Lost Planet 2
Solo dieci anni separano la conclusione delle turbolente vicissitudini del prode Wayne Gale, protagonista del primo Lost Planet, dallinizio di questa seconda iterazione del brand. Un arco di tempo relativamente breve che impallidisce se paragonato al ciclo vitale di un intero pianeta (sappiamo bene che cambiamenti climatici radicali, almeno sulla nostra bella Terra, richiedono diversi milioni di anni) ma sufficiente, su E.D.N. III, a determinare tanto il repentino scioglimento dei ghiacci quanto la fugace scomparsa delle candide lande innevate che ne caratterizzavano morfologia e struttura. Profonda ed inaspettata, levoluzione del mondo di gioco non sarà tuttavia lunica novità presente in Lost Planet 2, ma, sorprendentemente, nemmeno quella più eclatante.
Design occidentale
Innanzitutto, distaccandosi dai canoni tipici delle produzioni nipponiche, i game designers di Capcom hanno deciso di proporre allutenza unesperienza di stampo prettamente occidentale, nettamente focalizzata sulla componente multiplayer, privata, per loccasione, della straordinaria caratterizzazione a cui la software house ci ha da sempre abituati. Questa tendenza era nellaria già da diversi mesi, lo stesso Jun Takeuchi aveva recentemente palesato la volontà di arricchire una formula ludica nata e cresciuta in pieno Sol Levante con stilemi ormai considerati occidentali, ispirati soprattutto a titoli del calibro del frenetico Call of Duty o del maestoso Gears of War.
Abbandonato il vecchio protagonista, in questo seguito sarà possibile modellare a piacimento un nuovo personaggio virtuale, merito ovviamente delleditor messo a punto dagli sviluppatori, articolato in diverse sezioni ma solo discretamente variegato: la creazione dellavatar si compone di cinque fasi principali, che vanno dallelaborazione di capo e busto fino alle gambe o allabbigliamento. Ognuna delle zone presenta, inizialmente, solo una decina di opzioni di personalizzazione, tuttavia, progredendo nellavventura, completando obiettivi e portando a termine gli incarichi più disparati sarà possibile sbloccare tuttuna serie di accessori e caratteristiche inedite.
Malgrado a prima vista possano risultare decisamente anonimi, lintroduzione di questi nuovi protagonisti ha reso possibile un sensibile ampliamento degli orizzonti narrativi dellopera, proiettando il giocatore allinterno di una vera e propria guerra tra fazioni volta allapprovvigionamento dellormai celebre TEng (particolare energia termica latente nelle profondità del pianeta). Grande attenzione sarà infine riposta nel bilanciamento tra le quattro diverse classi darma utilizzabili, ma anche per quanto concerne le granate, presenti in numerose tipologie.
I fantastici quattro
Lost Planet 2 si prefigge di perfezionare e rifinire lesperienza offerta dal primo episodio della serie, andando a limare tuttuna serie dimperfezioni relative alla formula base ed arricchendo il tutto con inedite dinamiche cooperative. Vero fiore allocchiello della produzione targata Capcom, la possibilità dintraprendere la campagna principale sia in singolo che in coop (fino a quattro giocatori) risulta sicuramente gradita: gli sviluppatori, non a caso, stanno lavorando al fine dincentivare meccaniche che necessitino un minimo di coordinazione reciproca. Ad esempio, è stato recentemente annunciato un sistema che suddividerà ogni missione in piccoli sotto-stage, in questo modo sarà possibile snellire e velocizzare lingresso in partita di eventuali alleati umani.
Piuttosto simile a quella già osservata nel predecessore, la mappatura dei controlli sul joypad appare decisamente più efficace che in passato: gli scontri a fuoco rappresenteranno, come di consueto, il vero e proprio fulcro dellazione, lenergia termica posseduta dal singolo potrà essere condivisa con i compagni ed infine, sulla falsariga del filone action di questa generazione, verrà implementato un sistema di coperture basato sullutilizzo dimponenti scudi metallici.
Non mancheranno, inoltre, momenti topici al limite dellestremo, spesso coincidenti con lentrata in scena dei coriacei boss che sarete chiamati ad affrontare, ma non disperate, esattamente come nel primo capitolo sarà possibile dileguarsi raggiungendo posizioni sopraelevate tramite rampino. I combattimenti potranno essere condotti tanto a piedi quanto alla guida dei classici mezzi di locomozione, oppure pilotando inedite varianti dei Vital Suit, esoscheletri meccanici in grado di arrecare ingenti danni allaberrazione di turno. A proposito di mostruosità, è interessante notare come i programmatori abbiano incrementato lintelligenza artificiale alla base degli Akrid (le creature che popolano E.D.N. III), adesso in grado di reagire dinamicamente alle sollecitazioni dellutenza, applicando si i medesimi pattern dattacco, ma comportandosi, a seconda della situazione, in maniera completamente autonoma.
Dulcis in fundo, ogni duello potrà essere portato a compimento secondo diverse strade: andando nello specifico, lenorme salamandra resa celebre dai trailers rilasciati poteva essere abbattuta sia da distanze ravvicinate, tramite l'utilizzo di artiglieria pesante, sia lentamente dalla distanza sia facendosi letteralmente ingoiare per devastarla dallinterno (Marcus Fenix docet).
Tecnicamente estremo
Onirico, disarmante, bellissimo da vedere. Pochi aggettivi che tuttavia riassumono perfettamente le caratteristiche del comparto tecnico di cui Lost Planet 2 potrà fregiarsi.
Il dirompente cambio di location pare aver esaltato le peculiarità dellMT Framework 2.0, nuovo motore grafico proprietario di Capcom, adesso in grado di regalarci panorami incredibilmente affascinanti, figli dellutilizzo sapiente di una palette cromatica mai così vasta e variegata. Questi spazieranno da bianchi orizzonti opachi fino a rosseggianti tramonti di fuoco, da classiche lande innevate a verdi foreste, da istallazioni industriali ad interi nuclei urbani diroccati.
In particolare, il motore di gioco si è reso protagonista della gestione della fitta vegetazione della foresta, in cui ogni filo derba, albero o cespuglio sembrava godere di vita propria, muovendosi e contorcendosi a seconda della forza del vento. Sicuramente dimpatto gli effetti particellari implementati, ma nulla se rapportati alle strabilianti textures che ammantano scenari e nemici, incredibilmente realistici.
Il potenziale a disposizione, considerando limportanza del gioco, è molto elevato e le speranze di poter beneficiare di un titolo di spessore sono altrettanto elevate, sarà il tempo a dire quanto le promesse iniziali saranno state mantenute.






