Dungeons & Dragons: Tactics
La nascita di un mito
Sono passati oltre trenta anni dal freddo gennaio del 1974, quando la genialità di Gary Gygax e Dave Arneson diede alla luce il primo prototipo di Dungeons & Dragons, padre di tutti i giochi di ruolo. Lidea ha dato vita a tutta leditoria legata a questa tipologia di gioco con relative espansioni, raccolte e edizioni speciali create e pubblicate in questi tre decenni. I partecipanti al gioco affrontano così differenti avventure intrise di mistero e fascino, dove relativi manuali e istruzioni controllano i combattimenti, le interazioni sociali e qualunque altra azione eseguibile da ogni personaggio. Ogni razza, ad esempio, avrà le proprie caratteristiche, pregi e difetti, portando così ciascun giocatore ad immedesimarsi profondamente nel proprio character. Il gioco, oltre allenorme business creato attorno a sé, ha contribuito alla diffusione mondiale del genere fantasy, portandolo ai più alti livelli e dando vita anche a materiale correlato come cd, dvd e videogiochi.
Per la prima volta su Playstation Portable appare un titolo collegato a questo mondo fantastico, chiamato Dungeons & Dragons: Tactics. Un inutile artificio digitale o un buon metodo per vivere la strategia del gioco sul noto handheld made in Sony? Scopriamolo in questa anteprima.
A lezione di strategia
Dungeons & Dragons: Tactics, basato sui regolamenti delle guide 3.5, è ambientato in un nuovo reame, differente da Icewind Dale o altri luoghi conosciuti dai fans: nonostante ciò, sarà possibile trovare alcuni elementi di gioco molto familiari a tutti gli aficionados come ad esempio razze, armi e ambientazioni. A tal proposito i giocatori avranno a che fare con stages enormi come castelli, pianure, caverne e quantaltro. Gli sviluppatori del team Kuju Entertainment non hanno previsto mappe in versione mini per una partita breve, ma sarà presente un sistema di salvataggio attivabile ad ogni turno: un modo perfetto per mettere da parte Playstation Portable per qualche ora e ricominciare la battaglia dal punto esatto nel quale la si aveva lasciato. Per chi non volesse sorbirsi le ripetitive ed estenuanti azioni di combattimento, un sistema denominato Chess Mode permetterà di affrontare i turni saltando eventuali cut scenes, con un breve resoconto dei vari duelli
ed un considerevole risparmio del nostro tempo.
Il gioco si presenta, come era prevedibile, sottoforma di RPG strategico in 3D, con le tipiche griglie a suddividere i campi di battaglia per definire spostamenti e attacchi dei giocatori. Dungeon & Dragon Tactics è ricco di combattimenti in cui avremo a che fare con numerosi menu e impostazioni da settare, per avere la meglio. Ogni party è composto da 6 elementi, ognuno dei quali potrà essere guidato da un giocatore diverso nella modalità multiplayer. Gli ambienti di gioco, fondamentali per lesito degli scontri, presentano diverse caratteristiche peculiari: luce dinamica, nebbia e zone completamente buie e oscure (ad esempio, in una caverna illuminata da sole torce). Le ambientazioni offriranno al giocatore alcuni semplici puzzles: di fronte ad un castello, ad esempio, bisognerà istruire i propri arcieri per lanciare un dardo, colpire una corda e far sì che il ponte levatoio venga calato. Lo studio dei vari stages sarà quindi fondamentale, anche graze al sistema di telecamere che sembra essere allaltezza di seguire lazione di duelli e scontri. La rotazione e lo zoom delle stesse sono infatti precisi strumenti per visualizzare il nemico e modellare la migliore strategia per sconfiggerlo o per avanzare nellavventura, ben coadiuvati da una grafica non pulitissima e definita ma comunque sufficiente allo scopo.
L'eterna lotta tra bene e male
Forse uno degli aspetti più affascinanti di Dungeons & Dragons: Tactics è dato dal senso di bene e male che affiora in ogni frangente di gioco. Salvare o non salvare un villaggio circondato da lupi affamati? Questo è il problema. Vi sono vari modi di affrontare missioni e subquest: in base al comportamento nostro e dei nostri personaggi, raggiungeremo pertanto un finale più o meno positivo. Importante sottolineare come sarà possibile creare dal nulla e personalizzare completamente il proprio party curandone l'abbigliamento, l'armamento e l'apprendimento delle tecniche speciali; inoltre sarà possibile scambiare le proprie creazioni via wireless e scaricare materiale aggiuntivo online. Anche senza questa componente "trading" i numeri sono impressionanti: 9 razze diverse e 20 livelli di sviluppo personaggi, circa 40 quest differenti, oltre 200 incantesimi con 9 livelli di potenza (tra i quali uno chiamato Power World Kill!), circa 230 armi (38 tipologie). Il giocatore principiante potrà trovarsi spaesato di fronte a tanti elementi e tante regole, ma vi saranno alcune facilitazioni: oltre al tradizionale tutorial è stata inserita la possibilità di customizzare i menu rendendoli più veloci e efficaci. Il tutto nellambizioso obiettivo di offrire al giocatore 35-40 ore di gioco: un dato notevole, specialmente su una console portatile. Il titolo comunque, rispetto a RPG strategici come Fire Emblem, potrebbe risultare ostico ai più: il semplice movimento del personaggio nelle varie mappe, ad esempio, si scompone in più opzioni quali spiare, perlustrare, intimare un attacco. Viene quindi richiesta una buona dose di volontà nello studiare i vari meccanismi di un gioco di ruolo ampio e dotato di molte caratteristiche.
La modalità multiplayer è strutturata in quattro diverse opzioni: Last Man Standing (una specie di Deathmatch), Dragon Kill (una sfida con queste creature fantasy), Gladiator (combattimento in arena) e Caccia al Tesoro (dove si andrà alla ricerca di qualche bene prezioso in una mappa creata ad hoc). Come già detto, il multiplayer prevede sino a 6 giocatori contemporaneamente, ognuno per ogni membro del party. Nel caso a partita avviata qualcuno dovesse assentarsi, sarà possibile passare il controllo del personaggio alla CPU: le avventure di Dungeons & Dragons, insomma, non finiscono mai.









