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Bomberman

Recensione
Piattaforma:
Playstation Portatile
Genere:
Azione
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Bomberman

Punteggio

6.5/10

Bomberman

L'attacco dei cloni
Dal 1985 ad oggi, non c’è una piattaforma in cui l’uomo bomba non abbia messo piede: Nes, Super Nes, Nintendo 64, Neo Geo, Saturn, Game Boy e Game Boy Advance, N-Gage, Nintendo DS, Gamecube, Playstation e Playstation 2. Persino Wii e Playstation 3 si preparano narrare le arcinote gesta dello storico eroe bombardiere, quindi non c’è da stupirsi che Hudson abbia deciso di aggiudicarsi anche i favori dell’utenza portatile di Sony. A differenza di altri adattamenti che hanno proposto il franchise in tutte le salse (racing game, puzzle, action ecc.), questa trasposizione di Bomberman è una delle poche ad aver conservato la struttura di gioco originaria condita da qualche piccola variazione al tema. Peccato che il risultato non sia stato esplosivo…


L'abito non fa il gioco
Bomberman è, in sostanza, una versione tridimensionale dell’omonimo arcade.

Selezionando la modalità Normale si attiva una sorta di story mode in cui l’eroe in miniatura è chiamato sconfiggere il male che si annida in dieci pianeti differenti, tra cui Bombermondo, Giungla, Deserto, Terra dei Ghiacci, Elettrolandia, Inferno di Lava e Spettrolandia.

Ciascuno scenario è composto da nove livelli più uno, quello finale, in cui dovrete affrontare un boss di fine-mondo per poter accedere a quello successivo; una struttura prevedibilmente lineare, in cui lo scopo del gioco rimane quello di neutralizzare ogni nemico presente all’interno del labirinto entro un certo limite di tempo, disseminando ordigni sul percorso e cercando di evitare il contatto con un nemico o con le fiamme causate dalle vostre stesse bombe.

Tale compito viene notevolmente semplificato, come in passato, dalla massiccia presenza di items (più di venti), facilmente reperibili sia all’interno dei normali stage sia completando gli scenari bonus che vengono proposti di tanto in tanto. Questi oggetti, oltre ad avere una precisa funzionalità, vengono classificati in tre categorie principali legate, principalmente, alla durata dell’effetto: se il numero di bombe piazzabili, ad esempio, dura solo per una vita, l’opzione Detonatore rimane valida per tutto il livello mentre l’invincibilità o la possibilità di attraversare illesi i blocchi sono subordinati ad un preciso limite di tempo indicato nella relativa barra.

Questo aspetto viene però amministrato in maniera poco funzionale da un menù a scorrimento rapido che rende difficile l’immediata individuazione del potenziamento desiderato tra le numerose icone presenti; un problema che può essere tuttavia risolto scegliendo, nelle schermate di transizione da un mondo all’altro, gli items di cui servirsi per il livello successivo.

L’ovvietà di un gameplay vecchio di decenni, viene leggermente attenuata dal crescente grado di difficoltà dovuto soprattutto alla maggiore complessità degli stage (trabocchetti, passaggi segreti ecc.) e al comportamento dei mostri ivi contenuti: alcuni si nascondono sottoterra sbucando all’improvviso, altri sfruttano il terzo asse per alzarsi in volo ed evitare le esplosioni, altri ancora appaiono e scompaiono di continuo facendovi dannare. Nonostante una struttura di gioco piuttosto spartana, completare l’avventura principale si dimostra un’impresa sufficientemente impegnativa e nel contempo, poco attraente poiché non riesce ad offrire nulla di più di quello che è: un piacevole passatempo.

Il discorso prende tutta un’altra piega se si considera Bomberman dal punto di vista multigiocatore, caratteristica fruibile grazie alle opzioni Battaglia e Condivisa. La prima consente all’utente di intervenire sulle variabili dello scontro (numero di incontri, tempo a disposizione, arena, modalità di spareggio ecc.) per poi ingaggiare una sorta di deathmatch al quale possono unirsi fino ad un massimo di quattro giocatori collegati ad hoc o, al limite, oppositori controllati dalla CPU. La seconda modalità, invece, consente di condividere il gioco anche con chi non ne possiede una copia; possibilità alquanto apprezzabile ma il cui utilizzo non è ugualmente soddisfacente poiché, nonostante una buona velocità di trasferimento, comporta la presenza di fastidiosi rallentamenti nella fluidità di gioco.

Riguardo all’aspetto tecnico c’è veramente poco o nulla da dire: tutte le ambientazioni sono tremendamente essenziali e risultano sì ben diversificate, ma in maniera piuttosto scontata in base al mondo in cui si trova lo stage. Niente di eclatante nemmeno per quanto riguarda le musiche che, sebbene maledettamente orecchiabili e coinvolgenti, non aggiungono il benché minimo spessore al titolo. L’unico aspetto veramente degno di nota è forse la possibilità di giocare alla versione Classica che conta una cinquantina di livelli e che si sblocca una volta portata a termine la modalità normale.

Sintesi

La domanda sorge spontanea: perché ostinarsi a produrre remake di vecchi giochi arcade su una console portatile che più volte ha dato dimostrazione di saper competere con titoli degni di una macchina casalinga? O meglio, perché rilasciare una versione pressoché identica a quella del passato quando si può conciliare un buon concept a delle belle innovazioni? Bomberman non è un brutto titolo ma avrebbe potuto essere molto più incisivo e divertente. Se solo gli sviluppatori si fossero impegnati a creare qualcosa di veramente nuovo, anziché proporre un clone 3D della versione arcade, molto probabilmente le sorti di questo prodotto sarebbero state migliori. Così com’è, purtroppo, può soltanto ambire ad attirare l'attenzione dei nostalgici e di coloro che cercano uno svago facile e veloce allo stress quotidiano. Niente di più.

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