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Warhammer 40.000: Dawn of War - Winter Assault

Recensione
Piattaforma:
PC
Editore:
Halifax
Sviluppatore:
THQ
Data di rilascio:
30-09-2005
Genere:
Fight
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Warhammer 40.000 Dawn of War: Winter Assault

Punteggio

8.8/10

Warhammer 40.000 Dawn of War: Winter Assault

Nel marasma degli strategici in tempo reale, genere che non conosce soste in quanto a numero di uscite, uno dei pochi titoli che negli ultimi anni è riuscito ad emergere vicino alle serie più rinomate, è stata indubbiamente la trasposizione videoludica di Warhammer. L’opera di conversione da parte di Relic Software ha preso un importantissimo brand ed un universo immaginifico di incredibile impatto quale quello di Games Worshop trasformandolo in un RTS di eccellente qualità, un’alchimia perfetta di azione e tattica, di estetica “militar-fantasy” dall’impatto devastante caratterizzata dalla cura per ogni dettaglio oltre che da una differenziazione delle varie razze assolutamente esaltante. Quindi, se escono espansioni anche per strategici di secondo ordine, non poteva mancare un add on per un prodotto eccellente come Warhammer e qui vi andiamo a presentare proprio questo Winter Assault.

Peccati espiati


L’espansione va subito a correggere l’unica grossa pecca di Dawn of War: un modalità campagna in singolo decisamente troppo breve e che ci metteva a capo di una sola delle fazioni in lotta (gli Space Marines). In Winter Assault sono presenti due campagne diverse: dalla parte dei buoni potremo controllare la nuova fazione della Guardia Imperiale (un esercito piuttosto umano e “normale” senza particolari abilità speciali) e gli splendidi Eldar, una razza incredibilmente antica dotata di poteri psionici senza pari che un tempo governava un vasto impero, e che in Warhammer potevamo controllare solo nelle skirmish. Con i cattivi invece, potremo finalmente vivere uno story mode con i selvaggissimi orchi e i crudeli space marine del caos, anch’essi già presenti nella base del gioco ma utilizzabili solo in multiplayer. Da segnalare come, oltre all’inedita guardia imperiale, anche le fazioni già note sono state arricchite di nuovi mezzi e unità, arricchendo così di molto l’arsenale organico e meccanico a nostra disposizione.


Come in Warhammer, in entrambi le campagne saremo coinvolti in un'intricata trama ricca di colpi di scena, intrighi ed inganni dove sarà sempre più difficile capire chi siano gli alleati ed i traditori. Alternativamente dovremo guidare le fazioni appena elencate e l’esperienza è ulteriormente arricchita dalla possibilità, nelle missioni finali, di scegliere il gruppo da controllare, portando così ad una conclusione diversa dei due story mode. Non sono molte le missioni da affrontare, 10 missioni in tutto, ma oltre alla già segnalata possibilità di scelta della fazione nella parte finale, chi ha già giocato a Dawn of War sa bene che le missioni hanno una durata piuttosto elevata, tanto che per completarlo impiegherete all’incirca sulle 12-15 ore, con una forte capacità del gioco di calamitare la vostra attenzione fin quando non troverete il modo giusto di portare a termine gli obiettivi prefissati.


Per il resto, Winter Assault conferma le caratteristiche più tipiche del suo predecessore ovvero frenesia dell’azione unita ad una componente tattica fondamentale per portare a casa i tre punti con la conferma dell’importanza dei luoghi chiamati “punti strategici” che dovremo conquistare e mantenere (anche tramite la costruzione di fortificazioni) per avere più crediti da utilizzare in nuove truppe e mezzi. Altro elemento rilevante è che ogni squadra potrà essere rafforzata di nuovi elementi ma anche di armi da fuoco più potenti. L’updating delle truppe, se pur limitato quantitativamente (e differente a seconda delle unità), rende quindi l’azione molto più continua e rapida visto che solo se non ci ritireremo in tempo dovremo inviare unità nuove di zecca dal nostro quartier generale nei punti nevralgici invece di rimpinguare le truppe già insediate. Confermatissima poi la differenziazione delle razze presenti: le peculiarità di lotta e di logistica sono veramente molto differenti e quindi condurre ad esempio gli orchi invece degli Elder significherà anche reimpostare tattiche e strategie rispetto alle caratteristiche specifiche della nostra carne da cannone. Rimasto immutato anche il multiplayer (online o tramite LAN) che da due ad otto giocatori, a squadre o in tutti contro tutti senza pietà per nessuno, permetterà di scontrarci su un buon numero di mappe pensate ad hoc a seconda del numero di giocatori in ballo.


Bellezza bellica senza tempo


Come ogni espansione, neppure il motore grafico ha subito alcuna rivoluzione confermando le qualità visive di Dawn of War. Chiaramente con un anno in più, l’engine risulta meno concorrenziale rispetto ad altre nuove uscite come ad esempio l’eccellente Act of War ma tutto sommato non è assolutamente invecchiato troppo in fretta visto che la produzione di THQ è capace di gestire tantissime unità su schermo senza eccessivi problemi di frame rate anche su computer di non ultimissima generazione. Oltretutto lascia ancora un bel senso di stupore la cura quasi maniacale con cui sono state realizzate tutte le unità di gioco con un set di animazioni accurato e “massiccio” (soprattutto nei combattimenti corpo a corpo) fra le varie unità. Se non bastasse, alcune scelte come le capsule delle nuove unità e strutture che arrivano ad una velocità impressionante sul terreno (oppure si schiantano in modo scoordinato se prenderete gli orchi) o la possibilità di customizzare tutti i colori delle vostre unità, sono quei piccoli tocchi di classe che solo i grandissimi titoli possono vantare.

Altre informazioni su Warhammer 40.000: Dawn of War - Winter Assault



 

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