WarHawk
Chi di rumor ferisce...
La notizia di una versione next-generation dellacclamato Warhawk per PsOne è ormai vecchia di due anni. Il fugace filmato mostrato durante lE3 2005, seguito da un trailer maggiormente esaustivo presentato quattro mesi dopo al TGS, è stato solamente linizio di una lunga serie di rumors e dibattiti, parzialmente screditati solo un anno dopo, in occasione delle stesse manifestazioni che li avevano visti nascere. Lapprossimarsi della data di rilascio americana rende pressoché doveroso un intervento chiarificatore volto a dissipare ogni dubbio sulla promettente creazione Incognito (War of the Monsters, Twisted Metal: Black ecc.) non tanto per la notorietà di cui gode il franchise ma per la fondata certezza di trovarsi di fronte ad un titolo che farà la felicità di tutti coloro che sceglieranno di acquistare una Playstation 3.
...di smentite perisce!
La demo testata durante la Press Conference Sony (E3 2006) annunciava un prodotto dalla struttura ludica ambivalente, fondata sulla promessa di una coinvolgente avventura singola affiancata da una solida componente multigiocatore.
Pare tuttavia che la diffusa predilezione del grande pubblico per il gioco di massa, abbia spinto gli sviluppatori ad abbandonare la concezione iniziale per garantire la piena e totale soddisfazione dellutenza attraverso unesperienza online di primordine. Linaspettata conseguenza di questa riflessione ha recentemente trovato conferma in una intervista rilasciata dal direttore del progetto, Dylan Jobe, il quale ha rivelato che Warhawk sarà un titolo giocabile esclusivamente in rete, giustificando la soppressione della modalità single-player con la volontà di creare un prodotto qualitativamente superiore.
Giusta o sbagliata che sia, questa intuizione non solo dimostra una reale attenzione alle esigenze di mercato ma rispetta in pieno quella che ormai è diventata una caratteristica irrinunciabile dei videogames di nuova generazione, il multiplayer.
In termini concreti, la scelta di Incognito si traduce nella possibilità di prendere parte ad un vasto conflitto futuristico nel quale potranno sfidarsi in contemporanea fino ad un massimo di 32 giocatori pienamente supportati da un collegamento VOIP. Le venticinque mappe disponibili, diverse a seconda del pianeta in cui si svolge lazione, faranno da sfondo ai frenetici scontri a fuoco a bordo di velivoli (gli Hawk, appunto) e di mezzi dassalto terrestri (carri armati, jeep ecc.) oppure offriranno punti di riparo quando non avrete altra scelta che muovervi a piedi. In ogni caso, saranno disseminati lungo le location degli oggetti contenenti potenziamenti, armi e munizioni che dovrete raccogliere al fine di sopravvivere allinferno di missili, proiettili e granate a cui sarete sottoposti. Stando alle informazioni, però, la preponderanza di ogni singola sfumatura del gameplay sarà influenzata dalle inclinazioni belliche e strategiche dellutente il quale, potrà partecipare alla missione come soldato della fanteria, avanzando a piccoli passi sul campo di battaglia e muovendosi furtivamente tra stanze e torrette di controllo finchè non avrà occasione di impossessarsi di un mezzo aereo o terrestre. Se da un lato questa notizia rappresenta un notevole passo avanti verso un riconoscimento sempre maggiore della libertà del giocatore, dallaltro mette in risalto una delle questioni più spinose legate a questa produzione: il sistema di controllo.
Contrariamente a quanto sostenevano alcuni, non ci sarà nessuna forzatura nellutilizzo dei sensori di movimento del Sixaxis: il gran numero di aggiustamenti applicabili alla calibrazione del sistema di controllo lascerà scegliere al giocatore quale sarà il settaggio più consono alle proprie esigenze. Questo non toglie, tuttavia, la possibilità di impiegare le nuove funzionalità del controller Sony in manovre di battaglia più immediate come, ad esempio, schivare un missile, agganciare un bersaglio o addirittura selezionare larma desiderata. Non potendo ancora manifestare giudizi sulla effettiva godibilità di un control system apparentemente complesso e ben bilanciato, possiamo solamente auspicare una buona dose di difficoltà nel raggiungimento della piena padronanza dei vari mezzi i quali, a quanto sembra, saranno manovrabili in maniera totalmente diversa luno dallaltro.
Buone nuove dal fronte occidentale
Garantire unesperienza multiplayer completamente appagante significa anche concedere una grande personalizzazione del proprio alter-ego virtuale. Questo Incognito lo sa bene e per soddisfare appieno la necessità di creare unidentità univoca e definita metterà a disposizione dei giocatori un grandissimo quantitativo di opzioni per rendere unico il proprio personaggio. Struttura corporea, tonalità di pelle, modello e colore delle uniformi, decalcomanie (più di 256 tipi); persino gli Hawk potranno essere modificati in base ai gusti e alle preferenze di chi si metterà alla cabina di pilotaggio con una discrezionalità che andrà dalla scelta della texture al colore dello scafo. Segni distintivi ancor più gratificanti saranno invece quelli che guadagnerete in base alle 2500 voci statistiche (nemici uccisi, padronanza di un certo tipo di arma ecc.) promesse dagli sviluppatori le quali, saranno ben visibili agli occhi dei vostri nemici/amici sotto forma di medaglie, gradi e nastri per poi confluire nel voto finale del giocatore.
Ad ogni modo, laspetto che più colpisce di Warhawk non risiede nellautonomia creativa o nella vasta gamma di armi utilizzabile negli scontri (missili radiocomandati, fucili di precisione, lanciafiamme, mitragliatrici, pistole, granate, lanciarazzi, armi ad elettricità: cè né veramente per tutti i gusti) ma nella possibilità di creare un server di gioco direttamente sulla console. Chiunque possegga una Ps3 e una copia del gioco sarà in grado di ospitare partite sulla propria macchina o riservare il proprio server, protetto da password, solamente agli utenti di un certo clan, con tanto di voti e statistiche finali per ogni giocatore. Assieme alle classiche modalità Deathmatch, Team Deatmatch e Capture the Flag, Incognito ha voluto aggiungere un tocco di originalità introducendone una meno consueta, Zone Combat, basata sulle regole dellantichissimo gioco da tavola cinese Go in cui si posizionano le proprie pedine su una griglia che definisce i confini del territorio e si cerca di respingere linvasione nemica; con lo stesso principio, i giocatori dovranno trovare e conquistare delle piccole basi sparse sul terreno di gioco ottenendo dei bonus ogni tot di postazioni soggiogate. Altra caratteristica di grande rilievo è costituita dalla modalità On Demand Split Screenche consente tramite la pressione del tasto start di dividere in due lo schermo in modo da evitare, ove possibile, di ricorrere allimpiego di un secondo monitor per poter giocare assieme ad un amico fisicamente vicino a voi.









