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Spellforce 2: Dragon Storm

Recensione
Piattaforma:
PC
Editore:
Koch Media
Genere:
RPG
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Spellforce 2: Dragon Storm

Punteggio

7/10

Spellforce 2: Dragon Storm

E’ passato poco più di un anno da quando Spellforce 2: Shadow Wars fu accolto sugli scaffali italiani con entusiasmo di critica e pubblico; grazie alla sua ottima realizzazione concettuale e tecnica i piccoli difetti e le mancanze passarono in secondo piano, e tutti si trovarono d’accordo nel riconoscere al gioco il merito di essere riuscito ad unire efficacemente due generi storicamente in antitesi tecnico-concettuale, l’RPG Party Oriented e l’RTS, convogliandone le caratteristiche salienti in un prodotto solido, longevo, divertente e tecnicamente eccellente.
I principali difetti che allora fecero discutere furono la realizzazione un po’ sottotono della componente RTS, un po’ stringata ed eccessivamente semplificata, la scarsità di opzioni nella caratterizzazione del personaggio principale, e la bassa qualità dei video di intermezzo.
Questo breve excursus sul titolo principale assume oggi rinnovata importanza, quando ci troviamo di fronte al primo pacchetto d’espansione, che va sotto il nome di Dragon Storm.

Guerra Globale
Avevamo lasciato le terre di Eo in un periodo di relativa tranquillità, destinata naturalmente a durare poco. L’energia magica che alimenta i Portali, unico collegamento tra le Isole, si sta misteriosamente esaurendo, e gli abitanti, terrorizzati all’idea di rimanere isolati, preparano gli eserciti in quella che minaccia di diventare una guerra per le risorse su scala globale. In questo tumultuoso scenario andremo a vestire i panni di un valoroso guerriero Shaikan, stirpe le cui origini si perdono nella leggenda, forse frutto di esperimenti magici che ebbero come fine la creazione di una razza superiore mischiando il sangue umano a quello dei draghi.
Nei panni di questo condottiero ci troveremo coinvolti nella guerra per le risorse, che passerà in secondo piano quando il nostro vero obiettivo diventerà capire perchè l’energia dei Portali si sta assottigliando, e soprattutto capire quale parte hanno in tutto questo gli Shapers (Plasmatori) del mondo di Eo, ed i Draghi che in tempi andati li sconfissero.

Solide basi e qualche novità
Gli sviluppatori di Phenomic hanno progettato Dragon Storm certamente forti del successo ottenuto con il capitolo principale; per questo motivo è bene precisare fin d’ora che non troveremo grandissime novità o stravolgimenti rispetto a quanto già visto docici mesi fa, nè concettualmente, nè tecnicamente parlando.
Se da una parte chi ha apprezzato Shadow Wars troverà in Dragon Storm molto pane per i suoi denti, dall’altra i detrattori ritroveranno le medesime caratteristiche che al tempo non li convinsero.
Vediamo nel dettaglio quali novità troviamo in questo pacchetto.
La campagna Single Player vede l’introduzione della fazione dei sopracitati Shaikan, che si suddivide negli Shaikan stessi, nelle Lame e nei Dragonling; con essi troveremo tutta una serie di nuovi edifici ed unità (tra cui i devastanti Draghi), che vanno a rinfrescare la componente RTS del titolo.
Sempre a raffinare questo aspetto del gioco è dedicata l’aggiunta delle specializzazioni per le unità producibili. Potremo rendere le nostre “unità semplici” particolarmente competenti nell’utilizzo di un'abilità d’attacco o difensiva (come due lame o uno scudo per i fanti); questo arricchisce la componente RTS, dando al giocatore la possibbilità di gestire in maniera più tattica e ponderata la propria armata.
Il passaggio degli Shaikan da razza a fazione comporta anche l’aggiunta di un omonimo ramo nell’albero delle abilità, che va dunque ad affiancarsi ai già noti Combattimento e Magia. Essendo gli Shaikan frutto di manipolazioni sul sangue di drago, troveremo tutta una serie di potenti magie legate a questo concetto (in grado di far scendere velocemente i punti ferita degli avversari, o di accrescere notevolmente i propri), affiancate a magie di Evocazione (permetteranno di congiurare armi o alleati magici).
Un’altra importante novità è rappresentata dall’introduzione dei set di armature (insieme di più parti di un’armatura, che una volta uniti sbloccano bonus specifici), che vanno a colmare un po’ di quel vuoto unanimamente riscontrato in Shadow Wars sotto l’aspetto della caratterizzazione del proprio personaggio.
La modalità partita libera vede l’aggiunta di nuove mappe, tra cui citiamo l’Arena, in cui ci scontreremo contro mob di alto livello, la cui sconfitta porterà ottimi drop per la gioia del nostro party.

La campagna Single Player che ci troveremo ad affrontare è estremante ricca e longeva, soprattuto considerato che le side quests sono spesso molto divertenti e meritano di essere affrontate, ed anche la mera esplorazione ricopre un ruolo importante nell’economia del gioco, in quanto frutto di esperienza ed eventuali drop.
Il comparto grafico ed audio è rimasto assolutamente invariato, e presenta dunque tutti i pregi e difetti propri di Shadow Wars.
Se da una parte infatti le textures e l’effettistica di qualità regalano al titolo un’ottimo aspetto generale, la totale mancanza di effetti di trasparenza e una gestione delle telecamere molto approssimativa può portare a momenti di nervosismo nelle fasi di battaglia più concitate.
Un’altra “tara” del titolo principale per nulla risolta è l’IA dei nemici, che ancora una volta è da leggersi, purtroppo, Idiozia Artificiale.

Sintesi

Confrontando i difetti di Shadow Wars riscontrati da critica e pubblico e le piccole migliorie apportate da Dragon Storm, è facile rendersi conto di come Phenomic e JoWood abbiano ascoltato la comunità, ed abbiano agito di conseguenza. Per quanto questo sia apprezzabile, dodici mesi di gap tra il titolo originale e l’espansione potevano bastare per qualche intervento un po’ più incisivo nel gameplay della componente RTS, ancora piuttosto lacunosa, e nella componente tecnica (grafica e sonora), che appare oggi esattamente identica a quella di un anno fa. Sulla base di questa importante considerazione, ci sentiamo di consigliare Dragon Storm solo a chi ha apprezzato Shadow Wars; i piccoli aggiustamenti e la longeva campagna single player vi offriranno molte ore di intrattenimneto di qualità, giustificando pienamente il prezzo d’acquisto. Coloro i quali invece non hanno apprezzato il titolo originale, non troveranno in Dragon Storm nulla che giustifichi un cambio di opinione.

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