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Armored Core Formula Front

Recensione
Piattaforma:
Playstation Portatile
Genere:
RPG
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Armored Core Formula Front

Punteggio

6.5/10

Armored Core Formula Front

La "Formula Front"
Cosa dà più soddisfazione se non possedere un hangar stracolmo di agguerriti robot da combattimento, tutti ottimizzati per qualsiasi evenienza e terreno, pronti a scattare per ridurre in un cumulo di ferraglia fumante ogni possibile avversario? Come è facilmente immaginabile questo è il concetto base su cui si fonda tutta la serie Formula Front in cui, oltre a dover mostrare il nostro istinto da belligeranti piloti è richiesto di impegnarci anche come meccanici di alto livello. Questo mix di guerra ed ingegneria robotica è arrivato anche sulla piccola console Sony con il nome di Formula Front: Extreme Battle, un gioco che, oltre a poggiare saldamente sulle basi gettate dai fratelli maggiori per Playstation 2, con molta ambizione propone azzardate novità, che in un primo momento sembrano dare nuovo spessore e freschezza alla serie ma che purtroppo nel lungo periodo deludono per carenza di varietà e mancanza di adeguata profondità.
Essere il numero uno
La storia portante in Formula Front: Extreme Battle purtroppo non è delle più originali. Dopo la stimolante introduzione e pochi minuti passati nel menù principale, intuiamo il nostro fine ultimo: raggiungere con il nostro team le vette della Core League e conquistare l’ambito titolo di campioni assoluti. Sebbene il pretesto per affrontare il gioco possa sembrare scontato e banale bisogna comunque ammettere che l'ambientazione è molto stimolante, grazie anche ad un'interfaccia di gioco con tanto di client per la posta elettronica, che attira l’interesse del giocatore con consigli, statistiche e risultati di match importanti arricchiti da video riassuntivi dello scontro. In più, capiterà ogni tanto di ricevere messaggi da piloti di altri team, che si congratuleranno sì per i risultati ottenuti, ma che non si risparmieranno neanche dal dare beffardi ultimatum o reclamare il loro diritto di rivincita. Il nostro centro operativo per eccellenza è il garage, luogo in cui ci dedicheremo espressamente alla configurazione ed ottimizzazione dei nostri “ACs”; ne avremo cinque a disposizione, uno per ogni categoria di appartenenza, dal super leggero alla fortezza che cammina. Ovviamente ogni singolo robot è interamente configurabile e personalizzabile, dalle gambe alle braccia, compresi il nucleo centrale che eroga energia, il torso che lo protegge, la testa, i sistemi di difesa e le armi.
All'inizio del gioco i componenti dei mech che avremo a disposizione saranno pochi e tecnicamente limitati, ma basterà superare il primo campionato perché la situazione cambi radicalmente; con la vittoria sul campo otterremmo nuovi pezzi, e amplieremo le possibilità di personalizzazioni sia estetiche che prestazionali. Aldilà del semplice piacere visivo ci sono comunque parametri da monitorare con attenzione per l'assemblaggio di un soddisfacente AC da guerra: a seconda di cosa andremo a montare modificheremo variabili chiave, come consumo di energia, peso, difesa e mobilità; lo stesso discorso vale per le armi, delle più disparate categorie, ma sempre bisognose di una attenta valutazione strategica. Sfortunatamente il nostro devoto e certosino impegno, dovrà spesso scontrarsi con la pesante meccanica di gioco che affligge Extreme Battle e che costringe il giocatore a troppi macchinosi test per verificare l'efficacia della soluzione adottata.La descrizione dei vari componenti, sia strutturali che bellici, non è sufficiente a comprendere il loro effettivo comportamento sul campo, infatti in fase di montaggio, quella che sembra essere la scelta migliore spesso si dimostra invece un fallimento completo sul campo di battaglia.
Combatto io? No, lui!
La maggiore novità in Formula Front: Extreme Battle, oltre a poter lavorare in maniera minuziosa nel reparto meccanico, è data dalla possibilità di creare un AC comportamentale autonomo. Nel menù garage è presente una sottosezione AI Tune, dove è possibile con molta pazienza, affinare un loro individualismo. Qui potremo modificare (solo per citare alcuni esempi), l’efficacia dei sensori nel rilevamento del nemico, l’abilità nell'utilizzo delle armi e la capacità di sfruttare coperture. Possiamo anche andare a ritoccare la loro strategia di attacco tramite un avveniristico diagramma di flusso che ci consente di “suggerire” loro come muoversi e a quale metodo di attacco dare importanza, cercando il corpo a corpo, dando priorità alla difesa, o addirittura tenendosi a debita distanza con fucili di precisione. Ma c’è dell’altro. In aggiunta a quanto introdotto fino a ora, per rendere ancora più complessa la personalità dei nostri ACs, potremo fare in modo che durante i combattimenti attivino determinate funzioni speciali; questi strumenti aggiuntivi verranno sbloccati con il procedere degli scontri e saranno attivabili in guerra tramite una time-line ad intervalli prestabiliti. Saremo così in grado di vedere il nostro AC iniziare a zizagare mentre si avvicina al nemico, oppure, appena iniziato lo scontro, saltare alle spalle dell’avversario sparando con entrambe le armi primarie. Ovviamente raggiungere un livello di intelligenza artificiale dignitoso è scandito, qui più che mai, dalla legge degli infiniti tentativi, vuoi per i parametri forse troppo impersonali, vuoi per la mancanza di spiegazioni dettagliate. E' un vero peccato avere fra le mani una tale quantità di materiale ma non essere in grado di interpretarlo, se non dopo lunghe sessioni di test. Il rischio maggiore è quello che molti giocatori si allontanino prematuramente, spazientiti dalle eccessive richieste di impegno e tempo. Fortunatamente chi non potesse sopportare l’idea di perdere ore nello sviluppo AI, Formula Front: Extreme Battle dà la possibilità di guidare il frutto delle proprie ricerche robotico-ingegneristiche direttamente sul campo. I comandi sulla PSP sono stati realizzati in maniera da essere completi, affidabili e sensibili, i movimenti tramite levetta analogica vengono eseguiti in maniera corretta lasciando facilmente concentrare il giocatore nella localizzazione del nemico. I tasti, configurabili a piacimento, consentono di dare vita a devastanti piogge di fuoco ma anche di compiere vitali azioni strategiche, come il rilascio di onde elettromagnetiche contro missili in arrivo o scambiare fra l'arma primaria e quella secondaria montata su spalla.
Purtroppo l'azione di gioco appare, come in buona parte degli episodi della serie, frenetica e avvincente nel breve periodo, ma tediosa e perlopiù “accessoria” alla fase di personalizzazione quasi da subito. Gli scontri si risolvono quasi sempre con tre o quattro tecniche non molto “pulite”, ma efficaci e necessarie, anche per l'iniziale difficoltà del gioco; le arene in cui si svolge la battaglia sono ricche di nascondigli da sfruttare per tendere imboscate, ma non basta un'esigua componente strategica a risollevare la sorte di una struttura lacunosa.
Il multiplayer in Extreme Battle è appena accennato, consentendo soltanto tramite connessione ad hoc di sfidare un altro giocatore o di scambiare i loghi dei team realizzati personalmente.
Per la gioia dei fan del dettaglio, gli ACs sul monitor della PSP sono ottimi, grazie anche all’alto grado di personalizzazione che genera una sorprendente impossibilità di incontrare due ACs uguali. Questi mostri di metallo hanno stemmi identificativi, colori e texture credibili che infondono loro personalità; vederli in movimento nei replay mentre abbattono i nemici è eccitante e ripaga pienamente gli sforzi fatti. Le esplosioni, i laser, gli effetti particellari e le luci sono forse un po’ spenti, abbiamo riscontrato qui forse una eccessiva ripetizione degli effetti visivi che in generale funzionano ma non sorprendono. Gli ambenti in cui si svolgono i combattimenti sono molto diversificati fra loro e, specialmente nella programmazione AI vanno analizzati attentamente per scovare la strategia che porti alla vittoria. Ampie vallate, stretti scorci urbani, minuscoli hangar in penombra sono tutti ambienti che richiedono una attenta valutazione, scoprirne gli ostacoli e soprattutto, azzeccare le armi più adatte.
Il sonoro, invece, è piuttosto banale, sia nella colonna sonora, minimalista e poco evocativa, che negli effetti, scarsi e ripetitivi.

Sintesi

Formula Front: Extreme Battle è un diamante, ma grezzo, con molte facce splendenti e altrettante opache. Mette a disposizione del giocatore una quantità incalcolabile di variabili da controllare, che giovano alla profondità di gioco certo, ma rischia per questo di essere un titolo adatto solo per i fan più accaniti della serie. E’ un gioco che incanta con le sue premesse ma che delude quando ci si sbatte contro. Un titolo valido tecnicamente, realizzato in maniera quasi impeccabile ma da prendere alla fine per quello che realmente è, un continuo lavoro di ricerca ed ottimizzazione, di analisi e profonda valutazione, che prima di regalare soddisfazioni darà parecchio filo da torcere.

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