Punteggio4.5/10 |
I videogiochi e il ruolo dei genitori
Rule of rose è forse il gioco più conosciuto dallopinione pubblica negli ultimi anni. Purtroppo non per i propri meriti, ma per i contenuti: alcune scene scabrose, presenti nel gioco ma mal interpretate, lo hanno infatti portato agli onori della cronaca italiana, guadagnandosi titoli TV e persino una copertina di un noto periodico. I videogiochi si sono quindi trovati per lennesima sotto accusa, colpevoli di portare bambini e adolescenti alluso smodato e sconsiderato della violenza presenti in titoli criticati come Mortal Kombat, Grand Theft Auto e Rule of Rose per lappunto. In questo si caso, i titoli dei giornali inneggiavano un gioco dove bisognava seppellire vive le bambine sotto terra per vincere. Una gran falsità, visto che nel suddetto titolo la scena incriminata altro non è che il trasporto di Jennifer, la ragazzina protagonista, in una cassa di legno da un giardino a un casolare abbandonato. Il gioco quindi, essendo un survival horror sulla scia di Silent Hill e Resident Evil, fa sì leva sulla violenza e sul terrore, ma assolutamente non nei termini unpolitically correct usati dai media. Nonostante ciò, molti uomini di stato e di chiesa hanno alzato la voce chiedendo alle autorità di istituire un autorità di controllo per salvaguardare la salute dei più piccoli. Tralasciando i soliti discorsi sulleffettiva e presunta capacità dei videogiochi di deviare o meno la psiche infantile, mi pare doveroso esprimere la mia opinione personale e sottolineare come lorgano di controllo più efficace e produttivo sarebbe quello esercitato dai genitori, e non dalla legge. Sono loro a fornire il denaro per lacquisto dei videogiochi ed è nelle loro case che i figli giocano: chi meglio di queste persone può interessarsi delle attività ludiche della propria progenie, salvaguardandoli da immagini e scene che potrebbero influenzare il proprio sviluppo?
Qualunque cosa venga detta, Rule of Rose rimane un videogioco apparso su ps2 pochi giorni fa. Dopo una piccola premessa, questa recensione prende in analisi i consueti aspetti tecnici e contenutistici del titolo, tralasciando le reazioni suscitate nella società italiana.
C'era una volta...
Come in una favola, lintreccio di Rule of Rose segue uno schema narrativo malinconico, infantile, quasi romantico che mischia elementi di orrore e gioco in qualsiasi suo aspetto. Basta notare il menu di gioco, disegnato da una mano incerta con un gesso su una lavagnetta, oppure i vari enigmi, guidati da disegni colorati e vivaci tipici dei bambini. Ogni livello è suddiviso da storielle o filastrocche, di una semplicità quasi inquietante che spesso portano a fini tragiche. Se a ciò aggiungiamo che Jennifer, protagonista del videogioco, non è uneroina bensì una ragazzina fragile e indifesa, possiamo capire come il titolo punti a creare nel videogiocatore una continua sensazione di irrequietezza e attesa, che purtroppo non sfocia mai in vero e proprio terrore. I balzi sulla sedia, infatti, sono merce assai rara: gli sviluppatori del team Punchline hanno preferito indurre sensazioni durature, anziché effimeri spaventi. Emozioni che rimangono a lungo, come quelle vissute durante la nostra infanzia. Uninfanzia spesso rivissuta dal videogiocatore in molti suoi aspetti attraverso le schermate di questo gioco.
In Rule of Rose vestiremo i panni di Jennifer, una ragazzina che viene spedita allorfanotrofio Giardino della Rosa, dopo la morte dei propri genitori in un incidente. Dopo pochi minuti dedicati allesplorazione delledificio presente in mezzo al bosco, Jennifer comprenderà ben presto come i suoi compagni non siano dei bambini propriamente raccomandabili. Il club degli Aristocratici della Matita Rossa non è un semplice gioco infantile, bensì un vero e proprio ritrovo volto a sbeffeggiare i bambini più deboli
in questo caso, Jennifer. La protagonista viene quindi rapita e trasportata in una specie di balena volante, un fantasioso dirigibile. In questo luogo la ragazzina dovrà destreggiarsi tra enigmi e grattacapi per rispettare il volere degli Aristocratici, raccogliendo oggetti e compiendo alcuni incarichi. Il tutto sotto una coltre di mistero che porterà Jennifer a difendersi da creature oscure e le machiavelliche cospirazioni dei suoi nuovi compagni di gioco.
Se son rose, fioriranno
Un'interessante particolarità di Rule of Rose è data dalla presenza di Brown, il cane di Jennifer. Grazie a lui, ogni oggetto può rivelarsi unimportante fonte di informazioni: basterà farglielo annusare per scatenare la sua caccia ad eventuali strumenti correlati. In caso di bisogno, ad esempio, basterà mostrargli una scatola di caramelle per avviare la ricerca di gustosi dolci in grado di ristabilire la nostra salute. Lunica pecca è data dalleccessiva semplicità derivata da questo sistema: nella maggior parte dei casi, la risoluzione di un enigma si limita ad un annusa-cerca qualche volta troppo ripetitivo.
Come si può dedurre dalla trama, Rule of Rose ci trasporta in un immaginario onirico e surreale legato allinfanzia. Il concetto di innocenza in questo caso è fuori luogo: i bambini si mostrano malvagi, quasi crudeli, in grado di commettere ogni tipo di scempiaggine. È forse questo laspetto più affascinante del gioco: una trama ricca di spunti interessanti, dal fascino particolare di questi bambini in un contesto così alternativo. Le ambientazioni, ricche di tinte scure, rafforzano questa sensazione: ambienti solitamente allegri come saloni e camere da letto vengono rese in modo grigio, quasi anonimo. Gli unici elementi colorati appartengono agli enigmi, dove vedremo disegnati sulle pareti coloriti uccelli o daremo la caccia a variopinte farfalle. La maggior parte dei puzzles presenti nel gioco sono però mal progettati: molto spesso ci troveremo a fronteggiare situazioni del tutto assurde. Basti un esempio: nelle prime fasi di gioco, ci troveremo di fronte ad unapertura coperta da una tela in stoffa. Nonostante il coltello di Jennifer, non potremo lacerarla. Bisognerà attendere lintervento di Brown, che con un abile mossa sfilerà la copertura permettendo laccesso.
La grafica, sia in game che nei filmati FMV, è di ottima qualità, ma il character design non è purtroppo allaltezza del rivale Silent Hill: i nemici e i boss sono scarsamente ispirati, non riuscendo a suscitare quel terrore psicologico tipico del design Konami.
Dal punto di vista del suono, Rule of Rose è una graditissima sorpresa: le musiche del gioco sono molto suggestive, basate sulluso di archi e pianoforte. Lespressione sonora si allinea quindi perfettamente a quella data dai pixel su schermo, in un crescendo di malinconia e tristezza. Il doppiaggio inglese è inoltre curato, in grado di caratterizzare con precisione il profilo psicologico (spesso complicato) dei protagonisti delle vicende.
Ma tutte le rose hanno le proprie spine...
La prima ora di gioco di Rule of Rose è ottima: trama interessante e suggestiva, sonoro e grafica allaltezza, ritmo forse un po lento ma comunque buono. Il più gran difetto del titolo appare al momento del nostro primo combattimento, dove avremo in dotazione una forchetta (per poi ottenere in seguito tubi, coltelli e infine una pistola). In questo frangente, la giocabilità è a dir poco scadente: il sistema di collisioni è semplicemente mediocre, e spesso ci troveremo ad attaccare
laria senza riuscire a toccare lavversario. LIA dei nemici è inesistente, e nel 90% delle situazioni potremo sfuggire alle grinfie degli avversari semplicemente schivando i loro movimenti. Durante i conflitti inoltre, un nostro colpo verrà rappresentato su schermo da uno schizzo di sangue dalla qualità a dir poco scadente. Un effetto grafico trash che mal si addice allatmosfera sopra citata. I combattimenti sono quindi il tallone di Achille del titolo, vero e proprio difetto che vi porterà a odiare qualsiasi scontro diretto con nemici o boss.
La longevità si attesta sulle 10-12 ore; un dato piuttosto scarso, risollevato parzialmente dalla presenza di due finali, uno buono ed uno cattivo che potrebbero spingere lutente a rigiocare lavventura. Il condizionale è dobbligo, visto che uneventuale seconda partita è consigliata solo ai masochisti o ai veri amanti del survival horror: limbarazzante sistema di combattimento costringerà tutti gli altri a dedicarsi a qualcosaltro.
Rule of Rose è tecnicamente quasi ineccepibile: un reparto sonoro di alta qualità e un comparto grafico ottimo sia in game che nei filmati FMV fanno da cornice ad una trama suggestiva, ricca di elementi infantili che la rendono ancor più misteriosa e affascinante. La presenza del cane Brown inoltre, introduce un interessante elemento di ricerca per enigmi e prosieguo dell’avventura di Jennifer. Purtroppo, l’atmosfera per tutto il corso del gioco rimane malinconica senza alcun picco adrenalinico di paura, anche per lo scarno design di nemici e boss. Ma la vera pecca del titolo colpisce la giocabilità, specie nel sistema di combattimento, afflitto da difetti macroscopici: sistema di collisioni pietoso, IA inesistente, stile fuori luogo. Una vera e propria piaga per un titolo così interessante, almeno dal punto di vista tecnico e contenutistico. La longevità, limitata alla decina di ore, non aiuta la situazione. Rule of Rose è quindi dedicato a chi ama il genere survival horror o a chi è disposto a soprassedere sulla giocabilità del titolo in favore della trama: per tutti gli altri, sarebbe meglio provare per qualche minuto il gioco prima di un eventuale acquisto.