Black: l'anima nera di EA
Con la corrente generazione di console, molti titoli in passato considerati ad appannaggio esclusivo delluniverso PC hanno trovato una nuova giovinezza, conquistando consensi prima ritenuti impensabili e moltiplicandosi a dismisura. Uno degli esempi più eclatanti è quello degli FPS: genere su console snobbato prima e diffusissimo oggi, con decine di titoli in uscita ed indici di gradimento alle stelle. In occasione dellE3 siamo riusciti ad avvicinarci a Black, nuovo esponente del genere di mamma EA in uscita per PlayStation 2 ed Xbox, che con non poca ambizione promette di portare una soffiata di aria fresca al mercato, provando a differenziarsi concretamente da una marea di prodotti sempre più simili. Riuscirà nellimpresa? Scopriamolo insieme.
Black Impresa Demolizioni
Uno dei limiti maggiori degli FPS odierni risiede nella scarsa interazione con lambiente: per quanto il level design possa essere appagante e ben realizzato, si prova sempre un certo senso di frustrazione nellessere armati fino ai denti e poi rimanere vincolati da un mondo che appare invulnerabile ai nostri colpi, se non per poche zone predefinite. Black nasce proprio con lintento di ovviare a questo limite, presentando ambientazioni realmente interattive, in grado di reagire e modificarsi in base alle azioni del giocatore, deformandosi sotto i suoi colpi, fino ad arrivare alla distruzione. Sebbene un approccio simile era già stato tentato in passato (con scarsi risultati) da i due Red Faction, questa volta EA sembra essere stata particolarmente attenta nel fare in modo da stimolare il giocatore ad usare lambiente a suo vantaggio, farcendo i livelli di strutture che, se adeguatamente incoraggiate, possono risultare molto comode nelle situazioni più calde o delicate. La situazione più frequente che infatti abbiamo avuto modo di visionare vedeva il giocatore far crollare pezzi di palazzi, oppure esplodere macchine, in modo da coinvolgere i vari gruppi di nemici che gli sbarravano la strada, risparmiando così munizioni importanti e, soprattutto, evitando di esporti ad attacchi diretti. Il sistema sembra davvero funzionare, incentivandoci a sperimentare le reazioni dellambiente, a volte anche solo per seminare un po di distruzione, a tutto vantaggio della spettacolarità e della credibilità.
Data la natura distruttiva del gameplay, sarebbe sicuramente un delitto se larsenale non si rivelasse allaltezza, tuttavia le premesse sono, anche qui, più che positive, dato che avremo a disposizione unampia gamma di armi, con una particolare (ed anche ovvia) predisposizione per quelle basate su munizione esplosive.
Natural Born Killer
Tecnicamente il titolo, visionato nella sola incarnazione PlayStation 2, dimostra ottime potenzialità, presentando livelli carichi di dettagli ed estremamente dinamici, contornati da effetti speciali abbondanti e di buona fattura. Lunico appunto è per una certa carenza di varietà cromatica delle texture, che però a conti fatti può essere dovuta al particolare livello visionato (una città semidistrutta dalla battaglia, in cui ovviamente prevale il grigio del cemento), e per qualche calo nel frame-rate che, confortati dagli sviluppatori, contiamo possa sparire nella versione finale.
Per quanto riguarda lintelligenza artificiale dei nemici, elemento cruciale data la tipologia di gioco, cè da dire che i soldati nemici non sono sembrati certo brillare per intelligenza e reattività, rimanendo spesso e volentieri sotto la nostra linea di fuoco ed imbastendo raramente qualche tattica di avvicinamento più evoluta del semplice attacco frontale, tuttavia ci sono buone speranze che tale problema venga limato nei mesi che separano il gioco dalluscita.





