Punteggio7 su 10/10 |
Kain il vampiro
Quando nella prima metà degli anni 90 la sfortunata console a 32 bit 3do fece il suo debutto, la software house Crystal Dynamics era praticamente sconosciuta.
Famosa per aver dato i natali a giochi piuttosto venduti per la console di Trip Hawkins (uno degli storici fondatori di Electronic Arts) come Crystal Eclypse e CrashN Burn, Crystal Dynamics si rivelò come dispensatrice di ottimi videogames con i franchise di Gex e Pandemonium. Oltre a queste ottime saghe platform (in primis Gex 3d ed il primo capitolo di Pandemonium, entrambi disponibili su Psone), un altro gioco, sebbene caratterizzato di qualità inferiore (anche cosmetica), stava per diventare, negli anni a seguire, la classica gallina dalle uova doro per i ragazzi di Crystal Dynamix, Blood Omen: Legacy Of Kain.
In questo Action Adventure destinato ad un pubblico prettamente maturo, si parla del vampiro Kain, della sua mutazione in creatura della notte, nonchè combattimenti ed intrighi in quel di Nosgoth, il continente dove è ambientato luniverso di questa appassionante saga. Nato come Gdr su Psone, Kain si è anche fatto vedere su Sega Saturn e Pc e, come già detto poche righe più su, nonostante il gioco fosse appena discreto e con un reparto grafico ordinario, non furono in pochi ad essere rapiti dallaccalappiante trama, dal fascino innato che la figura del vampiro ha sempre esercitato e da un ottimo comparto audio.
Dopo qualche anno ha fatto capolino lo spin off della saga, il celeberrimo Soul Reaver, da molti scambiato per il sequel di Legacy Of Kain, dal quale eredita il sottotitolo. Da rpg con visuale tipicamente a là Zelda, si passa ad un arcade adventure in terza persona dove cercheremo di placare la sete di vendetta di Raziel, uno degli uomini più fidati di Kain, essendo stato licenziato in tronco (per intenderci: distrutte le sue ali e gettato in un vortice) dal suo padrone.
Il gioco riscosse un successo enorme su Psone e fu in seguito convertito per Sega Dreamcast (con risoluzione settata a 640x480 a 60 fotogrammi al secondo, invece della 320x240 a 30 fps del 32 bit Sony) e Pc (alte risoluzioni e frame rate, purtroppo, da Psone). Il finale aperto però non lasciava adito a dubbi e qualche anno dopo fece la sua trionfale comparsa il sequel ufficiale (per Playstation 2 e Pc, cannata allultimo la versione per lo sfortunato e bistrattato Dreamcast), dal sottoscritto strameritatamente elogiato nella dettagliata recensione che vi abbiamo proposto a Dicembre.
Risolta (definitivamente?) la questione Raziel, Crystal Dynamics non poteva però starsene con le mani in mano e quindi, dopo appena 6 anni, tocca a Kain scendere di nuovo in campo, per la seonda volta come personaggio direttamente controllabile dal giocatore. Come sarà dunque questo Blood Omen 2: Legacy Of Kain? Rpg con visuale a volo duccello? Un action game alla stregua dei 2 spin off della saga? Ma soprattutto, sarà un capolavoro come gli episodi dedicati a Raziel, o la qualità media farà un passo indietro?
Una dura sconfitta
La collocazione temporale del gioco è intermedia fra il primo Blood Omen e la bilogia di Soul Reaver: qualche anno dopo gli eventi del primo episodio, Kain aveva radunato un potentissimo esercito per mettere a soqquadro Nosgoth e conquistarla definitivamente, grazie ad un enorme esercito a base di non morti ed altri esseri a dir poco sinistri; un vecchio adagio dice mai sottovalutare lavversario, consiglio che il nostro Kain avrebbe dovuto seguire, visto che di li a breve la stirpe dei Sarafan avrebbe letteralmente devastato lesercito del nostro vampiro, compreso Kain, distrutto da tecniche magiche a dir poco letali.
200 anni dopo avviene il risveglio: Umah, una giovane e (non poco) procace donna fa tornare in vita Kain, informandolo che nei 2 secoli di sonnellino, tante cose sono cambiate a Nosgoth: i Sarafan oramai sono i padroni di quella che invece doveva essere la terra destinata alla vostra sottomissione e, come se non bastasse, i vampiri e le creature demoniache vengono cercate per essere rispedite al mittente.
Umah, allinizio decisamente misteriosa, chiede aiuto a Kain che, nonostante qualche dubbietto, accetta. Come già successo per i gli altri episodi delluniverso di Legacy Of Kain preparatevi per combattimenti come se piovessero, qualche enigma spruzzato qua e là, un po di azioni stealth (visto che siamo in piena moda Metal Gear Solid 2) ed il cocktail è servito.
In azione
Dopo lintroduzione (allinizio in full motion video e poi realizzata col motore grafico del gioco), tanto lunga quanto impossibile da skippare come il suo naturale prequel (dal punto di vista del motore grafico), inizia una fase di tutorial discretamente esaustiva dove faremo conoscenza delle abilità del nostro Kain che può picchiare, succhiare sangue per recuperare energia (al posto dellinghiottimento delle anime, prediletto da Raziel), saltare, effettuare minimi accenni di volo con le ali (abilità mutuata dal protagonista dello spin off Soul Reaver) ed utilizzare dei poteri piuttosto interessanti che, assieme alla struttura di gioco, vanno a differenziare questo prodotto da quello che lo ha preceduto qualche mese fa.
Per dirne una, Kain si può avvalere di poteri particolari come la trasformazione in nebbia, ideale per non essere visto dai nemici (nei luoghi che ricordano un po Milano allalba), abilità che ricorda moltissimo una delle tante del repertorio di Alucard (anchesso un vampiro), protagonista del fantastico Castlevania: Symphony Of The Night di Konami per Psone, per molti Larcade adventure per eccellenza, indipendentemente dalla piattaforma videoludica in possesso.
Leconomia di gioco però si basa soprattutto su menare nemici e saltare da una piattaforma allaltra, risolvendo enigmi (comuni, ormai) come trovare il modo di aprire una porta, capire come raggiungere determinate locazioni e via di seguito; parlando dei combattimenti, allinizio avrete a disposizione solo le vostre tenere manine per farvi valere e un po di combo, molto picchiaduro style.
In caso ci siano più nemici su schermo, il sistema di auto lock provvederà a farvi attaccare un determinato avversario, abbattuto questo, Kain verrà puntato contro un altro e così via, senza problemi, visto che gli altri nemici non si getteranno nella mischia per farvi sentire in inferiorità numerica.
Come in Soul Reaver 2, via via avrete a che fare con armi piuttosto interessanti come spade, lance, pugnali e quantaltro possa aiutarvi, sebbene il sottoscritto preferisca larmamento disponibile in Soul Reaver 2, così come lintelligenza artificiale dei nemici, leggermente più verosimili e imprevedibili dei nemici ivi immessi; ancora, se prima era possibile vagare per Nosgoth abbastanza liberamente, cambiando dimensione ogni tanto, adesso si è preferita una struttura di gioco più lineare, divisa in livelli, che toglie molto del divertimento, essendo parecchio lineare.
Se poi ci aggiungiamo un gameplay sicuramente di buon livello, ma inferiore alle aspettative, ecco che Blood Omen 2 inizia a naufragare nellabisso dei titoli soltanto discreti, perdendo lagognata meta di capolavoro, appannaggio dei giochi dedicati al vampiro semidecomposto Raziel.
Vampiri sottotono
Blood Omen 2 è mosso dallo stesso motore grafico di Soul Reaver 2, quindi chi non ha almeno un P3 450, 128 mb di ram, scheda video accelerata da 16 mb ed 850 mb di spazio su disco rigido lasci perdere; i requisiti consigliati parlano di un P3/Athlon 700, oltre 128 mb di ram, scheda video con 32 mb di ram e un giga di spazio su disco rigido.
Il gioco è stato testato su un P3 933, 256 mb di ram a 133mhz, GeForce 3 Titanium 200, con linstallazione massima (comprensiva di filmati) di quasi 2 giga.
Come Soul Reaver 2, è possibile selezionare lanti aliasing via software, leggermente meno oneroso in quanto a richieste hardware rispetto allanti aliasing attivabile dalla famiglia di schede video GeForce 2.
Gli sprite sono discretamente riusciti, sebbene il numero di poligoni sia inferiore a quello di Soul Reaver 2, uscito oramai un po di mesi fa. Le textures meravigliose del secondo episodio di Raziel sono andate perdute, facendo posto ad altre meno attraenti, sebbene lontane dalla definizione di scadente. Inalterato, per fortuna, leccellente labiale, sebbene le animazioni facciali siano state decisamente ridotte, tanto che oramai non si notano quasi più (chi ricorda, invece, le meravigliose animazioni di Moebius?).
Purtroppo non soltanto i personaggi hanno goduto di una scarsa realizzazione tecnica ma anche i fondali hanno subito una notevole involuzione: chi ricorda la recensione di Soul Reaver 2, di sicuro avrà ancora nella mente gli splendidi screenshots, con alcuni dei più bei paesaggi mai visti in un videogioco, che per qualche oscuro motivo, qui latitano. Intendiamoci, non è che tutti i fondali siano da gettare, ma è inspiegabile questa pesante involuzione, visto che pochi di questi ci hanno strappato un sorriso di soddisfazione o una faccia inebetita per la beltà di questi ultimi.
Gli effetti speciali, una delle feature più apprezzate della cosmesi di Soul Reaver 2, sono di qualità appena discreta, magari qualche mese fa ne saremmo rimasti piuttosto impressionati ma adesso non fanno certo gridare al miracolo, per quanto lungi dal meritare una sonora bocciatura.
La fluidità (sul sistema usato dal sottoscritto per il test) si manteneva ancora una volta sui sessanta fotogrammi al secondo, ma con inspiegabili scatti ogni qualvolta si utilizzi la visuale libera, difetto che non esisteva assolutamente in Soul Reaver 2 che, nonostante i diversi mesi di vita sul groppone, supera di parecchie misure il qui presente Blood Omen 2 (disponibile anche per Playstation 2 ed Xbox). Direttamente dal prequel abbiamo invece filmati molto suggestivi ma, nonostante siano stati anchessi segregati sullhard disk, non sono privi di fastidiosi scattoni, leggermente più onnipresenti se riprodotti dal primo dei 2 cd rom che contengono Blood Omen 2.
Il doppiaggio inglese è ancora una volta semplicemente stupendo e degno di un film (dubitiamo che ledizione italiana possa paragonarsi a quella in lingua dAlbione, purtroppo), le musiche ogni tanto si fanno sentire, sottolineando in maniera più o meno adeguata i passaggi più significativi della vicenda di Kain, mentre discreti gli effetti sonori, sul riciclato imperante.
Conclusioni
Blood Omen 2 non è il capolavoro che ci aspettavamo. Detto questo, bisogna però specificare che non siamo di fronte ad una ciofeca inenarrabile, visto che un po tutti gli aspetti della produzione Crystal Dynamics si assestano sul discreto andante: graficamente presenta sprite più che discreti (tranquillamente alla portata di un Dreamcast, per intenderci) dallappena passabile numero di poligoni e textures, i fondali sono decisamente meno incisivi di quanto Soul Reaver 2 ci abbia mostrato, gli effetti speciali non fanno gridare al miracolo, il comparto sonoro eccelle solo nel magistrale doppiaggio (inglese, non sappiamo comè quello nella nostra beneamata lingua) con un comparto musicale di buon valore, per quanto spesso latitante, la giocabilità è allinizio molto attraente, annoiando dopo qualche livello di gioco, sebbene laccattivante storyline dovrebbe mantenere vivo linteresse del videoplayer sino al completamento del gioco, una ventina dore circa.
Il gioco ha beneficiato di 2 patch per toppare qualche baco sfuggito imperterrito al beta testing e, sebbene non ci sia successo alcunché durante il test del gioco, consigliamo il download dellultima patch (al momento in cui scriviamo queste righe), ovvero la 1.02 da installare ancor prima diniziare il gioco, per via di alcune incompatibilità con i salvataggi (a noi però non ne ha cancellato nessuno). Consigliato, quindi, ai soli fanatici della saga Legacy Of Kain, tutti gli altri appassionati di arcade adventure filino subito ad acquistare la propria copia di Soul Reaver 2, nel caso Babbo Natale abbia deciso di portare carbone per tutti.
Per coloro che posseggono un Pc datato e non vogliono, in ogni caso, perdersi questo Blood Omen 2, ricordiamo che le versioni Playstation 2 ed Xbox sono assolutamente identiche, nel bene e nel male, alla versione ivi recensita.
In ogni caso, una (grossa) occasione mancata ed un altro gioco appena discreto che va ad alimentare il mare dei titoli ordinari.