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MotorStorm

Recensione
Piattaforma:
PS3
Genere:
Racing
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MotorStorm

Punteggio

7.5/10

MotorStorm

Le cose cambiano..
Durante l’E3 2005, quando il progetto Ps3 si svelò ufficialmente al mondo, un’entusiasmante “Rolling Demo” promise un pieno, esaltante e totale sovvertimento del mondo videoludico. Oltre alle prodezze tecniche di un inesistente Killzone 2, all’epoca furono mostrati alcuni nuovi Brand; fra essi spiccavano Motorstorm e "I-8" (progetto che poi si è evoluto in quel Resistance che oggi conosciamo). In particolare il racing game di Evolution Studio fece notevole scalpore: la simulata visuale “in game” dall’interno dell’abitacolo, il fango e la moltitudine di mezzi a darsi battaglia sugli sterrati riarsi dal sole, erano in grado di far sognare una nuova frontiera dell’intrattenimento a qualsiasi giocatore. Il tempo è passato, utenti e sviluppatori hanno preso contatto con questa nuova generazione di macchine, e da entrambi le parti le aspettative si sono ridotte non poco. Motorstorm è oggi molto distante dal quel “concetto trasformato in computer grafica”, eppure è proprio da quel supposto design strutturale che il titolo scaturisce, tentando di tracciare una nuova via d’interpretazione per il racing game di stampo arcade. Mantenuti quindi i buoni propositi, i creativi del team di sviluppo hanno dunque confezionato un prodotto con evidentissimi pregi, fra i più interessanti nella prima Line Up di Ps3.
Molte strade, un solo risultato...
Motorstorm è un titolo totalmente arcade, ambientato nell'assolata Monument Valley, in cui un manipolo di piloti si confronta in competizioni adrenaliniche, in cui balzi fuori misura, aderenze incongrue e ampie concessioni all’uso di un non meglio specificato “Turbo” sono all'ordine del giorno.
Le particolarità del prodotto consistono in un gameplay scheletrico ed oltremodo essenziale, e nell’esaltazione del rapporto fra design dei circuiti e tipologie di veicoli. Il titolo Evolution Studio, difatti, gode non poco di una saggia strutturazione delle piste, poliedriche e multiformi, che si lasciano “interpretare” in molteplici maniere dagli improvvisati piloti di ATV, motocicli e Pick Up da sterrato. Ogni categoria di mezzi a disposizione del giocatore è caratterizzata da una sua particolare “fisicità”, piuttosto che da un sistema di guida davvero diverso: alla fine la gestione di accelerazioni e frenate (deputata ai trigger dorsali), o l’utilizzo più o meno parco del Turbo (tasto X) mutano proprio in virtù della reattività dei mezzi, della loro massa e della loro predisposizione alle sollecitazioni. Essere alla guida di veicoli agili e leggeri, capaci di brusche virate e frenate improvvise, o d’altro canto trovarsi a pilotare pesanti autocarri dalla robusta mole, cambia del tutto l’approccio al gioco. I tracciati sono infatti zeppi di vie alternative, scorciatoie, trampolini, strettoie, che tendono ad indirizzare le scelte dell’utente e la sua attenzione. Da un lato i mezzi più “agili” potranno dedicarsi ad una guida spericolata e spettacolare, tentando di imboccare le vie sopraelevate o di sfruttare le rampe per saltare oltre gli avversari più lenti, dall’altro le vetture pesanti dovranno ricercare un procedere più equilibrato e meno dinamico, accontentandosi di imporsi a forza durante gli scontri diretti, facendosi largo con travolgente irruenza e senza paura di accusare le spinte laterali dei concorrenti. Le sette classi di veicoli sono uno spettro piuttosto completo e ben bilanciato, e se l’esaltazione degli estremi (motociclette da cross e motrici da tir) permette di capire la diversità d’approccio, è grazie alla presenza di interessanti vie di mezzo che Motorstorm si caratterizza come un prodotto davvero dinamico. Sono proprio le reazioni inerziali, lo scatto in accelerazione, le prestazioni in curva che influenzano il comportamento del pilota, e ogni categoria richiede di affrontare le piste in maniera davvero diversa. E’ forse la volontà di porre l’accento su questo aspetto del gioco che limita fortemente le possibilità espressive di Motorstorm. La sola modalità in Single Player, infatti, è inchiodata ad un procedere lineare di gara in gara, e nella maggioranza dei casi la scelta della vettura da utilizzare non è libera. Si tratta di un lungo “tour” che obbliga l’utente a provare diversi approcci, “esplorando” tutte le possibilità del titolo ed “inquadrando” gli otto tracciati disponibili da tutte le angolazioni possibili. E’ un sistema perfetto per portare alla luce il pregio principale del prodotto, ma in certi casi frustrante. L’assenza di una modalità “Quick Race”, di una qualsiasi opzione per il multiplayer offline, rendono infatti Motorstorm dannatamente limitato. Non certo poco gratificante in termini di sfida: completare tutti i tracciati richiede un impegno certosino nello studio delle piste ed una buona adattabilità al modello di guida di tutti i mezzi, e la tenacia degli avversari controllati dall’IA completa il quadro restituendo un Racing Game di non facile compimento. Eppure del tutto inadatto a permanere per molto nel Tray della console e nel cuore degli utenti.
Sembra che tutto il comparto Single Player di Motorstorm sia un “tutorial esteso” finalizzato alla preparazione del giocatore per quello che è il suo cuore pulsante: la modalità online.

Alla conquista di Monument Valley
Già durante i primi passi sui server dedicati, Motorstorm cambia letteralmente faccia. Le gare in rete assumono i toni di una sfida all’ “ultimo fango”, in cui gli utenti possono specializzarsi nella guida del loro mezzo preferito ed esprimere il loro potenziale di piloti in erba. Competere con 11 avversari umani e trovarsi di fronte a quasi tutte le categorie di veicoli che il titolo propone muta radicalmente l’esperienza di gioco: le scelte che in precedenza erano soltanto “di comodo”, cioè la ricerca di vie alternative, o la malvagità delle “sportellate”, in rete diventano unico mezzo per primeggiare.
La qualità del servizio è eccellente: i server stabili, la fluidità garantita. Le stanze sono piuttosto “popolose”, non è difficile trovare partite da giocare o utenti che prendano parte alle competizioni da noi organizzate. La presenza di una chat vocale rende semplice la comunicazione con gli amici, mentre la presenza di una serie di classifiche ufficiali spinge l’utente a dare il meglio di sé più di quanto non faccia l’esile modalità offline.
Purtroppo dopo qualche giorno l’entusiasmo cala non poco: anche in rete il numero di opzioni di gara è ridotto ad una sola possibilità: la sfida uno contro tutti. Il prodotto Evolution Studio avrebbe potuto mostrarsi più brillante: magari organizzare competizioni basate sul numero di incidenti causati (divise per categorie), o ancora permettere di gestire piccoli tornei. Comunque dare la possibilità di scambiarsi replay o tempi migliori in un’ipotetica modalità “Time Trial”. Invece anche in questo caso Motorstorm è vittima di un confezionamento affrettato, e di una cura piuttosto scarsa nei confronti di quelle che sono le necessità degli utenti moderni. Un’occasione mancata.

Chiassoso e corposo
A livello tecnico siamo di fronte ad una delle migliori realizzazioni per la nuova macchina di casa Sony.
La qualità delle modellazioni poligonali è molto buona, e soprattutto il dinamismo con cui i veicoli si sporcano, perdono mezzi e subiscono danni più o meno ingenti alla carrozzeria contribuisce a creare un colpo d’occhio piuttosto gradevole. La texturizzazione dei materiali che compongono i tracciati è altalenante: rocce, fango, timidi spiazzi erbosi pronti ad essere violati dalle ruote dei mostri a motore si lasciano ammirare dimostrando nuovamente una marcata attenzione alla caratterizzazione delle piste (persino cromaticamente, nonostante il Leit Motiv canyonistico, i tracciati non stancano). Eppure alcuni “sample” risultano pessimi: i margini rocciosi dei percorsi sono resi in maniera eccellente, i colori e le riflessioni della melma che ricopre i tracciati ottime, ma l’erba è ancora molto primitiva. Sulla pista sono molti gli elementi dinamici: non solo le scie degli pneumatici creano avvallamenti e dossi, ma anche qualche struttura solida (cataste di rottami, automobili, cartelloni) può essere travolta dai concorrenti e gettata sul percorso. Sfortunatamente questo aspetto non influenza così marcatamente (come nelle promesse dei designer) lo svolgimento della gara, giocata, come sottolineato ove dovuto, sulle differenze di fisicità dei mezzi.
L’illuminazione ambientale è gestita in maniera discreta: le gare si svolgeranno in diversi momenti della giornata, tutti ben caratterizzati (molto divertente giocare “in notturna”). Non aspettatevi però prodezze nella gestione delle ombre: data la natura veloce e frenetica del titolo il team di sviluppo sembra aver volutamente tralasciato questo aspetto.
La fluidità è garantita nella quasi totalità di situazioni: un risultato per certi versi impressionante, data la mole di oggetti visualizzati in contemporanea su schermo. L’assenza di particolari difetti (forse un motion blur in certi casi troppi invasivo) conclude un quadro tecnico di buon livello: un risultato discreto per la prima generazione di software, che già dimostra come l’architettura di Ps3 si concentri molto sulla gestione di Texture in alta definizione (l’aspetto migliore del comparto visivo).
A livello sonoro Motorstorm propone delle ottime campionature: gli effetti sovrastano la nutrita tracklist di stampo Punk-Rock, molto adeguata al contesto ludico. Il rombo dei motori e il suono degli schianti compone una “scena acustica” perfettamente integrata e ottimamente realizzata.

Sintesi

Motorstorm ha un gameplay potenzialmente molto interessante. Sebbene non tutte le promesse del team di sviluppo siano state mantenute (soprattutto l’influenza degli elementi dinamici in pista sullo svolgimento della gara), il progetto Evolution studio presenta una concezione di fondo più che buona. Grazie ad un design dei tracciati davvero lodevole, ad una gamma di veicoli molto diversi tra loro, ad un sistema di gioco semplice, Motorstorm pone l’accento sul suo essere poliedrico, e concentra l’attenzione dell’utente sulla comprensione di sette diversi stili di guida, impegnandolo non poco e –d’altro canto- gratificandolo per i suoi sforzi. Per alcuni versi l’idea alla base del titolo risulta persino innovativa, capace di stabilire nuovi equilibri all’interno dei racing game di stampo arcade. Eppure, proprio quando il team ha dimostrato d’aver imboccato la giusta strada, sembra che abbia deciso di non premere l’acceleratore per raggiungere il traguardo: la presenza di una sola modalità in singolo, che per altro lascia pochissimo spazio alla libertà decisionale del giocatore, rende l’esperienza Offline di Motorstorm ben poca cosa. Proprio questa “essenzialità”, di riflesso, influenza negativamente la più promettente modalità online: l’attrattiva di competizioni libere “tutti contro tutti” si esaurisce presto, e lo stimolo delle classifiche non sembra bastare per creare una comunità permanente e viva. Avrebbe giovato la possibilità (online e offline) di creare tornei o sfidarsi sul tempo: opzioni canoniche ed irrinunciabili per un gioco di corse. Motorstorm è, in fin dei conti, un buon prodotto, interessante sotto molto punti di vista, ma poverissimo in fatto di contenuti. Indicato per tutti gli amanti dei racing game, comunque gradevole per chi cerca divertimento immediato ed un prodotto che si spinge fuori dai canoni, purtroppo perde l’occasione di trasformarsi in un titolo di rilievo evidente.

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