Punteggio7 su 10/10 |
Originariamente nato da una costola di Deus Ex, Project: Snowblind è poi diventato, nel corso del suo sviluppo, un titolo dotato di propria personalità, allontanandosi dalla scomoda nomea di mero spin-off. Ciò nonostante, il prodotto Eidos non nasconde alcuni punti di contatto col proprio illustre ispiratore, quali il setting futuristico, lo scenario di guerriglia urbana e soprattutto la presenza di un protagonista ciberneticamente modificato. Similitudini che comunque si limitano ad un piano di sostanziale contorno, dato che questo Project: Snowblind è a tutti gli effetti un FPS decisamente orientato allazione. Vediamo ora se gli sviluppatori di Crystal Dynamics sono stati in grado di dar luce ad un titolo in grado di spiccare allinterno di un genere altamente concorrenziale.
Freddo come un cyborg
Project: Snowblind mette lutente nei panni di Nathan Frost (uno dei protagonisti più generici e meno ispirati che ci sia capitato di vedere in questi ultimi tempi), super-soldato incaricato di porre fine ai distruttivi piani di un gruppo armato cinese nellaffascinante scenario di una Hong Kong del 2065. Come accennato, il corpo del prode Frost è stato potenziato da innesti cibernetici in grado di fornirgli peculiari abilità sul campo di battaglia, aspetto questo che costituisce a tutti gli effetti il punto focale dellintera produzione Eidos. Cinque sono i poteri acquisibili progressivamente nel corso dellavventura, il cui utilizzo comporta lassorbimento di una determinata quantità di bioenergia, rimpinguabile a seguito della raccolta di peculiari item. Il giocatore ha quindi la possibilità di affiancare ai mezzi blastatori più classici alcune abilità speciali che permettono di scorgere i nemici attraverso i muri, di rallentare il tempo in stile bullet-time, di crearsi attorno uno scudo impenetrabile, di rendersi invisibili o ancora di scatenare un attacco elettrico. Per quanto indubbiamente intriganti, le abilità speciali di Nathan Frost si rivelano in fin dei conti troppo poco incisive nelleconomia di gioco: salvo alcune (rare) occasioni nelle quali si è sostanzialmente costretti ad usufruirne, tendono infatti a venire surclassate nel corso dellavventura dal semplice dispiegamento delle armi da fuoco convenzionali. Allo stessa maniera delle armi secondarie (granate, flashbang, scudi provvisori et simila), dunque, lutilizzo di tali opzioni offensive è semplicemente troppo lento e macchinoso per essere preferito a qualche colpo di fucile ben assestato. Si può intravedere già da questo singolo elemento il limite più grosso di Project: Snowblind, rappresentato da una mancanza di equilibrio che pervade lintera produzione Eidos. Oltre allaspetto citato, vanno inseriti in questambito la bassa utilità di una corposa parte dellequipaggiamento fornito allutente (su tutti una sorta di pallida replica della Gravity Gun di Half-Life 2) e la decisa superiorità in termini di efficacia di un paio di armi rispetto a tutte le altre, il cui inevitabile destino è quello di giacere inutilizzate; va segnalata poi la presenza di inappropriate sezioni stealth (che peraltro possono essere tranquillamente affrontate ad armi spiegate senza che cambi poco o nulla), e loccasione sprecata in merito alla possibilità di pilotare veicoli o controllare torrette, divagazione sfruttata pochissimo nel corso del gioco. Insomma, Project: Snowblind è un titolo che pecca di equilibrio in quanto alcuni elementi del gameplay ne adombrano palesemente altri, riducendo lo spettro di opportunità ludiche concesso allutente. Ciò non significa che il titolo Crystal Dynamics sia un brutto gioco, anzi: semplicemente, con una maggiore cura sarebbe potuto arrivare molto più in alto.
Lotta dura senza paura
Lavventura single player di Project: Snowblind scorre nonostante tutto in maniera fluida, offrendo al giocatore una serie di stage ben differenziati e decisamente accattivanti, in grado di coinvolgere anche i fruitori di FPS più navigati. Complice anche un livello di difficoltà mediamente basso, però, portare a termine la modalità principale del prodotto Eidos non richiede che poche sessioni di gioco. Fortunatamente a sopperire parzialmente a questa mancanza interviene il multiplayer online, forte di una serie di modalità basate su Deathmatch, Capture The Flag e rispettive variazioni sul tema, nonché di un set di arene ampie e ben strutturate. Di certo non sarà il miglior FPS fruibile in rete, ma comunque Project: Snowblind gioca bene le sue carte in questo ambito. Torna invece in ballo il discorso relativo allo scarso equilibrio del titolo Crystal Dynamics per quanto riguarda la realizzazione grafica del gioco, che presenta un contrasto piuttosto stridente tra la qualità delle ambientazioni e quella dei modelli poligonali umani. Sotto il primo aspetto, nulla da ridire: gli scenari che ospitano le sparatorie paiono dettagliati e curati, caratterizzati da un gustoso stile che unisce sapientemente elementi della tradizione paesaggistica cinese con futuribili strutture hi-tech. La modellazione del protagonista e di nemici ed alleati desta invece più di qualche perplessità, non solo a livello di design (come detto, tra i più insipidi della storia recente) ma pure in merito alle animazioni, piuttosto legnose e ripetitive specialmente in occasione delle uccisioni dei nemici. Nota di merito invece per gli effetti speciali che segnalano lattivazione di unabilità speciale o che accompagnano lutilizzo di alcune armi, davvero ben fatti. Sul fronte sonoro, Project Snowblind presenta infine una buona scelta di tracce audio e un discreto doppiaggio, mentre gli effetti sonori fanno il proprio dovere senza stupire. Tirando le somme, non si può certo dire che il titolo Crystal Dynamics sia un FPS poco riuscito: anzi, specialmente alle battute iniziali è difficile negargli unindubbia capacità di coinvolgimento del giocatore e una discreta presentazione globale. Ciò nonostante, Project: Snowblind fallisce nel tentativo di presentarsi come unesperienza ludica diversa dal solito, infarcendo il proprio gameplay di elementi interessanti ma fin troppo fragili, che finiscono inevitabilmente per cadere e lasciare spazio ad una struttura di gioco piuttosto convenzionale.