Punteggio7/10 |
Ying & Yang
La lotta tra il bene ed il male e la contrapposizione tra luce ed oscurità sono, da sempre, temi ricorrenti nei vari intrecci narrativi legati alla produzione videoludica.
Dagli RPG alle avventure, passando anche per First e Third Person Shooter, lo scontro tra il bianco piu candido ed il nero piu profondo ci accompagna e ci rende partecipi di eroiche o -meno frequentemente- meschine imprese. Infernal -gia il nome e tutto un programma- non si sottrae a questo schema, anzi, lo capovolge deliberatamente a suo favore, ottenendo un background diverso e, quantomeno, inedito.
Inedito e, infatti, il ruolo del protagonista del gioco, vero e proprio anti-eroe (in quanto alleato delle forze del male) in un periodo dove super-eroi e paladini della giustizia vanno per la maggiore.
Gli sviluppatori Metropolis Software, inoltre, hanno messo particolare cura nella realizzazione del motore grafico, per dare ai PC-isti un prodotto allaltezza dellhardware ad oggi in commercio.
Andiamo quindi ad analizzare, passo dopo passo, le caratteristiche del gioco che, a detta di molti, dovrebbe segnare l'avvento di una Next gen in ambito Personal Computer.
Ryan, Angelo decaduto
Nella manciata di ore che intercorrono tra linstallazione di Infernal e la conclusione dellesperienza videoludica, faremo la conoscenza del protagonista e della sua strana storia.
Ryan Lennox, questo il nome dellalter-ego digitale, e un ex-agente segreto di Etherlight -agenzia al servizio nientemeno che di Dio- dalle cui fila viene improvvisamente radiato.
Spaesato, Lennox sceglie di allearsi con Lucifero, il quale, gentilmente, gli dona alcuni poteri psichici che lo aiuteranno, tra una sparatoria e laltra, a far luce sul mistero del suo licenziamento.
Nello sviluppo dellintreccio narrativo non troveremo, come ci si potrebbe aspettare, nessun risvolto morale e, tanto meno, nessuna speculazione filosofica sul concetto di bonta e malvagita: Infernal e azione allo stato puro, senza rimpianti!
Welcome to the Next Generation
Come già accennato in precedenza, i programmatori Metropolis -tramite la loro "creatura"- vogliono dare allutenza PC un prodotto che sfrutti al massimo i migliori componenti hardware a disposizione.
Per riuscire nellimpresa si sono concentrati sullaspetto tecnico-visivo del gioco, realizzando di contro un gameplay piuttosto semplice -ed immediato- ma alquanto ripetitivo e piuttosto standard.
Infernal ricalca, in tutto e per tutto, i classici shooter arcade, appropriandosi del classico schema di divisione dei livelli di gioco tramite boss finale e conseguente cut-scene con funzione narrativa. Questa scelta, durante le prime battute di gioco, risulta appagante: il titolo scorre in maniera molto fluida ed è ricco dazione adrenalinica. Proseguendo nell'avventura si avverte però una generale carenza d'innovazione: il gameplay ricalca gli stilemi di illustri predecessori, mutuando elementi da un'eredità che i videogiocatori di vecchia data ben conoscono. A poco serve l'inserimento nel contesto di Action Game "puro e semplice", di sezioni legate al puzzle solving: queste ultime non bastano a fugare l'idea che Infernal sia un titolo troppo legato ai canoni basilari del genere, cosicchè rischi di diventare, alla lunga, leggermente monotono. La ripetitività dell'azione è, in parte, fugata dalle abilità psichiche -affidate al tasto destro del mouse- ricevute da Ryan dopo il patto con il demonio: il nostro anti-eroe disporrà di vista psichica per scovare fonti di energia ed informazioni altrimenti irraggiungibili, telecinesi, possibilità di proiettare un corpo psichico per risolvere piccoli enigmi e potenziare i colpi darma da fuoco. Molte delle possibilità sono interessanti e ben integrate nel gameplay, ma è bene sottolineare ancora una volta che quasi tutti i poteri di Ryan sono finalizzati a facilitare gli scontri a fuoco, unico e solo perno del sistema ludico portante (l'esplorazione e la risoluzione di enigmi ambientali passano in secondo piano, per altro denunciando una generale linearità del prodotto).
Nel corso dellavventura affronteremo moltissimi nemici diversi: da preti armati fino ai denti a soldati corazzati, passando per astuti killer su commissione. Tutti, purtroppo, caratterizzati da unIA non sempre allaltezza della situazione.
Si nota, infatti, come anche ad alti livelli di difficoltà lintelligenza artificiale degli avversari li porti a tentare solamente semplici manovre di aggiramento, senza nemmeno lombra di efficaci azioni di copertura o di gruppo.
Il nostro alter-ego digitale, invece, potrà ripararsi dietro a qualunque elemento presente nei livelli di gioco, anche se, a dirla tutta, il fuoco di copertura risulta quasi controproducente tante macchinoso in Infernal: per eseguire tale azione, infatti, dovremo cimentarci -oltre a prendere la mira- nella pressione contemporanea di ben tre tasti.
Questa, ci teniamo a dirlo, e lunica pecca in un sistema di controllo molto preciso ed intuitivo, soprattutto perché pressoché identico a qualunque altro sparatutto presente su PC: A, W e D per muoversi a sinistra, avanti e destra, SPACE per saltare, MOUSE SX per il fuoco primario e MOUSE DX per gli attacchi speciali.
Come già accennato, grazie anche ad una buona gestione della telecamera in terza persona alle spalle del protagonista, le 10 - 15 ore di gioco necessarie a portare a termine lavventura scorrono piacevolmente, soprattutto grazie alla frenesia dellazione, che molto ricorda quella dello storico Max Payne (eccezion fatta per l'assenza del bullet time).
Se nel gameplay Infernal diverte ma non eccelle (essendo poco innovativo e con qualche difetto a livello di IA), non si può dire lo stesso del suo aspetto puramente visivo. Iniziando proprio da Ryan, modellato con cura e dettaglio maniacali -tanto da distinguerne chiaramente tutti i tatuaggi- e passando allambiente circostante, tutto e fotorealistico: effetti ombra/luce e particellari -caretteristici di spari ed esplosioni- daltissimo livello, texture di persone e oggetti molto definite e particolareggiate, tanto da far sembrare reali i materiali di cui sono composte, architettura delle ambientazioni curata al minimo dettaglio e totale assenza di difetti grafici di qualunque genere.
Tanto splendore grafico -per la gioia dei videogiocatori piu esigenti- e accompagnato da Ageia PhysiX, motore fisico di tutto rispetto -gia allopera in GRAW- che, pur non permettendo completa interattivita, garantisce un ottimo compromesso atto a fornire un realismo di contorno (bottiglie che saltano, muri che rimangono segnati, oggetti che si rompono e/o esplodono) osiamo dire necessario in un titolo del genere.
E un vero peccato -qui tocchiamo l'unica nota dolente- che a tanto ben di Dio (o di Lucifero?) non sia stato affiancato un parco animazioni convincente: seppur ogni personaggio presente nel gioco possieda diverse movenze, talvolta personalizzate, i movimenti, articolati frame dopo frame, risultano molto spesso legnosi e poco realistici, intaccando addirittura, in alcuni frangenti, la godibilita dellazione.
In contrapposizione, tuttavia, non possiamo non lodare un ottimo charachter design, che interessa sia il protagonista che gli avversari che ci troveremo davanti (in particolare i monaci in sandali, saio antiproiettile ed MP5). Completa il quadro un altrettanto ottimo design visivo dei livelli (sebbene questi siano, a conti fatti, molto lineari), caratterizzato da ambientazioni allaperto e al coperto sempre diverse e ricche di particolari.
Da aggiungere alla lista dei pro anche la colonna sonora, mai invasiva e spesso caratterizzata solamente dagli effetti sonori ambientali (ottima la qualità delle campionature). Sorpresa delle sorprese, i dialoghi che caratterizzano le frequenti cut-scene sono recitati magistralmente.
Infernal e’ il classico titolo che non ci si aspetta: senza hype, senza grosse pubblicità, eppure senza nulla da invidiare a qualunque sparatutto Next Gen apparso su home console. Graficamente spreme anche i sistemi piu’ “tosti” senza tuttavia scadere a contatto con hardware modesti, per la gioia di molti afecionados del Personal Computer. Veloce, immediato e divertente; se non fosse per la mancanza di varietà all’azione, che alla lunga potrebbe stancare e ai difetti già citati per quanto riguarda le animazioni, si potrebbe tranquillamente inserire tra i must buy di questa primavera. Rimane in ogni modo un ottimo prodotto, consigliato soprattutto ai nostalgici degli arcade “alla Max Payne”.