Punteggio7.0/10 |
NellAprile del 2006, sul sito ufficiale del promettente studente californiano Jenova Chen, fu pubblicato flOw. Si trattava di unapplicazione in Flash sviluppata come parte della tesi di laurea di Chen: un piccolo gioco in cui, attraversando digitali oceani policromi, il giocatore doveva condurre una serie di creature nel profondo degli abissi cacciando vari organismi per far evolvere il proprio.
Il successo di flOw ebbe pochi precedenti (ricordiamo forse solo quellAlien Homind che fu poi pubblicato su GBA, Ps2 e Xbox). Linsperata fortuna fu merito soprattutto di un design essenziale ma complesso, di unatmosfera in cui luce, colore, forma e suono concorrevano a formare una scena dal fascino irresistibile.
Esattamente un mese dopo il rilascio della versione Flash, fu annunciato ufficialmente che flOw sarebbe diventato uno dei titoli del Playstation Store di Ps3. Già disponibile da qualche tempo sulla piattaforma online americana, il gioco è presente nelle liste europee già al lancio della neonata console Sony.
Come per la sua incarnazione ridotta, flOw Ps3 è un prodotto particolare. Si allontana molto dalla concezione classica di Videogame, ed è piuttosto unesperienza visiva e sonora, continua e mutevole, giocata sulla bontà del design e sulla semplicità. Per divertirsi con flOw non serve un impegno assiduo, unattenzione marcata, ma solo un raffinato senso del gusto e la curiosità di scoprire le evoluzioni visive di tutte le creature.
Le prime fasi mettono il giocatore nei panni di un minuscolo essere intento a nuotare pacatamente negli strati meno profondi di un mare azzurrognolo. Inclinando il Sixasis ed agendo su uno qualsiasi dei tasti della pulsantiera frontale lutente può direzionare la creatura e farle eseguire un piccolo sprint. Così comincia un viaggio particolarissimo, diretto verso profondità oscure ed inesplorate: cibandosi di inermi creature laggressivo verme marino comincia a crescere, mutare, assumere la sua forma definitiva. Mangiando un essere particolare sarà in grado di immergersi in uno strato più profondo per cercare altro cibo. Per ogni boccone, oltre allaumento di complessità dellimpalpabile struttura scheletrale, la creatura emetterà un suono, in una catena di anelli colorati e note musicali immersa nella calma degli abissi. Cominceranno poi i primi problemi: creature ostili, decise a difendere la loro posizione allinterno della catena alimentare. Le strane danze per la sopravvivenza, il truce balletto visivo e sonoro, saranno momenti in grado di rapire i sensi e lattenzione. flOw è poco più di questo: è uno sfogo artistico mescolato con meccaniche di gioco elementari, e la sua efficacia è strettamente connessa al risultato sensoriale piuttosto che al grado di sfida, allefficacia delle meccaniche.
Giunti al termine degli abissi, il gioco ricomincia dal principio, con una nuova creatura. Le sei disponibili (delle quali lultima nuota nel mare dei crediti, in cui si leggono cioè i nomi dei responsabili del progetto) mutano leggermente per caratteristiche: la seconda, piuttosto che eseguire uno scatto, ruoterà velocemente per risucchiare in un piccolo vortice tutti i microrganismi vicini; unaltra sarà in grado di paralizzare gli avversari. Ma queste piccolezze poco contano nelleconomia del gioco: la varietà, in flOw, è tutta visiva. Lutente è spinto a proseguire dalla bellezza delle forme, dalla complessità delle architetture biologiche, che si svela ad ogni step evolutivo.
Chi cerca un titolo convenzionale, un gioco impegnativo, è avvertito: flOw vuol essere tuttaltro: un viaggio senza rischi (la creatura non può morire, viene solo riportata allo stato di fluido superiore), un vagare continuo alla scoperta di nuovi colori e forme inattese.
Il gioco, per altro, non dura molto. Basta un pomeriggio per navigare attraverso la storia di tutte le sei creature. Ovviamente al giocatore è data la possibilità di esplorare nuovamente le acque di flOw con ognuno degli esseri protagonisti (dal menù di pausa, un grande strato vuoto in cui la creatura continua a nuotare, è possibile tornare alla selezione iniziale mangiando un particolare organismo). Ed è tuttavia improbabile che possiate gustare il gioco continuativamente: piuttosto troverete piacere nel riscoprirlo di tanto in tanto, o nel condividerlo con qualche amico (è possibile il multiplayer cooperativo per 4 persone).
Visivamente flOw è unesperienza artistica fra le più belle che ricordiamo. Abbandonata la semplicità della sua controparte in Flash, la versione Ps3 è un tripudio si forme e colori. Ogni schermata è suggestiva, affascinante, una composizione in movimento. Non aspettatevi comunque unestrema complessità visiva: il design di flOw resta volutamente minimalista, anche se quanto mai efficace. Purtroppo alcuni problemi di ottimizzazione (inspiegabili, a dire il vero), fanno sì che si assista a sporadici rallentamenti. Citiamo il supporto per la risoluzione 1080p, che tuttavia si mostra in questo caso non così influente (per godere appieno della bellezza di flOw sono sufficienti le altre risoluzioni HD).
A differenza degli altri titoli sviluppati appositamente per Playstation Network (e ci riferiamo soprattutto a Blast Factor), il comparto sonoro di flOw è assai curato. La precisione cristallina con cui vengono riprodotte le campionature, il rumore di fondo dei movimenti marini, le note pure e semplici che si sovrastano e si accumulano, se ascoltate con un buon impianto completano a dovere questa particolare esperienza.
flOw non è un videogioco nel vero senso della parola. È un prodotto atipico, un guizzo d’espressività in grado di stimolare l’interesse dell’utente e di accompagnarlo in un popoloso mare della tranquillità. Sappiamo bene che un prodotto del genere avrà vita dura, e probabilmente scarso successo, ma se l’idea stimola anche solo appena la vostra curiosità, dategli un’occasione. Provate anche subito la versione Flash, per farvi un’idea: su Ps3 il gioco mostra un design estremamente più complesso e affascinante, un numero di creature maggiore (con diverse routine comportamentali), ed un sistema di controllo basato sul Tilt Sensor (davvero ben riuscito, sebbene un po’ ostico nelle prime fasi). Considerato il prezzo irrisorio, crediamo davvero che flOw meriti di popolare gli Hard Disk di molte Ps3. Di nuovo, è un titolo particolare, fuori dagli schemi, che trova la sua ragion d’essere solo nella bellezza visiva, acustica, e nella sua capacità di stimolare continuamente il giocatore con nuove forme e colori. Se siete in grado di capire tutto questo, non lasciatevelo scappare. Altrimenti, il Playstation Network ha certo qualcos’altro che fa per voi.