No More Heroes
Il ritorno di Suda 51
I Grasshopper Studios, casa giapponese fondata il 30 marzo del 1998, comprendente uno staff di 20 persone diretto dallideatore capo noto come Suda 51, ha lasciato il segno nella scorsa generazione con un prodotto controverso, molto apprezzato soprattutto dalla critica.
Killer 7 (apparso su GameCube e su PlayStation 2) mostrava infatti una grande personalità, nella sua tagliente ricerca di rottura degli schemi, presentando un design di grande impatto artistico, una trama adulta e a tratti indecifrabile, accompagnate da un gameplay piuttosto ostico, sicuramente non di massa.
Il gruppo torna al lavoro per cercare di stupirci ancora con il suo stile inconfondibile, questa volta su Nintendo Wii. Il titolo in questione, presentato allE3 2006 come Heroes, in seguito mutato in No more heroes, sembra voler conservare gli stilemi del predecessore spirituale, introducendo però numerose novità a livello di gameplay.
Trama acida
La storia ci vede nei panni di Trevis Touchdown, un normale ragazzo che si aggiudica tramite unasta in internet una katana laser. Da questo momento decide di iniziare una carriera come killer professionista. Un giorno si para sulla sua strada un altro killer, Helter Skelter, che lo sfida a duello. Uscito vittorioso dallo scontro, il protagonista si ritrova in presenza della bella Silvia Christel, una misteriosa ragazza francese, che dichiara di essere un'agente di una fantomatica organizzazione malavitosa che annovera i migliori criminali della città. Particolare il fatto che questi assassini professionisti vengano catalogati in base a una classifica di abilità: Trevis è appena diventato il numero 11, ed è arrivato il momento di scalare la vetta e diventare il numero uno!
Dalle interviste realizzate agli autori, emerge il desiderio di proporre su Wii un gioco dai contenuti violenti, ma trattati con la maturità espressiva tipica dei Grasshopper, rendendo gli scontri e le uccisioni parte integrante della narrazione. Narrazione che, come in Killer 7, sarà scandita da numerose cut scene, a detta dello stesso Suda, per mantenere solida la struttura del racconto.
Santa Destroy
La critica principale mossa a Killer 7 era legata al suo gameplay statico, saldamente ancorato a binari precostruiti. Come sempre, Suda 51 non si accontenta delle mezze misure e passa da un eccesso allaltro. Il gioco infatti si presenta come un free roaming game, ambientato nella città di Santa Destroy, vicino a Los Angeles, negli Stati Uniti. Nei panni di Trevis avremo la possibilità di esplorare lambiente cittadino che ci circonda a nostro piacimento, sia a piedi che grazie allutilizzo di alcuni mezzi di trasporto. Il gioco dovrebbe articolarsi in missioni, alcune principali ed obbligatorie, altre secondarie e a discrezione dellutente, permettendoci di incrementare i guadagni, collezionare nuove armi e tentare la scalata ai contratti riservati ai dieci migliori killer dellorganizzazione. Ogni nuovo giorno ricominceremo dalla nostra stanza dalbergo, dove potremo cambiare equipaggiamento e armi a disposizione, in base anche agli acquisti realizzati in seguito al completamento di diverse missioni.
Anche dal punto di vista dei combattimenti, il gioco pare agli antipodi rispetto a Killer 7: il concept di base è quello degli scontri allarma bianca. Tramite la dinamica interfaccia del remote sarà possibile manovrare larma del protagonista, attraverso una serie di movimenti scriptati che promettono però di essere sufficientemente vari e articolati. Le mosse di base dovrebbero essere effettuabili tramite la pressione del tasto A, le mosse finali si eseguiranno invece mimandonr i movimenti con il remote; la vibrazione della periferica sarà implementata a seconda dei colpi di katana laser. Il movimento del personaggio nello spazio dovrebbe essere riservato invece alla leva analogica del nunchak.









