Punteggio8/10 |
Un nuovo team per un nuovo capitolo, per una nuova pagina della storia di Warhammer. I Black Hole Entertainment ci trasportano indietro nel tempo di questa apprezzata wargame-saga, gettandoci in un mondo popolato da bellicose razze sempre in lotta tra loro per il predominio di una porzione d'universo. Gli sviluppatori, avendo fatto esercizi di stile con il mediocre Army of Exigo nell'ormai lontano '04, scendono in campo con uno dei titoli più attesi dagli amanti degli RTS: Warhammer: Mark of Chaos, e se la dovranno vedere con parecchi esponenti del medesimo genere di imminente (o recente) uscita, quali Command & Conquer 3, Medieval 2 oppure Stronghold Legends.
Good vs Evil
Due progenie si danno battaglia nel vecchio mondo di Warhammer: l'Impero (costituito da Umani, Alti Elfi e Nani) e l'Ordine del Caos (formato principalmente da Orchi, ai quali si uniscono gli Skaven -uomini ratto- e l'armata dei non-morti). Le due fazioni si combattono in epiche contese da ormai tantissimo tempo. Il motivo delle faide che infiammano l'universo fantasy ove ci troviamo é sempre il solito: la supremazia della propria "specie"; é a questo punto che entriamo in scena noi, scegliendo per quale fazione schierarci, offrendo cosi la nostra sagacia tattica alle forze del bene (l'Impero) oppure cedendo alle tentazioni del lato oscuro (l'orda del Chaos). Decisa la strada da percorrere (e si rivelerà come una storia tutt'altro che tortuosa, data la linearità della trama) veniamo subito proiettati nella mischia, alla testa di un esercito che, seppur sparuto, avremo cura di comandare una volta concepito il piano di battaglia che più ci si addice. Sarà interesse dell'utente suddividere le unità assegnategli come meglio crede, pianificare i loro spostamenti con sottile ingegno tattico, senza però l'incombemza di doverne gestire la creazione o curarne l'evoluzione, magari impegnando preziose risorse umane a raccogliere legna o procacciarsi il cibo per mantenere le truppe e la popolazione. Infatti gli aspetti manageriali, in Mark of Chaos, sono veramente minimi: le armate si svilupperanno nel corso delle battaglie in maniera automatica, e l'utente non dovrà gestire una popolazione "non belligerante" (i cittadini) affinché sviluppi tecnologie e armi più avanzate. Gli autori hanno fortemente "pompato" l'aspetto adrenalinico e volutamente tralasciata la controparte dedita alla gestione di tutte le risorse possibili ed immaginabili ed allo studio di statistiche, tipica degli RTS "puri". L'impianto strategico é cosi ridotto ai minimi termini perché si limita sostanzialmente allo studio del luogo dello scontro, alla scelta delle truppe da schierare e degli eroi da adottare e poi... botte da orbi, una volta disposte le "pedine" sul campo di battaglia! L'unica opzione che può essere fondamentale per le sorti degli scontri é forse la scelta dell'eroe e del suo equipaggiamento: il suo sviluppo, differente da come si evolve il resto dell'esercito, ricorda vagamente quello proposto dal vetusto Warcraft 3: equipaggiarndolo con oggetti, armi ed armature conquistate/acquistate gli conferiremo determinate peculiarità; come in un RPG, aumentando i suoi punti di forza.
Focus on: battlefield
Azione, semplicità ed un pizzico di strategia. Sono questi gli elementi principali che vengono disposti dagli sviluppatori sulla "scacchiera". Non ci sono fronzoli tattici esasperanti oppure tempi morti, causati dallo studio di dati statistici per la determinazione di accurate strategie. Ogni azione é finalizzata ad una supremazia esclusivamente violenta ed attiva, risolta grazie alle schermaglie (o mattanze, o guerre che siano) che fanno da "naturale" conseguenza allo schieramento di due eserciti che si odiano, nello stesso posto. Il risultato delle scelte adottate dai Black Hole é cosi un accattivante mix di action-RTS (con tocchi GDR) che fa dell'immediatezza e della semplicità dei controlli il proprio punto di forza, che sa coinvolgere i neofiti e gli aficionados; scontentando (non si può soddisfare tutti i gamers), però, i navigati "Rommel", che adorano confrontare tutti i termini delle analisi del nemico, prima di elaborare le proprie strategie militari.Per acquisire le dovute competenze per affrontare il gioco non sono necessari che pochi minuti, proprio in virtù di quanto segnalato poco fa: la curva di apprendimento é molto bassa ed il livello di difficoltà é ben calibrato, ci introduce gradualmente a tutte le funzionalità dei comandi consentedoci di padroneggiare la situazione fin da subito. E fin da subito ogni vostra azione confluirà in un vero e proprio bagno di sangue.
Bloodbath
Si diceva bagno di sangue? É proprio cosi! Se c'é un particolare che salta all'occhio é proprio la crudezza del gioco, l'impostazione volutamente orientata al massacro, che gronda linfa vitale da ogni bit. Dettagli grafici duri, viscerali, sanguigni ci tengono incollati ai monitor, mostrandoci campi di battaglia devastati e trasformandoli poi in veri e propri macelli. Gli scontri cruenti, infatti, lasciano in loro ricordo pozze di sangue, corpi ormai privi di vita ed un terreno "bucato" da colpi di cannone e che si degrada dinamicamente a seconda dell'intensità degli scontri e... così rimane. Ovunque si scorgono strisciate di plasma (umano o orchesco che sia) e resti organici, chiazze vermiglie che tinteggiano pianure innevate o ampie praterie o, ancora, crateri fumanti e castelli diroccati. L'orrenda bellezza della parte che colpisce maggiormente é anche dovuta al fatto che tutti i segni della battaglia non scompaiono, come avviene invece nei titoli dello stesso genere; i corpi dei soldati caduti, ad esempio, restano proprio dove sono stati abbattuti e lì potremo trovarli per tutta la durata della campagna. Un degno engine grafico supporta egregiamente l'azione e ci permette di distinguere le differenti unità sia utilizzando lo zoom che usando la visuale a volo d'uccello, pur con personaggi piccoli come formiche. E' questo un particolare di indubbio valore, in quanto è possibile identificare subito un tipo di armata ed avere così la possibilità di muoverla più efficacemente lungo il terreno dello scontro. Se vogliamo trovare il pelo nell'uovo, per ciò che concerne il comparto visivo, dobbiamo spostarci sulle scene di apertura delle battaglie: risultano poco definite, sia come dettagli che come grafica vera e propria, che appare poco "pulita". Il resto del titolo, comunque, non soffre di particolari lacune sotto questo aspetto, proprio perché se é vero che i paesaggi non risplendano di una grafica scintillante, é pur vero che le unità in movimento sono contraddistinte da particolari ben definiti.
Presentat arms!
Con la possibilità di riconoscere ogni battaglione, ci vengono date anche informazioni extra, dati che ci possono tornare utili nel prosieguo dell'avventura. Selezionando i vari stendardi portati dalle truppe potremo conoscere dettagli circa l'armatura indossata, le armi ed il numero di unità che compongono un determinato battaglione, oppure i tratti più rilevanti dell'eroe selezionato. Nell'economia delle strategie questi particolari possono rivelarsi vincenti: impegnare le giuste unità negli scontri, giocando dunque sulle peculiarità di ciascuna divisione, è l'unico modo per superare le difficoltà della campagna principale. Impegnare un eroe contro degli arcieri, oppure una batteria di balestrieri contro orchi armati di picche o asce, ed insomma in un'estesa "morra cinese" l'unità più adatta a fronteggiare il nemico, è un'operazione imprescindibile, per cui l'utente dovrà ben conoscere i punti di forza e le lacune di ciascun personaggio in campo, alleato o avverso che sia. Soprattutto dal momento che gli avversari cercheranno di "prenderci" da ogni lato, a volte fintando la fuga, altre caricandoci in massa, magari appostandosi dietro a delle alture oppure riparandosi all'ombra di mostri giganteschi. Tenendo sotto controllo i diversi vessili schierati, dunque, si terranno sotto controllo anche i nemici, i quali hanno dalla loro, oltre ad una discreta intelligenza, la forza del numero.
L'attenzione alle truppe che andranno destinate alla mischia deve essere alta (ed é forse questa la parte nevralgica del gioco): questa "delicata" scelta, che si può operare solo tra una battaglia e l'altra lungo la mappa del regno, racchiude tutto l'aspetto gestionale del titolo. Anche in questo caso WarHammer ricorda molto Warcraft III, al quale, oltre per le somiglianze menzionate in precedenza, Mark of Chaos strizza l'occhio persino per quanto riguarda il feeling generale dell'ambientazione.
L'evocatività di alcune scene e di alcuni personaggi é garantita anche grazie ad un comparto sonoro di prim'ordine. Laddove udiremo sinistri scricchiolii in prossimità di fatiscenti castelli o di boschi infestati, avremo anche un riscontro verbale da parte dei relativi abitanti: stentorei grugniti orcheschi oppure squittii "umani" degli uomini ratto; insomma un'ottimo esempio di doppiaggio, anche se in inglese (seppur sottotitolato in italiano). Ad enfatizzare ulteriormente l'evoluzione delle battaglie e della trama troviamo una colonna sonora potente, tanto per restare in tema, con brani che pompano l'adrenalina alle stelle e che conferiscono ancor di più una tonalità epica alla storia, con tamburi battenti e squilli di trombe. Ne é un esempio proprio il filmato introduttivo, con un sottofondo musicale degno di un'opera di Wagner. Come se non bastasse ogni FMV gode di un doppiaggio egregio (che, purtroppo, come sopra si accennava, non trova sempre un giusto accompagnamento visivo).
Epico, impressionante e incisivo sono alcuni degli aggettivi che ci permettono di descrivere il capitolo dedicato al Marchio del Chaos. Il risultato delle scelte adottate dai Black Hole é cosi un accattivante mix di action-RTS (con tocchi GDR) che fa dell’immediatezza e della semplicità nei controlli il proprio punto di forza, che sa coinvolgere i neofiti e gli aficionados. Un titolo che "gasa" i giocatori, che li coinvolge fin dalle prime battute e che fa della giocabilita' la sua caratteristica principe, a discapito di una trama che puo' risultare scontata a causa della sua linearita'. Chi e' orientato agli strategici puri e disprezza gli RTS "miscelati" ad altri generi lo lasci perdere, ma per tutti i restanti gamers e' un'occasione da cogliere al volo: i principianti impareranno all'istante i rudimentali di questo tipo di gioco grazie alla semplicita' dei comandi ed i "professionisti" si lasceranno prendere dal piacere della... carneficina. L'unica vera pecca e' dovuta alle specifiche hardware: dimenticatevi di giocarci con macchine aventi la configurazione minima (riportata nell'apposito box) perche' tutto si muoverà a scatti impedendo di fatto una fruizione decente: solo alla configurazione raccomandata il "ludibrio di sangue" e' assicurato. Che il massacro abbia inizio!