Punteggio7.3/10 |
Sulla Ps2 le avventure a sfondo horror comunemente conosciute col termine survival horror abbondano come le rondini a primavera. Dalla serie di Resident Evil (Outbreak e presto il 4) a Silent Hill a Project Zero, passando per i single Cold Fear e Obscure, praticamente tutte le software house più famose hanno proposto al pubblico la loro personalissima visione di questo genere, con risultati non sempre esaltanti. Tuttavia è innegabile il fatto che il survival susciti un fascino talmente enorme fra gli sviluppatori, e non solo dal punto di vista economico visti i potenziali guadagni derivanti dalle vendite, al punto da spingere anche i più insospettabili team a produrne almeno uno. Come nel caso di From Software, pronta a cimentarsi nellimpresa con questo Kuon.
Conosciuti e apprezzati dai più grazie ai loro strategici dedicati ai robottoni e agli sparatutto a scorrimento, i creatori dellottimo Armored Core si presentano al pubblico con questo titolo che sembra fare il verso ad altre produzioni del genere, dalle atmosfere di Project Zero alle creature e allazione di Silent Hill 4. Siamo nel Giappone feudale del 1100, durante il periodo Heiankyo. Una notte come tante altre, nella villa appartenente ad un signorotto locale, qualcosa di terribile stà per verificarsi. Luomo viene svegliato dalle sinistre litanie che alcuni bambini stanno cantando in giardino. Incuriosito, il padrone di casa si alza e decide di andare a dare unocchiata, cadendo però vittima di una inquietante figura femminile (avete presente la classica donna pallida e dai lunghi capelli corvini della tradizione horror giapponese?) che da li a poco si rivelerà essere uno spettro. Massacrato lo sfortunato signorotto, la donna trascina il suo cadavere fino ad una stanza allinterno della quale laspettano due bimbe. Li lo spettro getta il corpo della vittima dentro ad un grosso cesto e vi si infila a sua volta richiudendo il coperchio dietro di se. Poi è il silenzio. Poco tempo dopo un noto esorcista locale giunge sul posto per indagare sui fatti avvenuti nella magione, ma anche lui sparisce nel nulla. Ed è a questo punto che entriamo in scena noi
Utsuki e Sakuya
Nei panni di due giovani fanciulle, che controlleremo a turno in due distinte fasi di gioco, dovremo esplorare lenorme edificio ed i suoi dintorni nel tentativo di scacciare le forze del male presenti in loco e liberare, se possibile, coloro che sono stati catturati dagli spettri. Il gioco si divide in tre capitoli principali differenti, il che significa che saremo costretti a ripercorrere lo stesso cammino più volte in modo da poter vivere appieno lesperienza delle protagoniste e scoprire tutti i segreti che si celano nella magione. Utsuki è la protagonista della fase Ying (Capitolo della luce), ed è la figlia dellesorcista scomparso, che giunge alla villa insieme alla sorella Kureha alla ricerca del padre, mentre Sakuya è quella della fase Yang (Capitolo dell'oscurità). La ragazza è una discepola proprio del prete scomparso e giungerà sul posto accompagnata da un gruppo di apprendisti per purificare la magione e i suoi abitanti. Una volta portati a termine questi due capitoli principali potremo sbloccare ed affrontare la terza fase, quella chiamata appunto Kuon, da cui il titolo del gioco, che servirà a concludere e raccordare lintera vicenda. Questa sezione di gioco vedrà per protagonista Seimei, di cui però preferiamo non rivelarvi nessun particolare per non rovinarvi la sorpresa.
Fantasmi
Kuon deve molto, per meccanica di gioco e ambientazioni, a Project Zero, più che a qualsiasi altro survival horror. Come nel titolo Tecmo dovremo esplorare grandi aree cupe ed angoscianti, illuminate a malapena dalla fioca luce della lanterna che abbiamo in dotazione, facendo attenzione a non perderci e alle sagome minacciose degli esseri che ci spiano nellombra. Scopo finale è, ovviamente, come accennato precedentemente quello di liberare la magione ed eventualmente qualcuno degli individui scomparsi al suo interno, dalle forze del male, risolvendo degli enigmi atti a proseguire nella nostra ricerca e affrontando numerosi spettri e creature della notte che ci sbarreranno la strada. Per far ciò le nostre due amiche non avranno in dotazione un armamentario alla Jill Valentine o una incredibile macchina fotografica dai poteri extraterreni, in fondo siamo in pieno Giappone feudale, bensì solo la forza dei loro incantesimi. Attraverso lausilio di particolari talismani, le due pulzelle possono invocare delle creature buone dallaldilà in grado di aiutarci durante i combattimenti, oppure lanciare degli attacchi magici. Ad essere sinceri cè da dire che qualche arma bianca in realtà la si può usare. Esplorando i giardini e la villa si possono trovare coltelli e affini, ma essendo questi troppo poco efficaci contro la maggior parte dei mostri, sono i poteri magici di cui sopra il miglior rimedio contro i nemici.
Un occhio a Project Zero, un altro a Clock Tower...
Che Kuon sia un purpurrì di titoli analoghi lo dimostra anche la presenza di un elemento tipico di un altro gioco: la Panic meter di Clock Tower 3 (e del suo gemello Haunting Ground). Utsuki e Sakuya, infatti, non sono certo due Rambo (e meno male diciamo noi!) per cui ogni qual volta si troveranno di fronte troppi nemici e di conseguenza non riusciranno a tenervi testa, cadranno in uno stato di panico totale. Una apposita barra indicatrice si riempirà velocemente e solo la fuga o la meditazione riusciranno a calmare le cose. Durante questa fase, però, sarete purtroppo facili bersagli delle entità maligne per cui è opportuno cercare, se possibile, un rifugio sicuro prima, anche se è dura in certi frangenti anche solo provare a scappare. Per questo motivo, oltre che per incrementare la tensione nel videogiocatore, il ritmo di gioco di Kuon è principalmente lento, pensato per offrire unapproccio soft alla fase esplorativa. Per evitare di attirare lattenzione di spettri e affini che infestano le stanze, e sfuggire quindi alle situazioni sopra descritte di panico, oltre che per non lasciarsi alle spalle indizi o oggetti preziosi visto che le aree da controllare sono molto buie ed è facile perdersi se si procede correndo, magari non scorgendo un sentiero o un' entrata secondaria.
Atmosfera da incubo
Il comparto grafico è senzaltro una delle cose meglio riuscite del gioco. Le ambientazioni sono molto curate e dettagliate, nonostante loscurità permanente in alcune aree agevoli certamente il lavoro dellengine. Ogni locazione presenta delle texture di discreta fattura, a tratti di livello eccelso, e dei modelli poligonali ben strutturati. Peccato siano un tantino ripetitivi. Anche i personaggi sono esteticamente molto curati e caratterizzati, coi loro vestiti depoca parecchio studiati e i loro volti ben modellati. Unico neo forse il fatto che quando i Pg parlano nelle scene di intermezzo, realizzate con lo stesso motore grafico del gioco, non muovono le labbra!! Forse per via di poteri telepatici? In fondo sono o non sono delle ragazze speciali? Diverso il discorso per quanto riguarda i mostri. Mentre alcuni spettri sono piuttosto dettagliati e possono vantare un character design notevole, quasi interamente ispirato alle creature della tradizione giapponese (fantasmi e mostri), altri "esseri" appaiono fuori luogo, realizzati con pochi poligoni, poco curati quasi fossero stati inseriti a forza nel gioco allultimo istante per far numero. La colonna sonora invece, fa appieno il proprio dovere: le musiche sono datmosfera e sottolineano degnamente le varie fasi di gioco, con degli alti quando avviene unimprovvisa apparizione tali da farvi sobbalzare sulla sedia ancor prima di vedere chi o cosa vi si è parata davanti.