Punteggio8.5/10 |
Pesante eredità
Konami non manca mai allormai consueto appuntamento annuale con il suo titolo calcistico di maggior successo, Pro Evolution Soccer. Anche in questo ennesimo capitolo KCET dimostra il proprio amore per questo sport, portando sulle nostre PSP un gioco passionale ed emozionante, così come lo è il calcio per gli sportivi. Sulle spalle di PES6 grava un peso enorme, quello della corona di Re dei simulatori calcistici su console. Riuscirà a mantenere il titolo dopo la buona ed inaspettata prestazione di FIFA?
Porting perfetto
Il lavoro svolto dal team di Konami è davvero notevole e degno di nota, non cè che dire. I possessori di Playstation Portable non potranno fare a meno di gioire dinnanzi alla notizia che Pro Evolution Soccer 6 è un porting pressoché perfetto della versione home. Graficamente la differenza è davvero minima. Se non fosse per un leggero flickering sui giocatori, una piccola perdita di risoluzione sulle texture del manto erboso e degli stadi ci troveremmo di fronte alla medesima qualità visiva. Specialmente le movenze dei giocatori in campo sono talmente fluide e realistiche da risultare incredibili per una console portatile. La quantità di animazioni, tiri, passaggi e scontri fisici è davvero notevole, così come lo sono su PS2. Il tutto è poi servito con un delizioso contorno di maglie originali splendidamente realizzate, da volti riconoscibili per la maggior parte dei giocatori e da menù finalmente colorati e stilosi (grazie alla sponsorizzazione di Reebok). Se dalla parte video possiamo ritenerci assolutamente soddisfatti, per quanto riguarda il comparto audio rimaniamo invece ancora piuttosto perplessi. La decisione da parte dei programmatori di eliminare la telecronaca è alquanto discutibile, non che sia sempre stata di alto livello, ma almeno rendeva più televisive le nostre partite. Solo in caso di gol sentirete delle semplici frasi prive di enfasi uscire dalle piccole casse della PSP. I cori dello stadio e la colonna sonora seguono a ruota la pessima qualità espressa dai precedenti capitoli, rendendo anonimo questo titolo sotto laspetto uditivo. Un problema ben più grande per Konami è sempre stato quello di dover adattare il perfetto Dual Shock 2, con i suoi quattordici tasti, due levette analogiche e una croce direzionale, al ridimensionato sistema di controllo di Playstation Portable. Specialmente la mancanza di due dei grilletti posteriori vi creerà qualche piccolo contrattempo nelle prime partite, ma come sempre la curva di apprendimento dei giochi Konami è sempre stata più che ottima. Le configurazioni dei comandi sono modificabili a proprio piacimento, specialmente quelle riguardanti il controller analogico. Potrete decidere di utilizzarlo per le finte speciali come la veronica, per effettuare i famosi passaggi manuali o semplicemente per muovere i giocatori come con i tasti direzionali. Le tattiche sono piuttosto scomode da utilizzare così come limpronta offensiva della squadra sul campo. La pressione contemporanea di Select e di uno dei tasti impostati per la tattica non viene naturale e molto spesso vi distoglie lo sguardo dalla partita. Nulla toglie però la possibilità di modificare il tutto durante le palle inattive, prima di calciare una punizione o di effettuare una rimessa con le mani.
Il rovescio della medaglia
Questanno Pro Evolution Soccer 6 sulla console next gen di Microsoft ha avuto pesantissimi tagli per quanto riguarda lediting e la quantità del gioco in generale. Anche su PSP purtroppo ci siamo trovati di fronte ad un simile epilogo, seppur non così invasivo. Limpossibilità di poter modificare le maglie delle squadre prive di licenza è sicuramente un brutto colpo per gli amanti dellediting. Solo lemblema ed il nome del team sono personalizzabili. Viene a questo punto da chiedersi il perché del mantenimento delle 18 squadre inventate nelle altre leghe c, presenti anche nella versione per PS2. Potrete sì ricreare una sorta di serie B italiana o la Bundesliga tedesca (grande mancanza di questanno), ma una volta scese in campo sembrerà di assistere più ad un carnevale di Rio che ad una partita di calcio. Fortunatamente sia lediting delle scarpe che dei giocatori è rimasto invariato e completo. Capelli, barba, viso, corporatura e abilità speciali sono variabili a piacimento esattamente come nella controparte casalinga. Altro punto che grava molto sulla Master League è lassenza del parametro di crescita dei giocatori. Ora la convenienza di effettuare amichevoli tra un campionato ed un altro si limita semplicemente ad un fattore prettamente economico. Puntare sulle giovani promesse è diventato solo un optional troppo costoso e senza alcuna garanzia. Vedere diciassettenni mantenere le qualità calcistiche per tutta la loro carriera non è più così appagante e remunerativo. Anche il PES-Shop è ora molto più limitato e meno attraente. Troveremo ancora sbloccare le squadre classic, i migliori giocatori del passato ormai ritirati, alcune esultanze particolari, le musiche di fondo, le doppia velocità per le partite e i crediti di partenza della Master. Sicuramente la mancanza più grande è limpossibilità di personalizzare le squadre partecipanti alla ML, obbligandoci a rimanere in balia di campionati misti e poco credibili.
90 minuti di passione
La versione portatile di PES6 non ha nulla a che invidiare con quelle casalinghe in fatto di longevità. Sono infatti presenti le medesime modalità, a cominciare dalla partita amichevole contro la CPU, lo scontro veloce ai rigori e gli immancabili campionati e coppe. Sei i campionati in totale, tra cui troviamo la Serie A italiana, la Eredivise olandese, la Liga Spagnola, la Ligue Francese e la Premier League. E possibile anche impostare un campionato personalizzato con squadre di club o nazionali, il tutto a vostra discrezione. Anche per quanto riguarda la coppe siamo al gran completo. La coppa America, la coppa dAfrica, lAsia Cup, la coppa Konami e la nuova coppa sponsorizzata da una nota marca di articoli sportivi: la coppa Reebok. Dopo lassenza in PES5 su PSP torna a grande richiesta la Master League, ora divisa in tre serie di categoria. Nessuna novità in campo rispetto alle altre versioni: ci sarà ancora la possibilità di scegliere la squadra con cui iniziare il torneo, se con i giocatori classici o con il team originale della modalità partita. Con questultima opzione vi aggiudicherete una rosa sicuramente più competitiva ma le spese da affrontare per il club saranno decisamente più alte. Nel menù principale compare anche una nuova voce, wireless, dove potremmo impostare una partita in modalità Ad-Hoc. Questa modalità consente di poter sfidare un giocatore che si trova ad una distanza raggiungibile dal wireless del gioiellino di casa Sony. Un vero peccato che Konami non abbia inserito nemmeno questanno la modalità online come per le console casalinghe. Siamo però convinti, anche grazie a news piuttosto autorevoli, che durante il prossimo anno -ormai alle porte- Playstation Portable verrà sfruttata molto di più nel campo dellonline anche grazie alla maggior diffusione di ruoter wireless e access point.
PES6 si conferma ancora una volta il miglior simulatore di calcio disponibile sul mercato, anche su PSP. Graficamente ottimo, straordinario nella giocabilità, questo ennesimo capitolo ci sazia solo per tre quarti. I piccoli tagli effettuati da Konami lesinano leggermente l'esperienza globale di gioco e lascia perplessi gli amanti dell'editing. Un "perfect strike" mancato per un soffio, ma che merita tutto il rispetto e l'amore che un amante del calcio può dare.