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Tribes: Vengeance

Recensione
Piattaforma:
PC
Sviluppatore:
Vivendi Universal
Data di rilascio:
22 Ottobre 2004
Genere:
Avventura
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Tribes: Vengeance (PC)

Punteggio

8 su 10/10

Tribes: Vengeance (PC)

Tremate, tremate, le tribù son tornate! E si, è proprio così: dopo un’attesa durata molti anni, il noto brand Dinamix (che nel frattempo ha purtroppo cessato di esistere) torna nei nostri case per un’altra avventura a base di jetpack e shooting. Come in molti di voi già sapranno, Vivendi ha affidato la realizzazione di Vengeance agli australiani di Irrational Games, noti al grande pubblico grazie ad alcuni ottimi lavori compiuti come System Shock 2 e Freedom Force. Cosa fare allora quando si ha fra le mani la grande responsabilità di portare avanti una serie che conta una grossa nicchia di appassionati molto affezionata e fedele? Scopriamo subito come si sono mossi i programmatori della terra dei canguri…

La novità strutturale di maggior rilievo è sicuramente l’implementazione, per la prima volta in questa serie, di una componente in singolo che soddisfa la giustificata curiosità dei fan a riguardo del background dell’universo di Tribes. Non pensate quindi ad una sorta di training-tutorial (se pur in fin dei conti, svolga comunque anche questa funzione) con i soliti bot per prendere dimestichezza con i comandi ma ad una vera e propria avventura con tanto di trama e scene di intermezzo, in cui si intrecceranno le storie di 6 personaggi diversi (tra cui alcuni piuttosto “peculiari” ma non vi dico di più perché non vi voglio rovinare la sorpresa), componenti delle varie “tribes” (e non solo) e dove non mancheranno alcune variazioni sul tema piuttosto interessanti come alcuni livelli in cui non avremo a disposizione neppure una misera bocca da fuoco. La narrazione si strutturerà cronologicamente nell’arco di due generazioni (con al centro le vicende delle due principesse, madre e figlia, Victoria e Julia) e finalmente scopriremo il perché dei conflitti fra impero e tribù. Non mancheranno colpi di scena e sorprese sconvolgenti se pur il livello del plot non sia proprio ai massimi livelli. Nonostante questo le 10-15 ore di cui avrete bisogno per completare la campagna, scorrono via decisamente bene grazie ad una buona varietà di situazioni e lo scripting degli avversari si dimostra qualitativamente elevato anche per una intelligenza artificiale adeguata.

Certamente però è la componente multiplayer su cui si poggia Tribes per catalizzare l’attenzione della comunità videoludica Pcistica. Rimandandovi al box dedicato alle varie modalità previste per le 15 mappe presenti (speriamo che ne rendano disponibili altre a breve…), passiamo alla caratteristiche principali del fraggamento firmato Sierra. Come già scrissi in sede di anteprima, qui ribadisco che l’utilizzo del jetpack, “marchio di esclusività” di Tribes, fa ancora la differenza con gli altri FPS on line. Non è solo la bellissima sensazione di libertà che si prova nel volare senza bisogno di alcun mezzo meccanico, ma tale elemento va ad influire in modo decisivo nella modalità delle battaglie stesse: certo, non mancano momenti in cui cercherete di esaurire più caricatori possibili contro l’avversario, ma la libertà di azione data dal jetpack porta ad un battagliare molto più raffinato e che richiede un gioco di squadra strategicamente molto avanzato.Se poi aggiungiamo un ottimo arsenale di armi e mezzi (in entrambi i casi, arricchiti di elementi inediti), la varietà che tre diversi tipi di armature (light, medium, heavy) possono dare, le possibilità ulteriori che gli stivali antiattrito ci danno per scivolare su vari elementi anche in combinazione con il jetpack, potete facilmente capire che Tribes Vengeance ha centrato in pieno l’obbiettivo di proseguire l’unicità già tanto apprezzata nei precedenti capitoli. Qualche perplessità nasce forse proprio dalle 5 modalità che non offrono un alto tasso di innovazione rispetto ai concorrenti.

Tribes contro tutti
Giunti all’aspetto audiovisivo, ci ritroviamo nel difficile compito di dare un’accezione valoriale a quello che vediamo e ascoltiamo quando gira sui nostri PC Vengeance. La difficoltà nasce dal fatto di considerare l’opera di Irrational Games come prodotto a sé stante o in confronto con altri titoli simili. Nel primo caso, le tribù fanno un’ottima figura grazie soprattutto ad alcuni effetti visivi come il fumo emesso dai jetpack in partenza e le scie luminose colorate mentre saremo in volo che danno un tocco di glamour veramente piacevole. Oltretutto la fisica delle interazioni si mantiene su livelli molto elevati a cui vanno aggiunte le ottime animazioni dei contendenti. Ma se ci poniamo nell’ottica di paragonare TV agli autentici mattatori della stagione quali Half Life 2 e Doom 3, il gioco di Sierra esce piuttosto ridimensionato soprattutto per quanto riguarda le texture con cui sono stati costruiti gli ambienti, decisamente sottotono e neppure confrontabili con gli “oggetti di culto” appena citati. Altro problema è la notevole somiglianza estetica che il gioco ha con Unreal Tournament 2004 (oltre ad avere in comune il motore grafico di gioco, l’Unreal Engine nella versione 2.5): qualcuno potrebbe ribattere che Epic abbia preso in prestito nel passato alcuni elementi proprio da Tribes ma oggi UT è un punto di riferimento per il multiplayer su PC e quindi una maggiore diversificazione visiva sarebbe stata auspicabile, anche per non far passare Tribes, agli occhi dei giocatori meno esperti, una sorta di clone della produzione Atari. Breve nota sul sonoro che si mantiene su livelli adeguati con delle composizioni musicali in linea con il genere di appartenenza. Peccato per la mancanza totale di localizzazione (neppure nei sottotitoli) a cui purtroppo Vivendi Universal Italia ci sta abituando...

Altre informazioni su Tribes: Vengeance



 

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