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Suikoden V

Recensione
Piattaforma:
Playstation 2
Genere:
RPG
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Suikoden V

Punteggio

8/10

Suikoden V

Recall
Sono poche le serie di videogames la cui sopravvivenza supera il decennio.
Tra queste sono ancora meno quelle che riescono a mantenere costante un alto standard qualitativo durante tale lasso di tempo.
Suikoden, serie di RPG di punta della Konami, purtroppo non è tra queste.
Dopo il secondo, stupendo episodio, molti fan hanno cominciato ad allontanarsi, delusi da alcuni aspetti di una saga che sembrava essersi definitivamente impantanata con il mediocre, quarto capitolo.
L’annuncio dell’uscita di un nuovo episodio della serie subito dopo il malcontento causato dall’insuccesso di Suikoden IV, accompagnato dalle rassicuranti promesse di un “ritorno alle origini” da parte dei programmatori avevano sollevato i cuori dei fan, fiduciosi nell’avvento di un RPG che fosse degno di riportare in alto il vessillo dell’infinita storia delle 108 stelle del destino.
E’ arrivato per quei fan e per tutti gli appassionati di RPG giapponesi il momento di scoprire se Konami ha mantenuto le sue promesse.

The Sun, Dawn and Twilight
Giocare con le linee temporali e la continuità di una serie può essere pericoloso, ma se c’è una cosa che Konami ha saputo dimostrare con Suikoden è proprio l’abilità nell’incastrare alla perfezione eventi irrisolti tra un capitolo e l’altro, giocando sapientemente con flashback e riferimenti, ed ambientando i vari giochi in periodi storici diversi.
In molti, ad esempio, ricorderanno uno dei personaggi opzionali ottenibili in Suikoden II, il misterioso Georg Prime. Indagando sul suo passato era possibile scoprire il suo coinvolgimento in un’evento storico molto importante del mondo di Suikoden, ovvero la rivoluzione nel regno di Falena in cui sangue reale fu versato.
Proprio questo sarà l’evento centrale delle vicende di Suikoden V (ambientato dunque tra il quarto e il primo capitolo). Il florido regno di Falena, un matriarcato governato con saggezza dalla regina Arshetat, vive un periodo di instabilità a causa di alcuni moti rivoltosi.
Arshetat decide di mettere a tacere la rivolta facendo uso della Sun Rune, una potentissima runa magica tramandata nella famiglia reale in grado di radere al suolo un’intero continente soltanto grazie alla forza di volontà del proprio portatore.
Nei panni del principe primogenito toccherà a noi districarci in una trama fitta di misteri e tradimenti, in cui saremo chiamati valutare attentamente se fidarci dei membri della famiglia reale ed a raccogliere i frutti del gesto estremo perpetrato da nostra madre.
I veterani di Suikoden si accorgeranno dopo pochissime ore di gioco che i programmatori hanno tratto forte ispirazione proprio da Suikoden II per questo quinto capitolo.
Gli ambienti ciclopici, l’aspetto cosmetico ed anche alcuni tocchi nella sceneggiatura mostrano subito una certa somiglianza con l’episodio più amato.
Questo non è assolutamente un deterrente, e spinge anzi il gioco su dei binari che entro breve tempo ne decretano la riuscita sotto molteplici aspetti.
La trama nasce e si sviluppa in un lento inizio, introducendo un’enormità di eventi e personaggi, creando un background di vicende che improvvisamente esplodono in un fragore di colpi di scena. E all’improvviso, poco prima dello scoccare della decima ora di gioco ci si trova liberi a vagare per il mondo: fuggiaschi in cerca di alleati.

Game On!
Suikoden V si presenta come il più classico dei giochi di ruolo di stampo orientale.
Una volta dato il nome al protagonista, si alterneranno fasi narrative più o meno marcate e parti dedicate al combattimento e all’esplorazione.
Che vi troviate in una città, un dungeon o sulla mappa del mondo (completamente esplorabile, fa il suo gradito ritorno dopo due capitoli di ingiustificabile assenza), potrete muovervi agilmente utilizzando la croce direzionale o lo stick analogico sinistro, scelta consigliata in quanto potrete passare comodamente dalla corsa alla camminata in base al grado di inclinazione. Premendo gli appositi tasti potrete dialogare con i passanti, occasionalmente fare delle scelte durante i dialoghi, esaminare oggetti di particolare rilevanza ed infine entrare nel classico menu, ove potrete gestire il vostro party, controllarne le statistiche ed accedere alla schermata delle opzioni di gioco.
Ogni personaggio può equipaggiare un gran numero di categorie di oggetti, calzari, armature, elmetti, accessori e via dicendo. Questi potranno essere acquisiti comprandoli dai mercanti sparsi nelle varie città, esplorando dungeon oppure ottenuti come bottino dai combattimenti. Purtroppo la gestione degli equipaggiamenti da menu è leggermente confusionaria e macchinosa, ma per fortuna i programmatori hanno inserito un opzione per dotare automaticamente i vostri personaggi degli oggetti migliori, possibilità che in moltissimi casi vi risparmierà inutili perdite di tempo e il fastidio di navigare in un’interfaccia non propriamente perfetta.
Il discorso migliora per quanto concerne l’equipiaggiamento delle magie, che i personaggi ottengono fissando delle rune magiche alla mano destra, sinistra oppure alla testa.
Ogni runa magica conferisce un numero variabile di poteri speciali ai protagonisti, che possono essere abilità passive (come la capacità di restitere agli status alterati oppure il graduale guadagno degli HP), oppure veri e propri incantesimi offensivi o difensivi.
Ciascun personaggio possiede infine un’arma che non potrete cambiare nel corso dell’avventura. Fruendo dei servigi dei fabbri che si trovano nelle città, però, sarà possibile temprarle per migliorarne le prestazioni in modo da aumentare il danno inflitto in combattimento.
In modo vagamente simile a quanto visto in Suikoden III, potrete acquistare e potenziare alcune abilità per personalizzare il vostro party. Ogni membro potrà equipaggiare due “skill” che conferiranno vari tipi di bonus, come ad esempio un miglioramento della capacità di evasione degli attacchi, un’aumento della frequenza dei critici e via dicendo.
All’inizio questo sistema di personalizzazione potrebbe sembrare piuttosto limitato, ma proseguendo nell’avventura si renderanno disponibili skill sempre più potenti che permetteranno di migliorare sensibilmente le performance dei nostri combattenti.

The Sound of Scorched Earth
La grafica di Suikoden V sprizza personalità da ogni poligono. Merito dei personaggi, realizzati in maniera impeccabile, ottimamente caratterizzati ed animati (specie in combattimento). Con un roster di personalità così ampio, è lecito aspettarsi una certa varietà. Uno dei temi portanti di Suikoden è l’unione di diverse etnie che combattono per sconfiggere un male comune, e questo aspetto è valorizzato da una cura per la costumistica e gli atteggiamenti non solo dei personaggi principali, ma anche dei comuni cittadini e delle stesse aree di gioco.
Che si tratti di una città desertica e desolata, una roccaforte medievaleggiante o una capitale dallo stile orientale, i programmatori hanno svolto un buon lavoro nella resa degli ambienti.
Malgrado lo sforzo di diversificarli, però, a volte un’eccessiva presenza di spazi ampi inutilizzati e di texture troppo generiche ne minano l’originalità.
In battaglia i personaggi si muoveranno agilmente, sconfiggendo mostri (non troppo diversificati a dire il vero) con attacchi di vario genere, tutti accompagnati da buoni effetti grafici. Lasciano spesso a desiderare gli attacchi magici, troppo semplici e troppo simili tra loro.
Raramente, nel caso in cui lo schermo sia troppo affollato di poligoni, il gioco subisce una lieve perdita di frame, che non procura troppi fastidi al giocatore. Al contrario può risultare fastidiosa la lentezza di alcuni caricamenti, soprattutto quelli tra le scene non interattive e quelli prima dei combattimenti.
Com’era lecito aspettarsi, l’accompagnamento di questo quinto Suikoden è di ottimo livello.
La colonna sonora è ricca di pezzi stupendi che riescono a ricreare alla perfezione l’amosfera del gioco, e si sposano con l’ambientazione variegata. Spesso, in punti particolari del gioco, motivi provenienti dai capitoli precedenti faranno capolino, lasciando piacevolmente colpiti i giocatori più nostalgici (fantastica la musica dei combattimenti di Suikoden IV in uno scontro contro alcuni pirati).
Durante i combattimenti e in molte scene animate, i dialoghi dei personaggi sono doppiati in inglese. Con un cast così vasto era inevitabile che il risultato fosse altalenante (alcuni doppiatori svolgono un ottimo lavoro, alcuni altri invece sono poco azzeccati con il personaggio a cui donano la voce) ma ci si può in generale ritenere soddisfatti di questa aggiunta, che conferisce una dimensione in più al gioco.
Chiudono la quadratura gli impeccabili effetti sonori del caso: spadate, rumore dei passi e di colpi energetici sono sempre presenti e svolgono eccellentemente il loro compito.

Time of Confrontation
Come in ogni RPG che si rispetti, anche in Suikoden V passerete molto tempo scontrandovi con gli avversari più disparati.
Normalmente dovrete gestire le azioni dei sei personaggi di cui fa parte il vostro gruppo, nel tipico sistema di combattimento scandito da rigidi turni. Oltre ad attaccare, usare incantesimi o oggetti, potrete anche scambiare uno dei personaggi con uno in riserva (potrete portare fino a quattro compagni extra che vi seguiranno nel vostro “entourage”), convincere gli avversari a lasciarvi andare corrompendoli con il vil denaro o sferrare un attacco di gruppo che coinvolgerà due o più personaggi.
Una delle novità introdotte in questo quinto capitolo sono le Formazioni.
Il party sarà schierato in battaglia secondo una formazione precisa, scelta dal giocatore tra quelle disponibili. Ognuna di esse fornisce dei bonus e dei malus al party, e sfruttandoli e combinandoli con determinati tipi di personaggi, rune ed abilità è possibile creare interessanti combinazioni.
Peccato che per quanto ci si ingegni nel creare strategie stimolanti, il livello degli scontri resti sempre troppo facile, complice la velocità a cui i personaggi salgono di livello. Vi basterà mandare l’intero gruppo alla carica per vincere la maggior parte dei combattimenti senza alcuna difficoltà.
Rispettando la tradizione della saga, in alcuni precisi punti della trama vi troverete ad utilizzare altri due diversi motori di combattimento: uno per i combattimenti uno contro uno, ed un altro per le battaglie tra eserciti.
Il primo vi metterà al comando di un singolo personaggio contro un avversario. I due antagonisti si osserveranno brevemente, e poi si scontreranno: a questo punto il giocatore sceglierà se attaccare, difendere oppure eseguire una mossa speciale. A decretare il successo della vostra scelta sarà un meccanismo semplicissimo, simile al gioco della morra cinese, in cui l’attacco vince contro la difesa, che vince contro la mossa speciale. Potrete prevedere le mosse dell’avversario in base a ciò che dirà prima di colpire, e rispondendo prontamente con la giusta mossa. Malgrado l’elevata semplicità, questi combattimenti risultano gradevoli, complice l’esecuzione grafica estrosa e l’ottima regia.
Le Battaglie tra eserciti avverranno questa volta sotto forma di un semplicistico strategico in tempo reale. Muoverete un certo numero di truppe divise per categoria (arcieri, fanti e truppe pesanti) su una mappa. Per vincere dovrete soddisfare gli obiettivi posti dal vostro stratega di fiducia.


Sharing Fate Together
Tra i vari marchi di fabbrica della serie targata Konami, il più importante è sicuramente la possibilità di allearvi con oltre 108 personaggi differenti: le 108 stelle del destino, che popoleranno la vostra fortezza personale.
Alcuni di questi si limiteranno ad aggiungere opzioni di gioco, come la possibilità di customizzare effetti sonori e grafica dei menu, altri vi daranno la possibilità di investigare sul passato di amici e nemici, oppure vi permetteranno di accedere ad una libreria piena di preziose informazioni.
Altri ancora invece scenderanno in battaglia e combatteranno al vostro fianco.
Anche se in alcuni casi li incontrerete sulla vostra strada, non tutti questi personaggi si schiereranno dalla parte del giocatore. Dovrete sovente convincerli portando a termine alcune quest opzionali.
I programmatori hanno posto moltissima enfasi nel processo di reclutamento di questi personaggi. Nei capitoli precedenti bastava nella maggiorparte dei casi scovarli nei loro nascondigli soddisfando il giusto requisito o rispondendo correttamente ad una domanda, ma questa volta anche il più abile dei giocatori dovrà sudare le famigerate sette camicie per trovarli tutti.
Per tutte le stelle del destino, infatti, dovrete svolgere dei compiti spesso molto complessi.
Una buona percentuale dei personaggi bonus infatti, non si comporterà alla classica maniera dei PNG che aspettano l’arrivo del protagonista per far qualcosa, ma sarà coinvolto in un numero di sottotrame che dovrete seguire con attenzione, e che si intersecheranno alle vicende principali.
Esplorando con attenzione, vi imbatterete più volte in questi soggetti, e se sarete abili e sarete capaci di prevederne i movimenti riuscirete infine a convincerli ad unirsi alla vostra armata.
La cura dedicata alla fase di reclutamento si riflette anche nella caratterizzazione dei personaggi: salvo pochissimi casi, essi avranno una missione personale da svolgere, e saranno legati a loro volta ai background di altre stelle del destino.
L’impresa di scovarli tutti si rivela un’esperienza memorabile soprattutto per il modo in cui viene arricchita la trama del variopinto mondo di Suikoden. Non mancheranno infatti riferimenti ad eventi passati e futuri e gradevolissimi ritorni.
Il titolo presenta inoltre alcuni bivi nella trama e divesi finali, che spingeranno sicuramente i giocatori più curiosi a rigiocarlo più volte per poterne apprezzare la storia in tutte le sue sfaccettature.

Sintesi

Suikoden V è un ottimo RPG. La trama è molto curata, e grazie al numero irraggiungibile di personaggi memorabili e ad una buona dose di colpi di scena regala emozioni come raramente un gioco del genere riusciva a fare da tempo. Il motore grafico svolge tutto sommato in modo più che degno il suo lavoro, facendo mostra di ambienti ampi e piuttosto dettagliati, semplici ma efficaci, e di personaggi ottimamente disegnati ed animati. L’unico problema che affligge il titolo Konami è la lentezza dei caricamenti che, assieme all’elevata frequenza degli incontri casuali potrebbe snervare i giocatori meno pazienti. Fortunatamente, invece, a sopperire all’eccessiva facilità dei combattimenti, c’è il grandissimo numero di missioni collaterali che mantengono alto il grado di sfida di un gioco che si piazza comunque con tranquillità tra i maggiori esponenti del settore. Malgrado si tratti del quinto capitolo (escludendo gli immancabili spin-off) di una saga che è ormai presente sul mercato da molti anni, Suikoden V è perfettamente fruibile anche da chi non ha mai giocato uno dei titoli della celebre saga Konami. Coloro i quali vi si avvicinano per la prima volta resteranno sicuramente stupiti dalla sua complessità e dal suo carisma, mentre i fan storici rimarranno senz’altro soddisfatti: questo quinto episodio decreta incontestabilmente che le 108 stelle del destino sono tornate a brillare nel firmamento videoludico.

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