Punteggio4/10 |
Cos'era
Impossible Mission fu una delle prime Killer Application per Commodore 64.
Una frase come questa sicuramente farà sorridere tutti coloro che, abituati a considerare con questo inflazionato termine giochi come Gears of War, Devil May Cry e tutti gli altri illustri brand delle recenti console, non riescono a concepire come sessanta kilobyte di codice, grafica e sonoro possano entrare a far parte di questa categoria di blasonati videogames. Eppure è così: in pochi giri di nastro (dato che i giochi venivano memorizzati sulle ormai scomparse musicassette) erano contenuti alcuni dei momenti più belli della storia del videogioco; molti dei giocatori più anziani ricordano le espressioni allibite degli amici che, una volta completato l'interminabile caricamento, venivano spiazzati dalla voce sintetica proveniente dalle casse del televisore: Another visitor... Stay awhile... Stay Forever!!! inveiva nei nostri confronti il dottor Elvin Atombender, architetto del piano di distruzione a cui noi dobbiamo porre fine.
Poi aveva inizio un'avventura dotata di un gameplay che mescolava abilità, strategia ed elementi da puzzle game in modo sublime ed innovativo; un gioco impegnativo, appagante, longevo come mai si era visto prima in un sistema da intrattenimento casalingo.
E come non citare il protagonista? Quel piccolo sprite dotato di così tanti fotogrammi da riuscire a ricreare una perfetta animazione della corsa e del mitico salto con capriola?
Gameplay innovativo, comparto audiovisivo di primissimo livello e longevità assicurata da un eccellente bilanciamento del livello di difficoltà; non sono tutti gli elementi di una Killer Application?
Cosa potrebbe essere
A vent'anni dalla sua nascita, System 3, famosissima Software House degli anni '80 rinata di recente come etichetta produttrice di videogames per console, ha deciso di riproporre Impossible Mission, lo splendido gioco di Epyx Games (di cui possiede il marchio) agli utenti Playstation 2, Playstation Portable e Wii.
Che cosa possiamo aspettarci da un operazione commerciale del genere? Come si può aggiornare un videogame così datato per renderlo più consono all'attuale standard videoludico? E' più giusto impreziosirne il gameplay senza stravolgerlo come ha fatto Yu Suzuki nel suo Out Run 2, oppure sarebbe meglio reinterpretare l'avventura mantenendone però intatti i tratti principali, come è avvenuto con la riuscitissima trilogia di Prince of Persia? Eventualmente si potrebbe optare per uno stravolgimento completo del gameplay, come accaduto a Metroid Prime che, nonostante le ambizioni da platform tridimensionale, sempre di più si avvicina al mondo del First Person Shooter abbandonando il suo spirito platform/adventure. Di sicuro non dovrebbero mancare tutti quegli extra a cui le ultime compilation retrogaming ci hanno abituato: artwork, curiosità, trucchi e cheat ormai abbondano in questo settore proprio perché particolarmente cari a quei videogiocatori che sono alla scoperta (o riscoperta) di un glorioso passato privo di poligoni, texture e bump mapping ma altrettanto colmo di divertimento.
Ed è con queste domande nei pensieri che inseriamo per la prima volta l'UMD di Impossible Mission nella nostra Playstation Portable e ci accingiamo a riscoprire il Bunker di Elvin Atombender.
Cos'è
Impossible Mission è una fedele replica del gioco apparso ventitré anni fa su Commodore 64. Lo scopo del gioco è ispezionare il gigantesco bunker antiatomico dello scienziato Elvin Atombender alla ricerca delle trentasei tessere del puzzle che, una volta ricomposto, ci fornirà il codice di arresto delle testate nucleari con cui il brillante scienziato minaccia l'umanità.
Ogni locazione del bunker contiene un certo numero di oggetti (computer, armadi, scrivanie) che vanno ispezionati senza essere però scoperti dai droidi di sorveglianza, che pattugliano l'area seguendo schemi predeterminati ma molto complessi; a rendere ancor più ingarbugliata la ricerca delle tessere contribuisce la conformazione delle stanze stesse, composte da piattaforme posizionate su molti livelli. Fortunatamente avremo a disposizione alcuni ascensori che, a volte, ci condurranno in prossimità della nostra destinazione.
Durante l'ispezione potremmo reperire, oltre ai tasselli del puzzle, alcuni codici da inserire in terminali ospitati all'ingresso di ogni stanza; con essi potremo disattivare per qualche secondo i droidi di pattuglia o ripristinare la posizione iniziale degli ascensori, un'operazione che si rivela molto più importante di quanto possa apparire in queste poche righe. Simili password vengono inoltre fornite al giocatore risolvendo gli enigmi che gli vengono proposti da un cervellone situato in una particolare stanza la cui parete principale è dominata da una gigantesca scacchiera.
A differenza della maggior parte dei videogames di quel periodo in Impossible Mission non sono previste le canoniche tre vite a disposizione del giocatore: la partita dura otto ore reali, ma ogni errore del giocatore, sia esso un salto nel vuoto o una morte per folgorazione, viene punito con una sosta di dieci minuti. In effetti il livello di difficoltà tutt'altro che basso giustifica ampiamente un approccio di questo genere: i salti millimetrici che bisogna compiere per volare sui baratri, valutando con cura i movimenti di ogni robot, e raggiungere quindi un tassello del mosaico richiedono parecchi tentativi e molta pazienza.
La seconda componente di rilievo del gameplay di Impossible Mission è quella che riguarda la soluzione del puzzle: le trentasei tessere presenti nel gioco contengono le nove cifre del codice di lancio. Ogni tassello si presenta come un rettangolo parzialmente colorato in verde, giallo o blu; il nostro compito è quello di individuare dei gruppi di quattro tessere che, una volta sovrapposte, danno origine ad un quadrato completamente colorato; su di esso è scritto il numero tanto agognato. Le difficoltà iniziali possono essere limate sfruttando un assistente che interviene se chiamato via telefono; questo aiuto però costa ben venti minuti del nostro countdown quindi non bisogna esagerare. Una volta recuperati tutti i codici bisogna portarli in una stanza che contiene l' accesso al terminale di gestione delle testate, inserire i numeri ed assistere alla sequenza in cui il mondo viene salvato dalla minaccia nucleare.
Cosa non è
Chiunque conosca anche in parte il gioco originale si starà domandando a questo punto dove siano le novità introdotte nel gameplay, nelle modalità di gioco o quali contenuti extra siano presenti. La risposta a questa domanda è molto rapida: non esiste quasi nessun extra.
Tutto il lavoro di improvement di Impossible Mission ruota attorno al restyling visivo del gioco: per prima cosa l'agente segreto in tuta da ginnastica è stato sostituito da tre nuovi personaggi tutt'altro che memorabili nell'aspetto: due umani (uomo e donna) con look alla Matrix decisamente imbarazzante ed un robot altrettanto grottesco. Nulla è dato sapere di questi impavidi difensori del mondo, nemmeno il motivo per cui un giocatore dovrebbe scegliere se utilizzare uno anziché l'altro, visto che non c'è la minima differenza di prestazioni tra loro.
Sorvolando sull'assenza di elementi di contorno (se non si contano i due risibili filmati finali) o la povertà degli artwork e dei menu, andiamo ad analizzare per un attimo il ritocco effettuato alle ambientazioni: il risultato è drasticamente sotto la sufficienza anche considerando che si tratta di un remake che vuole conservare inalterato il feeling del gioco originale: sprite dei personaggi piccoli e mal fatti, animazioni povere e varietà dei nemici scarsissima.
Il sonoro, di pari passo con la grafica, è inverosimilmente banale: un motivetto che ricorda alla lontana il tema che sottolineava le ispezioni di Metal Gear Solid 2 accompagna costantemente tutta l'avventura interrotto ogni tanto dal rumore dell'ascensore o dall'urlo di un agente che precipita nel vuoto. Persino l'inquietante voce del dottor Atombender, che ripropone le sue frasi cavallo di battaglia è poco convincente...
Dire che il gameplay di Impossible Mission è rimasto invariato è riduttivo: in realtà è proprio tutto il gioco che è immutato rispetto all'autorevole antenato; ogni singola stanza, i pattern secondo cui si muovono le sentinelle, la loro suddivisione in tipologie, persino i pezzi del puzzle sono rimasti tali e quali; questo non si può considerare un fattore positivo se non in minima parte. Impossible Mission si presta benissimo al divertimento portatile proprio perchè il suo gameplay, una volta considerato ricco ed avveniristico, ora appare più facile e spensierato, adatto alle partite mordi e fuggi. Purtroppo questo gioco è troppo breve poichè una volta raccolti i pezzi di puzzle e bloccato Atombender non c'è più nulla da fare. Non si sblocca una modalità di gioco più difficile né un artwork o un qualsivoglia bonus. Se proprio non avete intenzione di migliorare il vostro record l'unica cosa che potete fare è giocare Impossible Mission nella sua forma originale (tra l'altro riprodotta in modo visibilmente poco fedele) oppure farvi una risata provando la modalità arranged in cui comandare l'agente del primissimo Impossible Mission in una missione ambientata nel nuovo bunker.
Impossible Mission per Playstation Portable racchiude tutti gli errori che si possono commettere nel tentare di ravvivare l'interesse per un brand videoludico del passato; inoltre si rivela incapace di celebrare a dovere lo splendido gioco Epyx per Commodore 64 rilegandolo ad un semplice restyling privo di ogni attrattiva ulteriore al gioco stesso, che in veritą risulta ancora divertente ed appassionante ma troppo breve e limitato nell'offerta. Allo stesso prezzo (o anche ad uno inferiore) nel mercato sono disponibili raccolte retrogaming che offrono una quantitą ed una qualitą dei contenuti nemmeno paragonabili a quelli offerti da System 3 con questo titolo. Un vero peccato perchč questo eccezionale gioco meritava davvero un trattamento migliore.