Giochi - Yahoo! - Aiuto

Devil Summoner: Kuzunoha Raidou

Recensione
Piattaforma:
Playstation 2
Genere:
RPG
Confronta i prezzi

Devil Summoner: Kuzunoha Raidou

Punteggio

7.5/10

Devil Summoner: Kuzunoha Raidou

Shin Megami Tensei
I titoli appartenenti alla serie di Shin Megami Tensei si sono sempre distinti dal resto delle produzioni analoghe, ritagliandosi un consistente spazio fra gli appassionati di jrpg. Le tematiche spesso adulte e controverse, l'abbondanza di riferimenti di tipo religioso, uno stile grafico assai peculiare sono solo alcuni dei tratti distintivi che hanno sancito la fortuna della serie. Elementi ricorrenti anche in questo nuovo episodio di Devil Summoner, spin off della saga originale di Shin Megami Tensei
Ridou Kuzunoha
La storia ci vede vestire i panni del giovane evocatore di demoni Raidou Kuzunoha, quattordicesimo discendente della famiglia omonima, il quale dopo aver completato il proprio addestramento (che funge da tutorial), entrerà a far parte agenzia investigativa Narumi. Accompagnati dal fedele Goto (il felino che compare in tutti gli episodi di Shin Megami Tensei), un simpatico gatto il cui ruolo è assimilabile a quello di Issun in Okami (ovvero portavoce del silente protagonista) dovremo risolvere tutta una serie di casi "paranormali" che hanno inizio con una misteriosa telefonata in cui la nostra prima cliente ci chiederà di ucciderla. Da qui in poi la trama si evolve in maniera piuttosto veloce (complice anche la brevità della storia) sviluppandosi in un complesso mosaico ricco di azione e mistero, capace di coinvolgere personaggi storici leggendari come Rasputin.
La parte narrativa, come in tutti i prodotti Atlus, si rivela uno dei punti di forza dell'intero titolo riuscendo ad affascinare per tutta la durata dell'avventura, grazie ad una storia avvincente e ricca di pathos e dalle forti tinte horror. Da segnalare che lo sforzo immaginifico addotto in sede di narrazione si sposa in maniera egregia con il contesto storico atipico scelto per l'occasione. Gli eventi narrati infatti hanno per cornice la città di Edo durante l'era Taisho, una Tokio alternativa dei primi anni '30 in cui sviluppo industriale e magia nera si fondono in maniera armonica, fornendo un background capace di stupire con l'originalità delle sue trovate. Proprio le location nelle quali si svolge l'avventura costituiscono uno degli aspetti più interessanti di tutto il gioco in quanto cariche di fascino e atmosfera, capaci di rendere al meglio l'idea di una società dove esoterismo e scienza si muovono intersecandosi in maniera continua e naturale. Anche la scelta di utilizzare fondali bidimensionali statici si rivela particolarmente riuscita, non solo per l'elevata qualità artistica del tutto, ma soprattutto in quanto l'escamotage ha permesso di liberare risorse da impiegarsi nella realizzazione di un alto numero di personaggi - tutti itridimensionali - che fanno da contorno alle nostre peregrinazioni. Il risultato è ragguardevole restituendoci l'illusione credibile di una metropoli in pieno sviluppo, ricca scorci pulsanti e piena di vita a far da sfondo alle nostre investigazioni.
Tutto questo lavoro viene magnificato dallo splendido character design di Kazuma Kaneko che dona, con il suo tratto peculiare, un look onirico e disturbante al tutto, ravvisabile in particolar modo nei numerosi personaggi comprimari caratterizzati in maniera volutamente ambigua ed equivoca. Così come non possiamo che citare il comparto musicale affidato alle cure del maestro Shoji Meguro, il quale ci presenta una selezione di brani jazz perfettamente in linea con lo spirito del tutto. Sicuramente un prodotto tra i più freschi ed originali in una categoria sempre pronta a ripiegare sugli stessi stereotipi.
Demoni e pistole
Di converso dobbiamo segnalare che la medesima cura non si riscontra nel gameplay, il quale si presta a ben più di una critica. La struttura di gioco si basa essenzialmente sulla raccolta di indizi per proseguire l'avventura, e sui frequenti combattimenti.
La fase di ricerca di informazioni è molto semplice: accompagnati da un demone precedentemente catturato (che gli umani non possono vedere) potremo sfruttare le sue abilità peculiari in determinate situazioni; alcuni sono in grado di leggere il pensiero, altri riescono sfruttare la loro taglia minuta per infilarsi in stretti passaggi, taluni possono librarsi in volo per accedere a luoghi apparentemente inaccessibili, ecc... Ogni "familiar" può essere anche inviato perlustrazione per oltrepassare certe barriere che gli umani non possono attraversare e per aprire particolari contenitori di oggetti, il cui contenuto muta e cambia a seconda della categoria di appartenenza del demone che ne entra in possesso. Sebbene una tale feature lasci presagire un'ampia gamma di situazioni di gioco, dobbiamo rilevare che il tutto è stato sfruttato in maniera fin troppo superficiale e semplicistica in quanto l'utilizzo dell'abilità demoniaca si limita soltanto all'azione contestuale, senza altre implicazioni. Troppo poco rispetto alle potenzialità offerte.
Per il resto Devil Summoner è un rpg dal gameplay piuttosto canonico ove i combattimenti casuali svolgono un ruolo preponderante; anche a tal proposito ci troviamo di fronte ad idee che potevano essere sfruttate meglio. Il sistema di battaglia è alquanto interessante ed interamente in tempo reale. Nei panni dell'evocatore scenderemo in campo armati di katana e pistola; la prima ci permetterà di performare alcune semplici combo, mentre la seconda potrà essere ricaricata con proiettili dagli svariati effetti. Per concludere avremo la possibilità di evocare un demone al nostro fianco e di sfruttarne le abilità peculiari. Ed è in questo aspetto che Atlus rivela tutta la sua esperienza: le creature evocabili sono tali e tante da offrire un valido motivo per affrontare la pletora di scontri casuali che spezzano il ritmo di gioco. Il potenziamento delle stesse premia il giocatore con nuovi attacchi e nuove abilità, per non parlare della possibilità, offerta negli shop, di fondere tra loro le singole abilità o i demoni stessi in nuove creature. In battaglia si può avere accanto un solo alleato alla volta, fino a quando avremo sufficiente magia a disposizione. Ogni creatura ne richiede un certo quantitativo per essere evocato. Raggiunto un certo livello di esperienza del nostro eroe il quantitativo massimo di potere magico accumulabile si innalzerà così come aumenteranno il numero di fiale a disposizione per contenere i mostri sconfitti. Ancora più intrigante si rivelano le possibilità offerte da Victor, lo scienziato pazzo capace di fondere i demoni in nuove creature. Le fusioni, oltre che ad avvenire fra i vari esseri, possono compiersi anche con la spada di Raidou; nell'uno e nell'altro caso i risultati sono spesso sorprendenti ed inaspettati. E' questo l'aspetto più controverso e di difficile valutazione dell'intero gameplay.
Lasciarsi rapire dalle meccaniche basate sul collezionismo e l'allevamento dei vari esseri diabolici significa trovare una motivazione per soprasedere ai vari difetti che minano il gioco, anche perché gli aspetti deficitari toccano diversi punti dell'opera. Oltre a quelli già citati non possiamo fare a meno di segnalare l'IA dei nemici poco sviluppata che non richiede l'elaborazione di particolari strategie di combattimento (basta avere a disposizione l'elementale giusto), la mappa limitatamente esplorabile (che segna gli spostamenti tramite un semplice cursore) la mancanza di un sitema di lock-on, e cosi via. Piccoli problemi che sebbene presi singolarmanete non pregiudichino la qualità dell'esperienza ludica, sommati gli uni a gli altri abbbassano notevolmente il valore del prodotto. In definitiva un titolo indubbiamente accattivante ma di nicchia capace di rivolgersi ad un pubblico ben definito e con determinati gusti.

Sintesi

Devil Summoner soffre di vari difetti a livello strutturale, che possono essere percepiti come piccoli o grandi a seconda che vi aspettiate un gioco normale, un titolo di nicchia, o l’ennesimo impegnativo episodio di Shin Megami Tensei. Una maggiore varietà e numero di locazioni, un’avventura più lunga, qualche dialogo extra, più combo a disposizione di Raidou e una maggiore varietà di situazioni e azioni performabili sarebbero state tutte caratteristiche auspicabili. Devil Summoner non ha la pretesa di risultare devastante e distruttivo per la mente e la pazienza del giocatore come i suoi precedenti fratelli maggiori ma così rimane un buon gioco con un'ambientazione e storyline fuori dai soliti schemi (con alcuni colpi di scena e risvolti davvero imprevisti) accompagnato da una buon livello di sfida ma realizzato - nel complesso - un po’ superficialmente. Un titolo particolare ma dall'indubbio fascino.

Altri articoli e recensioni su:

Everyeye.it

Altre informazioni su Devil Summoner: Kuzunoha Raidou



 

NEWSLETTER VIDEOGIOCHI

Iscriviti per ricevere la Newsletter
settimanale di Yahoo! Entertainment