Punteggio7.0/10 |
Will Wright è incontentabile. Appare chiaro quando si guarda alla sua iperbole produttiva, che parte da The Sims, tocca poi il secondo capitolo del Life Simulator, e prosegue con i progetti del tanto atteso Spore. Alla base delloperato del geniale Game Designer, la ricerca di un contesto ludico adatto a simulare, permettete la citazione, La vita, luniverso e tutto quanto. Grazie ad uno sforzo creativo costante e duraturo, in grado di tenersi al passo coi tempi e le conquiste tecniche, poco a poco Will ha ampliato ed esteso il campo dazione dei propri gestionali.
Incontentabile appare però anche la schiera di eminenze grigie che regola le iniziative legate al marketing, in riferimento proprio a quel The Sims 2 che tanto spopola nel mondo dei videogiocatori (e non). Conoscendo infatti le tendenze del Game Designer, ci pare assai improbabile che il progetto Life Stories possa essere nato da una sua iniziativa.
Si tratta, a tutti gli effetti, di unoperazione mirata ad estendere il bacino dutenza oltre il limite della decenza (tanto è folto quello già conquistato): attraverso sottili riduzioni del gameplay principale e della gamma di opzioni, e grazie allintroduzione di una modalità Storia con finalità esplicite, The Sims Life Stories si rivolge non tanto al casual gamer (che, probabilmente, già possiede e sfrutta il capitolo originale), quanto a coloro che si trovano impossibilitati a dedicare tempo ed energie mentali ad un così complesso gestionale come quello di Wright. Del resto, con allattivo quattro espansioni, altrettanti Stuff Pack, e limminente uscita del quinto Add On, luniverso di The Sims 2 è così vasto da risultare, per molti, spiazzante. E tanto marcata è la microgestione di ogni evento della vita dei Sims, che non per tutti il prodotto EA risulta di facile metabolizzazione.
Così, lattuazione di particolari accorgimenti e la riduzione degli oneri che gravano sul giocatore, ha portato alla creazione di Life Stories: un titolo, recita la quarta copertina, adatto a chi mai ha giocato The Sims e vuole adesso entrare in questo attraente universo ludico.
Lintroduzione più rilevante in questo Spin Off è quella della modalità storia, che attraverso 24 capitoli progressivi la buona riuscita dei quali richiede il raggiungimento di determinati obbiettivi- offre una veloce panoramica sulla vita di due protagonisti: Alice e Vincent.
Soddisfare le necessità primarie delle loro vite, portandoli a condurre unesistenza regolata e soddisfacente, permette poi di giocare una sorta di modalità libera, sulla falsariga dellepisodio portante.
Tuttavia è bene sottolineare ancora una volta che il comparto principale di Life Stories è leggermente diversificato (Facilitato e ridotto) rispetto a quello di The Sims 2. Ci sono molte meno variabili da considerare ad esempio nella gestione dei rapporti familiari e damicizia - e la discreta capacità di autogestirsi dei personaggi rende assai meno gravosi i compiti del giocatore, ed esile la modalità di gioco. A tutti gli effetti chi è abituato alla complessità del titolo dorigine troverà in Life Stories molti meno stimoli, ed una limitatezza probabilmente esasperante, anche a livello di contenuti materiali (il titolo, pur proponendo la possibilità di aggiungere contenuti scaricabili, non supporta nessuna espansione di The Sims, né gli Stuff Pack). Il prodotto è indicato esplicitamente a chi si avvicina per la prima volta al Brand: serve da argomentata introduzione per presentare la serie, e non di più. Sia ben chiaro che questa funzione è svolta in maniera egregia, ed anzi non manca qualche spunto interessante che serve a rendere più User Friendly linterfaccia di gioco, che crediamo avrebbe potuto rendere un ottimo servizio anche nel titolo originario.
Resta però il fatto (fortunatamente indicato anche sulla cover, senza che gli appassionati possano poi lamentarsi di non esser stati avvertiti) che il Target a cui Life Stories si offre non è quello che già dedica costante attenzione ai propri Sims: per questi ultimi giocatori la noia sopraggiungerebbe ben presto. Per tutti gli altri, invece, la discreta lunghezza della modalità principale può valere il prezzo del biglietto, ma è bene non avanzare troppe pretese in fatto di longevità: alla fine il vero pregio di The Sims 2 è la sua espansibilità e levoluzione continua: mancando questi, Life Stories non sopravvivrà oltre qualche mese dal completamento della modalità Principale.
Resta però da considerare un altro fattore: le ridotte richieste in termini di Hardware. Soprattutto la necessità di un piccolo banco Ram e di un processore ormai al di sotto dello standard Centrino, rendono Life Stories un prodotto cosiddetto Laptop Friendly. Questa versione ridotta del fratello maggiore, insomma, si presenta come una sorta di capitolo portatile, poco invadente ed adatto al Quick Play (la schermata di gioco, per alto, utilizza una finestra ridimensionabile e non nega laccesso al Sistema Operativo). In tal maniera il nuovo titolo EA potrebbe essere visto da qualcuno come un surrogato da giocare nei momenti altrimenti poco opportuni. I risvolti di questa considerazione sono forse leggermente inquietanti, ma che The Sims sia un prodotto in grado di provocare assuefazione è fatto comprovato. Il doveroso accenno alla portabilità è comunque marginale e non aggiunge valore alla qualità intrinseca del prodotto.
Tecnicamente, Life Stories si adegua allo standard del titolo di cui è diretta emanazione: una buona qualità visiva ed un comparto sonoro adeguato (cioè un sottofondo musicale non invadente) rendono il prodotto qualitativamente competente, ma senza troppe pretese. Del resto la filosofia alla base della serie è quella di concentrarsi su altri aspetti. Per fortuna una discreta modellazione poligonale ed un buon parco animazioni caratterizzano al meglio i personaggi, ed il motore è in grado di gestire senza problemi tutto ciò che visualizza.
Un prodotto strano, legato da una parte ad una politica “espansionistica” che strizza l’occhio al marketing propositivo, dall’altra ad uno dei Top Seller i cui pregi a livello di gameplay non possono essere negati. Un’ibridazione del genere ha conseguenze inattese: crea un titolo giocoforza subordinato ed inferiore a quello di cui è emanazione (The Sims 2), ma adattissimo ad un certo Target. Life Stories è stato in grado di cogliere e sfruttare gli elementi più importanti del gameplay di Sims 2, privandolo però di qualche sottigliezza “strategica” (nella gestione dei rapporti umani), “manageriale” (nell’amministrazione della vita, adesso più semplice), ma dovendosi accontentare di rimuovere anche elementi che invece hanno fatto la fortuna della serie (espandibilità). Del resto basta considerare la volontà della Software House, quella cioè di guadagnare nuovi adepti da indirizzare verso il Brand principale, per comprendere i perché latenti dietro a tali scelte. Il risultato, in ogni caso, sarà comunque apprezzabile per molti (forse gli eventi delle due trame principali, scanditi da Cut-Scene e molto lineari, potrebbero non essere di gradimento a chi non ama le Sit-Com urbane e familiari).