Punteggio6/10 |
Ritorno al passato
Che i picchiaduro 2D, vero è proprio fenomeno di massa allepoca dei 16 bit, stiano ormai scivolando nelloblio è un dato di fatto. Tuttavia anche se lontani dai dati vendita dei fratelli maggiori tridimensionali, questi reperti del passato stanno riscuotendo un discreto successo come genere di nicchia ed è proprio a quel pubblico di appassionati che questo nuovo The King of Figters Neo Wave, ennesimo ripescaggio tratto dagli archivi di SNK Playmore, si rivolge.
Una saga immortale
Come sempre per il marchio "KOF" si parla di un picchiaduro a incontri in arene chiuse inquadrato lateralmente e in gran parte realizzato con la tipica grafica bitmap (quindi bidimensionale). Gli innesti 3D, puramente scenografici, si ritrovano nei fondali ricreati a poligoni (affiancati ancora da elementi 2D) e sempre ispirati al materiale della versione coin-op, che invece usava sfondi disegnati a mano. Nelle opzioni si può tornare, comunque, alla scelta dell'originale Arcade, decidere la colorazione del nostro personaggio, il tipo di colonna sonora e se filtrare (molto superficialmente) la grafica per ridurre le scalettature.
Per quanto riguarda il gioco, Playmore ha scomodato addirittura la Atomiswave, promettendo rivoluzioni in ambito grafico, e invece la cruda realtà ci porta a un ripescaggio di personaggi già visti nelle passate edizioni della saga. Un vero e proprio "copia e incolla" dagli episodi precedenti. The King Of Fighters Neowave, più che essere una celebrazione del classico (è noto che non si tratta di un capitolo regolare della serie, bensì di uno spin off) è la riesumazione forzata di meccaniche di gioco abusate e un pò stantie alle quali si sommano personaggi (basati sugli stereotipi del genere di appartenenza) e stili che, per quanto belli a vedersi, si riciclano senza pudore. E' anche vero che Playmore ha provveduto all'inserimento di sfondi completamente tridimensionali (come già accennato) e in alta risoluzione, giustificando il passaggio a un hardware più potente, e a una selezione di personaggi incredibilmente estesa.
Parliamo di oltre 40 lottatori provenienti da tutti i precedenti episodi della serie; anche se alla fine molti di essi risulteranno solo versioni alternative di altri personaggi base. Ma considerando le aspettative che erano venute a crearsi, Neowave non è ciò che ci si attendeva dalla nuova SNK targata Playmore.
Tradizione ad ogni costo
Prima di cominciare a combattere ci sarà concesso di operare delle scelte per indirizzare il gameplay su stili di lotta differenti. Il Guard Break, per dire, consente un bloccaggio praticamente totale degli attacchi avversari, e se operato sposterà le dinamiche di scontro verso un punto di vista difensivo. La modalità Max ripropone invece la possibilità di caricare "manualmente" la barra delle super, consentendo l'esecuzione della Desperation Move quando l'energia volge ai suoi limiti. Il Super Cancel, che è anche la modalità di gioco più interessante, produce infine delle varianti di attacco nella cancellazione di alcuni attacchi già eseguiti, con l'intento di sbilanciare la guardia avversaria. E per il resto è il solito King Of Fighters. La strategia non manca, sia nei tempi che negli approcci del combattimento, e sebbene si noti un sensibile sbilanciamento potenziale in favore di alcuni personaggi, complessivamente si potranno ottenere ottimi risultati con una qualsiasi delle squadre presenti.
Il problema maggiore di Neowave è la sua totale assenza di innovazione: dopo nove episodi era quantomeno lecito aspettarsi, se non uno stravolgimento, una rielaborazione dei protagonisti (similmente a quanto offerto da Namco nelle sue saghe), visto che ancora una volta tutte le mosse, e le relative combinazioni per ottenerle, sono la trasposizione di quanto offerto dagli ultimi episodi apparsi su piattaforma Neo Geo.
Arcade perfect
Come era già accaduto per le conversioni dei vari Guilty Gear di Sammy, Playstation 2 dimostra di poter sostenere tranquillamente un porting da hardware Naomi/Atomiswave. La conversione ripropone tutto il coin op senza tagli, mostrando lalta risoluzione degli sfondi in tutta la magnificenza degli effetti di illuminazione, dei movimenti prospettici e delle animazioni di background. Il tutto supportato da caricamenti tutto sommato molto veloci. Egregia la realizzazione sonora, vagamente underground, che segue lo stile musicale già percorso da King Of Fighters 2003.
Purtroppo la modalità di gioco on line, prevista per il mercato giapponese, non è stata riproposta qui in Europa, privando i potenziali acquirenti di quello che sarebbe stato un notevole incentivo ludico. La longevità va quindi misurata sulla base delle opzioni di gioco off line, che sono quelle classiche dei picchiaduro a incontri. In single player il divertimento risulta assai limitato; il titolo infatti si rivela godibile e divertente se fruito in compagnia. Certo, ci vorrà del tempo per assimilare tutte le mosse dei quaranta personaggi, ma è una questione che riguarda i soli neo-acquirenti, perchè per tutti coloro che già sono a conoscenza delle meccaniche della saga non vi sarà nulla da imparare ad esclusione delle nuove tecniche di attacco poc'anzi elencate.
E' questo il limite di Neowave. Sono queste le motivazioni che limitano, e parecchio, una produzione potenzialmente in grado di affascinare, ma di fatto carente sia per il riciclaggio occorso nella rappresentazione estetica dei personaggi, sia per la congenita mancanza di spunti di interesse. Non un titolo da buttare, per carità, ma un prodotto di nicchia in grado di soddisfare le esigenze di un determinato pubblico.
The King of fighters è dichiaratamente un prodotto di nicchia. Se siete appassionati della saga e dei picchiaduro ad incontri 2D dategli un occhiata, potreste aver trovato il prodotto che fa per voi. Tutti gli altri è meglio ne stiano alla larga. Dedicato solo a chi da anni vuole conoscere King of Fighters e non ha mai potuto farlo o a chi cerca un discreto picchiaduro 2D, avendo un budget di spesa tutto sommato ridotto.