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Fracture [XBOX 360]

Anteprima
Piattaforma:
XBOX 360
Genere:
Sparatutto
Fracture

Fracture

In un era, la nostra, dominata da frenetiche sparatorie, mirabolanti effetti grafici, ed instancabili lotte contro nemesi giganti giunte da luoghi improbabili ed ameni, la casa produttrice Day 1 studios, già autore di giochi come F.E.A.R. e Mechassault, insieme con l’attivissima LucasArts, lanciano l’ennesima sfida al concept dell’intrattenimento videoludico. E lo fanno utilizzando un idea che sempre più sta allargandosi ai diversi e variegati mondi paralleli offerti dai nostri amati videogames, ossia la possibilità di modellare, con le nostre azioni, la struttura fisica dell’ambiente che circonda i nostri avatar. Questa volta però Day 1 studios vuol proporsi come capostipite di un siffatto modo di concepire l‘interazione virtuale. Ciò che il team di sviluppo si è prefissato stimola non poco l’immaginario collettivo di un divertimento originale e quanto mai avvincente, trasportando le nostre fantasie verso un futuro in cui il giocatore potrà finalmente raggiungere una libertà quasi assoluta.
Terra anno 2161
L’ambientazione in cui ci troveremo protagonisti è spaventosamente plausibile. Parliamo infatti di una terra che, giunta all’anno 2161, a causa dei continui cambiamenti climatici, ha subito le più devastanti conseguenze sismologiche ed ecologiche possibili, trasformando irrimediabilmente l’intera geografia. Il continente americano si trova ora diviso in due grandi aree, l’una unita a ciò che rimane dell’Europa, ad est, l’altra aggregatasi all’Asia, ad ovest.
L’uomo ha dunque dovuto escogitare nuovi rimedi per poter sopravvivere a tali e devastanti cambiamenti. La cibernetica, giunta ad elevati livelli di sviluppo, diviene così fonte di sopravvivenza per l’umanità. Ma ad affiancare tale tecnologia, troviamo una genetica in grado di modificare o addirittura ricostruire il DNA umano. Una siffatta evoluzione scientifica porta però con sé l’amara accettazione o meno di determinati valori. Ecco dunque che la popolazione terrestre, ciò che ne rimane, si divide ancora una volta. Coloro i quali, credendo nella cibernetica rifiutano l’idea di modificare il genoma umano, si stanziano ad est, fondando l’Alleanza Atlantica. Di contro, i sostenitori dell’evoluzione genetica dichiarano la secessione da ciò che resta degli Stati Uniti, fondando la Repubblica di Pacifica.
In un clima socio-politico alquanto instabile pare evidente lo scatenarsi di eventi che porteranno all’inizio di una tremenda guerra civile.
Il nostro eroe, Mason Biggs, guerriero dell’Alleanza, si troverà così coinvolto in un conflitto fraterno tra ciò che resta dell’umanità, utilizzando tutte le risorse tecnologiche che la ricerca cibernetica ha messo a disposizione.

L’originalità dal gameplay
L’idea che sta alla base di Fracture è la possibilità, offerta dall’evoluzione scientifica, di combattere utilizzando armi in grado di deformare, secondo i propri scopi, l’intero ambiente.
Ecco dunque che il giocatore potrà, attraverso armi differenti, innalzare delle barriere dal terreno per difendersi, piuttosto che distruggere porzioni di terra per poi utilizzarle come armi da lanciare addosso agli avversari. Ancora, avremo la possibilità di creare degli spaventosi vortici che risucchieranno tutto ciò che gli sta intorno. E, cosa quanto mai allettante, sarà possibile utilizzare tutta la fantasia possibile nel combinare molteplici e devastanti effetti in un mix distruttivo (avete presente azioni del tipo: gettare delle armi esplosive in un vortice di pura energia?)
Ma se un tale potere metamorfico può esser adattato in combattimento, è pur vero che esso tornerà utile in svariate situazioni che niente hanno a che fare con gli istinti primordiali fratricidi. Ci ritroveremo difatti ad utilizzare le differenti possibilità offerteci dalle nostre preziosissime armi deformatrici per risolvere situazioni particolari, piuttosto che enigmi naturali. Inoltre, le “fratture” terrene causate dalle nostre azioni, potranno esser utili come mezzi di trasporto per raggiungere posti altrimenti inarrivabili. Ad esempio utilizzando particolari tipi di armi, è possibile far letteralmente emergere una colona dal sottosuolo ed utilizzarla come una sorta di ascensore.
Dunque l’azione non si risolverà in semplici e frenetiche sparatorie all’ultimo proiettile, bensì, grande valore verrà dato alla capacità di pianificare, nel minor tempo possibile, l’attacco più consono all’ambiente ed alla situazione, nonché all’intuito necessario per comprendere come sfruttare le condizioni terrestri a nostro vantaggio. Grazie a tali implementazioni uno stereotipato shooting gameplay, derivante da incarnazioni futuristiche di titoli storicamente collaudati in cui l’azione si risolveva nello sparare a raffica contro miriadi di assetati nemici, viene tramutato dagli sviluppatori in un esperienza quanto mai nuova ed originale.

Il mondo di Fracture
Adesso, da una siffatta descrizione si potrebbero presagire vittorie certe e scontate, ma in realtà, mai come stavolta, i pericoli si annidano dietro ogni anfratto. Da un primo sguardo ciò che si nota è uno stile, seppur curato con texture ed effetti grafici di ottima qualità , nonché esplosioni ed effetti particellari davvero ben riusciti, poco distintivo. Sembra infatti mancare quel particolare che fa riconoscere una determinata opera fra un mucchio, una determinata mano fra milioni di altre. Difatti non risulta improbabile sperimentare una sensazione di déjà-vu, pronta a nutrirsi di tutti i buoni presupposti poco prima descritti. Certo è che siamo davvero lontani dal poter toccare con mano la versione definitiva del titolo, la quale uscirà nel 2008; dunque il lavoro è soltanto a metà, e redarre giudizi affrettati non parrebbe cosa giusta. In diverse interviste, infatti, il team del Day 1 studios ha rassicurato che la versione finale sarà pregna di tutto l’impegno umanamente possibile atto a rendere Fracture un titolo fuori dal comune. Inoltre, e questo fa ben sperare, la LucasArts ha scommesso parecchio su questo titolo, in quanto rappresenterebbe una produzione slegata da ogni riferimento a progetti antecedenti.
Per ciò che concerne la fisica, come si può facilmente intuire, essa rappresenta il fulcro di tutto il gioco. La realizzazione di movimenti terreni “reali”, collisioni verosimili, campi magnetici plausibili, saranno all’ordine del giorno, e difatti è possibile notare già da ora, l’attenzione che il team sta prestando a tale aspetto. Creando ad esempio un vortice magnetico, tutto ciò che si trova nei suoi pressi viene verosimilmente risucchiato seguendo una logica plausibile; così come innalzando una colonna di magma sarà possibile vederne la sua collisione assolutamente realistica con un ponte di ferro.
Dunque, seppur con qualche timore, i presupposti per un mix di sana e divertente adrenalina, nonché di estetico piacere voyeristico, sembrano esserci tutti.

La possibile innovazione del Multiplayer
Ma ciò che “scandalizza” di più, sono le innumerevoli immagini mentali scaturite da una singola parola abbinata ad un gioco così concepito. Multiplayer. Dalla sola descrizione delle sue potenzialità, infatti, qualsiasi giocatore potrà immaginare in quanti e svariati modi attaccare gli avversari. E se ognuno di noi ne pensa una diversa, allora si può solo immaginare l’enorme varietà che un tale approccio porterà alle sfide in rete. Questo aspetto infatti, è uno dei più attesi e discussi, proprio perché permetterà di sperimentare attraverso le proprie ed altrui azioni innumerevoli e quanto mai originali situazioni.
Purtroppo né la LucasArts né i Day 1 studios hanno rilasciato dichiarazioni su ciò che sarà il multiplayer. Perciò non resta che attendere.

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Everyeye.it

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