Punteggio5 su 10/10 |
Una lunga agonia
Come per ogni console, ad ogni cambio generazionale, anche per il Nintendo64 è inesorabilmente e definitivamente giunto il momento di abbandonare la scena. E cosa cè di meglio per celebrare lascesa al paradiso delle console (o era forse al purgatorio?), se non pubblicare una perla di videogioco capace di esaltare e/o rendere ancora più triste levento? E quella perla è proprio Paper Mario, unica produzione di Intelligent Systems per N64, che si è rivelato essere un prodotto originale, innovativo, unico, eclettico...
La carta è morta? Lunga vita alla carta!
Peculiarità del gioco è linteressantissima quanto originale soluzione grafica adottata, la quale combina elementi poligonali e bidimensionali con uno stile mai visto sino ad ora (e forse mai più vedremo). Gli elementi dello scenario dove si dipana lavventura di Mario sono strutturati in 3D, mentre i personaggi sono bidimensionali allinverosimile, estremamente piatti e volutamente poveri negli sprite, come se fossero disegnati e ritagliati da un foglio di carta. Da cui il titolo Paper Mario. Il gioco, a giudizio del sottoscritto, vanta la migliore veste grafica per N64, questo perché, pur non snocciolando un numero elevato di poligoni (non è che li ho contati, ma le strutture 3D sono piuttosto semplici, perciò...) ha dalla sua effetti di luce sbalorditivi e particellari apprezzabili, anche senza proiettare la benché minima ombra dinamica. Luso dei colori è poi azzeccatissimo e perfetto per la palette del nintendone, con limpiego di tinte pastello sia forti che sfumate. Si annoverano poi trasparenze e riflessioni molto valide, seppure rare, ed anche leffetto acqua è ben riuscito. La pulizia dellimmagine è elevata, difatti non si ravvisa quasi assolutamente quella granulosità solita, difetto congenito della macchina. Lo stile grafico vanta poi nellinsieme una leggera tendenza al deformed molto piacevole e curata. Luso virtuale della carta si nota molto anche quando spostandoci nel senso della profondità, vediamo oggetti scenici in primo piano che, variando la propria trasparenza, escono (oppure entrano) dallinquadratura scivolando di lato, secondo un effetto che fa molto cartone animato. Ma è forte tutto il senso di teatralità, perché il palcoscenico virtuale è sempre molto ristretto lungo lasse z ed i fondali (dipinti, acquerellati, abbozzati...) sembrano appesi alla parete, distanti e poco integrati agli oggetti scenici, questi ultimi invece realizzati con la tecnica della costruzione. Entrando od uscendo da un edifico lo vedremo smontarsi o comporsi come fosse realmente costituito da pannelli di carta. Ma il vero motivo per cui affermo che Mario Carta presenta la migliore veste grafica per N64, va rintracciato nella cura che gli uomini di Intelligent Systems (team first-party di NCL) hanno riposto nellallestire un cotale comparto grafico: nulla è approssimato o incompiuto, ogni cosa è stata studiata per trarre vantaggio dallhardware disponibile e per mascherarne i limiti. Qualsiasi difetto possiate scorgere, dovrete presto rivederlo come un apprezzabile tratto dello stile cartoonesco dellopera. Lode quindi a Intelligent Systems. Se proprio vogliamo, possiamo rimproverare loro di non aver implementato un qualsivoglia utilizzo dellExpansion Pak, ma questa è una considerazione davvero di poco conto.
Per quanto riguarda il sonoro, tutto molto bene, ma niente di particolarmente esaltante o altrettanto sbalorditivo. Eppure lascolto garantisce il perfetto complemento allazione e che dire di quelle musichine semplici semplici e bambinesce? Non ne avremmo sapute trovare di più adatte. Anche gli effetti sono buoni, manca invece il parlato, ma con tutti quei dialoghi manco i geniacci di Rare avrebbero potuto fare altrimenti. Da rilevare la presenza di molti temi classici delle avventure mariesche, qui riarrangiati in vario modo. Allascolto del tema principale del primo Super Mario Bros. più di un ricordo ed unemozione mi hanno paralizzato e catturato, inerme e felice (provate ad attendere alcuni secondi durante i titoli di inizio capitolo e capirete cosa intendo).
Quanto di più scontato possiate aspettarvi
Come consuetudine, ogni avventura di Mario non abbisogna di una trama particolarmente originale per farsi apprezzare e PM ovviamente non fa eccezione. Lirriducibile Bowser, nellinesauribile desiderio di conquista e sopraffazione, sottrae dal Rifugio delle Stelle lo Scettro Stellare, il quale può esaudire ogni desiderio, inoltre per precauzione imprigiona i 7 Spiriti Stella che ne erano a difesa (diciamo pure deboluccia). Tronfio del nuovo potere acquisito, quel nerboruto di Bowser si appresta a rapire (chi secondo voi?) ovviamente la bella principessa Peach. Guarda caso però Mario è ospite nel castello della suddetta, ma viene sconfitto e ferito gravemente dallavventore nel tentativo di difendere la pulzella. Fortunatamente, il nostro viene soccorso e curato appena in tempo in un villaggio periferico del Regno dei Funghi. Una volta ristabilitosi, lavventura ha inizio.
Da qui in avanti inizia la somministrazione dellingrediente migliore di Nintendo: quella giocabilità stellare che da sempre contraddistingue le produzioni della casa. In definitiva anche la sceneggiatura è molto buona (in Nintendo mancano di pretesti originali per le loro avventure, ma sanno raccontare molto bene le storie). Colpi di scena, humor e (auto)ironia variamente assortiti contrastano e rendono ancor più spassosi e leggeri i caratteri pseudo-drammatici degli eventi narrati.
Quanto di più solido potevate sperare
Inizialmente, saremo impegnati in unutilissima fase di addestramento presso il villaggio in cui siamo stati soccorsi e gradualmente avremo così modo di prendere confidenza col sistema di controllo (preciso, intuivo e profondo) e la struttura di gioco (solida ed appagante), degni del blasone che Nintendo si è guadagnata. Il manuale (a monte del gioco) ha la sfortuna di confondere e impensierire il giocatore che può avvicinarsi così titubante al joypad, diventa invece utile fonte di consultazione e ripiego una volta impratichitisi. Terminata la, molto lineare, fase di apprendimento iniziale prenderemo risolutamente nelle nostre mani le sorti del Regno dei Funghi e attraverso la graduale liberazione degli Spiriti Stella, arriveremo allo scontro decisivo nel quale guadagnare la libertà della nostra amata principessa.
Questa nuova avventura di Mario è da ritenersi una sorta di platform/rpg, infatti nelle normali situazioni desplorazione si salta (tanto), si risolvono semplici puzzle, si corre e si rompono i mitici mattoncini, mentre lanima rpg del gioco risiede nei combattimenti a turni, nel risolvere queste secondarie, nel potenziare il nostro alter-ego, nel trovare armi e incantesimi ed acquistare oggetti. Spesso alcuni passaggi o azioni ci sono preclusi finché non otteniamo labilità necessaria, perciò dovremo ritornare a tempo debito sui nostri passi; ciò contribuisce a mascherare la comunque piacevolissima linearità degli eventi. Quindi come approccio giocoso, questo Paper Mario è piuttosto anomalo e variegato, non è un classico RPG jappo, ma nemmeno un RPG occidentale, e neppure un platform tout-court, ma senzaltro è una commistione di questi generi. Se lazione principale si svolge nel cosiddetto Schermo Campo, dove possiamo muoverci liberamente e si dipana tutta lavventura, in occasione di un combattimento ci sposteremo nello Schermo Lotta, il quale è rappresentato come un piccolo teatrino: cè il palcoscenico, ci sono gli elementi scenici in primo piano e altre scenografie di fondo ed il fondale che riproducono i tratti salienti dello Schermo Campo in cui ci trovavamo. Leffetto che si ottiene è davvero riuscito e non mancherà di meravigliarci ogni volta. I combattimenti, dicevamo, sono a turni e potremmo anche guadagnarci liniziativa, se saremo tempestivi, oppure tentare di evitare lo scontro fuggendo. Lelemento strategico nei combattimenti è molto importante perché, una volta compreso il reale potere offensivo e difensivo degli avversari, dovremo decidere la tipologia dattacco, perciò quali tecniche utilizzare e pianificare la giusta sequenza delle stesse, utilizzando proficuamente le peculiarità di ogni elemento del nostro party. Ogni nostro compagno di ventura ha le proprie abilità dattacco, ma nei combattimenti (così come nelle fasi desplorazione) potremo avvalerci di uno soltanto di essi, con la possibilità di cambiarlo, previa perdita di un turno. Dallimpostazione tattica del combattimento ne dipenderà quindi il buon esito.
Mario possiede tre contatori principali: quello dei cuori (HP, che ne indica la salute), quello dei fiori (FP, che vengono spesi per effettuare gli attacchi potenziati, gli incantesimi e utilizzare particolari oggetti nei combattimenti) e lultimo è quello degli emblemi (BP). Gli emblemi sono particolari strumenti che conferiscono a Mario abilità speciali e sono rintracciabili nel corso dellavventura. Alcuni funzionano nello Schermo Campo, altri in quello Lotta. Per attivare gli emblemi è necessario disporre dellesperienza sufficiente, numericamente rappresentata appunto dai Punti Emblema (Badge Points). Per aumentare uno alla volta il limite massimo di questi tre contatori (HP, FP e BP) e salire di livello è necessario collezionare cento Punti Stella, che si guadagnano in numero variabile vincendo i combattimenti. Inoltre, sempre al termine di un combattimento conclusosi a nostro favore riceveremo anche gettoni, necessari per qualsiasi tipo di transazione, e magari pure cuori e fiori per recuperare HP e FP.
Pace allanima sua
Paper Mario si dimostra quindi un titolo davvero valido, in un certo senso il primo ed unico GDR per N64 (almeno qui in Europa), discretamente longevo (ben lontano comunque da Zelda: Majoras Mask) e dotato dellinconfondibile giocabilità griffata Nintendo.
Mario Carta ha prodotto nel sottoscritto varie sensazioni e ricordi. Stupore, candore, simpatia, divertimento. I titoli del passato che mi ha riportato alla mente sono Super Mario Bros. 3, Yoshis Island e Super Mario RPG, con i quali condivide soluzioni grafiche ricercate, uniche e che impiegano al meglio i rispettivi hardware, nonché per essere grandiosi videogiochi pubblicati anchessi per celebrare degnamente il canto del cigno di ognuna delle passate console casalinghe Nintendo.
Pro:
Aspetto grafico riuscitissimo, ispirato ed unico
Giocabilità stratosferica e molteplice
Combattimenti esaltanti e dalla meccanica profonda
Impegnativo, divertente e duraturo
Contro:
Manca la localizzazione in italiano