Giochi - Yahoo! - Aiuto

Supreme Ruler 2010

Recensione
Piattaforma:
PC
Genere:
Strategia
Confronta i prezzi

Supreme Ruler 2010

Punteggio

6/10

Supreme Ruler 2010

La guerra è un affare dannatamente serio
Gli strategici in tempo reale sembrano essere immuni a cambi di stagione, nuove tendenze ed effettive richieste dei gamers: un genere sempre in voga che tessendo trame tra fantapolitica e cronistoria si presenta ogni volta come al primo appuntamento che, sappiamo, non si dimentica mai…

Se il trend è quello di fornire un prodotto commerciale, che possa essere appetibile per la più vasta platea di giocatori, Battlegoat Studios sembra andare decisamente controcorrente, tentando il colpo grosso con quello che a suo dire è il simulatore di guerra definitivo: sarà vana gloria o supremo godimento?
Il peso della cultura...
Se l’altezza è già metà bellezza, Supreme Ruler si presenta adornato di tutto punto con un corposo manuale da ben 151 pagine che illustra con dovizia di particolari le meccaniche di gioco, le tattiche vincenti, le strategie per tornare a casa senza assistenza sanitaria. Per molti versi l’impatto riporta alla memoria il Dangeorus Waters di accademica concezione con una descrizione minuziosa, al limite del maniacale, per ogni unità e struttura dispiegabile in campo.


La documentazione cartacea è solo l'antipasto di quanto ci attenderà online: sul sito ufficiale, infatti, è a nostra disposizione un database sterminato con FAQ (risposte alle domande più frequenti), articoli tecnici e per nuove reclute, approfondimenti e dissertazioni varie sulla gestione economica delle risorse ma soprattutto una community attiva e in costante fermento, desiderosa di condividere con appassionati in tutto il mondo, la loro stessa passione.
Ad ogni azione una reazione…
Ci troviamo nel 2010, in uno scenario politico profondamente diverso dai nostri giorni. Le maggiori potenze mondiali sono state disintegrate, ed i confini di ogni singolo stato ridisegnati in centinaia di piccole regioni economiche e militari. Le stesse Nazioni Unite, un tempo garanti dei principi più nobili, hanno lasciato spazio a quella che in molti definirono il supermercato mondiale, un maxistore esteso quanto il globo in cui usando le uniche valute accettate, la forza delle armi e la diplomazia, è stato possibile rivalersi verso le regioni confinanti con il fine unico di farle proprie.

A sommi tratti è questo lo scenario in cui saremo chiamati ad agire, all’interno di una vera e propria simulazione, “la più completa e realistica” a detta dei suoi designer, che non si limiterà agli aspetti guerrafondai ma andrà a scomodare gli equilibri geopolitici, sconquassati dal nostro operato in campo.

La politica, l’economia, la società... La guerra non vive in una dimensione parallela ma finora in nome del divertimento (immediato) e della giocabilità senza troppi fronzoli, siamo stati abituati a pensarla proprio in questo modo: in Supreme Ruler ogni azione deve essere accuratamente pianificata poichè ad innescare crisi internazionali o per inimicarsi regioni confinanti è sufficiente un dispiegamento azzardato delle nostre truppe o un trattamento di riguardo per questa o quella nazione. Per nostra fortuna gli sviluppatori hanno inserito un tutorial approfondito ma chiaro e comprensibile che mettendo in pratica quanto copiosamente espresso nel manuale, permette di acquisire le nozioni base per districarsi nel gioco.



Il primo impatto (confessiamo di aver saltato il tutorial per la curiosità!) lascia spiazzati: l’interfaccia grafica mostra un vero e proprio arsenale di menu, box e finestre varie da mandare in disibilio anche lo stratega più convinto e noi, consapevoli che la vita è una e che vada vissuta, non ci siamo fatti ripetere due volte di tornare indietro e seguire la via maestra del tutorial di gioco.
Seguendo fedelmente quanto riportato sulla versione cartacea, il tutorial interattivo introduce gradualmente alle numerose funzioni disponibili sia per gestire la microeconomia del nostro stato (quindi unità, risorse e riserve) sia per la macro, in cui la diplomazia la fa da padrona. I Battlegoat Studios, per il loro esordio su PC, sembra non abbiano proprio lasciato nulla al caso e questa cura per il dettaglio, talvolta paranoica, è tangibile tanto nella gestione dell’esercito quanto in quella dei rapporti con le altre nazioni: se ad esempio nei titoli più a buon mercato per impartire ordini alle unità era più che sufficiente qualche click del mouse, qui vanno debitamente presi in considerazioni parametri come la velocità, il raggio visivo, l’efficienza in caso di veicoli, la resistenza e tenacia per le truppe appiedate… il che concorre a generare, per ogni singola unità dispiegata in campo, una mole considerevole di dati da monitorare, costantemente.

La varietà delle unità a nostra disposizione è disarmante e abbiamo constatato che le patch messe a disposizione dalla software-house oltre a limare il bilanciamento di quelle esistenti, ne introducono sempre di nuove il che se da una parte è un vantaggio, dall’altra contribuisce a creare una situazione di “disagio” dovendo scegliere quale costruire in quel dato momento.

Una pace senza armi…
Gli eventi a cui assistiamo giornalmente, spesso ci inducono a pensare che l’unico strumento risolutivo per ottenere la pace, per sedare un conflitto apparentemente insanabile, sia il ricorso alla forza bruta, alle armi. Supreme Ruler interviene prontamente per sfatare questo mito: il combattimento sul campo è, o perlomeno dovrebbe essere, l’ultima soluzione utile a cui rivolgersi solo quando le altre vie sembrano definitivamente precluse. Il manuale del perfetto stratega videoludico prevede che, ammassare quantità incalcolabili di mezzi e truppe, e sferrare il classico attacco alla kamikaze sia il metodo più rapido e concreto per far propria la vittoria, ma converrete che, nella realtà, coloro i quali avvertiranno l’attacco, faranno di tutto fuorchè aspettarci a braccia conserte.

Ad esempio, nei giorni in cui saremo presi dalla produzione forsennata del nostro arsenale, le nazioni confinanti provvederebbero a rafforzare la propria economia interna, consolidando quanto basta i confini per fronteggiare la nostra avanzata: potremmo avere la meglio e goderci l’ambito successo o essere ridotti ad una mesta ritirata, ma gli effetti collaterali della nostra “corsa agli armamenti” saranno tutt’ altro che trascurabili. Le unità militari, infatti, avranno un impatto notevole sulle nostre finanze sia per la produzione e l’addestramento, sia per il loro mantenimento, ma ancora più consistenti saranno le ripercussioni diplomatiche con i paesi confinanti con calo di popolarità annesso: la guerra è necessaria ma prima andrebbe percorsa la via della mediazione e, soprattutto, andrebbero consultati i propri ministri.
Aiutati che gli altri ti assistono…
Se inizialmente la gestione del nostro impero si rivela si complessa ma comunque controllabile, turno dopo turno, conquista dopo conquista, le cose inizieranno inevitabilmente a complicarsi e le variabili da monitorare a crescere in modo esponenziale, rendendo impossibile mantenere una visione chiara sull’evolversi di ogni settore. A supportarci, come nel mondo reale, ci sarà una nutrita schiera di ministri, desiderosi di mettere a nostra disposizione le proprie competenze e… ambizioni.

I ministri di gabinetto, che possono essere scelti da una rosa ampia e variegata, daranno un tocco personale al ruolo assolto: anzichè limitarsi a svolgere la propria mansione in modo “scriptato”, ovvero cercando di massimizzare l’operato, agiranno anche in virtù delle proprie teorie personali, che potranno o meno essere in linea con le nostre. La soluzione ottimale è quella di affidare loro la gestione economica degli stati in modo tale da focalizzare la nostra attenzione sulla diplomazia e sull’azione militare, ma è su questo fronte che il gioco pecca, e clamorosamente: i ministri saranno a tal punto efficienti che le nazioni vivranno sempre “sulla cresta dell’onda”, come in un perenne stato di grazia economica. Se inizialmente cercheremo di non sfruttare questo handicap, ben presto saremo portati ad impartire le direttive base ai nostri ministri, velocizzare il tempo e attendere, magari facendo qualcos’altro, che tutto sia pronto… non proprio la panacea per un titolo che fa della simulazione estrema il suo cavallo di battaglia.

Pensionare i ministri però, significa voler chiudere le porte alla nostra vita sociale (e non…) per cui non resta che sperare in aggiornamenti che limitino la loro “perizia”… Sarebbe stato auspicabile che le loro ambizioni personali avessero un maggiore peso sulle decisioni finali, se commettessero errori di valutazione dettati da fattori collaterali o se non fossero immuni al fascino del “denaro facile”, ma purtroppo non è il caso di Supreme Ruler.

Divertimento o… straordinari sul lavoro?
Il fine principale di un videogioco è quello di regalare momenti di relax, di far staccare temporaneamente la spina dalla realtà che ci circonda per una buona dose di puro, sano, divertimento. Negli strategici la linea di confine è segnata tra la modalità di gioco in tempo reale e quella a turni che incarnano due differenti filosofie di intendere il divertimento: in Supreme Ruler sono entrambe presenti ma nel tentativo di accontentare tutti, si è sceso a qualche compromesso di troppo. La modalità a turni, infatti, tradisce i canoni dettati dai titoli del genere (ad esempio il recente Crown of Glory) poichè gli scontri non solo saranno comunque in tempo reale ma anche perchè la sensazione, senza un quid che incalzi, è quella di brancolare un pò troppo tra menu e sottomenu, rendendo blibliche anche le operazioni più banali. La situazione migliora giocando in tempo reale, ed è forse questa la vocazione principale del titolo, perchè le unità saranno comunque gestibili e il senso di smarrimento, vuoi per il “dover far altrimenti…” o per l’inesorabile scorrere del tempo, è tenuto a debita distanza.

Verrà presto a bussar cassa, invece, la frustrazione per la modalità di gestione del tempo: sono disponibili 3 velocità di gioco, ma c’è incongruenza per il modo in cui i vari compartimenti (produzione, relazioni diplomatiche in primis) si evolvono: costruire ad esempio un reattore nucleare può richiedere centinaia di giorni e considerando che un giorno equivale ad un minuto (a velocità massima di gioco) mentre politicamente gli eventi si susseguono a ritmi ben più sostenuti, calcolatrice alla mano, ci si ritrova perennemente dibattuti tra due fuochi il che spesso si traduce in noia e indignazione verso l’evolversi delle cose (pensate a cosa potrebbe significare costruire una centrale nucleare e poi doverla lasciare a maggese perchè messe al bando…).

Indubbiamente nella realtà, con le dovute parentesi, accade proprio così ma non bisognerebbe dimenticare che per quanto simulativo, stiamo pur sempre parlando di un videogioco e che, soprattutto, le opzioni a nostra disposizione non permettono di calibrare a dovere il gameplay per i nuovi adepti.
Il multiplayer tra se e ma…
In Supreme Ruler le modalità di gioco a nostra disposizione si divono in single player e multiplayer. Il single player offre un discreto livello di sfida e varietà con missioni ideate ad-hoc per prendere confidenza con specifiche aree del gioco (maggiormente focalizzate sul fronte diplomatico oppure votate fin dai primi turni ad un’impronta guerrafondaia) o con un obiettivo ben determinato (invadere e conquistare Taiwan…); scenari pensati per riprodurre eventi a più ampio respiro che richiedono un discreto impegno tanto sul fronte armato quanto su quello della mediazione. A ruota la modalità Campagna, che prende e fa proprie tutte le caratteristiche della Scenario ma su lassi temporali più lunghi.

Il multiplayer non apporta nulla di nuovo a quanto segnalato nel singolo: è una modalità Scenario, quindi di durata media, nella quale anzichè fronteggiare la CPU sfideremo giocatori in carne ed ossa: siamo rimasti alquanto delusi da come gli sviluppatori abbiano considerato in modo così superficiale le potenzialità del gioco in muiltiplayer, che avrebbe potuto estendere all’infinito la longevità di questo titolo in cui purtroppo le mappe risultano poco avvincenti, i server lenti e le disconnessioni più frequenti del numero di giocatori in linea.

Quando la grafica ed il sonoro non servono.
Graficamente, Supreme Ruler, non convince: passi che in un wargame votato al realismo estremo l’aspetto grafico non sia così fondamentale ma il voler vantare che ogni singola mappa sia stata costruita basandosi su foto satellitari concesse dalla NASA, come la posizione stessa delle risorse riportate, ha un suo prezzo. Guardando la mappa, infatti, si ha come l’impressione che le unità non siano sullo stesso livello dello scenario, come fossero prese e messe li senza interazione alcuna con l’ambiente di gioco. Stessa sensazione si avverte con le strutture o gli agglomerati cittadini che appaiono grezzi e poco definiti.

La situazione non migliora per l’audio, con musiche totalmente anonime e prive di verve ed effetti sonori al limite dell’accettabile: purtroppo è un ennesimo pollice inverso che, in battaglia, rende in modo appena sufficiente il senso di quanto stia accadendo.

Sintesi

Supreme Ruler è il primo titolo sviluppato dai Battlegoat Studios e probabilmente tra i primi a richiedere una doppia valutazione, a seconda che siate hard-core gamers o giocatori “casuals”. Il target a cui puntano gli sviluppatori è chiaramente il primo: Supreme Ruler è un titolo di nicchia a cui i fanatici dei wargame a 360° saranno ben lieti di dedicare parte della propria vita sociale. Per loro il voto della giocabilità e della longevità può essere incrementato di due punti (Voto globale compreso), ma per la restante parte, per gli appassionati di strategia o per chi cercasse qualcosa di nuovo su cui dilettarsi, sarebbe bene orientarsi verso giochi con una curva di apprendimento meno ripida, poiché il rischio di trovarsi dinanzi ad gioco mastodontico è reale e tangibile. Non condividiamo questa scelta: il fine primo di un videogioco è divertire e arricchire, ove possibile, i giocatori, dando loro tutti gli strumenti per farsi scoprire ed amare.

Altri articoli e recensioni su:

Everyeye.it

Altre informazioni su Supreme Ruler 2010



 

NEWSLETTER VIDEOGIOCHI

Iscriviti per ricevere la Newsletter
settimanale di Yahoo! Entertainment