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Sonic and the Secret Rings

Recensione
Piattaforma:
WII
Genere:
Avventura
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Sonic and the Secret Rings

Punteggio

7/10

Sonic and the Secret Rings

Sonic è sinonimo di videogame. E’ l’idolo di più di una generazione di giocatori.
Nella classifica degli eroi dei platform Diddy Kong’s Quest occupava il secondo posto di gradimento di pubblico, preceduto da un certo idraulico baffuto e seguito da Earthworm Jim.
Erano gli anni novanta. I giocatori meno giovani ricorderanno con affetto le battaglie a suon di sequel tra Nintendo e Sega, che sfoggiavano titoli in cui le mascotte delle due case leggendarie davano spettacolo con salti e velocità, monete ed anelli.
Con l’avvento della terza dimensione però, le cose sono leggermente cambiate. Mario 64 non ha certo bisogno di presentazioni, mentre Sonic, grande assente della generazione 32-64bit, ha dovuto attendere l'arrivo del Dreamcast per riuscire a riproporsi in veste poligonale. E che veste poligonale!
Sonic Adventure riuscì ad applicare con successo al genere dei platform 3d la caratteristica peculiare della serie, ovvero una velocità smodata (irrinunciabile citazione ad un classico del cinema demenziale), arricchendolo con elementi di contorno gradevolissimi. Poco dopo un attesissimo sequel presentò altre pregevoli aggiunte, come un’estrema differenziazione tra i numerosi personaggi giocabili, un numero esorbitante di missioni e livelli di gioco ed una colonna sonora incredibile.
Questo accadeva nel 2001. Negli anni a seguire, purtroppo, se escludiamo un’apprezzabile conversione di Sonic Adventure 2 per Gamecube, bisogna ammettere che i titoli dedicati al riccio di casa Sega hanno lasciato i fan a bocca asciutta.
Sonic Heroes, Shadow the Hedgehog, e il terribile fiasco di Sonic the Hedgehog su console di nuova generazione hanno affossato la reputazione dell’icona con le scarpette rosse, specialmente tra quei nuovi giocatori cresciuti ammirando blandi eroi protagonisti di spratutto in soggettiva e free roaming game altrettanto insipidi.
Sicuramente hanno contribuito al dipingersi di questo triste affresco una serie di sfortunate coincidenze all’interno della celebre casa giapponese, come l’abbandono del Sonic Team da parte di Naoto Oshima prima e Yuji Naka successivamente, game designer che hanno decretato il successo di titoli come Nights, Phantasy Star Online e gran parte dei giochi più apprezzati dedicati al riccio blu.
Eppure, l’annuncio dello sviluppo di un videogiocodedicato a Sonic sulla nuova home console Nintendo è riuscito a destare l’interesse e le speranze di stampa ed utenza.
Complice è sicuramente la curiosità innata circa l’applicazione di un sistema di controllo come quello del Wii, le cui risorse sono potenzialmente in grado di riscrivere e reinterpretare in modo innovativo ed interessante qualunque genere, anche quelli apparentemente già sfruttati fino alla nausea.
Diamo dunque il benvenuto a Sonic and the Secret Rings, e scopriamo se si tratta di un titolo in grado di permettere al riccio blu di tracciare una nuova traiettoria, portandolo a correre nuovamente in prima linea.

Quante volte, leggendo un buon libro avete pensato: “come mi piacerebbe essere risucchiato tra queste pagine”.
Attenti a quello che desiderate, perché questa volta i problemi di Sonic nascono niente meno che dai capitoli de “Le mille e una notte”.
Un malvagio essere, chiamato Erazor Djinn, sta mettendo a soqquadro il reame di re Shariyar, assorbendo una dopo altra le novelle orientali.
Una notte il protagonista viene svegliato da Shahra, un genio venuto fuori dal tomo sul suo comodino, che gli implora di salvare il suo mondo.
Quando Sonic apprende che i piani del malvagio despota sono di uscire dal libro e conquistare anche il piano di esistenza reale, non può che accettare di aiutare Shahra.
Una volta entrato ne “Le mille e una notte”, però, un imprevisto incontro con Erazor Djinn si conclude con una malediziona lanciata sul riccio blu: se non riuscirà a trovare i sette World Ring e a consegnarli al malvagio entro un numero limitato di ore, morirà!
Niente smeraldi del caos questa volta. Sonic dovrà trovare gli anelli segreti, e dovrà fare in fretta.
La trama è piuttosto semplice, e sebbene non abbia luogo nel tipico mondo che funge da sfondo per le avventue di Sonic, gli sceneggiatori hanno trovato modo di inserire quasi tutti i personaggi più celebri della serie, come Miles “Tails” Prower o il burbero Knuckles. Narrano la storia cutscene composte da tavole solitamente statiche disegnate in modo squisito, interamente doppiate in inglese o giapponese. Fortunatamente tra le lingue disponibili per i sottotitoli figura anche l’italiano, che fornisce una traduzione decente agli scambi di battute tra i personaggi sia durante le suddette scene di intermezzo che durante le partite vere e proprie.

Non è sbagliato affermare che il gameplay di Sonic e gli Anelli Segreti sia la fusione tra un platform e un gioco di guida.
Probabilmente i fan della serie avranno già assunto un’espressione tra l’incredulo e il disgustato, eppure dopo aver impugnato il Wiimote in posizione orizzontale per pochi secondi ed aver svoltato un paio di curve, non si può che notare le pesante presenza di analogie con questi due generi apparentemente alieni al porcospino di casa Sega. La telecamera riprenderà l’azione in terza persona, posizionata a breve distanza dalle spalle del protagonista che si muoverà su un binario prestabilito, colmo di ostacoli, avversari, baratri ed altri tipi di insidie.
Inclinando il controller a destra o a sinistra, il nostro avatar nel gioco si sposterà ai bordi della “pista” secondo i nostri desideri, premendo 1 e 2 freneremo o salteremo. Altre tecniche comprendono uno scatto in salto, il cosidetto Homing Attack, che ci permetterà di colpire automaticamente i nemici “agganciati” da Sonic, oppure un atterraggio istantaneo utile per calibrare la distanza dei salti. Per eseguire queste mosse dovremo rispettivamente dare un colpo secco in avanti con il Wiimote o premere il tasto "2" mentre saremo in aria. Ruotando il FHC in modo che la parte superiore (quella con i pulsanti) sia rivolta contro di noi, andremo in “retromarcia”.
Si tratta di un sistema di controllo semplice ed intuitivo, ma che presenta un piccolo particolare a cui occorre abituarsi: Sonic accellera automaticamente. Questo indica che con il pad in posizione neutra il protagonista si muoverà in avanti, guadagnando lentamente velocità a meno di non farlo saltare e salvo brusche frenate. Nel caso si decida di arrestare in qualche modo la corsa del prtagonista, il problema è che -specialmente all’inizio del gioco (più avanti abilità speciali smusseranno il problema)- dovremo di nuovo aspettare del tempo prima di guadagnare una velocità accettabile, e quindi ci toccherà adattare nuovamente i nostri riflessi per evitare di finire contro una trappola o un nemico, perdendo preziosi anelli e fermandoci nuovamente: un sistema che impone all'utente una buona dose di riflessi ed attenzione.
Purtroppo le buone idee di Sega si infrangono violentemente contro una parete di problemi, destinati a rendere frustrante l’esperienza dei giocatori, ignari di quello a cui vanno incontro.
L’impossisbilità di influire direttamente sulla velocità con cui avanziamo lungo i livelli, il sistema di retromarcia troppo macchinoso e penalizzato dalla posizione della telecamera (resterà fissa costringendoci a muoverci alla cieca) di per se già compromettono la qualità del sistema di controllo. Come se ciò non bastasse, il rilevamento delle collisioni tra i poligoni non è dei migliori, e dunque nelle fasi di slalom più concitate, o quando i mostri ci si pareranno davanti all’ultimo momento, finiremo con grossa probabilità al tappeto, perdendo preziosi anelli. La cosa veramente terribile è che in alcune situazioni Sonic resterà imbambolato davanti ai mostri o alle trappole più ingombranti, subendo colpi consecutivi a causa dell’incapacità di ritornare a correre ad un ritmo utile per muoversi con agilità.

All’inizio del gioco, grazie ad una serie di tutorial, faremo pratica con i comandi.
Lo schermo di selezione dei livelli è strutturato come il sommario di un libro e diviso in otto capitoli. Ognuno di essi è un’ambientazione che contiene a sua volta oltre dieci “capitoli”, ovvero missioni dagli obiettivi sufficientemente vari. Alcuni ci faranno esplorare l’intero livello, e sono indispensabili per il proseguimento della trama, altri invece saranno più brevi e ci chiederanno di portare a termine diversi compiti, come abbattere un numero di nemici o raccogliere anelli in una precisa parte dello stage.
E’ in queste missioni "collaterali" che il titolo da il peggio di se, in particolare nei primi tre capitoli dello story mode. Improvvisamente però, iniziando il quarto capitolo, avremo invece la sensazione di trovarci di fronte ad un gioco quasi completamente diverso.
Il level design che inizialmente presenta gli stessi elementi riciclati fino alla nausea (fasi di corsa piatte e lineari si alternano in modo prevedibile a parti in cui bisogna muoversi con attenzione lungo cornicioni o “cavalcare” tronchi lungo corsi d’acqua) si arricchisce improvvisamente di liane, carrucole, percorsi irregolari e ricchi di spirali, cannoni che ci sparano nel vuoto e altre piccole chicche che, finalmente, ci fanno sentire di nuovo tra le abili mani dei programmatori Sega.
Le missioni secondarie restano per lo più dei palliativi, ma la capacità di stupire grazie ad una struttura dei livelli che non ha nulla da invidiare alla varietà di City Escape, Emerald Coast o Speed Highway risolleva inaspettatamente le sorti di un titolo che parte in sordina, sembrando quasi insufficiente.
Anche i problemi legati alle limitazioni del sistema di controllo passano in secondo piano, nascosti dalle brillanti idee dei designer. Certo qua e la la voglia di abbandonare il Wiimote a causa di qualche momento frustrante riaffiora, ma si tratta di brevi attimi, destinati a svanire dalla nostra memoria dopo qualche minuto.

Una gradita novità per la serie è la componente Rpg: a seconda le nostre performance, alla fine di ogni missione, guadagneremo punti esperienza utili a far salire il livello di Sonic. Ad ogni level up guadagneremo AP (punti abilità), nuove skill da equipaggiare ed aumenterà il numero di anelli massimi che potremo raccogliere. Gli anelli fungono da punti ferita e proprio come nella maggior parte dei giochi di ruolo ne perderemo un certo quantitativo se verremo colpiti. Se raggiungeranno lo zero moriremo e riprenderemo il livello da uno dei numerosi checkpoint al suo interno. Le oltre cento abilità che il riccio blu otterrà man mano che diventerà più potente consentono di modificare il gameplay in modo sempre più sensibile. Se all’inizio equipaggiandole (spendendo i sovracitati AP) otterremo semplicemente un lieve aumento della velocità o della manovrabilità del protagonista, più avanti ci conferiranno la possibilità di eseguire mosse completamente nuove. Ad un certo punto della storia poi, si sbloccheranno due nuove funzioni, attivabili con la pressione del d-pad del Wiimote, chiamate Time Break e Speed Break. La prima è utilissima per superare alcune aree ricche di ostacoli rallentando il tempo, la seconda è un booster grazie a cui percorre distanze enormi in un istante.
La realizzazione tecnica di Sonic e gli Anelli Segreti cresce di pari passo con il design dei livelli. Gli ambienti inizalmente sono composti di texture piatte e ripetitive. Anche le inquadrature sono poco stimolanti, e se si esclude l’ottimo lavoro svolto per la resa dell’acqua gli effetti speciali lasciano totalmente indifferenti. Il quarto stage è ancora una volta punto di passaggio tra mediocrità ed eccellenza. Senza via di mezzo alcuna si passa a texture ottime, ambientazioni ispirate e dall’orizzonte vasto e artisticamente interessante. Effetti di riflessione sulle superfici ghiacciate, sferzate di vento, luce abbagliante quando correremo contro il sole, ombre e distorsione del calore abbondano nella seconda metà del titolo. Le influenze orientali si manifestano in scorci architettonicamente superbi, che raggiungono il massimo livello nello stage finale, davvero superlativo.
Purtroppo resta di qualità medio bassa la realizzazione dei personaggi. Sonic è animato in modo leggermente legnoso, mentre gli avversari, composti da un numero imbarazzante di poligoni, sono tutti assolutamente identici se si esclude il cambio della palette dei colori e qualche piccolo dettaglio.
Discorso inverso per i Boss, interessanti sia dal punto di vista grafico che ludico, in particolare quelli della metà riuscita del gioco.
Gli effetti audio presentano tutti i suoni di repertorio della serie, mentre la colonna sonora è composta da un buon numero di tracce davvero ottime sia per arrangiamenti che per produzione, che seguono il trend "rockeggiante" (dal sound decisamente americano) lanciato da Sonic Adventure 2.

La longevità dei giochi di Sonic è sempre un fattore relativo. In questo capitolo per Wii sono presenti 100 missioni, molte delle quali opzionali, che necessitano di una quarantina d’ore per essere portate a termine, ma ne bastano una decina per finire l'avventura principale. Inoltre una grande fetta di utenza sarà poco propensa ad avere a che fare con i difetti nel sistema di controllo quando non strettamente necessario. D’altro canto la presenza di numerosi oggetti segreti da raccogliere lungo i livelli potrebbe invogliare a compiere lo sforzo estremo. Inoltre, finendo le missioni con un punteggio alto, otterremo medaglie di bronzo, oro o argento, utili a sbloccare feature dell’apposita modalità gallery, ricca di filmati, immagini, musica e quant’altro legato al mondo del riccio corridore.
A parte ciò, la bellezza di alcuni livelli è un’ottimo motivo per giocare e rigiocare le stesse missioni, anche solo per migliorare il proprio record, provare una nuova combinazione di abilità, ammirare le ambientazioni o fischiettare la nostra canzone preferita.
Per rendere ancora più appetibile il pacchetto offerto da Sonic e gli Anelli Segreti, i programmatori hanno inserito anche una sostanziosa modalità multiplayer, che può essere considerata quasi un gioco a parte.
Si tratta di un party mode, in cui potranno competere fino a quattro giocatori. Il funzionamento è simile a Mario Party o lo stesso Sonic Shuffle. Potremo accedere ad un buon numero di modalità (sbloccabili soddisfacendo dei requisiti nella modalità avventura) e, impersonando otto personaggi provenienti dall’universo di Sonic, dovremo primeggiare in una serie di minigiochi scelti a caso tra circa quaranta disponibili, divisi in diverse categorie. Inutile dire che questo party mode fa largo uso delle possiblità offerte dal Wiimote e si rivela una simpatica alternativa ai titoli già proposti dalla concorrenza sulla console, specialmente se si amano particolarmente i personaggi Sega.

Sintesi

E’ estremamente arduo esprimere un giudizio su Sonic e gli Anelli Segreti. Si tratta di un titolo fortemente penalizzato dalle prime ore di gioco. Una volta superate però, riesce a catturare immediatamente l’attenzione, e di lì a poco persino a lasciare a bocca aperta. Quasi come il ricordo di un brutto sogno al mattino, tuttavia, livelli iniziali restano impressi a fuoco nella memoria del giocatore, impedendo a questa fatica Sega di raggiungere le altissime vette dove dimorano solitari e indisturbati i precedenti episodi per Dreamcast della serie. Resta un mistero la causa di questa crepa qualitativa, ma malgrado le premesse iniziali Sonic si rivela un buon titolo. La speranza è che i programmatori limino il sistema di controllo e lo ripropongano in un seguito sfruttando le buone idee che hanno dimostrato di avere, perché questa incarnazione della mascotte Sega riesce a catturare in pieno il feeling dei giochi 2D usciti più di dieci anni fa, come ben pochi sequel hanno saputo fare.

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Everyeye.it

Altre informazioni su Sonic and the Secret Rings


I trucchi
- Sonic and the Secret Rings
Le notizie
- Sonic si mostra in un nuovo filmato tratto dal prossimo capitolo, che approderà su Wii in una data ancora da definire....
Le anteprime
- Sonic e gli Anelli Segreti

 

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