Virtua Fighter 5
Era il lontano 1994 quando Sega decise di dare una svolta al mondo dei videogiochi ed introdusse nel mercato arcade il primo picchiaduro poligonale della storia, Virtua Fighter. Da sempre contraddistinto per la sua grande simulazione nellazione di combattimento (tralasciamo il primo episodio dove saltando si volava) e per la fedele riproduzione delle diverse arti marziali introdotte dai lottatori, il titolo Sega è sempre stato catalogato come titolo esclusivo per gli esperti dei videogiochi, uno di quei prodotti nel quale muovere e premere i pulsanti a caso, come in altri picchiaduro, portano quasi sempre ad una sconfitta certa. Un gioco dallindubbio valore che è riuscito con il quarto capitolo a risollevarsi dal mediocre terzo episodio, grazie anche a due diverse versioni che ne hanno evoluto il gameplay raffinandolo e portandolo al passo successivo di Virtua Fighter 5.
Final Tuned
Yu Suzuki ha scelto per la trasposizione del suo nuovo prodotto la Playstation 3 di Sony, almeno per il momento, che grazie alla potenza hardware sarà in grado di riprodurre perfettamente la versione da sala giochi del titolo che gira sulla scheda Lindbergh della stessa Sega (molto inferiore a dire il vero ad una Playstation 3). Come ogni nuovo capitolo della serie non possono non mancare nuovi lottatori oltre ad un perfezionamento, ed invecchiamento, di quelli classici; nello specifico abbiamo la giovane Eileen ed il wrestler El Blaze. Il gameplay come detto è rimasto invariato rispetto la versione Final Tuned, con i combattimenti che hanno uno svolgimento leggermente più veloce ma che non si discostano molto dalle classiche combinazioni di pugni e calci che ogni appassionato ritroverà con grande familiarità. Rispetto al passato è stata data un impronta più scura ai personaggi ed alle ambientazioni, anche se il titolo rimane ancora ancorato troppo al proprio passato e dalle prime impressioni che abbiamo avuto giocando ci è parso di trovarci di fronte al vecchio capitolo per Playstation 2 con la grafica rifatta. Ancora una volta ci ritroveremo ad affrontarci in ring delimitati da barriere indistruttibili o dal classico ring out se oltrepasseremo una determinata zona, quindi ancora una volta lazione è stata molto accentrata senza creare stages multilivello o troppo grandi come in tutti gli altri titoli del genere. Al momento non abbiamo notato neppure una grande interattività con i fondali, oltre la sabbia e la neve il resto non si scheggia neppure scagliandoci contro quel bestione di Wolf; ma non è neppure possibile usare le pareti per effettuare attacchi speciali come avviene ad esempio nellultimo Dead or Alive.
Lindbergh Power
Laspetto grafico è quello che salta senza dubbio ad una prima occhiata del titolo. Rispetto al passato tutto è stato reso molto più fluido e dettagliato, sia per i vestiti che presentano una perfezione e cura nelle pieghe ed orli incredibile che per gli stages; ricchi di particolari e curati in ogni aspetto, sono molto vari e si rifanno allatmosfera degli ultimi capitoli della saga. Rimane qualche dubbio sulla troppa lucentezza della pelle dei vari lottatori, che spesso risulta irreale, per il resto è senza dubbio un titolo che impressionerà anche se non sfrutta minimamente le potenzialità della Playstation 3 al momento e quindi si presenterà come una semplice trasposizione da sala giochi, senza i miglioramenti che lhardware Sony riuscirebbe ad apportare.
No-online, no-party!
Purtroppo sembra proprio cosi, la Sega non è intenzionata per ora ad inserire una modalità online per la versione Playstation 3 di Virtua Fighter 5, sembra quindi che per sfidarsi con altre persone sarà necessario affidarsi ai records dei vari rankings disponibili per le diverse modalità di gioco incluse nella versione casalinga (oltre al survivor, al time-attacks ecc. ecc.). Per il momento lonline verrà sfruttato per scaricare nuove features in grado di personalizzare il proprio lottatore, Sega è decisa proprio a rendere il più customizzabili e diversificabili nel modo di vestire e look dei personaggi principali come succedeva nel vecchio Quest Mode (che dovrebbe tornare anche in questa nuova edizione). Non possiamo che sperare che il buon Yu Suzuki si ravveda e decida di inserire una modalità per combattere contro altre persone sparse per il mondo, anche se non conoscendo il servizio online della Sony per ora non possiamo che attendere, in fondo il gioco non vedrà la luce prima del 2007.
In conclusione possiamo dire che El Blaze è proprio un gran personaggio da usare, divertente e molto forte, con le mosse più spettacolari del gioco per quel che abbiamo potuto constatare; il resto purtroppo rimane ancora ancorato al vecchio sistema di gioco della serie, il che, se da un lato è un bene per la sua innata bilanciatezza tra tecnicità e frenesia dei combattimenti, dallaltra darà la spiacevole sensazione di già visto ai fan della serie. Non ci resta quindi che attendere la versione definitiva per Playstation 3 e sperare nelle opzioni di gioco online per evitare di togliere interesse ad uno dei picchiaduro più attesi del prossimo anno.



