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Gunpey Rebirth

Anteprima
Piattaforma:
Playstation Portatile
Genere:
Strategia
Gunpey Rebirth

Gunpey Rebirth

Il puzzle game

Non tutti i titoli entrati a pieno titolo nella storia videoludica godono di grandiose sceneggiature, motori grafici all’avanguardia e budget milionari, come ad esempio Metal Gear Solid, Final Fantasy o Zelda. I cosiddetti puzzle games, giochi basati su enigmi e puzzles per l’appunto, sono infatti spesso basati su una giocabilità semplice e immediata che cattura irrimediabilmente il giocatore. Lo sprono ad avanzar nel gioco non è dato da una trama, bensì dalla crescente difficoltà dei livelli che ci mette alla prova con noi stessi e con le nostre abilità, rendendo questi giochi quasi infiniti a livello di longevità. Pensiamo ad esempio a Tetris, che dopo quasi due decenni viene tuttora giocato su telefonini e emulatori.


Gunpey: Rebirth, riedizione dell’omonimo puzzle game uscito nel 1999 su Wonderswan Color, console portatile poco conosciuta alle nostre latitudini, spera di raccogliere l’eredità dei suoi gloriosi predecessori su Psp e Nintendo DS (le due versioni sono differenti per contenuti e gradi di difficoltà). Ce la farà? Scopriamolo in questa anteprima.

Istruzioni per l'uso
Il gioco, pubblicato da Namco, è sviluppato da Q Entertainment, team di sviluppo presidiato da un certo Tetsuya Mizuguchi. Se questo nome non vi dice nulla, vi basti sapere che ha diretto la creazione di alcuni titoli come Space Channel 5, Rez e più recenti Lumines e Meteos. Sulla carta insomma, una garanzia nel mondo dei puzzle games.
Come spesso capita, la struttura di questo puzzle game è più complicata da spiegare che da giocare: lo schermo viene suddiviso in una griglia trasparente suddivisa in piccoli quadretti. Dal basso appariranno diversi segmenti, che dovremo collegare per creare una linea diretta dalla sinistra della griglia alla sua destra per farla scomparire e ottenere così punti. Per far ciò, avremo a nostra disposizione un cursore costituito da due quadretti messi verticalmente uno sopra l’altro, che ci permetterà di spostare i segmenti sull’asse verticale a nostro piacimento. Nel caso non riuscissimo ad eliminare in tempo i segmenti che andranno così a toccare la cima dello schermo, perderemo la partita.
Ovviamente, per ottenere grossi punteggi dovremo sfruttare appieno questa abilità formando il maggior numero di ramificazioni possibili nelle nostre linee. Ciò libererà lo schermo da eventuali e inutili segmenti e ci permetterà di guadagnare succulenti bonus.
Quello che rende Gunpey speciale nel suo genere è l’esperienza audio-visuale originata dal gioco. Per ogni livello avremo sfondi cromatici e semplici animazioni accompagnati da musiche di vario stile, dalla new age al punk. Lo stile, inconfondibile, ricorda molto i livelli surreali di Rez, in una dimensione dove grafica e suono non sono una distrazione, bensì un completamento del puzzle game. In questo modo il titolo regala non solo soddisfazione per aver superato un livello, ma anche un coinvolgimento totale dei sensi che abbacina e affascina.

Modalità di gioco
Le quattro principali modalità sono le classiche: Quick Start, Single Play, Time Attack e VS Mode (in collegamento Wi-Fi). Nella modalità per singolo giocatore, troviamo ulteriori quattro tipi di gioco: Challenge (dove affrontiamo i livelli con crescente difficoltà per sbloccare tracce musicali e sfondi, oltre 40), Single Skin (dove possiamo giocare sul nostro sfondo preferito), Double Skin (con due sfondi che è possibile intercambiare grazie ai tasti dorsali) e Gunpey 10x10 (la griglia raddoppia le proprie dimensioni, per un gioco più aperto e difficile). I vari settaggi possono variare, ma non rivoluzionare la giocabilità del titolo: quest’ultimo, insomma, alla lunga potrebbe diventare noioso. La possibilità però di rigiocarlo con il medesimo entusiasmo iniziale anche a mesi di distanza dall’acquisto (caratteristica fondamentale per un puzzle game), potrebbe renderlo un titolo da mantenere nella propria collezione. Speriamo che, essendo Gunpey una riedizione, il titolo venga presentato sul mercato ad un prezzo inferiore del normale: un’eventuale salasso di 50 o 60 euro durante il già gramo periodo natalizio potrebbe scoraggiare anche i più affezionati “puzzle players”.
Gli sviluppatori hanno inoltre implementato una sorta di autoregolatore della difficoltà, modificando la propria curva di apprendimento in base al giocatore. Questo si aggiunge al sistema di controllo ridotto ai minimi termini: levetta analogica per spostare il cursore, un tasto per velocizzare il suo spostamento ed un altro per modificare la posizione dei segmenti. Gunpey insomma è in grado di conquistare il cuore, gli occhi e le orecchie anche del giocatore più principiante.

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