Blacksite: Area 51
Il precursore
Dopo aver visto, per circa 10 anni, le nostre home console letteralmente invase da shooter legati alle vicende della Seconda Guerra Mondiale, con l'avvento della Next Gen hanno ripreso piede gli FPS in cui troviamo la razza umana in via di estinzione, alle prese con l'invasione di creature aliene più o meno bizzarre.
Due di questi titoli hanno avuto e stanno riscuotendo particolare successo tra tutti i videogiocatori, ponendosi come giochi di riferimento per le rispettive macchine: stiamo parlando di Gears Of War su Microsoft Xbox360 e Resistance: Fall Of a Man su Sony Playstation 3.
Pochi sanno che il precursore degli sparatutto umani contro alieni, nell'ambito delle ultime generazioni videoludiche, è stato un certo Area 51, sviluppato dagli studi Midway e uscito un paio d'anni or sono su Microsoft Xbox e PC.
Il prodotto -piuttosto mediocre- portava il giocatore a vestire i panni di un gruppo militare statunitense intento a tenere a bada le creature extraterrestri all'interno della celeberrima Area 51, dalla quale il prodotto stesso prende il nome.
Il misero consenso riscosso portò Midway ad abbandonare il progetto di un sequel per quella generazione, concentrandosi sul perfezionamento dei vari parametri caratterizzanti, in attesa delle generazioni future; ora, nel pieno della Next Gen e dopo l'enorme successo dei titoli già menzionati stiamo per assistere al ritorno del prodotto Midway Games sotto le spoglie del nuovo Blacksite: Area 51.
Un ritorno che già dalle preziose collaborazioni di cui il progetto si avvale sembra preannunciarsi in grande stile; ritroviamo infatti nomi importanti come quello di Harvey Smith (uno dei game designer di Deus Ex) e Susan O'Connor (sceneggiatrice responsabile della trama di Gears Of War).
Ad oggi gli elementi da analizzare sono pochi: qualche indiscrezione rilasciata direttamente dagli sviluppatori e una fugace demo sul Marketplace sono gli elementi che utilizzeremo per far luce sui misteri dell'Area 51.
Un pizzico' di storia reale....
Una piccola digressione è d'obbligo per i pochi, pochissimi che ancora non sapessero bene cos'è la tanto misteriosa Area 51.
Ebbene questa non è che una parte dell'immensa Nellis Air Force Base o Groom Lake Air Force Facility che dir si voglia (oltre 20000 Km² di estensione), struttura militare del governo degli Stati Uniti situata circa 150 Km a nord-ovest di Las Vegas, nel cuore del deserto del Nevada.
Per una serie di motivi legati alla sua collocazione strategica (completamente circondata da montagne e deserto), alle ricerche svolte dai satelliti russi durante la Guerra Fredda, agli avvistamenti nei paraggi e all'estrema segretezza mantenuta dal governo americano sulla natura della base, sono cominciate a girare le voci più strane sulla natura delle ricerche in essa svolte e, dai primi anni '80, grazie ad una sempre più ampia diffusione di mezzi di comunicazione di massa (internet su tutti), l'Area 51 è diventato un vero fenomeno mediatico.
Dalle foto satellitari si è potuto vedere come la parte della struttura occupata dalla fantomatica Area 51 sia dotata di una pista di decollo lunga circa 5 Km, circondata da uffici, caserme ed hangar d'ogni forma; come già detto, l'unione di queste foto e degli avvistamenti U.F.O. (Unidentified Flying Object) nella zona ha fatto pensare ad un centro di ricerche su tecnologie aeree aliene ancora sconosciute.
In 20 anni si sono susseguiti pettegolezzi, voci, testimonianze, smentite e addirittura foto e video inediti che hanno portato a raffigurare l'Area 51 come un complesso sotterraneo di oltre 90 piani nei quali si svolgono ricerche non solo su veivoli alieni giunti sulla terra ma anche su forme di vita di altri pianeti, con le quali, a detta dei maggiori sostenitori delle teorie complottiste, il governo americano è in contatto.
Altri -più realisticamente- pensano si tratti semplicemente di un sofisticato centro ricerche adibito in origine per testare le tecnologie russe e specializzatosi, al termine della Guerra Fredda, in sviluppo di prototipi dalla tecnologia estremamente avanzata; la base è infatti responsabile di gran parte dei progetti stealth quali il Lockheed F-117A Nighthawk, il caccia invisibile.
....e fantastica
In un futuro non troppo lontano il governo degli Stati Uniti, in seguito al ritrovamento di alcuni esseri extraterrestri, ha iniziato una sperimentazione genetica sfruttando cavie umane e creando in laboratorio creature battezzate Reborn, una mutazione non troppo bella da vedere dovuta all'inserimento dei geni alieni nel DNA umano.
La crisi scoppia quando i Reborn, tenuti prigionieri nei livelli più interrati dell'Area 51, si liberano misteriosamente, prendono il controllo della base e si espandono nelle zone circostanti invadendo la tranquilla e ignara cittadina di Rachel (una nuova Raccoon City in sostanza).
E' a questo punto che entra in gioco il nostro alter ego, il comandante Aeran Pierce, professionista e leader nato nonché uomo tutto d'un pezzo assieme alla sua squadra: Cody Grayson, soldato selezionato per la sua aggressività, capace di esaltarsi nelle situazioni di massimo pericolo dove usa non seguire gli ordini alla lettera nè lasciare in vita ogni cosa si muova e Mitchell Ambrose, dedito alla professione militare nel senso stretto della parola lavoro, ligio agli ordini e guidato da un innato senso di sopravvivenza, capace quindi di sottrarsi al combattimento se necessario.
Alla guida di questa task force saremo chiamati ad esplorare Rachel alla ricerca dei sopravvissuti e quindi a seguire le tracce aliene fin nel cuore dell'Area 51.
I numerosi livelli di gioco saranno inframezzati da sequenze animate indispensabili per raccontare in maniera completa lo sviluppo dell'intreccio narrativo; tali sequenze sono interamente realizzate utilizzando il motore grafico del gioco.
Che la caccia abbia inizio
Ciò che caratterizza il gameplay di Blacksite è la sua forte connotazione arcade, donata da un sistema di controllo semplice ma efficace, dalla frenesia di scontri a fuoco in cui spettacolarità ed elevato numero di nemici la fanno da padrone, ad un sistema molto semplice di controllo della squadra e da alcune piccole facilitazioni al sistema di mira che renderanno l'azione più fluente e mai frustrante.
Nonostante la forte componente arcade le situazioni di gioco non si limitano ad un continuo spara spara ma sono piuttosto diversificate grazie alla possibilità di utilizzare molti dei mezzi (auto, corazzati, elicotteri) che troveremo sul posto e all'implementazione di un sistema di valutazione delle azioni sul campo che influenzerà il morale di squadra.
Per quel che riguarda le sezioni di guida non se ne sa ancora molto se non che saranno numerose, divertenti (dato l'aumento di potenza di fuoco) e diverse a seconda del mezzo; sul fattore morale, al contrario, le informazioni sono piuttosto complete.
Durante gli scontri a fuoco, ogni azione compiuta dal giocatore, che impersonerà il capitano della squadra, contribuirà a diminuire o aumentare la fiducia dei compagni nel leader e nelle loro stesse capacità: impartendo costantemente e senza esitazioni ordini chiari e precisi i nostri uomini acquisiranno una sempre più marcata fiducia e sicurezza, affrontando ogni scontro a fuoco con ottimi risultati.
Contrariamente, se non agiremo di squadra con costanza, lasciando i nostri commilitoni a loro stessi magari voltando le spalle al combattimento e pensando solo alla nostra pelle, ai nostri sottoposti verrà a mancare un punto di riferimento, si troveranno spaesati e indeboliti mentalmente con consecutivo calo nelle prestazioni (vedi precisione nella mira) e pericolosa esposizione al pericolo e alla morte.
Oltre a questo bisognerà tener conto delle attitudini caratteriali di ciascuno dei nostri compagni: Cody, più intraprendente e aggressivo non avrà bisogno di sentirsi dire continuamente cosa fare ma di vedere costantemente impegnato il capitano Pierce negli scontri a fuoco, per una sorta di incoraggiamento emotivo, Mitchell, invece, in quanto maggiormente professionale nonchè attaccato alla conservazione di se stesso, avrà bisogno di sapere sempre cosa fare e dove andare; bisognerà, in sostanza, bilanciare cautamente la componente tattica e la componente action delle nostre azioni se vorremo sopravvivere.
Per non snaturare troppo l'atmosfera arcade gli sviluppatori hanno pensato -a nostro avviso sbagliando- di resettare questo sistema di valutazione del modus operandi e del morale della squadra in ogni situazione di calma: ciò che faremo in uno scontro a fuoco o in una serie di scontri immediatamente vicini non varrà per le situazioni future, ovvero, il morale della squadra si azzererà ad ogni situazione di pericolo, caratteristica che rende lo stesso sistema praticamente nullo.
Una parentesi positiva va invece aperta per quanto riguarda l'ottimo sistema di mira, parzialmente aiutato da un sistema che permette di colpire il nemico anche se non perfettamente centrato nel mirino e dall'intelligente sistema di ordini contestualizzati.
Quest'ultimo, adatto proprio ad un arcade come Blacksite, permette senza fatica e senza complicazioni un'ampia gamma di azioni possibili per la squadra: puntando il mirino verso un punto del terreno e premendo il tasto ordini la squadra si muoverà in quel punto mettendosi in copertura al meglio; compiendo la stessa azione su una porta la apriranno o sfonderanno, ripulendo l'interno e puntando un nemico concentreranno su di esso il fuoco o lo giustizieranno in silenzio, tutto a seconda delle occasioni.
Parlando di nemici e di compagni di squadra la prima domanda che salta alla mente di ogni giocatore riguarda la qualità dell'IA che, per il misero quantitativo di minuti giocabili della demo, è momentaneamente impossibile valutare; abbiamo comunque la promessa da parte dei ragazzi Midway Austin, responsabili del progetto, che non sarà da meno dei blasonati Ghost Recon e Gears Of War.
E' importante sottolineare, dopo aver parlato di questi aspetti, che la meccanica di gioco classica alla base di ogni shooter che si rispetti verrà mantenuta con assoluta fedeltà anche nel prodotto Midway e la prova sta anzitutto nei controlli da FPS: i grilletti vengono utilizzati per fare fuoco (RT) e per zoomare (LT), i dorsali per gli ordini alla squadra (RB) e per lanciare granate (LB), i tasti colorati per cambiare arma (Y), ricaricare (X), saltare (A) e colpire con il calcio dell'arma (B); infine, mira e movimenti sono inevitabilmente legati agli stick analogici DESTRO e SINISTRO, con quest'ultimo adibito anche a alzare e inginocchiare il Rambo digitale.
Noi tutti sappiamo che la longevità non è certo il punto di forza degli FPS, in particolare nelle ultime generazioni ed è per questo motivo che, alla Midway, hanno pensato di aggiungere una corposa modalità multiplayer che si elevi a baluardo in un'era ludica dove l'online gaming non solo è all'ordine del giorno ma è costante pretesa dei videogiocatori.
Oltre alle classiche modalità cooperative (offline ed online) e competitive (deathmatch, capture the flag) avremo due novità inedite: Siege e Abduction basate sul conflittuale rapporto umani-reborn.
In Siege verremo divisi in squadre e ad ogni squadra verrà richiesto di controllare una serie predefinita di territori probabilmente occupandoli per un intervallo di tempo prestabilito; la vera novità è la possibilità di catturare i giocatori nemici e tenerli prigionieri nella propria base difendendosi dagli assalti portati dai compagni per la loro liberazione.
Abduction invece è una modalità a sopravvivenza dove i giocatori, una volta sconfitti, si trasformeranno in reborn, complicando la vita degli altri fino a che non rimarrà un unico vincitore.
Tutte le modalità hanno il pieno supporto di Xbox Live, il servizio di online gaming continuamente perfezionato da Microsoft.
Tecnologia aliena
Un giudizio più accurato e preciso si può dare sul comparto tecnico del gioco dato che il minutaggio della demo comprende esclusivamente materiale in game.
Ciò che si nota subito è la grande cura nella realizzazione dei modelli poligonali degli umani, animati perfettamente e caratterizzati da espressioni facciali piuttosto diversificate e degli alieni/reborn, brutti e spaventosi quanto basta ed altrettanto realisticamente animati.
Gradevoli alla vista anche i mezzi e le strutture degli scenari, grazie soprattutto ad un pacchetto di texture ad altissima definizione ed ad altrettanto ottimi shader di superficie, complici assieme ad una meravigliosa gamma di effetti luce e di riflessione nella resa di un'atmosfera cupa, umida e viscida (dovuta alla continua pioggia) che ci accompagnerà per tutto il gioco.
Anche i puristi della fisica saranno entusiasti della tecnica sopraffina di questo gioco che si avvale del Massive D, motore fisico che rende possibile un altissimo livello (riscontrato positivamente nella demo) di interazione con l'ambiente: durante gli scontri a fuoco, esplosioni, schegge di vetro e frammenti che schizzano ovunque saranno all'ordine del giorno, senza nulla togliere ad una pulizia grafica davvero notevole, inoltre, molti oggetti (vedi auto e barili di benzina) potranno essere sfruttati a nostro favore nell'eliminazione degli avversari; saranno accontentati anche coloro che pretendono fori di proiettile su ogni elemento presente a schermo.
Non ultimi e non trascurabili anche i discreti effetti particellari che, seppur non al livello di GRAW 2 e Lost Planet, rendono molto bene fumo, esplosioni e fiamme d'ogni genere.
Gli unici difetti che abbiamo trovato sono un lieve calo di frame rate durante alcuni scontri concitati, un appena accennato problema di tearing e l'incognita rappresentata dal buio lasciato dagli sviluppatori sul mantenimento di tale qualità anche nella parte online.
Anche l'audio in Blacksite non è da meno e va a completare quello che, per quel che si è potuto vedere, è un comparto tecnico solido e di qualità.
Esplosioni, effetti ambientali, riproduzione degli effetti delle armi ed, in ultimo, il doppiaggio, sono stati realizzati in maniera quasi maniacale e rendono il coinvolgimento nell'esperienza di gioco totale a 360°, soprattutto per i possessori di sistemi che accettino le codifiche audio digitali.









