatissimi costumini ripieni di ogni "ben di Dio" a vecchi papponi tutti "catene d'oro e peli sul petto" (uno stereotipo da manuale). In loschi locali dominati da luci al neon e ballerine di lap-dance abbietti figuri macchinano ed elaborano strategie mortali per eliminare i propri avversari. Che Tommy Vercetti non sia mai stato uno stinco di santo si sa ed è forse per questo che la nostra avventura inizia proprio nel bel mezzo di uno scambio di droga... sapete, uno di quei titpici loschi affari che avrete visto milioni di volte in tv ma che per il nostro anti-eroe sono il pane quotidiano. C'è sempre una valigetta nera di mezzo e qualcuno che, con vago accento siciliano chiede delucidazioni sulle modalità di pagamento.

Fatto stà che tutto è pronto, c'è la valigetta (farcita), c'è il siciliano e c'è il solito milione-di-dollari-in-pezzi-da-venti-usati. Tutto sembra andare liscio quando l'immancabile segno che qualcuno ci odia si fa nettamente evidente... e scatta la retata. Una sparatoria veloce, un po' di sano rotolare per terra (il tutto ricostruito con splendida maestria degna di un Martin Scorsese) e quattro o cinque morti lasciati sul terreno polveroso. L'azione si fa frenetica ma il nostro riesce a mettersi rocambolescamente in salvo salendo sulla macchina dell'amico Kenny Rosemberg, avvocato di dubbia fama. E' praticamente inutile aggiungere che quando a Vice City si cerca di togliere di mezzo un avversario è bene portare a termine il lavoro onde non essere costretti a doversi difendere da più che giustificate rappresaglie vendicative. Tommy di certo non è da meno e sarà proprio in questo clima che faremo la nostra entrata nel mondo di Vice City.
Come avrete intuito Vice City è un prequel alla storia di GTA3, e sebbene Tommy sia ancora un pesce piccolo lo vedremo farsi largo in questo mondo spietato. Implacabili come non mai aiuteremo Vercetti a mettere a ferro e fuoco la città! GTA VIce City è dotato di uno story board d'eccezione, di un livello mai raggiunto nelle precedenti edizioni. Chi ha giocato a GTA3 avrà notato che Tommy non era certo un tipo loquace; se è questa l'idea che vi siete fatti sul nostro allora dovrete ricredervi... in Vice City Tommy fa la parte del leone e non risparmierà coloriti commenti ai suoi avversari. Dal resto la trama è piuttosto evoluta e ricca di particolari, condito in modo da risulatre un piacevole incontro fra Miami Vice e Scarface.
I personaggi che fanno da contorno alla storia sono egregiamente delineati e caratterizzati con abile maestria. Questa cosa aumenta notevolmente il grado di coinvolgimento del gioco che trae forte ispirazione dai film sopracitati. Voglio dire... vi basterà dare un'occhiata ad un piao di comprimari per capire di cosa sto parlando: un mix fra i cattivi di stursky & hutch, Tony Manero e i protagonisti dei filmacci pulp anni '80 (pulp... molto pulp...!). Vale la pena di ricordare ai neofiti che la storia in GTA può essere continuamente arricchita da imprevisti o improvvisi (e quanto mai pazzeschi) colpi di testa dovuti alla duttilità del protagonista. Mentre i personaggi principali arricchiranno le sessioni di gioco con le loro richieste, potrete divagare e allontanarvi dal filo della storia anche per ore intere, svolgendo lavoretti più o meno sporchi al fine di accaparrarvi qualche dollaro in più.

Per le strade di Vice City
Tentare una mappatura esaustiva del gameplay di Vice City richiederebbe un tempo e un impegno sovraumani: questo è uno di quei casi in cui la mappa coincide con il territorio: solo giocandoci, esplorando, perdendosi in Vice City si riesce a scoprire la vastità di situazioni, di possibilità, di strade percorribili a disposizione del giocatore. Il primo impatto potrebbe dare l’idea di poche vere novità rispetto a GTAIII: di certo non ci sarà alcun stravolgimento vero e proprio per questo che comunque non è un seguito vero e proprio. Vice City è praticamente una cover del titolo precedente, un remix suonato con gli strumenti tipici degli anni ottanta. Il nocciolo è sempre lo stesso: tentare la scalata della piramide criminale locale, da semplici gangster pronti ad ogni lavoro sporco che ci viene richiesto a pezzi grossi della mala locale. Ma ecco una delle novità più importanti di Vice City: nel proseguo del gioco, via via che Vercetti diventa più importante, il giocatore potrà prendere possesso di alcuni immobili per gestire le attività al loro interno: Tommy diventerà quindi padrone di night club, bar, alberghi, discoteche. Per poter concludere il gioco si dovrà praticamente comprare tutta Vice City pezzo per pezzo e arricchirsi dalle più diverse attività. Di fatto è un ulteriore passo verso quella “simulazione di città” verso cui sembra tendere la serie GTA, donando una sottile patina gestionale al titolo. Gli altri modi per guadagnare denaro spaziano dall’attività di vigilante, tassista, pompiere, infermiere e la nuova possibilità di consegna pizze a domicilio. In generale le chicche, le sorprese, i sottogiochi sono addirittura aumentati rispetto ai già numerosi del terzo episodio. Così come sono aumentati i mezzi da guidare, dalle auto di lusso alle divertentissime moto e vespe, per finire ai motoscafi e agli elicotteri. La difficoltà è ben calibrata anche se non raramente sfiora punte di autentica frustrazione, aggravata dall’impossibilità di salvare durante la missione. Il sistema di controllo per quanto buono spinge inevitabilmente ad impugnare un joypad dato che l’accoppiata tastiera e mouse può, alla lunga risultare fastidiosa e poco comoda (nelle sequenze a piedi si usa appunto mouse e tastiera, in auto la sola tastiera obbligando a repentini cambi d’impugnatura): i GTA tridimensionali sono stati pensati per il pad della Playstation e con esso andrebbero giocati.

Al banco di prova.
Eccoci giunti all'angolo "tecnico", un'aspetto del gioco al quale è sempre bene fare qualche succoso riferimento. Dopo tanto "bla bla" analizziamo più da vicino l'offerta di questo titolo in ambito di prestazioni e, ovviamente di innovazioni. Sia chiaro subito che, nonostante l'apparente similitudine, le novità che separano Vice City da GTA3 sono notevoli. Prima di tutto va considerata l'introduzione delle texture a 32 bit che notoriamente garantiscono un notevole salto di qualità in materia di dettaglio e colore (il tutto a beneficio del realismo), una scelta legata ovviamente alla volonta di casa Rockstar di potenziare la resa visiva del gioco. La visibilità è stata nettamente migliorata e per così dire è stato allontanato il limite dell'orizzonte oltre al quale non è possibile godere dei dettagli della città. Ma se l'aspetto grafico è stato senza dubbio ottimizzato e raffinato i classici problemi di clipping (per altro molto rari) potrebbero compromettere azioni preparate con cura da molto tempo. Mi è capitato un paio di volte, durante le mie sessioni di gioco di imbattermi in bizzarri steccati che trafiggevano la mia carrozzeria impedendomi la fuga, o di non riuscire a fuggire dall'auto in fiamme (NdA: una macchina in fiamme in genere esplode in 5-6 secondi provocando orribili carneficine) perchè rimasto incastrato letteralmente all'interno della lamiera del cofano anteriore (un'esperienza da incubo). Del resto questo è il prezzo che si paga in un gioco nel quale un veicolo, composto da più di una decina di parti indipendenti, va in frantumi ad ogni palo della luce divelto (a questo proposito vi suggerisco la mia ultima trovata, che consiste nel parire in retro prima che Tommy riesca a chiudere gli sportelli e urtare un'altra auto: otterrete così un'auto mutilata, ottima soluzione per le giornate afose). Un'altro piccolo appunto va fatto nei confronti delle sbavature di alcune texture particolarmente frastagliate (leggi ad esempio le fronde delle palme) che viste sotto alcune angolazioni lasciano proprio a desiderare. Per quanto riguarda la realizzazione dei modelli dei personaggi manca il realismo nei movimenti dei personaggi, molto evidente specialmente nei filmati introduttivi alle missioni; è assolutamente deludente la modellazione di alcuni dei personaggi femminili (troppo simili a manichini), una per tutte: la figlia del colonello. Ma sono i giochi di luce a farla da padrona nel panorama mozzafiato di Vice city: il susseguirsi del giorno e della notte conferisce alla città un'aura magica, con tramonti e albe mozzafiato e giochi di luce imperdibili. Troverete magari la cosa pazzesca ma in GTA: Vice City può essere divertente anche il solo viaggiare sul lungo mare in sella ad un modesto (ma spettacolare) scooter 50cc (tipo Vespa) e godersi il magnifico panorama. Un capitolo a parte andrebbe aperto per l'audio del gioco che è decisamente da oscar. Per analizzare meglio il caso partiamo dalle mere migliorie tecniche per giungere alla colonna sonora (da urlooo!!!). L'introduzione della EAX 3.0 garantirà un livello di immersione audio davvero notevole e ineguagliato in titoli del genere, vi garantisco che vi sentirete letteralmente circondati dalla città! Per quanto riguarda la sound track posso dire che varrebbe la pena di spendere i soldi solo per averla su un cd da ascoltare in macchina. Impossibile non notarla e ancora più impossibile farne a meno Vice City propone un intero repertorio anni '80 composto da originalissimi brani dall'esclusivo potere coinvolgente: insomma, ve la immaginate una fuga in macchina con i piedi piatti alle calcagna e "video killed the radio stars" a palla dallo stereo della vostra auto?! Le 9 diverse stazioni radio vi terranno compagnia con ben 90 brani differenti, una cosa senza dubbio mai vista! Un ultimo commento infine va alla localizzazione e alla presentazione del prodotto. Vice City è doppiato (egregiamente) in inglese e sottotitolato fedelmente in italiano. L'immancabile imperfezione però si presenta rigorosamente ad ogni fine filmato, quando la scena, sfumando, viene arricchita da un ultimo commento di Tommy, rigorosamente non doppiato! E qui scatta la lecita domanda: ma costava tanto sottolineare anche quei tre secondi (pazzesco!)?!?! Ma ogni piccolezza in questo senso viene coperta dall'eccellente confezione che non manca di allietare l'occhio del acquirente. Il cofanetto brossurato contiene oltre ai due CD, l'immancabile manuale (scritto a mo' di guida turistica a Vice City), una stupenda, quanto mai utile, una mappa della città e un simpatico adesivo (che campeggia già sulla fiancata del mio case.

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