Mercury
A poche settimane dal debutto sul suolo europeo, PSP può già contare su unottima varietà nei numerosi titoli al momento disponibili. Per gli amanti dei puzzle game, dopo il brillante in tutti i sensi- Lumines, ecco giungere sugli scaffali anche Archer MacLeans Mercury. Le somiglianze tra i due titoli si fermano però al genere di appartenenza, dal momento che lapproccio è profondamente diverso.
Un blob per amico
Chi ha mai avuto la (s)fortuna di rompere un termometro a mercurio, avrà certamente potuto osservare il particolare comportamento di tale metallo, semplice da dividere in tante piccole gocce e altrettanto semplice da riunire avvicinandone due di queste luna allaltra. Evidentemente ispirati da tale intrigante fenomeno, i designers britannici di Awesome Studios hanno appunto scelto un blob di mercurio come protagonista del proprio debutto su PSP. Con uno schema ludico che prende qualcosa da Marble Madness e qualcosaltro da Super Monkey Ball, Mercury invita il giocatore a inclinare dei più o meno grandi tavoli di gioco, i livelli, al fine ovviamente di far muovere la massa di mercurio allinterno degli stessi, possibilmente senza far cadere dai bordi quantità eccessive del proprio liquido.
Ovviamente non è tutto così semplice, dal momento che con lavanzare dei livelli vengono introdotti nuovi elementi di gameplay che rendono il procedimento sempre più cervellotico e meno immediato, richiedendo una notevole dose di attenzione unita a parecchie fasi di studio e di sperimentazione. Per esempio, alcuni bizzarri oggetti presenti sui piani di gioco permettono di dividere in più parti il blob, salvo poi poterle colorare di blu, rosso o verde. Il motivo? Semplice: alcuni cancelli saranno attraversabili, o ancora alcuni interruttori saranno attivabili solo da gocce di mercurio di un determinato colore.
Ma se il cancello o linterruttore di turno sono magari color magenta? Beh, in tal caso è necessario ripassare quanto si è imparato a scuola nellora di disegno, e unire due o più tinte primarie per ottenere quella desiderata. Se la spiegazione vi sembra contorta, aspettate di arrivare ai livelli avanzati... Anche perchè, oltre ad aumentare di complessità e grandezza, alcuni tavoli richiedono di controllare contemporaneamente diverse gocce di mercurio, da muovere con attenzione e precisione. Mercury mette infatti alla prova tanto la logica e lingegno quanto labilità con lo stick analogico: un mix, questo, sicuramente gratificante, ma che potrebbe alienare parecchi possessori di PSP.
Appagante frustrazione
Al fine di donare maggiore varietà al proprio titolo, i programmatori hanno deciso di separare i livelli sulla base di 3 grandi gruppi, differenziati per gli obiettivi necessari al loro completamento. Il primo mette laccento sulla velocità di esecuzione, non curandosi della percentuale del blob iniziale ancora in gioco; il secondo fa esattamente il contrario, richiedendo di portare oltre il traguardo più mercurio possibile. Lultimo è invece basato sulla necessità di attivare una serie di interruttori, possibilmente in maniera rapida e senza dispendio del prezioso metallo. Una struttura interessante, che denota la reale cura e attenzione con cui questo titolo è stato prodotto;
Mercury è infatti un prodotto molto lontano dagli standard a cui siamo abituati, e assolutamente non assimilabile ad un approccio mordi e fuggi a cui al contrario lutente medio aspira in molte occasioni utilizzando una console portatile. Ciò nonostante, la produzione Ignition Entertainment riesce a catturare lattenzione di chi è disposto ad accettarne le elevate richieste di pazienza, calma e ragionamento. Questo fondamentalmente perchè Mercury è un prodotto molto intelligente, nella miglior accezione del termine, e realizzato da un team di dimensioni estremamente contenute e composto da persone che hanno lavorato con genuina passione.
E questa passione traspare davvero, che si venga o meno catturati dalla meccanica di gioco tuttaltro che mainstream. Dal punto di vista tecnico, Mercury si fa valere soprattutto per laccurato algoritmo che simula il comportamento del metallo, davvero eccellente e sempre molto credibile. Il resto non è certo particolarmente appariscente, pur facendo il suo lavoro, ma è comunque perfettamente a tono con lo spirito del gioco; così come sono azzeccate le tracce di musica ambient, magari non destinate a restare nella memoria ma impeccabili come sottofondo.